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mercoledì 20 marzo 2019

Migranti: Cgil, invece di garantire sicurezza si alimenta conflitto sociale

Non c’è umanità, e non è rimasto neanche il pudore: chi dovrebbe garantire sicurezza e pace sociale non fa altro che alimentare il conflitto civile, e mentre invoca l’arresto di chi salva vite umane, continua a trincerarsi dietro l’immunità senza affrontare le sue responsabilità”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra all’indomani dello sbarco della nave Mare Ionio e nel giorno del voto del Senato sull’autorizzazione a procedere per il Ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti.
È inammissibile – prosegue Massafra – l’accanimento che Salvini continua a perpetuare nei confronti dei più deboli, e nei confronti di chi, con estrema umanità, salva vite umane dal mare e dalle crudeltà libiche”. "Chiudere i porti" è un annuncio reiterato che – aggiunge – non può avere alcun valore legale e prescrittivo, tradisce i principi della Costituzione e i patti internazionali delle Nazioni Unite che considerano l’accoglienza un principio universale da garantire a tutti coloro che rischiano la vita”.
“La Cgil continuerà ad essere protagonista di ogni lotta per costruire società giuste, democratiche, inclusive e solidali, e continuerà ad essere al fianco di chi, come il sindaco di Lampedusa, garantisce l’apertura dei nostri porti. Infine – ricorda in conclusione Massafra – sosterremo ogni iniziativa di Mediterranea Saving Humans”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 26 novembre 2018

Oggi presidio a Roma contro il dl sicurezza

Lunedì 26 novembre il Decreto sicurezza arriva alla Camera dei Deputati per la sua approvazione definitiva, tramite il voto di fiducia preannunciato da parte del Governo.
Venerdì scorso, in Commissione Affari costituzionali, il dibattito è stato privato dei tempi necessari per discutere gli emendamenti presentati, anche dai partiti della maggioranza, al fine di modificare il Decreto in alcuni degli aspetti che presentano quei profili di criticità, più volte sollevati sin dall’inizio e in contrasto con le garanzie dei diritti sanciti nelle Convenzioni internazionali.
Per chiedere al Parlamento e al Governo di fermarsi e rivedere il Decreto sicurezza, aprendosi al confronto e al dibattito, Libera, Acli, Arci, Avviso Pubblico, Legambiente, Cgil, Cisl, Uil promuovono per lunedì 26 a partire dalle ore 15.00, in Piazza Santi Apostoli, un presidio pubblico.
In dettaglio – scrivono le Associazioni e i Sindacati – destano grande preoccupazione le disposizioni relative alla protezione umanitaria e immigrazione – su cui anche il Consiglio superiore della magistratura ha rilevato aspetti di incostituzionalità – e che appaiono essere più come una risposta simbolica all’opinione pubblica che ai problemi concreti della protezione e della integrazione. Questo decreto che si appresta a diventare legge non promuove dignità, ma la toglie, ad esempio alle persone che hanno intrapreso un percorso di integrazione, lavorano in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato e in caso di diniego perdono il lavoro e il diritto di permanere