Visualizzazione post con etichetta inps. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inps. Mostra tutti i post

mercoledì 23 ottobre 2019

Comunicato ai lavoratori di Poste ( I Diritti non si pagano )


Da tempo registriamo il problema di tanti lavoratori di Poste italiane che ci segnalano le difficoltà e le omissioni che affrontano nella verifica del loro estratto contributivo Inps.
Questa situazione è emersa dopo il passaggio dall'Ipost all'Inps avvenuto nel gennaio 2011 .
In questi anni e In più occasioni siamo riusciti ad aiutare i lavoratori in difficoltà tramite la nostra struttura sindacale territoriale e talvolta anche con l'intervento dell'interessato presso il Centro Fondi Speciali a Milano dove vengono lavorate le pratiche ex Ipost della Regione .
Proprio in queste occasioni abbiamo constatato che gran parte delle anomalie sono dovute ad una forte carenza di personale specializzato che non è in grado di far fronte a questa vera e propria emergenza.
Come risulta da un nostro comunicato del 21 novembre 2018 inviato anche agli organi di stampa , abbiamo denunciato questa situazione, ma a tutt'oggi siamo arrivati al punto che le pratiche dei lavoratori di Poste appaiono sul sito Inps " in perenne lavorazione " tanto che anche le pensioni vengono pagate con molti mesi di ritardo.
Noi riteniamo inutile e costoso ricorrere ai vari gradi dei Tribunali con lunghe procedure a carico dei lavoratori, sapendo che nessuna sentenza può prescindere dal fatto che questi ritardi sono dovuti alla mancanza di materia prima che serve in ogni lavoro , ovvero il personale necessario, senza il quale non si va da nessuna parte .
Per questo abbiamo ulteriormente evidenziato il problema agli organismi Dirigenti dell'INPS, al Comitato dell'istituto e al Ministero del Lavoro per le direttive urgenti da prendere .

La Segretaria SLC/CGIL territoriale
( Laura Storti )

venerdì 1 marzo 2019

Ape sociale e Precoci: Cgil, dati Inps confermano nostre previsioni, ampliare platea e ridurre vincoli accesso

Dal monitoraggio effettuato dall’Inps al 28 febbraio 2019 sulla gestione ‘Ape social’ e ‘Lavoratori precoci’ 2017-2018 si evince che le due misure sono state, purtroppo, accessibili a pochi, discriminanti nei confronti delle donne, e quindi andrebbero ripensate radicalmente. Già da tempo avevamo espresso le nostre riserve sulla regolamentazione dei due provvedimenti, e i dati di oggi dimostrano che erano ampiamente fondate”. Così, in una nota, il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.
In un’analisi, curata da Ezio Cigna dell’ufficio previdenza della Cgil Nazionale, si evidenzia come su un totale di 171.435 domande presentate nel biennio 2017-2018 (74.487 precoci e 96.946 Ape) solo 72.527 sono state accolte (29.458 precoci e 43.069 Ape), pari al 42,3%. La parte più rilevante delle domande accettate riguardano i lavoratori disoccupati, per un totale di 34.915 (8.327 precoci e 26.588 Ape).
Al contrario, si legge ancora nello studio, sono pochissime le domande accettate riguardanti i lavoratori addetti ad attività considerate gravose, solo 14.587 domande accolte in due anni, mentre sono appena il 25% le domande che provengono da donne lavoratrici. In merito alle risorse stanziate nel biennio per i due interventi, si sottolinea l’evidente scarto tra quelle preventivate, 1 miliardo e 854 milioni,

venerdì 19 gennaio 2018

Inps: Cgil, aumenta lavoro ‘mordi e fuggi’. Servono investimenti per occupazione stabile

