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giovedì 30 dicembre 2021

Covid: CGIL, rafforzare misure di sicurezza per tutelare salute lavoratori, a partire da smart working

L'impennata dei contagi degli ultimi giorni rappresenta un forte elemento di preoccupazione per il mondo del lavoro. In tutti i settori stiamo registrando un incremento di positivi. Per questo l'utilizzo del green pass non può rappresentare l'unica misura per garantire la sicurezza, occorre fare di tutto per evitare assembramenti che potrebbero moltiplicare il rischio di contagi”.
A dichiararlo, in una nota, la Cgil Nazionale. Per il sindacato di corso d’Italia “è fondamentale tornare a rafforzare nei luoghi di lavoro, attraverso anche il rinnovato coinvolgimento dei comitati aziendali, le misure di sicurezza, di sanificazione, di distanziamento, di tracciamento su cui purtroppo abbiamo riscontrato un calo di attenzione negli ultimi mesi”. 
Inoltre, aggiunge la Cgil “il Governo, le Amministrazioni Pubbliche e le aziende devono favorire l'utilizzo dello smart working laddove possibile, evitando elementi di rigidità che in questa fase potrebbero peggiorare l’andamento dei contagi soprattutto negli spostamenti casa, lavoro”.
“Nella prima fase della pandemia - ricorda la Confederazione - il lavoro agile ha indubbiamente contribuito a contenere i contagi, ed oggi, anche sulla base di una nuova regolamentazione contrattuale, può tornare ad essere uno strumento efficace per frenare l'impennata di positivi. Impennata che, come diciamo da tempo, dovrebbe essere affrontata - conclude la Cgil - prevedendo l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 29 settembre 2021

Lavoro: Cgil, parole Sangalli non scontate. Rafforzare contrattazione e rinnovare Ccnl

“Importanti e non affatto scontate alcune affermazioni del Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli oggi all’assemblea annuale. In primis quelle sulla necessità di un maggiore impegno sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che non deve essere più considerato un costo, ma un investimento”. Lo afferma, in una nota, la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.

“Altrettanto significativo – prosegue la dirigente sindacale – il passaggio sul valore della contrattazione collettiva, decisiva per accompagnare la complessa fase di ripresa dopo la pandemia. Una ripresa – aggiunge – che deve mettere al centro, oltre alla crescita, il ridisegno delle protezioni sociali e il lavoro di qualità”.

“Ci auguriamo si possa quindi aprire una stagione utile al rinnovo dei contratti e al rafforzamento delle relazioni per affrontare le sfide poste dalla transizione digitale e ambientale”, conclude Scacchetti.

 Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 10 settembre 2021

Sicurezza sul lavoro: Cgil Cisl Uil, positiva ripresa confronto con ministeri competenti, regioni, enti e parti datoriali per elaborazione dell’attesa strategia nazionale

Abbiamo riscontrato con favore la ripresa dei lavori della Commissione consultiva permanente di giovedì e nell’ambito di questi del confronto per l’elaborazione della prima strategia nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro con i ministeri competenti, le regioni e gli enti, oltre che con le parti datoriali, richiesta dalle organizzazioni sindacali ed avviatisi da tempo”. Lo dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Rossana Dettori, Angelo Colombini, Ivana Veronese.
I primi pilastri indicati nella Strategia, delineati nella piattaforma del maggio scorso da parte di Cgil, Cisl e Uil, hanno trovato ampio consenso; in particolare, si riscontra convergenza sui primi temi di maggior priorità quali il rafforzamento della vigilanza, i percorsi per la valorizzazione della pariteticità e del dialogo sociale, la ricerca, le proposte per quanto riguarda la diffusione e la qualità della formazione. Importante inoltre l’impegno da parte dei ministeri competenti di farsi carico della disponibilità di fondi appositi (guardando al PNRR) per realizzare gli obiettivi”.
Confermata, quindi, da parte delle organizzazioni sindacali confederali la piena e fattiva disponibilità a collaborare e a partecipare ai tavoli tecnici e politici che si costituiranno per giungere definitivamente ad avere una Strategia nazionale e, a seguire, una sua fattiva applicazione, così necessaria e attesa.
In questo momento di difficoltà che tutto il Paese continua a vivere, è essenziale delineare interventi efficaci e concreti di prevenzione e tutela, che la strategia nazionale andrà a indicare e a garantirne la realizzazione con il contributo di tutti gli attori. Si attende solo che si possa al più presto passare dalle dichiarazioni di intenti ad un piano operativo strategico”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 2 settembre 2021

Lavoro: Cgil, Cisl, Uil a Draghi, occorre convocazione incontro su questioni aperte: Pnrr, salute e sicurezza lavoro, tutela occupazione

I Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri hanno inviato ieri sera una lettera al Premier Mario Draghi nella quale sottolineano che “l’incontro svolto lo scorso 2 agosto si era concluso con l’impegno della Presidenza del Consiglio a convocare per i primi giorni di settembre un apposito incontro per affrontare i temi relativi alla realizzazione del Protocollo con le parti sociali sul PNRR, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ad una verifica dell’intesa realizzata lo scorso 29 giugno sui temi della tutela dell’occupazione e dell’uso degli strumenti alternativi ai licenziamenti.
Nel confermarLe l’importanza di fissare tale incontro sottoponiamo alla Sua attenzione la necessità di un confronto preventivo su altre materie e riforme importanti per il Paese e per il mondo del lavoro”, aggiungono nella lettera i tre leader sindacali.

Ci riferiamo alla riforma fiscale, alla riforma delle pensioni, alla riforma della scuola e della pubblica amministrazione, ai provvedimenti relativi alla concorrenza, alla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, alle necessarie scelte di politica industriale, del sistema dei trasporti sostenibile e di rafforzamento dello Stato Sociale che intrecciandosi con gli investimenti previsti nel PNRR siano in grado di realizzare nuove filiere produttive e di servizi sociali e di creare lavoro stabile con particolare attenzione ai giovani e alle donne”.

“Confermiamo inoltre il nostro impegno affinché attraverso lo strumento della vaccinazione e

venerdì 13 agosto 2021

Per il vaccino e la sicurezza dei lavoratori

Pubblichiamo la lettera inviata a Repubblica nella quale il segretario generale di corso d'Italia torna sulla questione del green pass: "Non accettiamo semplificazioni e strumentalizzazioni. Se il governo ritiene che serva l'obbligo vaccinale, faccia una legge. È sbagliato perseguire il lavoro in modo surrettizio"
Caro direttore, ho registrato con piacere che l'intervista che ho rilasciato a la Repubblica lunedì 9 agosto ha aperto un dibattito nel Paese, anche con semplificazioni e strumentalizzazioni sulle posizioni espresse che la Cgil non è disponibile ad accettare.
Per responsabilità e chiarezza, al fine di ricercare soluzioni ai difficili problemi che viviamo, mi soffermo su alcune questioni. In primo luogo, la Cgil ha sostenuto e continua a sostenere la campagna vaccinale in Italia e nel mondo. Ci stiamo battendo affinché vengano sospesi i brevetti sui vaccini che stanno impedendo il ricorso alle vaccinazioni nei Paesi economicamente più deboli. Purtroppo questo non sta succedendo, mentre il virus non conosce confini. Inoltre la Cgil, diversamente da altri, non ha mai posto questioni di principio sullo strumento del Green Pass, pur in presenza di raccomandazioni europee a non adottare norme discriminatorie.
Diciamo una cosa molto semplice: se il governo ritiene che il vaccino debba essere obbligatorio per tutti, proponga subito al Parlamento una legge. Noi non siamo contrari. La nostra Costituzione indica questa soluzione per tenere insieme i diritti inviolabili delle persone e la necessità di garantire e tutelare la salute pubblica, l'interesse e la sicurezza della collettività. Perché il governo non lo fa? Insieme a Cisl e Uil l'abbiamo detto al presidente del Consiglio: questa materia spetta al governo e al Parlamento e non può essere semplicemente delegata alle parti sociali. Ed è sbagliato pensare di raggiungere lo stesso

venerdì 6 agosto 2021

Scuola: Cgil, riaffermare obiettivi del Patto. Nessun arretramento sulla sicurezza

A settantasette giorni dalla firma del Patto per la scuola, con il quale l’intero Governo si è impegnato a istituire tavoli con i sindacati per individuare soluzioni condivise, dal reclutamento del personale ai Protocolli sulla sicurezza, e a meno di venticinque giorni dall’inizio dell’anno scolastico, non abbiamo ancora ricevuto risposte adeguate”. Ad affermarlo la vice segretaria generale della Cgil Gianna Fracassi, e il segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli nel corso dell’incontro di questa mattina con il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.
Con la sottoscrizione del Patto – ricordano Fracassi e Sinopoli – sono stati assunti alcuni impegni fondamentali, che oggi vanno assolutamente riaffermati, aprendo un serio confronto: il superamento del precariato del personale scolastico così da garantire anche la continuità e la qualità della didattica ai ragazzi; il rinnovo del contratto collettivo nazionale.
Vanno individuate, così come definito nel Patto, efficaci politiche salariali per valorizzare i lavoratori, la legge di Bilancio rappresenterà un terreno importante; la riduzione del numero degli alunni per classe, un obiettivo contenuto nel Pnrr, e fondamentale per garantire la sicurezza”. In merito al Piano nazionale di ripresa e resilienza i due dirigenti sindacali aggiungono: “auspichiamo che si possa procedere diversamente su quelle che sono le sfide per il Paese, coinvolgendo le rappresentanze dei lavoratori della scuola”.
Inoltre, sul tema green pass nelle scuole sottolineano: “Troviamo sbagliato far passare il personale scolastico come irresponsabile, quando il 90% è già vaccinato e ha scelto quindi di mettere in sicurezza non solo se stesso, ma le scuole. Va preso atto dell’altissimo senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola”.
Per garantire la sicurezza a settembre – proseguono – vanno confermate tutte le misure, dal distanziamento, ai dispositivi individuali, allo screening periodico, alla sicurezza sui trasporti, all’organico aggiuntivo. Non accetteremo arretramenti su questi punti. Non si può scaricare sui docenti, dirigenti e ATA la mancanza di misure adeguate per garantire la sicurezza e la ripresa della scuola in presenza, che rappresenta – concludono Fracassi e Sinopoli – una priorità per tutti”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 11 maggio 2021

Lavoro: Landini, sicurezza emergenza nazionale, subito “Accordo” tra governo e parti sociali

Arrivare subito alla definizione di un “Accordo per la sicurezza” tra governo e parti sociali, fare assunzioni mirate nei servizi pubblici per garantire più prevenzione, ispezioni e controlli, condizionare le risorse del PNRR destinate alle imprese e alle aziende al rispetto dei contratti e di tutte le norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, fino ad arrivare ad una vera e propria patente a punti. Sono queste le principali richieste che il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha avanzato al tavolo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che si è tenuto con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i vertici di Cgil, Cisl e Uil.

Quella degli incidenti e dei morti sul lavoro – ha sottolineato il leader della Cgil – è una vera e propria emergenza nazionale. È necessaria una strategia sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per dare finalmente risposte adeguate. Strategia che deve essere finanziata anche con il PNRR e i fondi per la coesione europei e nazionali. Le risorse destinate alle imprese e alle aziende devono, però, essere condizionate al pieno rispetto delle garanzie di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla regolarità contrattuale e alla legalità”.

Per il segretario generale della Cgil, “per superare l’emergenza è necessario fare rapidamente assunzioni mirate nei servizi pubblici per aumentare la prevenzione attraverso più formazione, ispezioni, controlli e una maggiore ricerca sulla sicurezza. E’ inoltre necessario rafforzare la rappresentanza sindacale dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro e valorizzare la contrattazione come misura di prevenzione”.

