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giovedì 1 marzo 2018

Lavoro: Cgil, non si ferma la fiera della precarietà

L’aumento dell’occupazione è quasi tutto dovuto alla crescita dei tempi determinati, segno che il lavoro generato è precario, debole e sempre più di breve o brevissima durata. Purtroppo non si ferma la fiera della precarietà”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Istat sull’occupazione.
Il trend del 2017 sembra confermato anche nei dati di gennaio 2018. Uno scenario preoccupante anche perché – sottolinea Scacchetti – la crescita dell’occupazione favorisce quasi esclusivamente le fasce di età maggiori, oltre ai giovani, lasciando indietro quelle di età centrale (25 – 49 anni) che, in assenza di stabilità, rischiano di vedere pregiudicata la propria prospettiva occupazionale e sociale”.
Secondo la segretaria confederale “in un Paese in cui da anni si registrano ritardi strutturali negli indici occupazionali, il tema della qualità del lavoro deve essere considerato una vera e propria emergenza. Le grandi trasformazioni del sistema economico e produttivo possono essere affrontate solo attraverso la qualificazione e la valorizzazione del lavoro. Per questo – conclude Scacchetti – serve sostenere gli investimenti, a partire da quelli pubblici, e governare l’innovazione tecnologica”.
Fonte: Ufficio stampa Cgil

venerdì 19 gennaio 2018

Inps: Cgil, aumenta lavoro ‘mordi e fuggi’. Servono investimenti per occupazione stabile

Nei primi undici mesi del 2017 si è generato in Italia solo un lavoro ‘mordi e fuggi’, a dimostrarlo le rilevazioni dell’Inps di quest’oggi: il dato relativo alla crescita delle cessazioni dei contratti a tempo determinato, pari al 24.2%, è pressoché identico a quello delle assunzioni 26%”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Osservatorio Inps sul precariato.
Finiti o ridotti gli sgravi il lavoro cresce, ma – denuncia la dirigente sindacale – è più povero in termini di stabilità, diminuisce il tempo indeterminato e cresce il tempo determinato, e più debole per durata e ore lavorate”.
Per Scacchetti “anche i dati relativi alla riduzione delle ore di cassa integrazione vanno letti con attenzione, specie se si guarda al grande utilizzo di quella straordinaria rispetto al periodo pre-crisi. Altrettanto preoccupante – aggiunge – la conferma dei dieci milioni di ore per la cassa ordinaria che da tempo continua a registrare questi numeri”. “Se si considera che i dati non tengono conto dell’utilizzo del FIS e del costante aumento delle domande di Naspi (+ 3,3%), appare evidente – sottolinea la segretaria confederale – che la situazione del sistema delle imprese è, pur in presenza di una congiuntura positiva, ancora molto difficile”.
Riteniamo quindi necessario spostare il baricentro degli interventi sugli investimenti che possano generare occupazione. É importante – conclude Scacchetti – invertire la tendenza alla precarizzazione del mercato del lavoro che non favorisce la ripresa e impedisce sia il rafforzamento della crescita in termini qualitativi che la riduzione delle disuguaglianze”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil