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martedì 9 gennaio 2018

Lavoro: Cgil, da tempo lanciato allarme su boom dimissioni neomamme, necessario intervento politico

Siamo state le prime, nei mesi scorsi e unitariamente con Cisl e Uil, a denunciare con preoccupazione la crescita esponenziale delle dimissioni delle lavoratrici madri, fenomeno rilanciato ieri da La Stampa in riferimento al Rapporto dell’Ispettorato del lavoro del 2016, secondo cui sulle 29.879 donne che si sono licenziate, 24.618 hanno addotto motivazioni legate alla difficoltà di assistere i figli e di conciliare la vita privata con il lavoro. Un dato che merita riflessioni approfondite e che rende evidente come, fra le tante problematicità storiche del nostro mercato del lavoro, quella di genere meriti particolare attenzione”. È quanto dichiarano la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti e la responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale Loredana Taddei.
Il nostro mercato del lavoro – continuano Scacchetti e Taddei – soffre storicamente di una bassa partecipazione delle donne, con divari territoriali enormi. E anche l’aumento dell’occupazione femminile degli ultimi mesi – sottolineano – non può non essere letto indagando la qualità di questa occupazione, speso debole e precaria, come dimostrano anche le percentuali ancora altissime di part time involontario”.
Ma la crescita delle dimissioni delle lavoratrici madri racconta tanto di più. Racconta – sostengono le dirigenti sindacali – il perdurare di fenomeni discriminatori e che i costi della maternità ricadono ancora prevalentemente sulle lavoratrici, specie se sole o a basso reddito. I padri che

venerdì 29 settembre 2017

Famiglia: Cgil, Cisl e Uil su conciliazione vita-lavoro

La Conferenza Nazionale per la famiglia è stata per noi sindacati l’occasione per rilanciare alcune riflessioni in tema di equilibrio famiglia/lavoro, generatività e ripresa della natalità. In particolare, abbiamo chiesto attenzione e finanziamenti strutturati per il riequilibrio territoriale, la qualificazione e la diminuzione dei costi di accesso per le famiglie in relazione ai servizi alla prima infanzia, che devono davvero diventare un diritto per ogni bambino del nostro Paese.
Ma uno dei temi emersi solo marginalmente nella Conferenza – e dimenticato dalla programmazione economico-finanziaria del Def – eppure cruciale per sostenere i desideri delle famiglie è quello della definizione di un sistema di congedi e permessi adeguato, come indicato dalla proposta di Direttiva della Commissione Europea sull’equilibrio famiglia/lavoro.
Un congedo di paternità obbligatorio di durata più prolungata (10 giorni) e una retribuzione del congedo parentale dei genitori almeno pari al trattamento economico per la malattia sarebbero due importanti primi passi che ci avvicinerebbero alle proposte europee. Ai quali si potrebbero aggiungere permessi per i figli nella delicata fase adolescenziale e la copertura retributiva per i permessi per la malattia dei figli, almeno fino ai tre anni.
Chiediamo dunque al Governo, al termine della Conferenza, di voler al più presto proseguire questo dialogo convocando il partenariato economico e sociale per discutere delle indicazioni della Proposta di Direttiva sull’equilibrio famiglia/lavoro collegata al Pilastro Sociale e delle loro possibili applicazioni nel nostro Paese, a partire dallo stanziamento di adeguate risorse.
Rossana Dettori – Giovanna Ventura – Silvana Roseto
Fonte: Ufficio stampa Cgil