Landini, infine, ha rilanciato la proposta di una patente a punti per le imprese, come strumento di controllo “sulla regolarità e il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la legalità e l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 25 marzo 2021

Covid: Landini, disponibili a confronto serrato su protocolli salute e sicurezza

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, conferma “la disponibilità della confederazione sindacale ad avviare subito un confronto tecnico serrato per arrivare in tempi molto brevi a un aggiornamento dei protocolli sulla salute e sicurezza. Protocolli che hanno dato buoni risultati, ma che hanno bisogno di una manutenzione”. 

Per quanto riguarda la campagna vaccinale, il segretario generale della Cgil ritiene che “la realizzazione di punti di vaccinazione nei luoghi di lavoro, debba essere uno strumento attuativo di un piano strategico nazionale, con un ruolo centrale del servizio sanitario nazionale anche nel gestire le priorità sui lavoratori più esposti. Questo per evitare che ci siano regioni, aziende e lavoratori di serie A e di serie B”. 

A Landini, “non convince l’ipotesi di vaccinare anche i famigliari nei luoghi di lavoro”, mentre ritiene “importante, il ruolo che possono svolgere i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (RLS), sul funzionamento dei protocolli e sulla campagna vaccinale nei luoghi di lavoro”. 

Circa l’aggiornamento dei protocolli, il segretario della Cgil, conclude sottolineando “il ruolo che può avere l’INAIL” e ricorda ”il contributo importante dato dall’Istituto la volta scorsa”. 

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

domenica 14 febbraio 2021

Lavoro: Landini, proroga Cig e stop licenziamenti. A breve nuovo incontro con Orlando

Nell’incontro con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali abbiamo ribadito la necessità di prorogare il blocco dei licenziamenti, dando continuità alla cassa Covid e incentivando anche i contratti di solidarietà e di espansione in alternativa ai licenziamenti.

Il decreto ristori deve inoltre coprire con le indennità tutte le forme di lavoro già tutelate dai precedenti decreti e chi ne è rimasto escluso, prevedendo anche l’intervento di proroga di Naspi e Discoll, tutto ciò includendo anche i settori maggiormente colpiti come turismo, servizi, spettacolo e cultura.

È necessario, inoltre, dare tutele ai lavoratori fragili e garantire risorse per sostenere i congedi.

Serve poi arrivare in tempi brevi ad una riforma per un sistema di ammortizzatori sociali pubblico e universale dentro un regime assicurativo, in grado di garantire tutele e diritti uguali per tutti.

La formazione deve diventare un diritto permanente per tutti i lavoratori e vanno riviste le politiche attive per il lavoro, con un potenziamento del ruolo pubblico, facendo le necessarie assunzioni, superando il precariato e prorogando il contratto dei navigator.

Abbiamo la necessità, a partire dal PNRR, di creare nuova occupazione soprattutto per le donne, i giovani e nel mezzogiorno.

È poi necessario porre un freno ai contratti pirata, che stanno aumentando sempre più, attraverso un provvedimento legislativo che dia valore erga omnes ai contratti nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali e da quelle datoriali maggiormente rappresentative, recependo così gli accordi interconfederali sulla rappresentanza.

Per quanto riguarda i protocolli sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, firmato dalle parti sociali e dal governo all’inizio della pandemia, è necessario rivederli e aggiornarli, alla luce dei cambiamenti che ci sono stati e al piano di vaccinazione.

Abbiamo posto la necessità di aprire il confronto sul sistema previdenziale anche alla luce dell’avvicinarsi della scadenza di quota 100.

Infine, abbiamo ricordato il lavoro svolto dai patronati e dai Caaf durante questa fase di pandemia e dell’importanza che si intervenga per valorizzare la fondamentale funzione che hanno svolto e stanno svolgendo.

