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venerdì 23 aprile 2021

Migranti: Cgil, Cisl, Uil, subito cambio di rotta, sostenere ricerca e salvataggio in mare

Siamo di fronte all’ennesima tragedia nel Mediterraneo, ad altre 130 vite spezzate nel tentativo di salvarsi da orrore, guerra e privazioni. E di fronte all’incapacità degli Stati di assumersi da un lato la responsabilità di politiche dell’immigrazione che mettano al centro l’umanità, la solidarietà, l’accoglienza, e dall’altro quella di prevedere operazioni di ricerca e salvataggio per evitare di non poter far altro se non contare i cadaveri. Basta stragi annunciate, l’Italia e l’Ue intervengano”. È quanto si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil in seguito al naufragio avvenuto al largo delle coste della Libia.

Serve un cambio di rotta, in Italia e in Europa. Il Patto per la migrazione e l’asilo presentato dalla Commissione lo scorso settembre è lontano dall’essere quel nuovo inizio che era stato promesso, e approccio securitario e visione egoistica dei singoli Stati permangono”, proseguono.

Per Cgil, Cisl e Uil “occorre innanzitutto superare il famigerato accordo tra Italia e Libia: tutte le intese con paesi terzi che non garantiscano il rispetto dei diritti umani devono essere stralciate. Sono necessarie misure che riconoscano il diritto alla circolazione delle persone, che sostengano l’aumento delle quote di reinsediamento e dei corridoi umanitari, e garantiscano pienamente il diritto all’asilo”.

“Inoltre – concludono – vanno riattivate le operazioni di ricerca e salvataggio in mare sul modello Mare Nostrum, e va sostenuto anziché denigrato il prezioso lavoro delle Ong: le donne, gli uomini e i bambini che hanno perso la vita nel naufragio di ieri, come centinaia e centinaia di altri solo dall’inizio di quest’anno, potevano e dovevano essere salvate”. 

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 18 dicembre 2020

Giornata internazionale migranti: Cgil, Cisl, Uil, mettere fine ai respingimenti sulla rotta balcanica

“Il 18 dicembre deve essere celebrato come la giornata del riconoscimento e valorizzazione dell’apporto che migranti e rifugiati danno alle società che li ospitano. Un apporto più prezioso e sofferto in tempi di pandemia che vedono i cittadini stranieri impegnati in quelle occupazioni in cui la presenza diretta è essenziale, spesso in condizioni carenti di sicurezza sanitaria, di precarietà contrattuale, anche in lavori che possono mettere a rischio la loro salute”. È quanto si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil nazionali alla vigilia della Giornata internazionale per i diritti dei migranti.

Il movimento sindacale italiano vuole anche dedicare questa giornata alla denuncia di quanto accade lungo la cosiddetta ‘rotta balcanica’”, dichiarano le tre confederazioni. “Come segnalato da recenti interrogazioni parlamentari e da numerosi rapporti di autorevoli organizzazioni internazionali tra cui Amnesty International e il Danish Refugee Council, emergono prove dell’esistenza di cosiddetti respingimenti a catena (sembra oltre 14.500) tra l’Italia, la Slovenia, la Croazia, con allontanamento forzato dei migranti verso la Bosnia-Erzegovina”.

Cgil, Cisl e Uil denunciano che “da detti rapporti emergono profili inquietanti sulle gravi violenze attuate in Croazia verso i migranti. Respingimenti verso la Slovenia di richiedenti protezione, approdati in territorio italiano a cui non verrebbe formalizzata la richiesta di protezione ed asilo e che verrebbero respinti (secondo anche una dichiarazione delle Nazioni Unite) ‘senza alcuna procedura ufficiale’. Si sa, da

sabato 3 ottobre 2020

Migranti: Cgil, Cisl, Uil, necessario costruire un’Italia e un’Europa accoglienti e solidali

 “Quella del 3 ottobre di sette anni fa è stata una delle tragedie più imponenti nella traversata disperata del Mediterraneo, che però non si è mai interrotta. Da quella data 18mila persone hanno perso la loro vita nel disperato tentativo di trovare salvezza in Europa, più di 400 nel solo 2020. Vittime dell’indifferenza di un mondo che ha trasformato la sua civiltà in paura, continuando a edificare muri”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello, Ivana Veronese in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita a seguito del naufragio al largo di Lampedusa che costò la vita a 368 persone.

