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mercoledì 18 settembre 2019

Lavoro: Cgil, Cisl e Uil chiedono incontro alla Ministra Catalfo

I segretari confederali con delega alle politiche del lavoro, Tania Scacchetti per la Cgil, Luigi Sbarra per la Cisl, Ivana Veronese per la Uil, hanno chiesto un incontro alla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo per avviare un confronto su alcune tematiche, anche in vista della prossima legge di Bilancio.
In particolare la situazione di perdurante difficoltà del sistema produttivo rende necessaria la messa a regime delle misure temporanee sugli ammortizzatori sociali introdotte nell’ultimo anno e le problematiche riscontrabili nel nostro mercato del lavoro richiedono di ragionare sull’attuazione degli interventi di rafforzamento delle politiche attive del lavoro già previsti e sulla correzione di alcune incongruenze riscontrate nel percorso di inserimento lavorativo collegato al reddito di cittadinanza.
Inoltre i tre Segretari ritengono utile anche parlare del “decreto dignità”, per il quale pensano sia necessario apportare modifiche mirate.
Su tali questioni, e su altri temi che riguardano il mercato del lavoro, auspicano un proficuo confronto con l’obiettivo condiviso di affrontare i problemi che più stanno a cuore ai cittadini e di dare la necessaria centralità al tema del lavoro.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 2 agosto 2018

Poste: documento unitario su effetti Decreto dignità

Si è svolto il previsto incontro, da noi richiesto e sollecitato, in merito agli effetti del cosiddetto “Decreto dignità” sulla gestione dei contratti a tempo determinato in Poste Italiane e sulle possibili implicazioni dei contenuti di tale decreto sull’accordo delle politiche attive del lavoro sottoscritto tra le Parti il 13 giugno u.s.
Pur ritenendo condivisibile la logica del decreto, che individua il problema del nostro mercato del lavoro nella lunga durata della transizione da tempo determinato a indeterminato, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni sia in merito alla tenuta del nuovo modello di recapito a seguito del turn over di personale a TD obbligato dai mancati rinnovi, sia rispetto all’impatto (in prospettiva) della nuova normativa sull’accordo collettivo sottoscritto sulle politiche attive, attualmente in fase di implementazione.
A fronte delle notizie comunicateci dall’Azienda sull’implementazione dell’accordo con riguardo alle stabilizzazioni dei CTD (pubblicazione entro agosto delle graduatorie dei diritti di precedenza nelle provincie interessate, primo step di circa 780 delle 1080 assunzioni da settembre, secondo step a completamento da dicembre) abbiamo chiesto di valutare che a fronte dell’eventuale esaurimento del bacino degli ex CTD aventi diritto alla precedenza di legge, nelle provincie interessate si possa anticipare l’operatività della graduatoria nazionale aperta a tutti coloro che hanno i requisiti richiesti

mercoledì 18 luglio 2018

Dl dignità: Cgil, alcune misure condivisibili, ma manca disegno organico

Il decreto dignità pur contenendo misure condivisibili, da tempo richieste dalla Cgil a partire dalla reintroduzione delle causali sui tempi determinati, manca di coraggio nell’affrontare, attraverso un intervento organico, un profondo ridisegno delle regole del mercato del lavoro”. È quanto si legge nel documento che la Cgil ha consegnato quest’oggi in occasione dell’audizione in Commissioni Finanze e Lavoro della Camera su ‘Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese’.
In particolare il sindacato di corso d’Italia definisce “positive” le misure sul tempo determinato ma, avverte “se non sostenute da un organico disegno di contrasto alla precarietà rischiano di spostare il peso della precarietà su forme ancora meno tutelate ed ampiamente abusate”.
Nettissima la contrarietà verso l’ipotesi, più volte annunciata, di un intervento di ripristino sui voucher nei settori dell’agricoltura e del turismo.
Inoltre, la Cgil definisce “poco coraggioso anche l’intervento sui licenziamenti ingiustificati, che – si sottolinea – riprende una vecchia proposta di innalzamento delle indennità senza tuttavia prendere provvedimenti né sul ripristino della reintegra, né sull’impianto più generale delle norme contenute nel decreto sulle tutele crescenti”.
In merito alla norma sulle delocalizzazioni, “è un primo tentativo per arginare un fenomeno negativo per