Il ministro si è assunto l’impegno di riconvocare le organizzazioni sindacali entro la fine di questo mese per avanzare una prima proposta sugli ammortizzatori sociali, sulle politiche attive e per presentare una agenda di lavoro per affrontare i temi posti da Cgil Cisl e Uil nell’incontro odierno.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 10 febbraio 2021

Cgil: lavoro agile e salute e sicurezza al centro della contrattazione ai tempi del Covid

Il lavoro agile si è imposto come nuova frontiera della contrattazione aziendale insieme alla salute e alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Temi al centro dell’intensa attività negoziale di questi mesi tra sindacati e aziende per fronteggiare l’emergenza coronavirus nei luoghi di lavoro. È quanto emerge dall’iniziativa “La contrattazione aziendale ai tempi del Covid-19”, promossa dalla Cgil e in diretta su Collettiva.it.

Nel Focus realizzato dall’Osservatorio area contrattazione Cgil e FDV, nel quale si analizzano 326 intese firmate per la maggior parte tra marzo e settembre 2020, emerge uno spaccato ampio, anche se non esaustivo, di tutti gli accordi della fase emergenziale. Del totale di quelli censiti, 216 sono aziendali, sottoscritti da 154 imprese, perlopiù grandi gruppi industriali del manifatturiero (meccanico e chimico). La contrattazione è ovviamente quasi tutta incentrata sul tema della sicurezza e della salute (55%) e delle relazioni sindacali in un’ottica di partecipazione (60%). A seguire l’organizzazione del lavoro, con interventi volti al distanziamento individuale (53%) e alla contrattazione dello smart working (41%). Il 46% degli accordi è focalizzato poi sull’orario di lavoro, rimodulato in base alle misure di prevenzione.

Sono 111 i Protocolli esaminati,  sottoscritti in esecuzione dei due Interconfederali del 13 marzo e del 24 aprile, che per primi hanno delineato le linee-guida per il contrasto alla diffusione del virus nei luoghi di

martedì 24 novembre 2020

Amazon: Cgil, 27 novembre ‘Red Friday’

Venerdì 27 novembre, in occasione del Black Friday, la Cgil promuove il suo ‘Red Friday. Sui diritti non si fanno sconti’, un’iniziativa a sostegno dei diritti dei lavoratori di Amazon che si svolge in contemporanea con la giornata d’azione mondiale ‘Make Amazon Pay’.

L’evento, che verrà trasmesso in diretta dalle ore 10 alle ore 13 su Collettiva.it, sarà aperto dalla segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti. A seguire interverranno: Brando Benifei, deputato al Parlamento europeo; Stanislao Di Piazza, sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro; Christy Hoffmann, segretaria generale Uniglobal (Sindacato Mondiale del commercio, dei trasporti e servizi), Ilaria Masinara, Amnesty International Italia. Prenderanno la parola anche le delegate e i delegati di Amazon Italia. Le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. I lavori saranno coordinati da Cristian Sesena, responsabile Area Contrattazione e Mercato del Lavoro Cgil. (Scarica il programma)

“Il 27 novembre vogliamo narrare e far conoscere la realtà del lavoro in Amazon, una realtà diversa da quella patinata e perfetta raccontata nei suoi spot”. Così Tania Scacchetti presenta l’iniziativa in un video di Collettiva. Tra i temi al centro del confronto e sui quali la Cgil chiede risposte al gigante dell’e-commerce, come ricordato dalla segretaria confederale, “rispetto della salute e della sicurezza dei lavoratori, diritti sindacali, no a carichi e ritmi di lavoro usuranti, all’alta precarietà, a turni a volte impossibili, all’utilizzo invadente e pervasivo dei sistemi di controllo, alto turn-over”.

I video di presentazione del ‘Red Friday’ realizzati da Collettiva.it: “Amazon, sui diritti non si fanno sconti” e “Oltre il click, lo sfruttamento”

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 23 luglio 2020

Incidenti lavoro: Landini, Il tempo del solo cordoglio è finito, bisogna agire e farlo subito