Per i tre dirigenti sindacali “le politiche condotte in questi anni dall’Italia e dall’Europa non sono state in grado di delineare un futuro capace di mettere al centro i valori della solidarietà e dell’accoglienza, come dimostrato dal patto europeo per la gestione dei migranti e dei richiedenti asilo presentato il 23 settembre scorso dalla Presidente di Commissione Europea Ursula Von der Leyen, troppo condizionato da un approccio ancora una volta securitario e da una visione egoistica dei singoli Stati”.

“Servono misure – proseguono Massafra, Cuccello, Veronese – che riconoscano il diritto alla circolazione delle persone, che sappiano sostenere l’aumento delle quote di reinsediamento e dei corridoi umanitari,

lunedì 28 settembre 2020

Migranti: Cgil, Cisl, Uil, nuovo Patto UE conferma approccio securitario, urgente modifica decreti sicurezza

“Il patto europeo per la gestione dei migranti e dei richiedenti asilo presentato il 23 settembre scorso dalla Commissione a nostro avviso non risponde alle aspettative create dall’annuncio della Presidente, Ursula Von der Leyen, confermando l’approccio prevalentemente securitario”. È quanto dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Giuseppe MassafraAndrea Cuccello e Ivana Veronese.

I pilastri del nuovo Patto, limitazione degli ingressi ai richiedenti asilo e aumento dei rimpatri, confermano la visione di un’Europa chiusa in se stessa, priva del coraggio di affrontare con strumenti nuovi la questione migratoria, individuandola come una risorsa necessaria al futuro stesso dell’Europa, in termini demografici, di partenariato globale con i paesi di partenza e di transito, di protagonista politico per promuovere la pace, prevenire le guerre, sconfiggere le povertà”.
Riguardo le migrazioni economiche – proseguono i dirigenti sindacali – si fa riferimento genericamente a politiche di attrazione dei talenti, ma non è chiara, e secondo noi tutta da sviluppare, la strategia secondo cui promuovere ‘vie legali’ d’ingresso’”.

Per Massafra, Cuccello e Veronese “l’annunciato superamento del regolamento di Dublino, in realtà, si

martedì 3 marzo 2020

Migranti: Cgil, subito risposta Ue a crisi umanitaria a confini Europa

“Le notizie e le immagini drammatiche che arrivano dal Mar Egeo e dal confine tra Turchia e Grecia, come dalla Bulgaria, delle migliaia di profughi siriani in cerca di rifugio in Europa e respinti violentemente via terra e via mare, sono un preciso richiamo alle nostre responsabilità, nazionali ed europee. Sia per quanto riguarda l’assistenza umanitaria, che la necessità di porre fine ad una guerra che dopo nove anni non trova soluzione”. È quanto dichiarano il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra e la responsabile Politiche europee e internazionali della Confederazione Susanna Camusso.“La Grecia, come è successo all’Italia nelle precedenti crisi, non può essere lasciata sola. L’Europa – proseguono i dirigenti sindacali della Cgil  – deve prevenire comportamenti aggressivi ed intervenire con immediatezza per evitare i respingimenti, le violenze, le manifestazioni e le provocazioni di una parte della popolazione locale contro i profughi”.
Massafra e Camusso avanzano le richieste della Cgil alle istituzioni dell’Unione europea. Innanzitutto “l’attivazione immediata di un programma umanitario straordinario per ricollocare, con il criterio della solidarietà tra stati membri, le migliaia di profughi dalle isole greche, a partire dal campo profughi di Lesbo”. Inoltre occorre “identificare i canali umanitari dalla Siria, come da ogni altra zona di guerra, in accordo con l’UNHCR, garantendo così alle persone in fuga da Siria e Turchia l’accesso a un percorso sicuro, ordinato e legale”. È poi indispensabile “superare l’attuale regolamento di Dublino e adottare una nuova normativa che consenta il ricollocamento immediato dei richiedenti asilo in base a criteri di ricongiungimento familiare, opportunità occupazionali, solidarietà tra stati membri”.
L’Unione Europea non può nascondere una delle crisi umanitarie, sicuramente la più drammatica di questo inizio secolo, e – concludono Massafra e Camusso – deve assolutamente uscire dagli accordi ricatto, dalla politica della paura, per ritornare ad essere un attore politico protagonista, responsabile, costruttore di pace, facendo valere il proprio peso politico ed economico anche al centro del Mediterraneo”.
Leggi il documento integrale, clicca qui
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 24 settembre 2019