Nei primi undici mesi del 2017 si è generato in Italia solo un lavoro ‘mordi e fuggi’, a dimostrarlo le rilevazioni dell’Inps di quest’oggi: il dato relativo alla crescita delle cessazioni dei contratti a tempo determinato, pari al 24.2%, è pressoché identico a quello delle assunzioni 26%”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Osservatorio Inps sul precariato.
Finiti o ridotti gli sgravi il lavoro cresce, ma – denuncia la dirigente sindacale – è più povero in termini di stabilità, diminuisce il tempo indeterminato e cresce il tempo determinato, e più debole per durata e ore lavorate”.
Per Scacchetti “anche i dati relativi alla riduzione delle ore di cassa integrazione vanno letti con attenzione, specie se si guarda al grande utilizzo di quella straordinaria rispetto al periodo pre-crisi. Altrettanto preoccupante – aggiunge – la conferma dei dieci milioni di ore per la cassa ordinaria che da tempo continua a registrare questi numeri”. “Se si considera che i dati non tengono conto dell’utilizzo del FIS e del costante aumento delle domande di Naspi (+ 3,3%), appare evidente – sottolinea la segretaria confederale – che la situazione del sistema delle imprese è, pur in presenza di una congiuntura positiva, ancora molto difficile”.
Riteniamo quindi necessario spostare il baricentro degli interventi sugli investimenti che possano generare occupazione. É importante – conclude Scacchetti – invertire la tendenza alla precarizzazione del mercato del lavoro che non favorisce la ripresa e impedisce sia il rafforzamento della crescita in termini qualitativi che la riduzione delle disuguaglianze”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 4 luglio 2017

Inps: Cgil, parole di Boeri su Istituto lontane da realtà, subito riforma governance

Il Presidente dell’Inps descrive una situazione dell’Istituto che vede solo lui. È urgente una riforma della governance”. 
Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commenta le parole di Tito Boeri, nel corso della relazione annuale alla Camera.
Non stanno nella percezione di questa presidenza – sostiene Ghiselli – i notevoli problemi organizzativi, le gravi criticità nel rapporto con cittadini, patronati e CAF che determinano inefficienze e ritardi nelle prestazioni, e una situazione del personale a dir poco sofferente, per non parlare delle difficoltà legate alla gestione finanziaria e del patrimonio, che per la prima volta nella storia dell’Istituto hanno portato alla bocciatura del bilancio da parte del Civ”.
Questa sfasatura fra la realtà e la sua rappresentazione – prosegue il dirigente sindacale – rende sempre più urgente una riforma della governance dell’Inps, necessaria per favorire una maggiore partecipazione e una più incisiva vigilanza sull’attività dell’Istituto”.
Infine, il segretario confederale sottolinea che “le considerazioni sull’articolo 18, sulla contrattazione e sulla rappresentanza e quelle sugli esiti del Jobs act, oltre ad essere formulate sulla manomissione strumentale di alcuni dati, non dovrebbero attenere al Presidente dell’Inps nell’esercizio della sua funzione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 27 febbraio 2017

L’INFORMAZIONE

Vi informiamo che da oggi 27 Febbraio dal sito dell’INPS è possibile estrarre la Certificazione Unica (ex CUD), relativa ai redditi da pensione conseguiti nell’anno 2016.
L’estrazione può avvenire con l’utilizzo del codice personale PIN attraverso il seguente percorso:
=> INPS - Servizi al Cittadino - Fascicolo previdenziale del cittadino - C.F. - Codice PIN - Modelli -Certificazione Unica dal 2015 - indi Anno 2017 <=
La nostra segreteria è a disposizione degli iscritti per fornire eventuali chiarimenti che fossero ritenuti necessari.
La Segretaria SLC-CGIL di Brescia
Laura Storti

martedì 21 febbraio 2017

Comunicato Stampa: I CAF verso la sospensione del servizio di compilazione delle pratiche per ottenere ISEE

