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venerdì 29 settembre 2017

Famiglia: Cgil, Cisl e Uil su conciliazione vita-lavoro

La Conferenza Nazionale per la famiglia è stata per noi sindacati l’occasione per rilanciare alcune riflessioni in tema di equilibrio famiglia/lavoro, generatività e ripresa della natalità. In particolare, abbiamo chiesto attenzione e finanziamenti strutturati per il riequilibrio territoriale, la qualificazione e la diminuzione dei costi di accesso per le famiglie in relazione ai servizi alla prima infanzia, che devono davvero diventare un diritto per ogni bambino del nostro Paese.
Ma uno dei temi emersi solo marginalmente nella Conferenza – e dimenticato dalla programmazione economico-finanziaria del Def – eppure cruciale per sostenere i desideri delle famiglie è quello della definizione di un sistema di congedi e permessi adeguato, come indicato dalla proposta di Direttiva della Commissione Europea sull’equilibrio famiglia/lavoro.
Un congedo di paternità obbligatorio di durata più prolungata (10 giorni) e una retribuzione del congedo parentale dei genitori almeno pari al trattamento economico per la malattia sarebbero due importanti primi passi che ci avvicinerebbero alle proposte europee. Ai quali si potrebbero aggiungere permessi per i figli nella delicata fase adolescenziale e la copertura retributiva per i permessi per la malattia dei figli, almeno fino ai tre anni.
Chiediamo dunque al Governo, al termine della Conferenza, di voler al più presto proseguire questo dialogo convocando il partenariato economico e sociale per discutere delle indicazioni della Proposta di Direttiva sull’equilibrio famiglia/lavoro collegata al Pilastro Sociale e delle loro possibili applicazioni nel nostro Paese, a partire dallo stanziamento di adeguate risorse.
Rossana Dettori – Giovanna Ventura – Silvana Roseto
Fonte: Ufficio stampa Cgil

venerdì 5 febbraio 2016

SLC Cgil: Comunicato violenza sulle donne

E’ notizia di questi ultimi due giorni l’aggressione di tre donne da parte dei relativi compagni: due sono morte ed una versa in fin di vita all’ospedale.
Non cambia la sensazione che questa violenza cosi efferata sia figlia di un modello culturale che non accenna a modificarsi.
Si discute animatamente sul concetto di famiglia dimenticando che di famiglia si dovrebbe parlare quando ad un gruppo di persone è sotteso un legame di affinità, di convivenza, di parentela, e che la famiglia è il nucleo essenziale di ogni modello sociale. Legare l’esistenza di famiglia ad una necessaria composizione differenziata di genere ed a finalità riproduttive riduce ai minimi termini, anzi, nega, quell’elemento di coesione e sviluppo culturale e sociale che solo una comunanza di affetti, un legame improntato al reciproco rispetto, l’educazione stessa al rispetto dell’altro, possono costituire.
Dove si impara la non violenza legata alla diversità? Nel primo nucleo sociale costituito, la famiglia appunto, e da lì si esporta alla società tutta. Una famiglia, comunque costituita, è quella che può annullare la forza pervasiva di messaggi distorti provenienti dai media, che stigmatizza rapporti improntati sulla prevaricazione, che interagisce con l’istituzione scolastica affinché si affrontino in modo competente e collettivo temi sensibili per i ragazzi.
E così, mentre continuiamo ad assistere a delitti di questa natura, a violenze sena fine su donne, compagne, madri, si censurano trasmissioni che parlano di sessualità, si organizzano family day, si

lunedì 10 giugno 2013

ASSEGNI FAMILIARI

L’assegno al nucleo familiare (L.153/88) spetta ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati, disoccupati, lavoratori in mobilità, cassintegrati, soci di cooperative, lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione separata, con trattamenti liquidati nel fondo lavoratori dipendenti. Per i lavoratori dipendenti l’assegno al nucleo familiare va richiesto al datore di lavoro e viene corrisposto mensilmente in busta paga. Condizione fondamentale per la percezione dell’assegno al nucleo familiare è che il reddito familiare complessivo derivi per almeno il 70% da redditi da lavoro dipendente o assimilati. Se nell’anno precedente il nucleo non ha percepito alcun reddito l’assegno viene comunque erogato. Se, invece, il nucleo ha posseduto esclusivamente redditi di natura diversa dal lavoro dipendente, per quanto di modesta entità (ad esempio la casa di abitazione), l’assegno non spetta. (qui puoi scaricare la versione PDF di questo documento)
Nucleo Familiare
Il nucleo familiare rilevante è composto da:
  • Il coniuge, anche non convivente purché non separato.
  • I figli minorenni legittimi, legittimati ed equiparati, naturali, o anche nati da precedente matrimonio ed affidati al richiedente o al coniuge.
  • I figli, anche maggiorenni, se inabili.
  • Fratelli e sorelle del solo richiedente, se minorenni o maggiorenni inabili.

QUALE REDDITO ?
Sono rilevanti :
  • Redditi imponibili Irpef al netto della sola contribuzione previdenziale
  • Redditi a tassazione separata
  • Assegno di mantenimento corrisposto dal coniuge separato

mercoledì 9 maggio 2012

Camusso: "Troppi sacrifici, poche speranze dipendenti e piccoli imprenditori sono stremati" - Paolo Griseri su Repubblica

Nel manifesto di fronte alla scrivania, la bambina chiede all´adulto: «Papà, perché hai un caporale se non sei un soldato?». Di questi tempi la campagna per la legalità sul lavoro appare purtroppo un lusso. Sul muro alle spalle della scrivania il ritratto di Giuseppe Di Vittorio, testimonia una tradizione sindacale fatta di avanzate e di arretramenti. Ma è lo schermo del computer che attira l´attenzione di Susanna Camusso: «Vede? Mail come questa arrivano sempre più spesso. Gente disperata, che ha smesso anche di arrabbiarsi. In alcuni casi abbiamo contattato gli psicologi. Chi scrive certe cose può davvero rischiare di compiere gesti estremi».
Susanna Camusso, la crisi trasloca dalle pagine di economia a quelle di cronaca. Che cosa ha causato un salto così drammatico?
«Non penso che sia un salto. Penso che molti abbiano cominciato a convincersi che questa crisi non avrà fine. Che i sacrifici di questi quattro anni sono stati inutili. Se alle persone togli l´orizzonte non puoi stupirti dei drammi. I sacrifici senza speranza sono la formula della disperazione».
Di chi è la responsabilità di quei drammi? Di chi governa adesso o di chi è venuto prima?
«Non intendo commentare quella frase di Monti».
Da quando si è perso l´orizzonte?
«E´ quattro anni che il popolo dei lavoratori dipendenti e dei piccoli imprenditori fa sacrifici. Gli stipendi vengono pagati con ritardi di sei, sette, otto mesi. I crediti con i clienti diventano inesigibili. All´inizio uno spende quel che aveva messo da parte negli anni precedenti. Per anni i governi hanno detto che presto ci sarebbe stata la ripresa. Poi l´autunno scorso si è scoperto che non è cosi. Che bisogna fare altri sacrifici. E la gente li ha fatti, sperando che sarebbero serviti a uscire dalla crisi. Invece adesso si scopre che i sacrifici aumenteranno ma la crisi non finirà. Per guarire ti tagli un braccio oggi ma sai già che domani ti taglieranno