Migranti: Cgil, accordo Malta primo passo per modificare Dublino

L’intesa sulla redistribuzione dei migranti salvati in mare che è stata raggiunta ieri alla Valletta tra Francia, Germania, Italia e Malta, dimostra che quando c’è volontà le questioni si affrontano. Dopo quattordici mesi di attacchi strumentali e polemiche sterili nei confronti dell’Europa, in meno di un mese finalmente si agisce per praticare soluzioni”. Lo afferma in una nota il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
Per il dirigente sindacale, l’accordo “rappresenta un primo significativo passo per responsabilizzare l’Europa che, finalmente, assume un’impostazione comunitaria sul tema, evitando di scaricare oneri solo sui Paesi di confine”. “Un’intesa – prosegue – che se pur limitata, poiché riguarda solo l’area del Mediterraneo centrale, stabilisce due punti per noi importanti: si rivolge a tutti i richiedenti asilo, non solo a quelli che lo hanno ottenuto e prevede un meccanismo di rotazione dei porti”. “Insistiamo affinché venga presa una posizione netta in tema di rapporti con la Libia. 
Non si possono mantenere inalterati degli accordi che – sottolinea il segretario confederale – impediscono alle persone di fuggire da un Paese in cui si consumano atrocità intollerabili nei confronti dei migranti”.
Ogni città europea deve essere considerata un porto sicuro. L’accordo di Malta – conclude Massafra – deve essere l’inizio di una discussione che dovrà portare alla modifica del Trattato di Dublino”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil 

mercoledì 20 marzo 2019

Migranti: Cgil, invece di garantire sicurezza si alimenta conflitto sociale

Non c’è umanità, e non è rimasto neanche il pudore: chi dovrebbe garantire sicurezza e pace sociale non fa altro che alimentare il conflitto civile, e mentre invoca l’arresto di chi salva vite umane, continua a trincerarsi dietro l’immunità senza affrontare le sue responsabilità”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra all’indomani dello sbarco della nave Mare Ionio e nel giorno del voto del Senato sull’autorizzazione a procedere per il Ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti.
È inammissibile – prosegue Massafra – l’accanimento che Salvini continua a perpetuare nei confronti dei più deboli, e nei confronti di chi, con estrema umanità, salva vite umane dal mare e dalle crudeltà libiche”. "Chiudere i porti" è un annuncio reiterato che – aggiunge – non può avere alcun valore legale e prescrittivo, tradisce i principi della Costituzione e i patti internazionali delle Nazioni Unite che considerano l’accoglienza un principio universale da garantire a tutti coloro che rischiano la vita”.
“La Cgil continuerà ad essere protagonista di ogni lotta per costruire società giuste, democratiche, inclusive e solidali, e continuerà ad essere al fianco di chi, come il sindaco di Lampedusa, garantisce l’apertura dei nostri porti. Infine – ricorda in conclusione Massafra – sosterremo ogni iniziativa di Mediterranea Saving Humans”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 17 gennaio 2019

Caporalato: Cgil, sfruttamento si combatte con integrazione migranti

Se non si lavora su reali processi di integrazione per i migranti, i più deboli saranno sempre soggetti al gioco dello sfruttamento, della mafia e della criminalità organizzata”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra a seguito dell’operazione delle forze di Polizia di Latina che hanno sgominato un’organizzazione specializzata nello sfruttamento del lavoro e del caporalato. “Riconosciamo il grande impegno dimostrato dalle forze dell’ordine. Questa vicenda – sottolinea il dirigente sindacale – dimostra, ancora una volta, che finché i migranti vivranno condizioni di privazione di diritti e di ricattabilità saranno sempre vittime del malaffare. Per uscire da questa ‘morsa’ è necessario avere la consapevolezza dell’importanza che i lavoratori immigrati rappresentano per l’economia del Paese, e vanno riconosciuti loro tutti i diritti, a partire da quelli del lavoro. 
Inoltre – conclude Massafra – sono indispensabili: la piena applicazione della legge contro il caporalato, a cui si è arrivati grazie alle denunce e alle battaglie di Cgil e Flai Cgil, e la piena integrazione dei migranti, purtroppo oggi bersaglio di propagande xenofobe”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 18 dicembre 2018

Migranti: Cgil, Cisl, Uil, per una corretta integrazione dare centralità a diritti umani e dignità lavoro

