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giovedì 8 novembre 2018

Tim: presidio al Mise contro rischio scorporo ed esuberi

A distanza di 18 anni dalla privatizzazione di Telecom Italia il risultato per il nostro Paese è un impietoso bilancio negativo che descrive un’azienda fortemente impoverita. Gli ultimi mesi ci hanno poi consegnato uno scenario straordinariamente preoccupante con l’emersione di migliaia di potenziali esuberi gestiti senza effetti traumatici grazie ad un importante accordo di tenuta, realizzato dal sindacato confederale utilizzando i “Contratti di solidarietà” sottoscritti al Ministero del Lavoro l’11 Giugno 2018, il tutto mentre si consuma una battaglia per il controllo dell’attuale Gruppo TIM tra due azionisti (VIVENDI ed ELLIOT) che prosegue ormai da mesi e che non accenna a placarsi.” Inizia così la nota unitaria delle segreterie nazionali SLC CGIL,  FISTEL CISL, UILCOM UIL.
In questo contesto estremamente complesso le Segreterie Nazionali di SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL hanno salutato con favore la decisione di Cassa Depositi Prestiti (CDP) di entrare nel capitale sociale di TIM, atto al quale non ha tuttavia corrisposto la indispensabile chiarezza sul futuro dell’azienda. I sindacati confederali di categoria  hanno più volte denunciato il sostanziale immobilismo che caratterizza l’attuale situazione aziendale ed il contestuale emergere di “voci” su presunti progetti di “spezzatino” ribadendo la loro totale contrarietà al riguardo e la contestuale necessità di difendere il patrimonio industriale e professionale dell’intero perimetro del “Gruppo TIM” in Italia, della sua Rete, dei suoi Assets anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che

mercoledì 31 ottobre 2018

Tim: Comunicato su situazione aziendale

A distanza di 18 anni dalla privatizzazione di Telecom Italia, il risultato che viene consegnato al nostro Paese è un impietoso bilancio negativo.
Da un’azienda tra i maggiori player mondiali del settore, presente in diversi continenti e con una avanzata capacità tecnologica, economicamente sana e adeguatamente capitalizzata, siamo passati ad un’azienda concentrata solo sull’Italia e sul Brasile, con un fatturato attuale (circa 19 Mld) sensibilmente più basso di allora (circa 23 Mld), fortemente indebitata (circa 25 Mld), con minori investimenti e con decine di migliaia di dipendenti in meno.
Un quadro impietoso che descrive un’azienda fortemente impoverita.
Il problema principale di cui ha sofferto TIM è la sostanziale instabilità della Governance aziendale, dalla privatizzazione ad oggi ed il fatto di essere diventata una azienda privata ma che deve rispettare stringenti obblighi di legge derivanti dall’essere stata monopolista.
Gli ultimi mesi ci hanno poi consegnato uno scenario straordinariamente preoccupante con l’emersione di migliaia di potenziali esuberi gestiti senza effetti traumatici grazie ad un importante accordo di tenuta, realizzato dal sindacato confederale utilizzando i “Contratti di solidarietà” sottoscritti al Ministero del Lavoro l’11 Giugno 2018, il tutto mentre si consuma una battaglia per il controllo dell’attuale Gruppo TIM tra due azionisti (VIVENDI ed ELLIOT) che prosegue ormai da

lunedì 8 ottobre 2018

Italiaonline: comunicato su verifica accordo luglio 2018

Il giorno 5/10 u.s. si è tenuto a Roma, presso il Ministero del Lavoro, alla presenza delle Segreterie Nazionali, Segreterie Territoriali unitamente alle RSU di SLC CGIL, FISTel CISL, UILCOM UIL il secondo incontro tecnico di verifica sull’applicazione e sui suoi esiti pratici così come previsto dall’accordo sottoscritto il 2/7/18.
L’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento con i numeri aggiornati relativi ai diversi punti previsti dall’accordo sopra citato:

  1. Ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria
  2. Focus sui trasferimenti collettivi da Torino ad Assago
  3. Formazione per la riqualificazione mediante la creazione dell’Unità Organizzativa “DIGITAL FACTORY” presso la sede di Torino.
  4. Diverse modalità di gestione degli esuberi
  5. Raccolta delle adesioni al “piano di incentivazione” ed alla ricollocazione presso le sedi territoriali

Ad oggi, la Digital Factory conta 35 richieste di inserimento nel percorso di formazione finanziata dalla Regione Piemonte che avrà inizio il prossimo 15/10 e che terminerà intorno a metà dicembre

martedì 13 marzo 2018

Tim, l'azienda conferma 6500 esuberi . I sindacati: "Pronti alla mobilitazione"

Nessun passo indietro. La Tim conferma 6.500 esuberi strutturali, anticipato all'inizio dell'anno, e in assenza di un accordo con i sindacati procederà unilateralmente alla cassa integrazione straordinaria. E' quanto emerso nel corso dell'incontro tra direzione del personale del gruppo e le organizzazioni sindacali. 
I rappresentanti dei lavoratori non intendono accettare la proposta in assenza di un quadro chiaro della situazione aziendale e politica e hanno pertanto chiesto di attendere l'esito dell'assemblea degli azionisti del 24 aprile sperando che per quella data si sia insediato il nuovo governo in modo da conoscere la posizione dell'esecutivo sull'esercizio del golden power.
"L'azienda - riferisce Luciano Savant, segretario nazionale della Uilcom - ci ha riproposto il piano di 6.500 esuberi con 2.500 esodi incentivati e 4.000 prepensionamenti oltre al ricorso alla cosiddetta 'solidarieta' espansivà di 20 minuti al giorno finalizzata all'assunzione di 2.000 lavoratori. Secondo noi una richiesta del genere non può essere presa in considerazione senza un quadro di riferimento chiaro sul perimetro aziendale (alla luce dello scorporo della rete, n.d.r.), sugli assetti azionari e sulla posizione del Governo. Per questo abbiamo chiesto di attendere l'esito dell'assemblea degli azionisti (prevista per il 24 aprile) e la formazione del nuovo Governo.
Tim - ha aggiunto Savant - si è detta pronta a concedere qualche settimana dopo di che

martedì 12 aprile 2016

COMUNICATO: Incentivi all'esodo a Brescia

Negli ultimi anni Poste Italiane ha affrontato la questione del personale in esubero, utilizzando lo strumento degli incentivi all'esodo, ovvero una somma economica da distribuire in tutto il territorio nazionale come accompagnamento alla pensione .
Per questo motivo il fondo di solidarietà , strumento a disposizione delle aziende e dei lavoratori per affrontare i periodi di ristrutturazione, in Poste Italiane non viene utilizzato .
Si preferisce usare i fondi aziendali , gestiti unilateralmente da Poste Spa, che non consentono alcuna trasparenza ma, al contrario, suscitano non poche perplessità su come vengono erogati ai singoli lavoratori .
Quest'anno in particolare verifichiamo che nelle due Filiali di Brescia si sta esercitando una sistematica chiusura all'esodo incentivato ,salvo alcune concessioni , poco trasparenti , che costituiscono una discriminazione vera e propria nel confronto di tutti gli altri interessati .
La stessa Direzione di Poste Spa Lombardia sollecitata dalla nostra struttura SLC /CGIL regionale , ha giustificato la chiusura agli incentivi esercitata dalle Filiali di Brescia come ” un'autonomia territoriale” sulla quale non possono ( o non vogliono ) intervenire .
Noi riteniamo questi comportamenti assolutamente scorretti perchè violano il principio della parità di diritti per i dipendenti di Brescia, rispetto ad altre province della Lombardia e per questo chiediamo un'apertura immediata agli incentivi all'esodo anche nella nostra realtà di lavoro .
In mancanza di aperture da parte dei responsabili delle due Filiali ,daremo mandato alla nostra struttura SLC/ CGIL nazionale di intervenire sui vertici di Poste Italiane a Roma, per interrompere questa assurda situazione discriminatoria in atto a Brescia .

