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giovedì 7 ottobre 2021

Alleanza contro la povertà: serve Reddito di cittadinanza 2.0

Il Reddito di Cittadinanza ha costituito, soprattutto nel corso della crisi pandemica, un argine fondamentale al dilagare della povertà nel nostro Paese. Eppure il dibattito politico intorno a questo strumento continua ad essere acceso. Lo strumento va rafforzato piuttosto che indebolito in termini finanziari anche attraverso la prossima Legge di Bilancio, che non dovrebbe dunque solo limitarsi a destinare le risorse necessarie a coprire il previsto aumento della platea degli aventi diritto”. È quanto dichiara l’Alleanza contro la povertà in Italia, di cui la Cgil fa parte.

Nel comunicato stampa, che si invia in allegato, l’Alleanza riepiloga le otto proposte sottoposte al Governo e al Parlamento sul Reddito di Cittadinanza: “non penalizzare le famiglie con minori o numerose, né quelle non italiane; requisiti di accesso più razionali; reintrodurre i punti unici di accesso previsti per il Rei; presa in carico personalizzata tra Centri per l’impiego e servizi sociali; Puc mirati e volontari per i più fragili; percorsi mirati di aggiornamento e riqualificazione delle competenze per i beneficiari; nuovo disegno della compatibilità tra Rdc e reddito da lavoro”.

→ Per scaricare il documento con le proposte dell’Alleanza: www.alleanzacontrolapoverta.it    
→ Scarica il comunicato stampa
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 6 settembre 2021

Alleanza contro la Povertà: sul RdC non si discuta con gli slogan, ma con le proposte

L’Alleanza contro la Povertà in Italia, fin dal primo momento, ha evidenziato alcuni elementi di criticità nella definizione del Reddito di Cittadinanza, criticità confermate sin dalla sua entrata a regime.
Allo stesso modo, fin dal primo momento, l’Alleanza ha ribadito la necessità indifferibile di avere in Italia una misura di contrasto alla povertà adeguatamente finanziata per rispondere al crescente numero di famiglie in condizione di bisogno. Una necessità resa ancor più indiscutibile dalle conseguenze economiche e sociali provocate dalla pandemia.
Il Reddito di Cittadinanza va migliorato e chiediamo al Governo di discutere le nostre proposte, già presentate al Ministro Orlando, confermando lo stanziamento di risorse che stanno dando una prima risposta a oltre 1,6 milioni di famiglie.
Nel 2021, 5 milioni di persone hanno ricevuto una misura di sostegno al reddito a fronte di una attestata condizione familiare di difficoltà (3,7 milioni il Reddito di Cittadinanza, 1,3 milioni il Reddito di Emergenza). Questi numeri ci confermano una drammatica certezza: la povertà è una questione troppo seria per essere trattata con tanta insopportabile superficialità come sta avvenendo in queste settimane.
L’Alleanza contro la Povertà ha elaborato da tempo puntuali e argomentate proposte di merito per migliorare la misura e dare risposte a milioni di famiglie in condizioni di bisogno. Ascoltateci!
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 28 gennaio 2021

Le proposte di CGIL, CISL, UIL su ‘Politiche Abitative e Rigenerazione Urbana nella Next Generation UE’

Pianificare un progetto complessivo che permetta di rivitalizzare città e contesti urbani, anche in risposta a nuovi bisogni e al crescente disagio abitativo; migliorare sia la qualità degli insediamenti che il benessere sociale delle comunità, identificando interventi che mirino anche a soddisfare le esigenze ambientali, di inclusione, di protezione e promozione della salute delle persone.

