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martedì 12 aprile 2016

COMUNICATO: Incentivi all'esodo a Brescia

Negli ultimi anni Poste Italiane ha affrontato la questione del personale in esubero, utilizzando lo strumento degli incentivi all'esodo, ovvero una somma economica da distribuire in tutto il territorio nazionale come accompagnamento alla pensione .
Per questo motivo il fondo di solidarietà , strumento a disposizione delle aziende e dei lavoratori per affrontare i periodi di ristrutturazione, in Poste Italiane non viene utilizzato .
Si preferisce usare i fondi aziendali , gestiti unilateralmente da Poste Spa, che non consentono alcuna trasparenza ma, al contrario, suscitano non poche perplessità su come vengono erogati ai singoli lavoratori .
Quest'anno in particolare verifichiamo che nelle due Filiali di Brescia si sta esercitando una sistematica chiusura all'esodo incentivato ,salvo alcune concessioni , poco trasparenti , che costituiscono una discriminazione vera e propria nel confronto di tutti gli altri interessati .
La stessa Direzione di Poste Spa Lombardia sollecitata dalla nostra struttura SLC /CGIL regionale , ha giustificato la chiusura agli incentivi esercitata dalle Filiali di Brescia come ” un'autonomia territoriale” sulla quale non possono ( o non vogliono ) intervenire .
Noi riteniamo questi comportamenti assolutamente scorretti perchè violano il principio della parità di diritti per i dipendenti di Brescia, rispetto ad altre province della Lombardia e per questo chiediamo un'apertura immediata agli incentivi all'esodo anche nella nostra realtà di lavoro .
In mancanza di aperture da parte dei responsabili delle due Filiali ,daremo mandato alla nostra struttura SLC/ CGIL nazionale di intervenire sui vertici di Poste Italiane a Roma, per interrompere questa assurda situazione discriminatoria in atto a Brescia .

La segretaria SLC /CGIL settore Poste e Servizi
( Laura Storti )

martedì 1 marzo 2016

Disabilità: Daita (Cgil), bene sentenza Consiglio Stato su indennità accompagnamento

Un’importante sentenza del Consiglio di Stato ha confermato l’orientamento del Tar del Lazio e ha reso giustizia alle persone con disabilità e alle loro famiglie stabilendo che l’indennità di accompagnamento non debba essere valutata come reddito”.
E’ quanto afferma la responsabile delle Politiche per la Disabilità della Cgil, Nina Daita, in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato la decisione del Tar del Lazio di ritenere illegittima l’inclusione dell’indennità di accompagnamento, delle prestazioni economiche assistenziali e delle prestazioni risarcitorie, nel computo del reddito rilevante ai fini dell’Isee.
Un’evidente sconfitta del governo e di quelle realtà – prosegue Daita – che ne hanno sostenuto l’orientamento, dimenticando che i trattamenti assistenziali non sono una remunerazione dello stato di invalidità, come un qualsiasi lavoro, ma semplicemente un sostegno alla persona con disabilità”.
Mi auguro – conclude Daita – che a questo punto il governo prenda atto della decisione del Consiglio di Stato, varando nuove e vere politiche nell’interesse delle persone disabili e delle loro famiglie”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil