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giovedì 4 giugno 2015

Ddl concorrenza: Cgil, no alla soppressione Acquirente Unico, scelta ingiusta e unilaterale

Roma, 4 giugno - “La Cgil chiede che vengano rigettati e stralciati dal disegno di legge sulla concorrenza gli articoli 19, 20 e 21 che prevedono le cessazioni del Mercato Tutelato per i clienti domestici e le PMI ”. E' quanto dichiara Antonio Filippi, responsabile delle politiche energetiche della Cgil Nazionale, al termine dell'audizione che si è tenuta quest'oggi presso la X Commissione Attività produttive della Camera dei deputati.
Secondo il dirigente sindacale “la volontà del governo di sopprimere l'Acquirente Unico è una decisione ingiusta e unilaterale sia sotto il profilo sociale che economico” perché, spiega “penalizzerebbe la fascia più debole oggi nel mercato tutelato lasciandole prive di protezione davanti alla supremazia della speculazione e del profitto”.
L'uscita dal mercato tutelato deve essere una scelta volontaria degli utenti, dettata dalla convenienza. Ad oggi - prosegue Filippi - le famiglie passate al mercato libero hanno avuto contratti più onerosi rispetto al mercato tutelato, per una maggiore spesa tra elettricità e gas di circa 121 euro annui. Il passagggio obbligatorio delle utenze domestiche che il governo vuole imporre - conclude il responsabile delle politiche energetiche della Cgil - è un affare di oltre 20 milione di utenze che vengono portate sul vassoio alla società di vendita del mercato libero”.

martedì 24 febbraio 2015

Ddl concorrenza: su fondi pensione governo risponde a interessi di banche e assicurazioni

Vera Lamonica
La norma sulla 'portabilità' dei fondi pensione prevista nel ddl concorrenza indebolirebbe ulteriormente la previdenza complementare, chiediamo al Parlamento di opporsi". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, commenta una delle misure contenute nel disegno di legge varato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso.
Lamonica spiega che oggi "ai Fondi pensione negoziali istituiti dalla contrattazione collettiva si aderisce, oltre che con la quota di TFR e con il proprio versamento individuale, anche con un contributo a carico del datore di lavoro, che è parte integrante del 'costo' contrattuale. Questo, insieme ai molto più bassi costi di gestione e alla governance partecipata dei lavoratori, rende i Fondi negoziali diversi e molto più convenienti e trasparenti".
"Con la norma prevista nel ddl concorrenza sulla 'portabilità' dei fondi pensione - sottolinea la dirigente sindacale - il governo introduce l'obbligo del versamento del contributo del datore di lavoro anche per i casi di adesione ai Fondi promossi dalle Banche e per i casi di accensione di un Piano Individuale di Previdenza con una Compagnia di Assicurazione".
"Così, nell'ansia quotidiana di smontare la contrattazione collettiva e con lo slogan propagandistico della concorrenza e della libertà, in realtà l'esecutivo offre un regalo a banche ed assicurazioni, che lo richiedevano da tempo. Come ormai è consuetudine - chiosa Lamonica - si dà molto alle imprese e nulla ai lavoratori, che dopo la devastazione delle pensioni pubbliche operata dalla legge Fornero vedono anche l'indebolimento della previdenza complementare". Indebolimento, sottolinea, "in parte già operato nella legge di stabilità con l'innalzamento della tassazione sui rendimenti e ora portato avanti con questa norma"."Trattandosi di disegno di legge - conclude Lamonica - auspichiamo, ed operiamo, perché il Parlamento non la accolga". 

Fonte: Ufficio stampa Cgil