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sabato 31 ottobre 2015

LA LEGGE DEL MERCATO al cinema dal 29 ottobre - per gli iscritti CGIL a prezzo ridotto!

Giovedì 29 ottobre uscirà nei cinema LA LEGGE DEL MERCATO di Stéphane Brizé, con Vincent Lindon - Palma d’oro per la miglior interpretazione all’ultimo Festival di Cannes .
Per tutti gli iscritti CGIL il biglietto del cinema per questo film costa meno! I tesserati , esibendo la tessera alle casse dei cinema, avranno diritto di accedere col prezzo del biglietto ridotto corrispondente del giorno.
Il protagonista de La legge del mercato, Thierry ( Vincet Lindon), è un uomo di 51 anni che, dopo 20 mesi di disoccupazione, inizia un nuovo lavoro che lo porterà presto a confrontarsi con un profondo dilemma. Cosa è disposto a sacrifi care per non perdere il proprio lavoro?
Ho scelto - ha dichiarato il regista Stéphane Brizè - di osservare la brutalità dei meccanismi e dei rapporti dominanti nel nostro mondo, sovrapponendo l’umanità di un uomo senza sicurezza lavorativa, alla violenza della nostra società.
Buona Visione!

martedì 16 giugno 2015

Call center: parti sociali chiedono modifica incentivazioni assunzioni

Assocontact congiuntamente ai sindacati di categoria Slc CGIL, Fistel CISL e Uilcom UIL hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo RENZI, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Claudio DE VINCENTI, al Ministro del Lavoro Giuliano POLETTI e al Ministro dello Sviluppo Economico Federica GUIDI per ribadire ancora una volta la necessità di modificare urgentemente le norme introdotte dalla Legge di stabilità per le incentivazioni alle assunzioni, soprattutto riguardo la decontribuzione triennale, che hanno indotto, nel settore dei servizi dei call‐center, una distorsione accentuata della concorrenza.” Lo comunica una nota di Slc Cgil nazionale.
Tale distorsione – si legge nella lettera – consente che l’azienda che si propone, nelle gare pubbliche o acquisendo lavoro da committenti privati, come fornitore di servizi di contact center con personale neo assunto è in grado di avanzare tariffe inferiori del 30% rispetto ad aziende che operano già sul mercato con personale assunto negli anni precedenti. Tale divergenza è determinata dal fatto che in un servizio di contact center il costo del lavoro rappresenta fino all’ottanta per cento del costo totale.”
“Questo fenomeno produce una pesante contrazione delle tariffe di mercato, che si sono allineate

giovedì 4 giugno 2015

Ddl concorrenza: Cgil, no alla soppressione Acquirente Unico, scelta ingiusta e unilaterale

Roma, 4 giugno - “La Cgil chiede che vengano rigettati e stralciati dal disegno di legge sulla concorrenza gli articoli 19, 20 e 21 che prevedono le cessazioni del Mercato Tutelato per i clienti domestici e le PMI ”. E' quanto dichiara Antonio Filippi, responsabile delle politiche energetiche della Cgil Nazionale, al termine dell'audizione che si è tenuta quest'oggi presso la X Commissione Attività produttive della Camera dei deputati.
Secondo il dirigente sindacale “la volontà del governo di sopprimere l'Acquirente Unico è una decisione ingiusta e unilaterale sia sotto il profilo sociale che economico” perché, spiega “penalizzerebbe la fascia più debole oggi nel mercato tutelato lasciandole prive di protezione davanti alla supremazia della speculazione e del profitto”.
L'uscita dal mercato tutelato deve essere una scelta volontaria degli utenti, dettata dalla convenienza. Ad oggi - prosegue Filippi - le famiglie passate al mercato libero hanno avuto contratti più onerosi rispetto al mercato tutelato, per una maggiore spesa tra elettricità e gas di circa 121 euro annui. Il passagggio obbligatorio delle utenze domestiche che il governo vuole imporre - conclude il responsabile delle politiche energetiche della Cgil - è un affare di oltre 20 milione di utenze che vengono portate sul vassoio alla società di vendita del mercato libero”.

