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lunedì 15 aprile 2019

Cgil in audizione su Def 2019

Nonostante il Governo certifichi gli errori fatti sulle stime di crescita e l’eccesso di ottimismo nelle valutazioni di impatto delle misure messe in campo con la legge di bilancio 2019, conferma le scelte fatte e procede con misure economiche piegate al consenso elettorale”. Così la Cgil nel documento illustrato quest’oggi dalla vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato in occasione dell’audizione sul Documento di economia e finanza 2019.
Per la Confederazione, il ministero dell’Economia “non mette a fuoco tutte le cause della recessione italiana”, sottovalutando “il vero motivo della bassa crescita, ossia la scarsa domanda interna”. “Lo sviluppo del Paese viene affidato al ‘Decreto crescita’ e allo ‘Sblocca cantieri’, ovvero – sottolinea – a incentivi e deregolazione, il cui impatto stimato dallo stesso Governo è appena di un decimale di Pil per l’anno in corso e due decimali per il 2020”.
La strategia economica del Governo conferma, secondo la Cgil, “i lineamenti di quelle precedenti: svalutazione competitiva per aumentare le esportazioni. La crescita dei redditi da lavoro è programmaticamente stabilita al di sotto dell’inflazione e della produttività nominale. Il tasso di disoccupazione programmato crescerà nel 2020 all’11,2% e al 2022 sarà ancora al 10,7%”.
Preoccupazione viene inoltre espressa in merito alle risorse necessarie per le misure annunciate e

giovedì 2 agosto 2018

Poste: documento unitario su effetti Decreto dignità

Si è svolto il previsto incontro, da noi richiesto e sollecitato, in merito agli effetti del cosiddetto “Decreto dignità” sulla gestione dei contratti a tempo determinato in Poste Italiane e sulle possibili implicazioni dei contenuti di tale decreto sull’accordo delle politiche attive del lavoro sottoscritto tra le Parti il 13 giugno u.s.
Pur ritenendo condivisibile la logica del decreto, che individua il problema del nostro mercato del lavoro nella lunga durata della transizione da tempo determinato a indeterminato, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni sia in merito alla tenuta del nuovo modello di recapito a seguito del turn over di personale a TD obbligato dai mancati rinnovi, sia rispetto all’impatto (in prospettiva) della nuova normativa sull’accordo collettivo sottoscritto sulle politiche attive, attualmente in fase di implementazione.
A fronte delle notizie comunicateci dall’Azienda sull’implementazione dell’accordo con riguardo alle stabilizzazioni dei CTD (pubblicazione entro agosto delle graduatorie dei diritti di precedenza nelle provincie interessate, primo step di circa 780 delle 1080 assunzioni da settembre, secondo step a completamento da dicembre) abbiamo chiesto di valutare che a fronte dell’eventuale esaurimento del bacino degli ex CTD aventi diritto alla precedenza di legge, nelle provincie interessate si possa anticipare l’operatività della graduatoria nazionale aperta a tutti coloro che hanno i requisiti richiesti

mercoledì 18 luglio 2018

Dl dignità: Cgil, alcune misure condivisibili, ma manca disegno organico

Il decreto dignità pur contenendo misure condivisibili, da tempo richieste dalla Cgil a partire dalla reintroduzione delle causali sui tempi determinati, manca di coraggio nell’affrontare, attraverso un intervento organico, un profondo ridisegno delle regole del mercato del lavoro”. È quanto si legge nel documento che la Cgil ha consegnato quest’oggi in occasione dell’audizione in Commissioni Finanze e Lavoro della Camera su ‘Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese’.
In particolare il sindacato di corso d’Italia definisce “positive” le misure sul tempo determinato ma, avverte “se non sostenute da un organico disegno di contrasto alla precarietà rischiano di spostare il peso della precarietà su forme ancora meno tutelate ed ampiamente abusate”.
Nettissima la contrarietà verso l’ipotesi, più volte annunciata, di un intervento di ripristino sui voucher nei settori dell’agricoltura e del turismo.
Inoltre, la Cgil definisce “poco coraggioso anche l’intervento sui licenziamenti ingiustificati, che – si sottolinea – riprende una vecchia proposta di innalzamento delle indennità senza tuttavia prendere provvedimenti né sul ripristino della reintegra, né sull’impianto più generale delle norme contenute nel decreto sulle tutele crescenti”.
In merito alla norma sulle delocalizzazioni, “è un primo tentativo per arginare un fenomeno negativo per