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lunedì 6 settembre 2021

G20 Salute: Landini, il diritto al vaccino deve essere universale

Di seguito l’intervento integrale del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nel corso della sessione pomeridiana del G20 Salute.

Prima di tutto un ringraziamento non formale al ministro Roberto Speranza per aver dato anche alle parti sociali e a chi rappresenta il mondo del lavoro la possibilità di partecipare a questo importante appuntamento. Il lavoro, gli uomini e le donne che lo svolgono, è stato determinante nel fronteggiare la pandemia. Penso innanzitutto a quanti occupati nelle corsie degli ospedali, nelle terapie intensive, e a dare assistenza al proprio domicilio a chi colpito dal Covid. E penso anche a quanti, a rischio della propria incolumità, hanno operato nei cosiddetti servizi essenziali consentendo a noi di rimanere al sicuro nelle nostre case. Il lavoro che ha salvato e salva il Paese è quello tutelato, ben retribuito e stabile.

Per noi è indispensabile che l’Italia proponga lo stop ai brevetti sui vaccini. Il diritto alle cure deve essere per tutti e tutte. Fino ad oggi sono oltre 4,5 milioni i morti di Covid 19 nel mondo. Solo l’1,3% degli abitanti dei paesi in via di sviluppo ha ricevuto almeno un’iniezione di vaccino. È indispensabile che il G20 si faccia carico della necessità di sospendere i brevetti sui vaccini, per arginare la pandemia a livello mondiale, prima che sia troppo tardi. È un atto di giustizia assicurare l’accesso al vaccino e alle cure per tutti, ma è un interesse globale di tutti i Paesi per evitare che l’arrivo di nuove varianti vanifichi i risultati delle campagne vaccinali. Serve per garantire il diritto alla salute, serve per garantire la ripresa economica.

La pandemia ha dimostrato che è essenziale estendere la copertura sanitaria di tipo universale per assicurare il diritto alla salute e alle cure per tutti senza distinzioni, finanziando adeguatamente i sistemi

venerdì 13 agosto 2021

Per il vaccino e la sicurezza dei lavoratori

Pubblichiamo la lettera inviata a Repubblica nella quale il segretario generale di corso d'Italia torna sulla questione del green pass: "Non accettiamo semplificazioni e strumentalizzazioni. Se il governo ritiene che serva l'obbligo vaccinale, faccia una legge. È sbagliato perseguire il lavoro in modo surrettizio"
Caro direttore, ho registrato con piacere che l'intervista che ho rilasciato a la Repubblica lunedì 9 agosto ha aperto un dibattito nel Paese, anche con semplificazioni e strumentalizzazioni sulle posizioni espresse che la Cgil non è disponibile ad accettare.
Per responsabilità e chiarezza, al fine di ricercare soluzioni ai difficili problemi che viviamo, mi soffermo su alcune questioni. In primo luogo, la Cgil ha sostenuto e continua a sostenere la campagna vaccinale in Italia e nel mondo. Ci stiamo battendo affinché vengano sospesi i brevetti sui vaccini che stanno impedendo il ricorso alle vaccinazioni nei Paesi economicamente più deboli. Purtroppo questo non sta succedendo, mentre il virus non conosce confini. Inoltre la Cgil, diversamente da altri, non ha mai posto questioni di principio sullo strumento del Green Pass, pur in presenza di raccomandazioni europee a non adottare norme discriminatorie.
Diciamo una cosa molto semplice: se il governo ritiene che il vaccino debba essere obbligatorio per tutti, proponga subito al Parlamento una legge. Noi non siamo contrari. La nostra Costituzione indica questa soluzione per tenere insieme i diritti inviolabili delle persone e la necessità di garantire e tutelare la salute pubblica, l'interesse e la sicurezza della collettività. Perché il governo non lo fa? Insieme a Cisl e Uil l'abbiamo detto al presidente del Consiglio: questa materia spetta al governo e al Parlamento e non può essere semplicemente delegata alle parti sociali. Ed è sbagliato pensare di raggiungere lo stesso

giovedì 11 marzo 2021

Cgil, Cisl e Uil, Nessun profitto sulla pandemia – Diritto alle cure

Trascorso un anno dall’avvio dell’emergenza, il virus Covid-19 continua a minacciare la salute e la vita delle persone e a rendere fragili i sistemi sanitari, a causare danni economici e sociali.
Accanto alle necessarie misure di protezione, l’unica via percorribile per contrastare questa minaccia globale è avere a disposizione il vaccino per tutta la popolazione mondiale e debellare definitivamente il Covid-19.
Il rallentamento della messa a disposizione di dosi sufficienti e a prezzi accessibili rende debole la campagna di vaccinazione mette a rischio la salute di tutti e non consente la ripresa economica.
In questa fase drammatica, riteniamo importante e fondamentale derogare alla normativa in materia di proprietà intellettuale e brevetti, così da forzare coloro che ne detengono la proprietà a concedere i diritti di utilizzo degli stessi a tutti i Paesi, per ampliare ed incrementare la produzione.  Siamo convinti, infatti, che questa sia la modalità più efficace per raggiungere l’obiettivo di immunità globale.
CGIL CISL UIL sostengono l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) “Tutti hanno diritto alla protezione da Covid: Nessun profitto sulla pandemia”, e oggi, ad un anno dalla dichiarazione della pandemia da parte dell’Oms, rinnovano la richiesta fatta lo scorso 5 marzo insieme a 70 associazioni, in una lettera aperta al Presidente Mario Draghi, affinché il Governo italiano sostenga la proposta di India e Sudafrica di moratoria temporanea per i brevetti sui vaccini e sui farmaci anti Covid-19.
CGIL CISL UIL invitano a e sottoscrivere la petizione europea “Nessun Profitto sulla Pandemia” al link: https://noprofitonpandemic.eu/it/    Nessuno resti indietro, vaccino per tutti!

                                                                                                                          Fonte: Ufficio Stampa Cgil