Sono alcune delle proposte contenute nel documento CGIL, CISL e UIL lanciate nel corso dell’evento “Rigenerazione urbana e politiche abitative nella Next Generation EU” che si è svolto questa mattina e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, della Ministra On. Paola De Micheli, del Presidente della Conferenza Stato/Regioni Stefano Bonaccini e del Direttore dell’Agenzia della Coesione Territoriale Massimo Sabatini. Rivedi la diretta su Collettiva.it

Le città ricoprono un ruolo centrale nello sviluppo economico del Paese e per la crescita della qualità della vita dei cittadini – sottolineano la Vicesegretaria Generale Cgil Gianna Fracassi, e i Segretari Confederali di CISL e UIL, Giulio Romani e Ivana Veronese –. Proprio per questo crediamo che si debba dar vita ad un piano pluriennale per la Rigenerazione Urbana con finanziamenti ordinari ed europei, da attuarsi attraverso l’istituzione di un “Fondo per la rigenerazione urbana”, per consentire una programmazione continua nel tempo di interventi da parte degli Enti Territoriali, con una garanzia di organicità nel rispetto delle procedure”. “Il tema delle politiche abitative – sottolineano inoltre i tre dirigenti

lunedì 28 gennaio 2019

Lavoro: Cgil a Boccia, rimettere al centro il lavoro nel nostro Paese

Per la Cgil è importante rimettere al centro del dibattito nel nostro Paese il tema del lavoro, così come proponiamo da tempo. Insieme a Cisl e Uil abbiamo elaborato una piattaforma unitaria che abbiamo presentato al Governo con le nostre proposte e che sarà al centro della manifestazione nazionale del 9 febbraio a Roma”. Così in una nota la Cgil Nazionale dopo le dichiarazioni di oggi del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.
Per la Confederazione “gli importanti accordi sulle relazioni industriali e sulle regole della rappresentanza raggiunti con Confindustria e con tutte le altre associazioni imprenditoriali pongono la questione di aprire la fase della loro piena applicazione. In particolare, è necessario che si giunga ad una legge capace di misurare la rappresentanza sindacale e datoriale e dare certezza alla validità ‘erga omnes’ degli accordi sottoscritti”.
Lo sviluppo delle relazioni industriali – prosegue la nota – dovrà essere finalizzato al rafforzamento degli investimenti per infrastrutture materiali ed immateriali del Paese, a partire da quelle per istruzione e welfare, indispensabili sia per la tenuta sociale che per la riduzione dei divari tra Nord e Sud. Dovrà inoltre – conclude la Cgil – avere come obiettivo prioritario il lavoro stabile e di qualità rafforzando le scelte contrattuali e legislative per aumentare i salari, valorizzare competenze e professionalità, estendere le tutele e i diritti a tutti i lavoratori”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 3 maggio 2018

Un fisco diverso per superare le disuguaglianze

A due mesi dal voto, l'Italia è ancora lontana dall'avere un governo nel pieno delle sue funzioni. E tra le questioni relative a Iva, Flat tax e tax expenditures, questa incertezza rischia di subire pesanti ripercussioni sull'economia italiana e sul suo fisco. “A fronte dell'ottimismo sulle condizioni del nostro paese, tutti gli indici economici parlano infatti di una ripresa lenta e soprattutto diseguale. Per questo la riforma fiscale assume un'importanza decisiva. In campagna elettorale si sono sentite le proposte più diverse, mentre oggi tutto tace. Anche perché quello proposte non avevano nessun fondamento e nessuna credibilità”. Lo ha detto il professor Roberto Romano, docente dell'Università di Bergamo, ai microfoni di RadioArticolo1.
Non era solo un problema di onerosità - ha continuato Romano - quelle erano proposte addirittura fuori dal contesto costituzionale e ignoranti della natura stessa del sistema fiscale italiano. La nostra struttura fiscale è infatti molto particolare, sensibile all'andamento degli scaglioni e delle aliquote, ma sopratutto molto sensibile ai presupposti d'imposta. Il tema della redistribuzione di reddito e ricchezza ovviamente resta. Ma bisogna prima valutare alcuni aspetti. Di solito s'immagina la ridistribuzione esclusivamente attraverso un nuovo disegno delle aliquote fiscali che fanno capo all'Irpef. 
Invece bisogna considerare che c'è una distribuzione che interviene nel mercato, prima delle imposte, e una distribuzione del carico tributario, quando il carico è stato già maturato. Sulla prima questione c'è un problema di norme e regole che hanno delegittimato il ruolo del sindacato, sulla

venerdì 29 settembre 2017

Famiglia: Cgil, Cisl e Uil su conciliazione vita-lavoro

La Conferenza Nazionale per la famiglia è stata per noi sindacati l’occasione per rilanciare alcune riflessioni in tema di equilibrio famiglia/lavoro, generatività e ripresa della natalità. In particolare, abbiamo chiesto attenzione e finanziamenti strutturati per il riequilibrio territoriale, la qualificazione e la diminuzione dei costi di accesso per le famiglie in relazione ai servizi alla prima infanzia, che devono davvero diventare un diritto per ogni bambino del nostro Paese.
Ma uno dei temi emersi solo marginalmente nella Conferenza – e dimenticato dalla programmazione economico-finanziaria del Def – eppure cruciale per sostenere i desideri delle famiglie è quello della definizione di un sistema di congedi e permessi adeguato, come indicato dalla proposta di Direttiva della Commissione Europea sull’equilibrio famiglia/lavoro.
Un congedo di paternità obbligatorio di durata più prolungata (10 giorni) e una retribuzione del congedo parentale dei genitori almeno pari al trattamento economico per la malattia sarebbero due importanti primi passi che ci avvicinerebbero alle proposte europee. Ai quali si potrebbero aggiungere permessi per i figli nella delicata fase adolescenziale e la copertura retributiva per i permessi per la malattia dei figli, almeno fino ai tre anni.
Chiediamo dunque al Governo, al termine della Conferenza, di voler al più presto proseguire questo dialogo convocando il partenariato economico e sociale per discutere delle indicazioni della Proposta di Direttiva sull’equilibrio famiglia/lavoro collegata al Pilastro Sociale e delle loro possibili applicazioni nel nostro Paese, a partire dallo stanziamento di adeguate risorse.
Rossana Dettori – Giovanna Ventura – Silvana Roseto
Fonte: Ufficio stampa Cgil

mercoledì 12 ottobre 2016

L’Italia sono anch’io: 13 ottobre manifestazioni in tutta Italia per legge cittadinanza

Esattamente un anno fa, il 13 ottobre 2015, la Camera licenziò in prima lettura la proposta di riforma della legge sulla cittadinanza n.91/92. Quel giorno le organizzazioni della campagna L’Italia sono anch’io, che tra il settembre 2011 e il marzo 2012 avevano raccolto più di 200mila firme su due proposte di legge di iniziativa popolare sulla riforma della cittadinanza e il riconoscimento del diritto di voto amministrativo dei cittadini stranieri, sperarono in una rapida discussione e approvazione definitiva della riforma da parte del Senato.
Invece a un anno di distanza non solo la legge non è stata approvata, ma non è neanche iniziata la discussione nella competente Commissione Affari Costituzionali.
Le promesse fatte dalla relatrice Lo Moro (Pd) e dalla Presidente della Commissione Finocchiaro (PD) nel corso di un’audizione in Commissione di alcune delle associazioni promotrici della campagna svolta l’1 aprile 2016 risultano a tutt’oggi disattese. Allora la Presidente si impegnò ad avviare la discussione dopo le elezioni amministrative di giugno. Sono passati 4 mesi ma della discussione non vediamo l’ombra.
Il ddl licenziato dalla Camera non è quello che avremmo voluto. Presenta molte criticità e carenze sul tema delle naturalizzazioni (che non viene affrontato), sulle misure atte ad evitare la discrezionalità delle pubbliche amministrazioni nella valutazione delle singole richieste di

