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martedì 20 febbraio 2018

“Mai più fascismi, mai più razzismi”: Cgil, il 24 febbraio in piazza

Anche la Cgil, guidata dal segretario generale Susanna Camusso e da tutta la segreteria nazionale, insieme alle altre ventidue organizzazioni promotrici dell’appello “Mai più fascismi”, scenderà in piazza a Roma sabato 24 febbraio per la manifestazione nazionale ‘Mai più fascismi, mai più razzismi’. L’appuntamento è alle 13.30 a Piazza della Repubblica (clicca qui). Il corteo sfilerà fino a raggiungere Piazza del Popolo, dove alle ore 15.00 inizieranno gli interventi dal palco.
A presentare la manifestazione sul palco della Piazza sarà l’attore Giulio Scarpati. Il programma prevede la lettura di lettere di partigiane e partigiani da parte di alcune studentesse e alcuni studenti, la testimonianza di una giovane migrante, l’esibizione musicale dei Modena city Ramblers, il messaggio video della Senatrice a vita Liliana Segre. La manifestazione sarà conclusa dal Presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo.
Tante le adesioni alla manifestazione sin qui pervenute, tra cui quelle dell’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane), dell’Unione degli universitari, della Rete degli studenti medi, della Rete della conoscenza e della rete No Bavaglio. Prevista la presenza di Sindaci e Presidenti di Regione con le fasce e il gonfalone.
Nel corso della manifestazione sarà possibile firmare l’appello Mai più fascismi con cui si chiede alle Istituzioni, tra le altre cose, di sciogliere le organizzazioni che si richiamano al fascismo e al nazismo.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 6 ottobre 2015

Call center: On line petizione per approvazione 12 ottobre emendamento su cambio di appalto nei call center

Link alla petizione lanciata da Slc Cgil: http://chn.ge/1Lf02Is

Il 12 ottobre arriverà in aula per il voto definitivo la ‪#‎clausolasociale‬ per i call center, cioè la norma che prevede la prosecuzione dei rapporti di lavoro già esistenti in caso di successione d’imprese negli appalti con il medesimo committente e la protezione dei trattamenti economici e normativi contenuti nei contratti collettivi.
Questa norma esiste già negli altri Paesi europei e servirà ad arginare le gare al massimo ribasso, in cui il prezzo della competizione tra imprese viene fatto pagare solo ai lavoratori.
Con il cambio di appalto adesso si fa perdere il lavoro a quanti erano già occupati su quell’attività o, in alternativa, si chiede ai lavoratori di rinunciare a quote ingenti del loro salario, dei loro diritti, della loro dignità.
La clausola sociale favorirà anche gli utenti, perché le gare d’appalto verranno vinte anche sulla base della qualità del servizio offerto. Ve lo immaginate un call center che vi risolve il problema alla prima chiamata?
L’emendamento in votazione il prossimo 12 ottobre mette fine a questo sistema brutale e illogico, in cui lo stato spende soldi pubblici – ammortizzatori sociali, incentivi per la finta “nuova” occupazione, ecc – i lavoratori sono perennemente ricattati e i cittadini hanno un pessimo servizio.
I lobbisti stanno lavorando in segreto per togliere o modificare questa norma di civiltà e permettere alle imprese di fare profitto sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center, spesso spostando l’attività in Paesi in cui il costo del lavoro è minore (ad esempio l’Albania) a danno dei cittadini italiani.
Firma e fai firmare questa petizione per far approvare senza indugio e senza modifiche l’emendamento che regola il cambio di appalto nel settore dei call center. Aiutaci ad impedire che i “poteri forti” di questo Paese riescano per l’ennesima volta ad avere la meglio.
Sostieni le ragioni dei lavoratori per allineare l’Italia al resto d’Europa.