La Consulta Nazionale dei CAF, associazione alla quale aderiscono al quasi totalità dei Centri di Assistenza fiscale, sta valutando la possibilità di sospendere il servizio ISEE a partire dai primi giorni di marzo.
Se nei prossimi giorni non arriveranno le risposte attese dall’INPS e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Assemblea dei Soci della Consulta deciderà modalità e tempi dell’interruzione del servizio.
Sono quasi due mesi che i CAF assicurano il servizio ISEE a milioni di nuclei familiari che hanno diritto di accedere alle diverse provvidenze sociali, in assenza di un rapporto convenzionale con l’Istituto di Previdenza Sociale; questa situazione sta determinando un preoccupante stato di incertezza nello svolgimento delle attività, che pone problemi di tenuta economica e finanziaria da parte dei CAF, privi della copertura assicurata dalla convenzione con l’INPS.
Per senso di responsabilità e per rispetto nei confronti dei cittadini, i CAF hanno mantenuto aperti i propri sportelli, dove in questi primi 50 giorni del 2017 sono state almeno 800mila le pratiche DSU inviate dai CAF all’INPS, per ottenere la certificazione ISEE, ma l’assenza di risposte da parte dell’Ente di Previdenza pone problemi di erogazione del servizio che richiedono rapide soluzioni.
La decisione di sospendere il servizio ISEE verrà assunta dai CAF se nei prossimi giorni non dovesse esserci nessuna apertura da parte dell’INPS nel definire tempestivamente le condizioni che possano assicurare ai CAF il proseguo dell’attività.
Consulta Nazionale dei CAF

giovedì 9 febbraio 2017

Inps: Cgil, inaccettabile proposta Boeri su reperibilità

Tito Boeri
Presidente dell'Inps
La proposta del Presidente dell’Inps di portare a sette le ore di reperibilità dei lavoratori privati per equipararle a quelle dei pubblici è inaccettabile”. Così Franco Martini, segretario confederale della Cgil.
“Anche oggi – sottolinea Martini – dobbiamo registrare l’ennesima esternazione del Presidente dell’Inps su argomenti che in realtà competono al legislatore e se è consentito alle parti sociali. Questa volta ha avanzato la richiesta di modificare le norme che regolano le fasce orarie di reperibilità in caso di malattia dei lavoratori privati”.
“A suo dire – spiega il segretario confederale della Cgil – siccome per i dipendenti pubblici le ore di reperibilità sono sette, mentre per i dipendenti privati sono quattro (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 tutti i giorni compresi la domenica e i festivi) sarebbe opportuno portarle tutte a sette peggiorando così la situazione dei lavoratori privati. 
Secondo Boeri – continua – sarebbe questa la strada da percorrere in vista del passaggio di competenze dalle Asl all’Inps in materia di controlli per i dipendenti pubblici per ‘ridurre le spese e svolgere i controlli in modo efficiente’. Quindi tutti verso il peggio per risanare i conti: semplicemente inaccettabile”.
Martini prosegue ricordando a Boeri che”la norma per i lavoratori privati è frutto di una legge che demandava la definizione delle fasce orarie ad un Decreto del Ministero del Lavoro, decreto in vigore dal luglio del 1986 e da quel momento contenuta in tutti i Contratti nazionali di lavoro e applicata con buona pace di tutti, lavoratori e imprese. A nessuno è mai venuto in mente di metterla in discussione

lunedì 6 febbraio 2017

E' disponibile sul sito dell'inps il modello Obis M/2017.

Informiamo che sul sito dell'INPS è disponibile per tutti i pensionati, il modello Obis M relativo all'anno 2017.
Com'è noto, il suddetto modello riporta in modo dettagliato gli importi pensionistici mensili in pagamento nel corso dell'anno 2017 compresa la 13° mensilità, nonché tutte le indicazioni relative alle detrazioni, all'irpef, alle rate dell'addizionale regionale e comunale, all'assegno per il nucleo familiare, ecc. ecc.
Per accedere al modello Obis M 2017 è sufficiente, per coloro che sono dotati di codice PIN, digitare il seguente percorso:
Dalla voce Menù:
ModelliCertificato Pensione Obis Mindi Anno 2017
I nostri iscritti che pur dotati di codice PIN si trovano impossibilitati a provvedere personalmente alla estrazione del Mod. Obis M, lo possono fare tramite il nostro sistema informatico , ovviamente previo appuntamento telefonico.
La Segretaria SLC-Cgil di Brescia
Laura Storti

venerdì 13 gennaio 2017

L'APE VOLONTARIA

Anticipo finanziario a garanzia pensionistica
Dopo la pubblicazione da parte dell'INPS delle schede relative alla riforma previdenziale, siamo in grado di illustrare in termini sintetici questa forma di pre-pensionamento (prestito finanziario), elencando le caratteristiche ed i requisiti necessari per ottenerla.