giovedì 1 settembre 2016

Cgil, Cisl, Uil e Confindustria condividono proposte su politiche del lavoro

Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto oggi un insieme coerente di proposte, concepito per essere attuato nella sua interezza, con il fine di affrontare al meglio la difficile situazione congiunturale e governare con più efficacia i processi di transizione industriale. Gli indicatori del mercato del lavoro risentono, infatti, di una situazione di debolezza, i recenti interventi legislativi di riforma degli ammortizzatori sociali hanno sensibilmente ridotto lo spazio di azione delle politiche passive del lavoro e manca ancora un assetto compiuto delle politiche attive.
Il documento propone un modello innovativo di gestione delle crisi e delle ristrutturazioni aziendali che mette al centro la ricollocazione dei lavoratori, assegnando alle parti sociali, attraverso la contrattazione, un ruolo attivo e di grande responsabilità.
In particolare, sono state individuate specifiche soluzioni da adottare in due differenti contesti:
  • nelle imprese interessate dalla CIGS, laddove siano previsti esuberi, si propone, attraverso un accordo sindacale, la condivisione di un “piano operativo di ricollocazione”finalizzato a favorire la formazione e la ricollocazione dei lavoratori, già durante il periodo di cassa integrazione. Per le attività di formazione e di outplacement le parti hanno previsto la possibilità di operare attraverso i fondi interprofessionali;
  • nelle imprese che operano in aree di crisi industriale complessa e non complessa, laddove vi siano concrete possibilità di rilancio delle attività produttive, si propongono, oltre alle misure sopra descritte, anche alcuni correttivi alla disciplina degli ammortizzatori sociali.

Confindustria, Cgil, Cisl e Uil confidano nella condivisione di queste proposte da parte del Governo e ne auspicano la piena attuazione, forti della convinzione che, nell’attuale contesto produttivo ed economico, siano utili per dare risposte adeguate a imprese e lavoratori.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 30 marzo 2016

Cgil, Cisl e Uil, politiche attive vera scommessa di cambiamento

Mercoledì 30 marzo, a Roma, presso l’Auditorium di via Rieti, Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto un’iniziativa nazionale unitaria sulle politiche attive del lavoro dal titolo ‘Rete dei Servizi per il Lavoro: proposte del Sindacato Confederale per qualificare politiche e servizi per il lavoro alla luce del decreto 150/15’. Qui il documento ‘Politiche attive: una necessità urgente per il lavoro, per i lavoratori, per il Paese!
L’appuntamento di oggi è stato importante innanzitutto perché, grazie all’impulso dei sindacati confederali, si è di fatto riunita per la prima volta la Rete dei Servizi per il lavoro prevista dal decreto”, sostengono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Serena Sorrentino, Gigi Petteni e Guglielmo Loy. Infatti, oltre ai delegati e alle strutture territoriali delle organizzazioni sindacali, hanno partecipato il professor Maurizio Del Conte presidente Anpal e Commissario di Italia Lavoro; il professor Stefano Sacchi, presidente Isfol; il dottor Gianfranco Simoncini della Conferenza delle Regioni; il professor Marco Leonardi, consulente per la Presidenza del Consiglio dei Ministri; e il dottor Agostino Di Maio, direttore di Assolavoro.
Nel corso del seminario Cgil, Cisl e Uil e i delegati hanno ribadito la necessità di investire sul tema delle politiche attive, e indicato le criticità registrate allo stato attuale sulla definizione del nuovo

mercoledì 27 gennaio 2016

Fisco: le proposte della Cgil contro evasione ed elusione

Danilo Barbi
Una vera e grande lotta all'evasione fiscale per l'equità, l'efficienza e lo sviluppo del Paese”. Così il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi presenta le venticinque proposte contro l'evasione e l'elusione fiscale, studiate dal Laboratorio delle politiche fiscali della Cgil.
Recuperare le risorse evase - spiega Barbi - renderebbe più giusta la nostra società e contribuirebbe a rilanciare l'economia, che ancora purtroppo stenta a ripartire, favorendo così la capacità di fare investimenti pubblici e privati. I miliardi di euro evasi - prosegue - non ingrossano né i consumi, né gli investimenti, ma vengono accumulati prevalentemente in ricchezze private”. É necessaria, sottolinea Barbi, “una riduzione strutturale della ricchezza evasa, più che il recupero di una imposta ormai non pagata”. 
Per questo la Cgil propone una serie di azioni volte alla “trasparenza della formazione del reddito” e alla “repressione” delle irregolarità, attraverso: la tracciabilità, la rapidità e la semplicità delle informazioni sui movimenti di beni, servizi e denaro, e lo sviluppo tecnologico. Tutto ciò non può prescindere da una forte volontà politica.
Le proposte della Cgil mirano a recuperare una parte del totale dell'evasione italiana che varia dai 91 ai 180 miliardi annui, di cui 47 solo di Iva: un record mondiale poco invidiabile, che si può