Quest’anno la Giornata internazionale dei migranti coincide con i settant’anni della Dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu. I principi enunciati di uguaglianza, libertà, dignità di tutti gli individui, il diritto al lavoro, all’istruzione indipendentemente da razza, colore, religione, sesso, lingua e opinione politica, contenuti in esso, costituiscono valori fondanti per la costruzione di un percorso civile di convivenza sociale tra diverse culture, in linea anche con i principi contenuti nella Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie del 1990, purtroppo mai ratificata da uno Stato membro della Ue”. È quanto si legge in una nota di Cgil, Cisl, Uil.
La Giornata internazionale del migrante, proseguono le tre Confederazioni “è un’ulteriore occasione di riflessione sulla governance del fenomeno migratorio che riteniamo sia necessario affrontare proponendo necessarie politiche di integrazione ed inclusione sociale e il rispetto dei diritti umani ponendo al centro l’individuo e il lavoro, combattendo gli abusi e lo sfruttamento dei lavoratori immigrati”.
È illusorio governare il fenomeno migratorio, per sua natura globale, alzando muri e impedendo la libera circolazione delle persone. Noi crediamo fermamente – sottolineano Cgil, Cisl, Uil – che sia uno sbaglio non aver ancora ratificato il documento sul Global Compact a Marrakesh col quale si promuove una gestione sicura, ordinata e regolare dei flussi migratori internazionali

giovedì 30 agosto 2018

Migranti: un Manifesto contro il razzismo e per l’accoglienza

Le numerose crisi che affliggono le nostre società hanno intaccato le fondamenta della democrazia, riportando alla luce un atteggiamento violento e aggressivo nei confronti di uomini e donne che vivono in condizioni di miseria e in pericolo di vita, accusandoli di essere la causa dei nostri problemi.
La serie di episodi di violenza nei confronti di immigrati, con una evidente connotazione razzista e spesso neofascista, impone una seria e immediata azione di contrasto che parta da una doverosa riflessione: il tessuto sociale impoverito divenuto, giorno dopo giorno, campo fertile per fomentatori di odio e di esclusione sociale. Si stanno frantumando i legami di solidarietà e, progressivamente, spostando l’attenzione dalle vere cause e dalle responsabilità dei governi nazionali e delle istituzioni internazionali.
La crisi è di sistema, è universale e la risposta non è più contenibile dentro i propri confini o ristretta a soluzioni parziali. Le interdipendenze tra crisi ambientale, modello di sviluppo, migrazioni forzate, guerre, illegalità, corruzione, corsa al riarmo, razzismo, rigurgiti fascisti e crisi delle democrazie, sono oramai ampiamente documentate.
È necessaria un’azione che coinvolga l’intera Europa, oggi incapace di rispondere al fenomeno delle migrazioni in modo corale, senza permettere agli egoismi dei singoli di prevalere. La solidarietà è premessa indispensabile per la lotta alle disuguaglianze e per la difesa dei diritti.
La società civile, il mondo della cultura, dell’associazionismo, dell’informazione, l’insieme delle istituzioni democratiche sono chiamate a impegnarsi nel contrasto a questa deriva costruendo una

lunedì 18 giugno 2018

Migranti: Cgil, priorità soccorrere persone in fuga, Stati si assumano responsabilità

Quest’anno più che mai, in un momento in cui odio, razzismo, intolleranza e mancato rispetto dei diritti umani sono all’ordine del giorno e della cronaca, occorre far sì che la Giornata mondiale del rifugiato non si riduca a mera celebrazione, ma sia il punto di partenza per rimettere al centro l’Umanità e per una decisa reazione di tutta la società civile contro i muri e la chiusura dei porti, per chiedere un reale e radicale cambiamento delle politiche dell’immigrazione, a partire dal Consiglio europeo del 28 giugno”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
La solidarietà – prosegue il dirigente sindacale – non si può criminalizzare: soccorrere e salvare i rifugiati, i richiedenti asilo o protezione internazionale costretti a fuggire da guerre, conflitti, violenze, fame e povertà, deve essere la priorità per ogni Paese civile”. Per questo “la Cgil ritiene inaccettabile e disumana la decisione del Viminale di chiudere i porti italiani per impedire lo sbarco delle navi delle ONG impiegate nella ricerca e nel salvataggio di persone in pericolo di vita nel Mediterraneo”.
Quanto accaduto con la nave Aquarius – sostiene Massafra – segna un punto di non ritorno: il governo italiano, i governi degli altri Stati del continente e le istituzioni europee tutte non possono più rimandare una ferma assunzione di responsabilità. Occorre una gestione comune dei flussi migratori, sono necessari corridoi umanitari e vie legali di accesso, così come è imprescindibile il

lunedì 11 giugno 2018

Migranti: Cgil, mai tanta disumanità, ci mobiliteremo. Tutte le iniziative

Non possiamo tollerare questa situazione: i diritti umani universali, salvaguardati dal diritto internazionale e dal diritto marittimo, oltre che naturalmente dalla nostra Costituzione, sono calpestati sotto i colpi di una presa di posizione che deve indignarci tutti. La Cgil in queste ore, attraverso i lavoratori dei porti di tutta Italia e i lavoratori marittimi, sta facendo sentire la propria voce, affermando e ribadendo i principi fondamentali del diritto, che mette prima di tutto al centro la condizione delle persone”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra sul caso della nave Aquarius in seguito alla chiusura dei porti decisa dal ministro Salvini.
629 persone, uomini, donne e bambini, già probabilmente vittime di violenze durante il loro lungo viaggio nel continente africano e in Libia – prosegue Massafra – sono ora bloccate in mezzo al mare, con poca acqua e poco cibo. A questi – sottolinea – si aggiungono i profughi della nave Sea Watch 3 della ong tedesca, fermi al largo delle coste libiche”. Per il dirigente sindacale “su tutti loro si scarica il peso della politica razzista e xenofoba del nostro Paese, che mai fino ad oggi aveva mostrato un livello così alto di disumanità”.
Massafra afferma inoltre che la Cgil “sostiene tutti quei sindaci delle città portuali italiane che in queste ore hanno dichiarato la propria disponibilità ad accogliere la nave Aquarius e prestare i necessari soccorsi”. E in conclusione annuncia che “saremo impegnati in una mobilitazione, anche sul piano europeo, per contrastare questa deriva razzista che sta caratterizzando sempre più marcatamente le politiche sull’immigrazione del nostro Paese e dell’intero continente”.
                                                                                                                         Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 18 dicembre 2017

Giornata internazionale diritti migranti: Cgil, sia monito per assunzione responsabilità

“La ricorrenza di oggi deve essere un monito per richiamare i governi, le singole amministrazioni a livello nazionale, europeo e internazionale, ad un’assunzione di responsabilità nei confronti di persone che fuggono dalla guerra, dalla miseria e dalle persecuzioni. Donne e uomini troppo spesso condannati all’invisibilità e al razzismo, utilizzati come manodopera a basso costo. Il diritto a ricevere forme di accoglienza e di tutela riguarda tutti gli esseri umani, e oggi più che mai siamo qui per ricordarlo”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra in occasione della Giornata internazionale per i diritti dei migranti.“Il 18 dicembre 1990 – ricorda Massafra – l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Dopo ventisette anni l’Italia e i paesi europei ancora non l’hanno ratificata e – sottolinea – il lavoro da compiere per il riconoscimento di questi diritti, per cui ci battiamo da tempo e per i quali nel 2005 abbiamo promosso la petizione popolare ‘Diritti senza confini’, è ancora lungo e faticoso”.
“Purtroppo lo dimostrano in modo lampante – prosegue Massafra – le condizioni di vita a cui sono sottoposti i migranti, il loro sfruttamento sul lavoro, il dramma umanitario e quotidiano dei morti. Lo dimostrano i numeri: milioni di uomini, donne e bambini tra sfollati, rifugiati e richiedenti asilo o protezione internazionale, a fronte dei quali – denuncia il segretario confederale – i governi europei non hanno

venerdì 28 aprile 2017

Migranti: Cgil, indignati da attacco a Ong, denigra lavoro prezioso di chi salva vite

“Siamo indignati di fronte agli attacchi rivolti alle Ong: generalizzare e accusare questi soggetti di collusione con i trafficanti di esseri umani denigra il lavoro prezioso di chi si occupa ogni giorno del salvataggio dei migranti, centinaia di vite che vengono sottratte al tragico conteggio dei morti nel Mediterraneo”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra commenta le accuse di alcune personalità politiche e del procuratore di Catania alle Organizzazioni Non Governative che utilizzano navi private per soccorrere in mare i naufraghi in arrivo dalle coste della Libia.
“Non è accettabile strumentalizzare e puntare il dito contro queste Organizzazioni, senza certezza alcuna, prove, né indagini”, prosegue Massafra. “Sarebbe opportuno, piuttosto, concentrarsi su una tragedia che assume di mese in mese dimensioni sempre più preoccupanti e fare in modo che aiuto umanitario e accoglienza diventino la cifra della civiltà del nostro Paese, non demandata, solo o in gran parte, ai soggetti e ai tanti volontari che in questi giorni vengono attaccati”.
Massafra ribadisce infine la posizione della Cgil in merito alla “necessità di aprire dei corridoi umanitari per consentire alle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà di entrare in Italia e in Europa senza mettere in pericolo la loro vita”. E, conclude, “rinnoviamo ancora una volta la nostra richiesta al Parlamento per l’immediata approvazione della riforma di legge sulla cittadinanza”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