1) = Aver compiuto o compiere i 63 anni di età entro il 31 Dicembre 2018;
2) = Aver almeno 20 anni di contributi;
3 = Non aver meno di 6 mesi o più di 43 mesi al raggiungimento dell'età per la
pensione di vecchiaia secondo le norme attuali;
4) = L'importo della futura pensione non deve essere inferiore ad 1,4 della
pensione minima:
5) = Non essere titolare di pensione diretta o assegno ordinario d'invalidità;
6) = Non è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro.
7) = La decorrenza è quella del mese di maggio 2017.

Come si ottiene e come funziona
Il lavoratore interessato presenta all'INPS, direttamente o tramite il patronato, domanda di certificazione del diritto all'APE.
L'INPS certifica tale diritto e comunica al richiedente, l'importo minimo e massimo del prestito

mercoledì 11 gennaio 2017

RIFORMA PENSIONI: Primi chiarimenti dell’INPS.

Vi informiamo che l’INPS ha fornito i primi chiarimenti sulla riforma del sistema previdenziale, attraverso la pubblicazione di 8 schede che prendono in considerazione i seguenti principali argomenti compresi nella Legge di Stabilità 2017:

1) = Abolizione delle penalizzazioni
2) = APE Sociale
3) = APE Volontaria
4) = Beneficio per i lavoratori precoci
5) = Beneficio per addetti a lavori usuranti
6) = Cumulo di periodi assicurativi
7) = Quattordicesima mensilità per i pensionati
8) = Regime sperimentale donna (Opzione Donna)

Si tratta di una prima valutazione che l’INPS elabora in attesa dell’approvazione dei relativi decreti attuativi che il governo dovrà emanare in relazione a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 232/16.

SLC-CGIL
di Brescia

venerdì 25 novembre 2016

Call center Inps: Slc Cgil, il bando di gara dia garanzie a lavoratori e cittadini

In questi ultimi giorni si sono susseguite notizie sull’appalto per il servizio di call center INPS. Non ci permettiamo di entrare nel merito delle vicende giudiziarie, per rispetto della Magistratura che giustamente deve fare il suo corso. Consideriamo però necessario individuare gli strumenti utili a salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori fino ad oggi occupati in questo appalto e nei relativi subappalti – dichiara una nota di Slc Cgil nazionale. In una fase in cui il settore dei call center è costellato di crisi occupazionali è evidente come la formulazione e la gestione della gara INPS sia fondamentale non solo per i lavoratori interessati ma per tutto il settore.”
Riteniamo quindi indispensabile che all’interno del bando per la prossima gara siano contenute alcune regole chiare. Innanzitutto chiediamo che sia esplicitato il divieto di assegnazione secondo il criterio del massimo ribasso, in coerenza del resto con quanto si sta discutendo proprio in queste ore negli emendamenti alla Legge di Stabilità in materia di delocalizzazione dei servizi di call center. Da tempo sottolineiamo la necessità di superare questo modello di attribuzione, anche quando il massimo ribasso è camuffato da “criterio economicamente più vantaggioso”, ad esempio, attraverso l’autocertificazione delle caratteristiche tecniche ad esclusivo vantaggio del fattore “prezzo”.”
Chiediamo inoltre – prosegue la nota – che nel prossimo bando sia fatto divieto di subappalto, garantendo così una maggiore trasparenza della filiera e una migliore tutela dei lavoratori. Ci