mercoledì 11 novembre 2015

Sud: Cgil, serve politica nazionale, le nostre proposte

Alla vigilia della presentazione del Masterplan per il Mezzogiorno del Governo, la Cgil rilancia la vertenza nazionale 'Laboratorio Sud – Idee per il Paese', avviata lo scorso settembre a Potenza. L'iniziativa, articolata negli ambiti regionali e territoriali e nella dimensione nazionale, si propone di evidenziare le condizioni di criticità presenti nel Mezzogiorno e, soprattutto, di rendere visibili i possibili spazi di intervento per superare il divario che sempre più allontana le regioni del Sud dal resto del Paese. A tale fine il sindacato di corso d'Italia presenta un documento programmatico (in allegato) per la costruzione di una politica nazionale in grado di rafforzare le condizioni economico sociali del Mezzogiorno, favorire crescita e occupazione e permettere così una vera inversione di tendenza per tutto il Paese.
Gli strumenti
Il nodo centrale del documento stilato dalla Cgil consiste nel coordinamento e nella partecipazione dei vari soggetti e dei vari livelli, poiché solo attraverso politiche rinnovate e il concorso delle diverse energie, a partire dalle comunità locali e dalle loro rappresentanze, può realizzarsi un cambio di fase. Di qui l'individuazione di alcuni strumenti fondamentali di coordinamento tra politiche nazionali e regionali, e di partecipazione, che vedono il coinvolgimento delle parti sociali: un luogo formalizzato di coordinamento tra le regioni meridionali, una cabina di regia interistituzionale per l'attribuzione e

martedì 10 novembre 2015

Scuola: mercoledì le 32 associazioni de "La scuola che cambia il Paese" riaprono confronto con Parlamento


Mercoledì prossimo, 11 novembre, tornano in Parlamento i firmatari dell'appello "La scuola che cambia il Paese", la piattaforma che raccoglie 32 associazioni di studenti, insegnanti, genitori, forze sociali, sindacali e del terzo settore. L'appuntamento con i parlamentari e con la stampa è previsto alle ore 10 presso la sala Salvadori della Camera dei Deputati (via degli Uffici del Vicario 21, Roma) e sarà l'occasione per presentare alle Camere e al Governo idee e proposte di cambiamento della scuola italiana e di modifica della legge 107/2015.

Durante il percorso parlamentare de “La Buona Scuola" il dialogo con le VII Commissioni di Camera e Senato ha contribuito a migliorare il testo iniziale, ma la scelta di approvare la legge senza un autentico confronto di merito con l'ampio dissenso espresso nel mondo della scuola, della cultura e della società civile ha impedito una conclusione condivisa.
I 32 promotori de "La scuola che cambia il Paese" tornano quindi in campo con un documento che contiene le proposte per una modifica dell'impianto della legge approvata a luglio, convinti che sia decisivo per l'Italia innalzare i livelli di istruzione e di competenza dei cittadini e contrastare le gravi diseguaglianze socio-culturali e territoriali che condizionano gli esiti scolastici.
Nonostante l’investimento di risorse attivato con "La Buona Scuola", i firmatari dell’appello ritengono infatti che manchi una visione organica di riforma a medio-lungo termine. Non si prevede