La segretaria SLC /CGIL settore Poste e Servizi
( Laura Storti )

giovedì 10 dicembre 2015

Il senso di Telecom per le Istituzioni

In questi giorni il Ministero del Lavoro sta conducendo una scrupolosa istruttoria sulla richiesta di attivazione dei Contratti di Solidarietà per Telecom Italia. Noi, come del resto ampiamente annunciato da mesi, abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere il ministero del lavoro per verificare la congruenza degli esuberi dichiarati e, soprattutto, delle soluzioni previste per il loro assorbimento. Avremmo preferito percorrere la strada prevista dalle norme, ovvero arrivare all’eventuale ammortizzatore sociale ed alla sua quantificazione dopo una attenta analisi della situazione aziendale, settore per settore, partendo dalle riqualificazioni e dalle reinternalizzazioni delle tante, troppe, attività ancora svolte fuori dal perimetro aziendale. Si è preferito fare il contrario, partire dai risparmi attesi e poi quantificare esuberi e quantità di ammortizzatore sociale. Evidentemente quanto diciamo da tempo deve esser suonato bizzarro solo negli uffici di Telecom Italia.
La cosa che sorprende è la reazione di Telecom Italia all’istruttoria Ministeriale. Infatti in queste ore l’azienda sta predisponendo i calendari della solidarietà confermando la partenza da gennaio a prescindere dal fatto che nel frattempo sia arrivata o meno la firma ministeriale. E’ chiaro che si tratta di un ulteriore elemento di pressione ma, a nostro parere, in questo caso siamo in presenza di un atto di

martedì 8 settembre 2015

Telecom Italia, comunicato Slc Cgil accordo separato 7 settembre

Nella serata di ieri è stato sottoscritto tra Telecom Italia e Cisl, Uil e Ugl – il Ministero non ha firmato – un verbale di accordo “quadro” che dovrebbe definire le linee politico – sindacali della prossima attività di Telecom Italia.
L’accordo definisce 3330 esuberi: 330 in più rispetto a quelli dichiarati formalmente da Telecom in sede ministeriale all’inizio di questa vicenda. In questo modo Telecom disattende gli impegni assunti con la sottoscrizione degli accordi del marzo 2013 con i quali, a fronte di un intervento che ha consentito una riduzione del costo del personale e un recupero di produttività, si era impegnata ad azzerare gli esuberi denunciati allora attraverso l’internalizzazione di attività gestite all’esterno ed una conseguente riqualificazione del personale che prevedeva lo spostamento di centinaia di persone verso Open Access. Impegno questo disatteso e riproposto con grande enfasi per la seconda volta all’interno dell’accordo separato.
Il seguito è storia recente. La trattativa sulla modifica organizzativa del caring con l’ipotesi di accordo del 18 dicembre, respinta dai lavoratori con il voto del referendum. Parte da quel momento una tenace voglia punitiva esercitata dai vertici aziendali nei confronti dei lavoratori, cercando di coinvolgere in questo le organizzazioni sindacali. In quest’ottica la decisione di drammatizzare la vertenza annunciando la societarizzazione del caring (in realtà non esiste un solo atto ufficiale dell’azienda per perseguire quella decisione) quale strumento per piegare le

lunedì 7 settembre 2015

Telecom: Azzola (Slc Cgil), accordo separato inutile e nocivo per il futuro dell’azienda

Solo in Italia un’azienda può riempire i giornali dichiarando la necessità di dover assumere 4000 giovani prima, per poi sottoscrivere un accordo su 3330 esuberi. E solo nel nostro Paese si può realizzare un accordo in sede Ministeriale certificando esuberi che nella realtà non esistono e di cui nessuno conosce collocazione e ambito di attività.” Così Michele Azzola, segretario nazionale di Slc Cgil, commenta l’accordo sottoscritto dal Ministero, Cisl e Uil.
Null’altro se non arroganza può portare a dichiarare di voler gestire gli esuberi con i contratti di solidarietà quando il recente decreto di riforma degli ammortizzatori sociali non chiarisce se per un’azienda che ne ha già usufruito per quattro anni consecutivi vi sia ancora disponibilità di utilizzo, nè valutare gli impatti della riforma che incidono pesantemente sulla retribuzione dei lavoratori.”
Non è la trama di un film surreale ma sono i contenuti dell’accordo quadro sottoscritto oggi al Ministero dello Sviluppo Economico. Talmente surreale che lo stesso Ministero non ha sottoscritto l’intesa, firmata solo dalle parti, limitandosi a redigere un verbale d’incontro, forse per evitare di dover certificare esuberi per i quali non è stata affrontata la discussione prevista dalla legislazione vigente impedendo ogni approfondimento sulle motivazioni e sugli interventi necessari a

giovedì 30 luglio 2015

Telecom: Azzola, Ministro Guidi appiattita su posizioni azienda

“Mentre nel paese permangono tantissime vertenze che attendono il governo per una loro soluzione, il Ministro Guidi decide di convocare un tavolo per Telecom Italia in assenza di ogni crisi aziendale. La proposta dell’azienda di contenere il costo del lavoro attraverso il ricorso allo strumento della solidarietà per 3.000 unità è ai margini delle procedure di legge, in quanto la discussione odierna ha dimostrato l’assenza di ogni esubero tra quelli dichiarati dall’azienda ma non individuati materialmente, scaricando così per il quinto anno consecutivo i costi sulla collettività.” Così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale di Slc Cgil, all’uscita dal tavolo al Mise.
Il governo ritiene apprezzabile la disponibilità aziendale a ritirare una societarizzazione farsesca che viene minacciata da anni per ricattare lavoratori e istituzioni, e ritiene apprezzabile la scelta degli strumenti individuati (il contratto di solidarietà, per altro già usato per 4 anni da Telecom), proponendo infine un nuovo appuntamento presso il Mise per il 4 agosto, alla presenza del coordinamento delle Rsu, per avvicinare le posizioni delle parti e raggiungere un’intesa sulle proposte formulate dall’azienda.”
Slc Cgil dichiarando la non condivisione sulle premesse avanzate dal governo che dimostrano un appiattimento sulle posizioni delle grandi imprese, tale da derogare alla legislazione vigente, ha dichiarato la propria indisponibilità a sedersi al tavolo sin quando non sarà ripristinata una corretta

giovedì 23 luglio 2015

Telecom, 1.700 esuberi dai call center, accantonate le 4mila assunzioni - da La Repubblica

Telecom Italia ha annunciato nell'incontro oggi al Ministero dello Sviluppo economico con i sindacati di categoria 1.700 esuberi. Non solo, la compagnia Tlc ha anche comunicato di bloccare "il progetto per l'assunzione di 4 mila giovani, che è per ora accantonato in attesa della definizione di una normativa che sostenga il ricambio generazionale nelle aziende con elevata età media, permettendo allo stesso tempo la tutela del livello occupazionale". Il riferimento è all'attesa introduzione della 'solidarietà espansiva', lo strumento attraverso il quale gli ammortizzatori sociali coprono buona parte delle decurtazioni di stipendio (legate al taglio dell'orario di lavoro), cui l'azienda accede in cambio di assunzioni. "Tale strumento", dice la stessa Telecom, "avrebbe permesso di salvaguardare l'attuale livello occupazionale e contemporaneamente assicurare un ricambio generazionale progressivo, in aziende come Telecom Italia che hanno una elevata età media del personale e la necessità di rinnovare il proprio patrimonio di competenze". Tuttavia, la misura, "pur ipotizzata tra i campi di intervento della legge delega di riforma del mercato del lavoro, non è stata ancora inserita nei decreti attuativi del Jobs Act".
Sul fronte degli esuberi, Michele Azzola della Slc Cgil ha dato l'annuncio dei progetti al termine dell'incontro al Mise. Il gruppo ha inoltre dichiarato l'intenzione di andare avanti con la 'societarizzazione' del settore Caring, cioè i call center: a questo scopo è stata di recente costituita una

lunedì 24 novembre 2014

Call center: Slc Cgil lancia sondaggio aperto a tutti i cittadini su diritti privacy

