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martedì 23 novembre 2021

Tim: CGIL, azieda strategica per il Paese. Non può valere solo il mercato

"In una possibile Opa da parte di Kkr su Telecom vedo un'operazione squisitamente ed esclusivamente di mercato, e in settori strategici come quello delle Tlc non può essere quella l'unica logica, ma il processo di governance deve essere finalizzato anche alla crescita dell'innovazione, ai benefici del Paese.
Per questo abbiamo espresso dubbi e perplessità. Il governo non può stare semplicemente a guardare". È quanto dichiara il segretario confederale della CGIL Emilio Miceli in un'intervista a Collettiva.it."Il riassetto di Telecom - prosegue - coincide con il riassetto complessivo delle Tlc, del sistema digitale e della nostra capacità di essere uno dei soggetti importanti in Europa.
Di fronte ad un asset così strategico occorre avere una visione industriale, non solo di mercato, altrimenti non si riuscirà a garantire al Paese le migliori condizioni per fare il salto digitale".Infine, Miceli sottolinea "una questione che a noi sta particolarmente a cuore.
Se Telecom perde strategicità e ruolo che fine fanno i 40mila dipendenti? Il tema della salvaguardia dell’occupazione non può essere trattato come una varia ed eventuale".

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 17 giugno 2021

Dl Semplificazioni: Cgil, governance va rafforzata per garantire coesione sociale

Un decreto di straordinaria complessità e importanza, che dovrà riuscire a coniugare i temi del Piano di ripresa e resilienza, a partire dalle due grandi transizioni ambientale e digitale, con la tutela e la creazione di lavoro. È necessaria la rapidità, ma accelerare non può significare deregolare e creare vulnus di partecipazione”. Così la vice segretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, oggi in audizione alla Camera su dl Semplificazioni e governance.

Per la dirigente sindacale “la governance va rafforzata per garantire coesione sociale”, e la principale criticità è che “il processo di partecipazione delle parti sociali è gravemente insufficiente. Pensiamo vada subito rivisto, considerati gli impatti, diretti e indiretti, che il Pnnr avrà sul lavoro. Per questo con Cisl e Uil abbiamo inviato un documento alla Presidenza del Consiglio”. Inoltre, sempre sul tema governance Fracassi propone di “rafforzare il rapporto con la Cabina di Regia, prevedendo una fase di consultazione preventiva sia sulle riforme sia sugli investimenti; istituire tavoli di confronto permanenti nei singoli Ministeri; definire il livello di confronto debba realizzarsi sui territori, visto che almeno 87 miliardi saranno finalizzati dagli enti locali”.

Di fronte ad un investimento così imponente per il Paese – avverte Fracassi – andrebbero rafforzati i controlli per contrastare la criminalità organizzata”. “Grazie all’iniziativa delle organizzazioni sindacali – afferma – si è evitata la disarticolazione del Codice degli appalti. Ora rileviamo dei punti di condivisione, dalla cancellazione del massimo ribasso ad analoghi trattamenti economici, nel rispetto dei ccnl, tra lavoratori in subappalto e appalto principale. Restano aperte però alcune questioni dall’innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti, al potenziamento dell’Anac, alla qualificazione e riduzione delle stazioni appaltanti, alla clausola occupazionale”.

In particolare, secondo la dirigente sindacale “per la creazione di lavoro femminile e giovanile gli obiettivi vanno rafforzati così come le condizionalità. Il decreto legge nel suo complesso dovrà essere coerente agli obiettivi definiti con l’Unione Europea a partire dal ‘non fare danni significativi all’ambiente’ ed evitare di riproporre vecchie ricette che, in passato, non solo non hanno accelerato gli investimenti, ma addirittura li hanno rallentati”, conclude Fracassi.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 29 gennaio 2021

Recovery: Cgil, lavoro sia fulcro di tutti gli interventi

“Il lavoro, la creazione di occupazione per giovani e donne e la sua tutela, deve deve essere il fulcro di tutti gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Piano dovrà inoltre recuperare i divari sociali, rispondere ai bisogni delle persone, dei territori e dell’ambiente. Dovrà delineare un quadro chiaro di politiche industriali e di sviluppo agganciandosi agli obiettivi dell’Unione europea di riconversione green e digitalizzazione”. È quanto affermato dalla vice segretaria generale della Cgil Gianna Fracassi, audita quest’oggi dalla Commissione Bilancio, Attività produttive, Lavoro pubblico della Camera sul Recovery Plan.

La dirigente sindacale ha sottolineato in primis una questione di metodo: “la governance è assente. Riteniamo che ci debba essere una governance centrale, una struttura leggera che preveda il coinvolgimento dei Ministeri interessati e dei territori, e all’interno di questo quadro, riteniamo molto importante la partecipazione delle parti sociali nella definizione dei progetti e del loro monitoraggio”.
Per Fracassi il confronto con i sindacati dovrà essere “ulteriormente rafforzato” nella definizione delle riforme. Cinque quelle ritenute necessarie: dalla riforma fiscale, che dovrà essere “complessiva e non solo limitarsi all’Irpef”, a quella del lavoro, che “non può essere spezzata in due ambiti, la riforma degli ammortizzatori deve essere collegata a quella delle politiche attive e anche alla partita della formazione permanente. La riforma del lavoro dovrà essere in grado di contrastare la precarietà, rafforzare la qualità dell’occupazione”. La vicesegretaria generale della Cgil indica inoltre altre tre riforme, “quella della