mercoledì 6 luglio 2016

Voucher, come sfuma il confine tra lavoro formale e informale

Chiunque abbia seguito almeno una partita di calcio avrà di certo avuto modo di apprezzare l’abilità dei commentatori nel vivacizzare, con parole, momenti di gioco che magari vivaci non sono. Ecco, per commentare l’aggiornamento dell’Osservatorio sul precariato reso disponibile dall’Inps qualche giorno fa, ci piacerebbe avere un po’ di quell’abilità. Anche i dati diffusi nell’aggiornamento al primo quadrimestre 2016, infatti, confermano le tendenze già evidenziate nei primi mesi dell’anno.
In primo luogo, si legge nella sintesi dell’Inps, si conferma che con la fine degli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato è terminata anche la crescita delle forme più stabili di occupazione che aveva caratterizzato il 2015. Si tratta di un dato da non sottovalutare, visto che è in nome di quella crescita che, con il Jobs Act del governo Renzi, il contratto a tempo indeterminato ha perso una parte significativa delle sue caratteristiche tradizionali. Il secondo elemento riguarda invece il lavoro accessorio, che nel primo quadrimestre del 2016 continua la sua corsa con incrementi a due cifre sull’anno precedente (più 43,1%).
I dati dell’Inps consolidano, insomma, l’impressione che se è vero che in Italia è il lavoro a mancare, lo è anche la possibilità di trarre dal lavoro un riconoscimento dignitoso. E se questo vale per l’Italia nel suo complesso, ciò è tanto più vero per le regioni meridionali, dove – sempre con riferimento al mese di aprile – il lavoro accessorio cresce con variazioni che vanno dalle massime di

Inps: Cgil, pretendiamo chiarezza e trasparenza nei conti dell’Istituto


Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps – fa sapere la Cgil in un comunicato – ha approvato ieri con 8 voti favorevoli, 5 contrari e 3 astenuti (che equivalgono a voti contrari), la nota di variazione al bilancio dell’Istituto, già bocciata all’unanimità il 28 aprile scorso”.
La Cgil – prosegue il comunicato – ha votato contro la delibera, non ritenendo risolti i punti di sofferenza che la delibera stessa presentava. Le motivazioni sono rappresentate dalle forti criticità che la gestione del bilancio Inps evidenzia. In primo luogo l’impossibilità, dopo innumerevoli richieste senza risposta, di conoscere il valore ed il rendimento di ciascun immobile, impedendo al Consiglio di verificare l’esatta consistenza del patrimonio immobiliare. 
In secondo luogo la mancata conoscenza dello stato effettivo dei crediti contributivi dell’Istituto, pari a 104 miliardi, assolutamente incoerenti con le comunicazioni di Equitalia al Parlamento circa il loro recupero. La gestione della cassa Enti Locali (Cipdel) presenta un fortissimo sbilancio destinato, senza correttivi, a diventare nei prossimi 20 anni una voragine, e l’Inps non svolge alcuna attività ispettiva per controllare la correttezza delle dichiarazioni e dei versamenti. In terzo luogo, il fatto che si sia deciso di spostare, contrariamente alle indicazioni del Consiglio, 35 miliardi di oneri per l’assistenza sui conti della previdenza, con ciò falsando profondamente i conti delle pensioni, e fornendo dati non reali sul costo effettivo del sistema pensionistico. 
E in quarto luogo, per la scelta del Governo di continuare ad attingere senza limiti dalla liquidità dell’Istituto, con ciò erodendo ogni anno di più la situazione patrimoniale e la stabilità dell’Inps”.
“La Cgil – conclude il comunicato – continuerà ad esigere chiarezza e trasparenza e a pretendere un confronto basato su dati certi e riscontrabili, per difendere il ruolo dell’Istituto e i diritti dei cittadini”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 1 giugno 2016

Assegno per il Nucleo Familiare con validità 1° Luglio 2016 - 30 Giugno 2017

L’INPS con circolare n. 92 del 27 Maggio 2016 ha comunicato che in virtù della variazione della percentuale dell’indice dei prezzi al consumo tra l’anno 2014 e l’anno 2015 che è risultata pari -0,1 per cento, i livelli di rendimento per la corresponsione dell’Assegno per il Nucleo Familiare, rimangono quelli contenuti nelle tabelle relative all’anno 2015.
Ciò in quanto ai fini della rivalutazione da applicare alle prestazioni previdenziali ed assistenziali, la percentuale di adeguamento non può essere inferiore a zero.
Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.

Fonte: SLC-CGIL Brescia

mercoledì 18 maggio 2016

Lavoro: Cgil, Governo cambi verso e corregga errori Jobs act

Che fine hanno fatto i milioni di posti di lavoro creati con il Jobs act?”. Questa la domanda posta dalla segretaria confederale della Cgil Serena Sorrentino alla luce dei dati diffusi oggi dall’Osservatorio precariato dell’Inps, accompagnata dall’hastag #Polettirispondi.
“Potremmo commentare che a noi i conti tornano, visto che avevamo stimato sia l’effetto doping del Jobs act che il decalage delle assunzioni”, dichiara Sorrentino. “Avevamo infatti previsto – spiega – che l’occupazione sarebbe cresciuta di circa la metà rispetto a quanto annunciato dal Governo e che ci sarebbe stato un considerevole rallentamento con la riduzione degli incentivi, calcolo confermato oggi dall’Inps, che nel primo trimestre registra un calo delle assunzioni su base annua pari al 12,9%, da imputare soprattutto al crollo verticale dei tempi indeterminati”. 
“Ma avere ragione – prosegue – non è una soddisfazione perché parliamo di circa 15 miliardi di risorse pubbliche investite male e di tante speranze deluse per milioni di giovani italiani”.
Il Governo, come diciamo da mesi, può correggere gli errori e cambiare sia il meccanismo della decontribuzione che le norme del Jobs act”. La segretaria confederale della Cgil sottolinea quindi gli interventi prioritari per il sindacato di corso d’Italia: “l’abolizione dei voucher, che continuano a crescere in virtù della liberalizzazione (nel trimestre gennaio-marzo sono aumentati del 45,6% rispetto allo stesso periodo del 2015), la regolazione del tempo determinato e la modifica al sistema

giovedì 28 gennaio 2016

L' informazione: ancora sull' ”Opzione Donna”

Per dissipare alcune perplessità che ci sono state rappresentate da alcune lavoratrici dopo l'approvazione della Legge 208 del 28 Dicembre 2015 (Legge di Stabilità 2016), informiamo che sul sito INPS è stato pubblicato in data 22 Gennaio 2016, il Messaggio n.283 che, in attuazione all'art. 1, comma 281, dispone che tutte le sedi periferiche diano corso alla lavorazione delle pensioni di quelle lavoratrici che, avendo maturato i requisiti previsti dalla Legge 243/04 entro il 31 Dicembre 2015, hanno presentato o presenteranno domanda di pensione anticipata denominata “Opzione Donna”.
Rammentiamo che per le lavoratrici i requisiti minimi previsti dalla legge, da possedere entro il 31 Dicembre 2015, sono i seguenti:
La decorrenza della pensione, previa cessazione del rapporto di lavoro, avverrà allorchè siano trascorsi 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per le lavoratrici dipendenti sia pubbliche che private e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

SLC-CGIL
di Brescia

martedì 26 gennaio 2016

Perchè è importante procurarsi il Codice PIN Inps?

E' ormai consolidato l'uso del Codice PIN per poter eccedere ai vari servizi dell'INPS ed a quella documentazione che l'Ente Previdenziale non provvede più ad inviare per posta agli interessati.
In particolare, per i pensionati, con il codice PIN è possibile effettuare l'estrazione del proprio Mod. CU (Certificazione Unica) e del Mod. ObisM che illustra la corresponsione della pensione dell'anno in corso.

E' anche possibile, attraverso apposito monitoraggio, seguire tutto l'iter delle pratiche in corso quali:

  • Invio bollettini MAV per contribuzione volontaria;
  • Concessione della pensione con relativa certificazione;
  • Importo dettagliato del rateo mensile di pensione.

Inoltre, anche per tutti i lavoratori dipendenti assoggettati alla contribuzione obbligatoria, è possibile procurarsi l' Estratto Conto Contributivo ed avere la possibilità di controllare i propri dati aggiornati. Procurarsi il Codice PIN è facile.
Basta seguire la procedura prevista sul sito dell' INPS, alla voce: “IL PIN ON LINE – RICHIEDI IL PIN”.  Per gli iscritti, qualora fosse richiesto, la nostra sede mette a disposizione le proprie strutture per la procedura del rilascio.
Ovviamente il codice PIN può essere anche richiesto direttamente agli sportelli dell'Ente.