Slc Cgil ha lanciato un sondaggio aperto a tutti i cittadini sui diritti di tutela della propria privacy nei servizi di call center.
Al link https://it.surveymonkey.com/s/WB5BNR9 è infatti possibile rispondere alla domanda se si sia a conoscenza del fatto che l’articolo 24-bis (DL 83/2012, conv. in L. n. 134/2012) prevede che si debba essere informati in quale paese estero si trovi l’operatore del gestore telefonico con cui si parla e che si possa scegliere di essere seguito da un operatore che lavora in Italia.
Le delocalizzazioni in altri paesi dei servizi di call center – si legge nella nota del sondaggio – sono conseguenza diretta del mancato recepimento della direttiva UE 23/2001 sulla tutela dei lavoratori nei cambi di appalto, con evidenti rischi per la tutela della privacy.”
La delocalizzazione delle attività verso Paesi a basso tasso di democrazia e ad alto rischio di truffe informatiche determina un aumento dei rischi per i cittadini che a milioni si rivolgono giornalmente ad un call center. Tutto questo nonostante ci sia una legge che conferisce al cliente (colui che paga) di poter scegliere da dove farsi erogare il servizio, legge ignorata da tutte le aziende che utilizzano call center e su cui lo Stato non interviene nonostante sia prevista una sanzione di 10.000 euro al giorno.
Le centinaia di esuberi e licenziamenti annunciati negli ultimi mesi da varie società di call center sono diretta conseguenza dell’errata trasposizione della Direttiva Europea 2001/23 sulla tutela dei lavoratori, con la mancata estensione delle tutele previste dall’articolo 2112 del c.c. in occasione della successione o cambio di appalti. Ciò ha creato in Italia un vuoto normativo che consente di creare crisi occupazionali esclusivamente per ridurre il salario dei lavoratori e ridurne i livelli di diritti.

Segreteria Nazionale SLC Cgil

martedì 26 febbraio 2013

L'AZIENDA POSTE DENUNCIA 9.273 ESUBERI DI PERSONALE ALLA DATA DEL 31 OTTOBRE 2012


Le proposte in un documento consegnato alle OO.SS. in data 20 Febbraio 2013

Il documento contiene una serie di proposte di riorganizzazione dei servizi unitamente ad un prospetto analitico sulle entità degli esuberi di personale che – a detta dell'Azienda – alla data del 31 Ottobre 2012 ammonterebbero a 9.273 unità.
Per la Lombardia gli esuberi dichiarati ammontano a 1.276 unità.
Le OO.SS hanno già espresso un parere negativo su tutto il documento dichiarandolo “irricevibile”, tuttavia, nell'ipotesi che l'Azienda Poste intenda adottare gli strumenti di esodo espressi a pagina 12 del documento stesso, riteniamo opportuno dare alcune spiegazioni ai nostri iscritti – anche per contrastare le solite illazioni più o meno strumentali e fare chiarezza circa le future intenzioni aziendali per risolvere il problema degli esuberi.

1° - Proposta aziendale

Proseguire con gli esodi incentivati sulla scorta di accordi individuali sottoscritti volontariamente da entrambe le parti.
Su questo argomento, trattandosi di una iniziativa unilaterale dell'Azienda Poste spa, le OO.SS ribadiscono che non esiste alcun accordo sindacale nel merito e, pertanto, la norma non può essere inserita in un verbale ufficiale.

2° - Proposta aziendale

Attuare quanto previsto dall'art. 4 della legge 92/2012 per il “personale anziano” in possesso dei requisiti richiesti che consentano il pagamento della