giovedì 2 maggio 2013

“CHI NON SI ASPETTA L'INASPETTATO NON SCOPRIRA' NULLA” Eraclito

Cari compagne e compagni
vi invio queste mie poche righe per una necessità che credo la situazione pone in campo.
Lo stato di crisi in cui siamo immersi non lascia molti spazi alla immaginazione, cosa quest'ultima che male si accorda con la stringente necessità. I conti che alla fine del mese devono tornare non sono un ditirambo greco.
Ma, per fortuna, possiamo ancora cercare di trovare soluzioni o proporne di già in atto per, almeno, diminuire la pressione che lo stato delle cose propone.
Chiedo quindi, o meglio, propongo, che si apra una riflessione libera, laica, e franca sull'argomento.
Un brainstorming sul tema di quale soluzione/i si possa/no mettere in atto per fronteggiare il presente; quale futuro e come costruirlo, quale lavoro e di che tipo, quale economia e di che modello. E' sostenibile l'idea di un lavoro ridotto in orario e in emolumento in cambio di una garanzia al posto di lavoro. E' lecito, possibile, creare debito per sopravanzare la crisi?
In somma un ragionamento con idee nostre, vostre, sul tema del lavoro.
Chiedo poi che questi spunti vengano posti in comunione tra noi e che, di volta in volta, ognuno, facendo l'avvocato del diavolo, metta in crisi il sistema prodotto.
La logica e di dividere le nostre esperienze e di crearne di nuove per fare proposte: non meno utili delle proteste ma solitamente più difficili da eludere.
Grazie e buon lavoro a tutti.
Rebuschi Romano

lunedì 25 marzo 2013

18 APRILE SCIOPERO GENERALE PROVINCIALE DI 8 ORE CON MANIFESTAZIONE IN PIAZZA LOGGIA

18 APRILE SCIOPERO GENERALE PROVINCIALE 
DI 8 ORE MANIFESTAZIONE IN PIAZZA LOGGIA

Assemblee di zona per stare in ascolto, per illustrare le proposte per il cambiamento: Cinque incontri in città e nell'hinterland con i lavoratori e le lavoratrici, i pensionati e le pensionate, le cittadine e i cittadini per costruire la giornata di sciopero del 18 aprile:

Mercoledì 3 aprile  ore 17:00
Rezzato Sala Italo Calvino in Via Leonardo da Vinci

Giovedì 4 aprile  ore 17:00
Brescia Salone Buozzi Camera del Lavoro in Via Folonari 20

Lunedì 8 aprile  ore 17:00
Nave Sala consiliare Sede Comune Via Paolo VI, 17

Venerdì 12 aprile  ore 17:00
Roncadelle Centro sociale Via Don Vezzoli

Mercoledì 17 aprile  ore 17:00
Flero Sala Consiliare in Piazza IV Novembre

martedì 26 febbraio 2013

L'AZIENDA POSTE DENUNCIA 9.273 ESUBERI DI PERSONALE ALLA DATA DEL 31 OTTOBRE 2012


Le proposte in un documento consegnato alle OO.SS. in data 20 Febbraio 2013

Il documento contiene una serie di proposte di riorganizzazione dei servizi unitamente ad un prospetto analitico sulle entità degli esuberi di personale che – a detta dell'Azienda – alla data del 31 Ottobre 2012 ammonterebbero a 9.273 unità.
Per la Lombardia gli esuberi dichiarati ammontano a 1.276 unità.
Le OO.SS hanno già espresso un parere negativo su tutto il documento dichiarandolo “irricevibile”, tuttavia, nell'ipotesi che l'Azienda Poste intenda adottare gli strumenti di esodo espressi a pagina 12 del documento stesso, riteniamo opportuno dare alcune spiegazioni ai nostri iscritti – anche per contrastare le solite illazioni più o meno strumentali e fare chiarezza circa le future intenzioni aziendali per risolvere il problema degli esuberi.

1° - Proposta aziendale

Proseguire con gli esodi incentivati sulla scorta di accordi individuali sottoscritti volontariamente da entrambe le parti.
Su questo argomento, trattandosi di una iniziativa unilaterale dell'Azienda Poste spa, le OO.SS ribadiscono che non esiste alcun accordo sindacale nel merito e, pertanto, la norma non può essere inserita in un verbale ufficiale.

2° - Proposta aziendale

Attuare quanto previsto dall'art. 4 della legge 92/2012 per il “personale anziano” in possesso dei requisiti richiesti che consentano il pagamento della

domenica 7 ottobre 2012

Camusso: lavoro priorità assoluta. Il 20 ottobre avviamo una nuova stagione - Rinaldo Gianola sull'Unità

Niente politica industriale, disattenzione alle emergenze del lavoro, zero investimenti, crescita pericolosa delle diseguaglianze. Questo autunno propone un'Italia in piena emergenza economica e sociale, una situazione che viene fronteggiata dal governo con politiche inadeguate, insufficienti. Per questo Susanna Camusso chiama la CGIL a una nuova stagione di mobilitazione e di impegno. A partire dalla giornata del 20 ottobre, in piazza San Giovanni a Roma, la piazza delle grandi sfide sindacali.
Spiega: «Chiediamo al governo scelte chiare di politica industriale, difesa degli insediamenti produttivi, detassazione delle tredicesime, sostegno ai lavoratori esodati, ai dipendenti delle aziende in difficoltà. C'è bisogno di una svolta profonda di politica economica perchè il Paese non ce la fa».
Segretario Camusso, qual è la situazione del lavoro e dell'industria?
«Assistiamo con enorme preoccupazione alla scomparsa di pezzi importanti del tessuto industriale. Siderurgia, auto, alluminio, distribuzione sono settori a rischio. Siamo un Paese che non investe. Per richiamare l'attenzione i lavoratori devono mettere in pericolo la propria vita salendo sui tetti, sulle torri, sui campanili. Il governo e il Paese forse non comprendono pienamente la gravità e i rischi di questo momento. L'occupazione e la difesa della nostra industria sono priorità assolute».
L'azione del governo Monti non la soddisfa?
«No, e non è una questione personale. Non soddisfa il Paese. Dobbiamo fare uno sforzo comune, forte per aiutare chi perde il posto, chi vede la chiusura della propria azienda, chi cerca di salvare un pezzo di

mercoledì 18 gennaio 2012

Sindacati a governo: "Cambi politica Serve svolta su lavoro ed equità sociale" - su Repubblica

Cambiare la politica economica del governo e attuare politiche che favoriscano la crescita, il lavoro, l'equità fiscale e sociale: è questo il passaggio principale del documento unitario varato oggi da Cgil, Cisl e Uil, contenente le proposte che saranno inviate al governo nelle prossime ore in vista del confronto sulla riforma del mercato del lavoro. Il documento è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dai segretari generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti al termine della riunione delle segreterie unitarie.
Il giudizio dei sindacati sull'operato dell'esecutivo è netto: "Si e' realizzato un intervento volto solo a fare cassa, prelevando ingenti risorse dai lavoratori e dai pensionati, determinando così gravi ripercussioni anche sul mercato del lavoro, stante l'attuale situazione di difficoltà occupazionale".
La gravità della crisi economica e le conseguenze negative che colpiscono in particolare famiglie, giovani, lavoratori e pensionati impongono un "cambiamento" nella politica economica del governo, si legge nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati confederali sollecitano ora l'apertura di un "negoziato vero" che favorisca la crescita, senza la quale è impossibile dare risposte anche al tema dell'occupazione.
"L'obiettivo prioritario - aggiungono i sindacati - è far ripartire la crescita e invertire la pericolosa tendenza recessiva in atto da alcuni mesi. Bisogna poi sostenere una svolta coerente della politica economica europea verso obiettivi di sviluppo e occupazione". Per quanto riguarda i tempi della convocazione delle parti sociali da parte del governo il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha detto: "non abbiamo idea di quando saremo convocati". Il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, ha riferito che "ci hanno detto che l'incontro è imminente".
Liberalizzazioni. Nell'ambito delle proposte di Cgil, Cisl e Uil per la crescita ci sono le liberalizzazioni, ma