sabato 2 maggio 2015

Pozzallo Primo maggio, Cgil-Cisl-Uil: accoglienza, solidarietà e lavoro

mercoledì 29 aprile 2015

Primo Maggio a Pozzallo: per i migranti e il lavoro

venerdì 3 aprile 2015

«La coalizione sociale a Brescia esiste già» - Intervista di Damiano Galletti al BresciOggi

Damiano Galletti segretario generale
Camera del Lavoro di Brescia
Il sindacato alle prese con le sfide del lavoro e del rinnovamento, iniziando dai temi balzati al centro della cronaca nel Paese (il «duello» Landini-Camusso e la coalizione sociale in primis) fino alle questioni più strettamente territoriali che partono dal Patto per Brescia fino all´occupazionale. Questioni ben chiare nell´agenda di Damiano Galletti, segretario generale della Camera del lavoro di Brescia, alla base di analisi e nuovi impegni.
Galletti, partiamo dall´attualità: lei si è espresso favorevolmente alla proposta di una «coalizione sociale», lanciata dal leader nazionale della Fiom Maurizio Landini, bocciando invece la posizione contraria di Susanna Camusso che guida la Cgil. Perchè?
«Non credo si possa non essere d´accordo con Landini quando dice che il sindacato deve cambiare: il contesto sociale si è molto modificato in questi ultimi anni, tanto più dopo l´introduzione di un Jobs Act che stravolge lo Statuto dei lavoratori. Non è immaginabile un sindacato che non inizia a ripensarsi. Proprio queste considerazioni, unite alla conferenza organizzativa della Cgil in programma da giugno, daranno il segnale della nostra volontà di aprirci al nuovo. Riguardo poi al fatto che il sindacato, come corpo intermedio, debba interloquire sempre di più con le altre associazioni che affrontano le emergenze, per esempio in ambito sanitario, della

mercoledì 11 febbraio 2015

Strage migranti: Cgil, ripristinare Mare Nostrum

"Ripristinare Mare Nostrum, creare corridoi umanitari, rivedere il regolamento di Dublino e definire un Piano nazionale per l'accoglienza: sono le risposte necessarie che l'Europa, e prima di tutto l'Italia, devono dare all'ennesima tragica strage di disperati in fuga dalle violenze e dalla guerra". Queste le parole di Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, all'indomani della morte di ventinove migranti nel Canale di Sicilia, a poche miglia da Lampedusa.
"Il nostro Paese - prosegue Lamonica - non può abituarsi alle morti e le parole di cordoglio non bastano più. Il Mediterraneo non può continuare ad essere le frontiera più pericolosa del mondo, dove le persone vengono abbandonate al loro destino, nelle mani di scafisti senza scrupoli".
"Mare Nostrum era stata una straordinaria risposta di civiltà e umanità", sostiene la dirigente sindacale. "Averla chiusa - spiega - ha significato privare di possibilità di soccorso in mare, oltre il limite delle acque territoriali, e ha eliminato i filtri sanitari e di prima accoglienza che quella missione garantiva".
"C'è stata una incosciente ipocrisia nel fingere che Triton, operazione con l'esclusivo obiettivo di proteggere le frontiere, ne potesse prendere il posto". "Triton - continua Lamonica - è stata l'inutile risposta di una Europa che dopo ogni tragedia ammette che non si fa abbastanza, per poi continuare ad essere tranquillamente indifferente".
"L'Italia non può arrendersi al cinismo ed alla propaganda di chi specula su una delle più grandi tragedie del mondo moderno per cercare su questo fortune elettorali". La dirigente sindacale conclude chiamando in causa l'esecutivo: "Il governo deve assumersi le sue responsabilità con più forza, conducendo la battaglia in Europa e, al contempo, attivando tutti gli strumenti possibili per limitare l'orrore e salvare le vite in mare. Mare Nostrum è uno di questi".

Fonte: Ufficio stampa Cgil