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martedì 23 novembre 2021

Tim: CGIL, azieda strategica per il Paese. Non può valere solo il mercato

"In una possibile Opa da parte di Kkr su Telecom vedo un'operazione squisitamente ed esclusivamente di mercato, e in settori strategici come quello delle Tlc non può essere quella l'unica logica, ma il processo di governance deve essere finalizzato anche alla crescita dell'innovazione, ai benefici del Paese.
Per questo abbiamo espresso dubbi e perplessità. Il governo non può stare semplicemente a guardare". È quanto dichiara il segretario confederale della CGIL Emilio Miceli in un'intervista a Collettiva.it."Il riassetto di Telecom - prosegue - coincide con il riassetto complessivo delle Tlc, del sistema digitale e della nostra capacità di essere uno dei soggetti importanti in Europa.
Di fronte ad un asset così strategico occorre avere una visione industriale, non solo di mercato, altrimenti non si riuscirà a garantire al Paese le migliori condizioni per fare il salto digitale".Infine, Miceli sottolinea "una questione che a noi sta particolarmente a cuore.
Se Telecom perde strategicità e ruolo che fine fanno i 40mila dipendenti? Il tema della salvaguardia dell’occupazione non può essere trattato come una varia ed eventuale".

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 27 febbraio 2015

Mediaset pronta ad acquisire 100% Raiway. Cestaro, evidente paradosso che MISE e Rai dovranno giustificare

Apprendiamo dalla stampa che Mediaset, attraverso la sua controllata E.I. Towers, avrebbe lanciato un OPA per l’acquisizione del 100% della Società RaiWay.
La notizia sembrerebbe in contrasto con la cessione di quote societarie della controllata RAI che, invece, non dovrebbe superare il 49% delle azioni. Evidentemente la differenza non è di poco rilievo, ma ciò che risulta sconcertante è che, se l’operazione andasse in porto attraverso l’acquisizione di Mediaset anche del “solo” 49% di RaiWay, saremmo di fronte all’ennesimo conflitto di interessi per cui il principale concorrente privato deterrebbe quote rilevantissime della principale infrastruttura del servizio pubblico radio televisivo.
Condizione, questa, che avevamo previsto come possibile e denunciata sia durante l’incontro col MISE sia nell’incontro con la Presidente RAI e il Direttore Generale, ma in entrambi gli incontri questa eventualità era stata esclusa.
Per nulla rassicurati dalle dichiarazioni, ancorché autorevoli, ora è abbastanza facile stabilire chi aveva ragione e chi aveva torto.
E non vi è dubbio che tutto questo disastro nasca dalla decisione sciagurata di prelevare i famosi 150 milioni dal canone RAI: scelta a cui il C.d.A. RAI si è opposto troppo tardivamente (e successivamente all’azione legale intrapresa da SLC-CGIL) registrando, tra l’altro, e incredibilmente, il dissenso dello stesso Direttore Generale.
Ora pretendiamo chiarezza, da parte del MISE e del C.d.A. RAI. Abbiamo il timore che questa incredibile vicenda originata da apprendisti in cerca di successo mediatico, sia solo il preambolo di quello che può succedere alla più grande istituzione culturale del Paese.