La segreteria SLC-CGIL
di Brescia

martedì 19 gennaio 2016

Cgil, Renzi sbaglia, crescita occupazione dopata, ripresa strutturata non c'è

"Renzi dovrebbe rileggere il comunicato dell'Inps, in cui si rileva che lo stimolo all'occupazione viene dal doping dell'esonero contributivo e non dal Jobs act. Inoltre l'Istituto evidenzia una quota elevata di trasformazioni contrattuali (+25,8% quelle di rapporti a termine, +25,3% quelle di rapporti di apprendistato) più che nuove attivazioni (+9,7%)". Così Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, commenta i dati dell'Osservatorio sul precariato dell'Inps e ribatte alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio.
"La crescita dell'occupazione è senza dubbio un fatto positivo - continua Sorrentino - ma preoccupano molto il numero altissimo di voucher, lievitati di oltre il 67% tra gennaio e novembre scorsi rispetto al corrispondente periodo del 2014, e l'aumento delle assunzioni con contratti a termine (+45.817)".
"Abbiamo la sensazione di essere in presenza, più che di una ripresa strutturata, di un utilizzo utilitaristico delle nuove norme da parte delle imprese, guidate dalla convenienza economica. Ma da qui a dire che si è sconfitto il precariato ce ne vuole", conclude Sorrentino, sottolineando che "per questo la Cgil ha lanciato la Carta dei diritti universali del Lavoro".
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 3 dicembre 2015

Spettacolo: Slc Cgil e Inca, lavoratori sport e spettacolo alle prese con i disservizi dell’Inps

“L’accorpamento dell’ENPALS, Istituto previdenziale per i lavoratori dello sport e dello spettacolo, nell’INPS sta rendendo la vita impossibile ai lavoratori ed alle aziende.” Così una nota congiunta di Slc Cgil nazionale e Inca Cgil.
“L’Istituto ex ENPALS rappresentava le particolarità del lavoro di questi settori, che nella maggior parte dei casi, è caratterizzato da discontinuità ed intermittenza nell’arco dell’intera vita lavorativa dei soggetti.
Le procedure INPS mal si adattano a queste particolarità e con la fusione dell’ENPALS, fatta senza disciplinare legislativamente il passaggio, senza produzione di circolari specifiche ed esaustive delle criticità, tutti i problemi rimangono senza risposta è più il tempo passa e più la matassa si aggroviglia.”
“Nonostante l’impegno dell’INCA e SLC CGIL a segnalare in modo continuativo ed insistente all’Istituto tutti i disservizi, ad oggi rimangono tutte le criticità e l’Inps non è neppure in grado di fare una previsione temporale per il ritorno alla normalità – prosegue il comunicato.
“Le problematiche irrisolte sono numerose: vanno dalla mancata registrazione dei contributi previdenziali per tutto il 2015 che rende impossibile il calcolo dell’effettiva anzianità contributiva per chi vuole andare in pensione, al respingimento delle domande perché non risulta, erroneamente, maturato il diritto, dal pagare in modo sbagliato i nuovi ammortizzatori sociali per i periodi di non

giovedì 17 settembre 2015

Liquidazione delle pensioni relative ai sei provvedimenti di legge sugli esodati salvaguardati.


L'INPS, in data 10 Settembre 2015, ha pubblicato lo stato di avanzamento della liquidazione delle pensioni relative ai sei provvedimenti di legge sugli esodati salvaguardati.
Rispetto alle precedenti pubblicazioni, questa volta nel prospetto complessivo figurano oltre ai dati delle domande ACCOLTE anche quelli delle domande NON ACCOLTE.
Di seguito riportiamo il prospetto riguardante la situazione al 10 Settembre 2015.


NOTE
Mentre per ora, secondo le ultime notizie in nostro possesso, non si profila all'orizzonte l'emanazione di una settima salvaguardia, stupisce il dato riferito alle domande non accolte che rappresenta il 32% di coloro che si vedono esclusi dalle sei salvaguardie precedenti.
Rispetto alle domande presentate, il numero delle pensioni già liquidate rappresenta solo il 49%, mentre quelle giacenti ancora da liquidare costituiscono il 3% del totale.

Ermanno Ricci
per SLC-CGIL  Brescia