venerdì 10 aprile 2015

Riforma Terzo settore: rischio deriva commerciale nei servizi alla persona

Vera Lamonica
segretaria confederale Cgil
"Il disegno di legge, dopo le modifiche approvate alla Camera, definisce in modo più chiaro l'ambito della riforma del terzo settore, quindi dove interverranno i successivi decreti delegati del governo, e preserva il ruolo peculiare del volontariato e il suo carattere gratuito. 
Purtroppo, però, conferma norme che snaturano l'impresa sociale, accentuandone il carattere commerciale". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, commenta il via libera di Montecitorio al ddl delega per la riforma del terzo settore.
"Con questo provvedimento - continua Lamonica - si allarga anziché restringere la possibilità di agire per imprese profit, con il serio rischio che irrompano logiche di mercato nei servizi del welfare, già duramente colpito dai tagli alla spesa per la protezione sociale".
Per la dirigente sindacale vi è poi "un’altra grave mancanza, da colmare in quanto mina un tratto distintivo dell'impresa sociale: devono essere riconosciuti ruolo e diritti dei lavoratori con strumenti adeguati quali informazione, consultazione, contrattazione e clausole sociali".
"Per questi motivi - conclude Lamonica - nel corso della discussione parlamentare al Senato continueremo ad insistere sulle proposte di modifica presentate da Cgil, Cisl e Uil".

mercoledì 1 aprile 2015

Call Center: Azzola (Slc Cgil), in assenza di clausole sociali è già iniziata la sostituzione degli attuali occupati

Il combinato disposto dell’assenza delle clausole sociali, presenti in tutti gli altri Paesi Europei, e degli incentivi per la nuova occupazione stanno producendo una sistematica sostituzione dell’occupazione esistente con cambi di appalto sui servizi in essere che hanno generato già migliaia di esuberi.” Così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil, dopo la presentazione dell’indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro nei call center svolta dalla Commissione Lavoro della Camera.
Aver deciso di incentivare le assunzioni ha avuto come conseguenza, nello specifico del settore, che le aziende che si presentano ex novo alle gare, con personale che costa oltre il 30% in meno rispetto a chi già gestisce il servizio, vincono gli appalti escludendo il personale che garantisce il servizio stesso. Le Gare del comune di Roma e Milano, Fastweb, Poste Italiane, Enel hanno già prodotto migliaia di esuberi – prosegue il sindacalista.
“E’ evidente che in assenza di un intervento legislativo in questa direzione, nei prossimi mesi assisteremo alla sostituzione di tutto il personale che opera nei Call Center generando drammi sociali in tutta la penisola. Il Governo non può restare insensibile a questa situazione e l’annuncio fatto dal Ministro Poletti nell’audizione al Senato alcuni giorni or sono e l’impegno del Sottosegretario Teresa Bellanova a inserire clausole sociali nel settore deve tradursi nel più breve tempo possibile in una norma di legge.”
Un intervento che, da solo, sarebbe in grado di modificare il modello industriale su cui oggi è fondato il mondo dei Call Center, garantendo un migliore livello di qualità del servizio ai clienti, una ripresa degli investimenti sulle nuove tecnologie la garanzia della continuità occupazionale del personale occupato – conclude Azzola. Decidere di non intervenire condannerebbe i lavoratori ad un futuro già scritto e il Paese ad avere servizi di scarsissima qualità. Insieme al rispetto della legge sulle delocalizzazioni, che assegna al clienti la facoltà di scelta sulla localizzazione dell’operatore che interviene sui propri dati, tali interventi collocherebbero finalmente l’Italia al pari degli altri Paesi Europei.”

mercoledì 11 febbraio 2015

Appalti: Cgil, riforma per garantire diritti e tutele a lavoratori

L'economia che fa riferimento al sistema degli appalti è una parte consistente del mercato del lavoro. Se non rinnoviamo e innoviamo la normativa sugli appalti, anche al cospetto della migliore riforma del mercato del Lavoro, e con il Jobs Act non è questo il caso, il sistema di diritti e tutele finirà risucchiato in un vortice”. E' quanto affermato dal segretario confederale della Cgil, Franco Martini, oggi al seminario unitario 'Appalti e Concessioni: lavoro, legalità e trasparenza. Direttive europee e disegno di legge delega di recepimento'.
Per il dirigente sindacale le linee di indirizzo, come emerge dalle proposte presentate oggi dai sindacati in relazione al disegno di legge di recepimento della direttiva comunitaria sugli appalti, sono: “Lotta al massimo ribasso, riduzione del numero delle stazioni appaltanti, ripristino della clausola sociale, applicazione di un contratto di riferimento, quello prevalente nel sito. Punti che sono anche al centro della campagna che come Cgil abbiamo lanciato per una proposta di legge di iniziativa popolare sul tema appalti e che mira, tra le altre cose, al ripristino della norma sulla responsabilità solidale”.
La Cgil, quindi, sia sul versante unitario, che come autonomia iniziativa, ritiene la questione appalti “un aspetto centrale della mobilitazione sindacale - ha spiegato Martini -, un tema molto importante, soprattutto in questa fase di discussione sul Jobs Act e la nuova riforma del mercato del