Il tempo del solo cordoglio è finito, bisogna agire e farlo subito. Non è possibile che appena si riaprono i cantieri si torni a morire e che ci siano lavoratori usciti di casa senza farci più ritorno. Tutto ciò non era accettabile prima del ‘lockdown’, lo è ancor meno oggi”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dopo l’ennesimo incidente mortale sul lavoro verificatosi nella giornata di oggi. 
 “La crisi sanitaria – prosegue il leader della Cgil – sta lasciando il posto a una vera e propria ‘emergenza sicurezza’. La ripresa delle attività non può e non deve mettere a rischio l’incolumità di chi lavora. Sulla sicurezza bisogna investire, proprio per evitare gli incidenti e salvaguardare la salute e l’incolumità di operai, trasportatori, edili. Al lavoro vanno garantiti diritti, sicurezza, tutele proprio perché il lavoro non è una merce qualsiasi”. 
 “Dovremmo invece essere capaci, tutti, – conclude Landini – di cogliere la sfida che il Coronavirus ha posto. Occorre ricostruire un diverso equilibrio e una gerarchia di valori. La vita umana, la centralità delle persone, il lavoro come dignità. E’ necessario ripartire da qui. E allora bisogna intensificare i controlli nei luoghi di lavoro, introdurre la patente a punti sulla sicurezza per le aziende e applicare senza se e senza ma le sanzioni penali previste nel nostro ordinamento”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 12 marzo 2020

Coronavirus: comunicato della segreteria nazionale Cgil

La Segreteria della Cgil ritiene imprescindibile assicurare la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro.  Questa deve essere la priorità di tutti in questo momento per dare più forza al contrasto alla diffusione del COVID – 19.
Il DPCM 11 marzo, emanato nella notte dal Governo, non può limitarsi a semplici raccomandazioni, ma va reso pienamente esigibile al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro.
In questo senso è positivo che il governo abbia accolto la richiesta unitaria di incontro, che a nostro parere deve avere come obiettivo la definizione di un protocollo nazionale di sicurezza anti contagio da applicare in tutti i luoghi di lavoro.
La sua definizione e applicazione non può prescindere da un confronto e da accordi fra le parti sociali ad ogni livello, coinvolgendo tra le altre anche le Rappresentanze sindacali dei lavoratori.
Laddove non ricorrano le condizioni per dare applicazione al protocollo di sicurezza si deve procedere alla riduzione delle attività produttive sino anche alla loro momentanea sospensione utile a determinare le condizioni di sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori.
Per realizzare tutto ciò, occorre fare ricorso a tutti gli strumenti contrattuali e agli ammortizzatori sociali esistenti o di prossima definizione per sostenere sia i processi di sanificazione e messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, sia per far fronte ad eventuali rallentamenti o sospensione delle attività produttive.
Solo garantendo la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro si può sconfiggere l’epidemia in corso: è questa l’unica condizione necessaria per determinare la salvaguardia dell’occupazione e la ripresa dello sviluppo del nostro Paese.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 6 novembre 2019

Poste Italiane: Malattie professionali Consulenti di Poste Italiane più ricorrenti stress e patologie muscolo scheletriche

Lavorano oltre 40 ore settimanali (mentre dovrebbero lavorarne 36) e sono sottoposti a ritmi stressanti, con conseguenze significative sulla loro condizione di salute; accusano in media 2,7 patologie ciascuno riconducibili al lavoro. Nonostante ciò, le denunce di malattie professionali è pressoché inesistente (1%), mentre il 33% afferma di essere stato vittima di un infortunio. E' il ritratto dei consulenti di Poste Italiane che emerge dall'indagine, promossa da Slc Cgil e Inca e realizzata dalla Fondazione Di Vittorio, presentata questa mattina all’Inail, basata su un campione di oltre mille intervistati, pari a circa il 14% del totale (sono circa 8.000 gli operatori del settore).
"L'indagine ha ricevuto un'ottima risposta da parte dei lavoratori, che ringraziamo - così Nicola Di Ceglie, segretario nazionale Slc Cgil commenta i risultati dell'indagine presentata oggi presso il Parlamentino Inail a Roma.
"Emerge chiaramente un quadro clinico che, oltre ad evidenziare patologie muscolo scheletriche, è dovuto alla mancata ergonomicità delle postazioni così come si evidenzia lo stress dovuto a pressioni commerciali per il quale il sindacalista esprime forte preoccupazione: su questi temi avvieremo un confronto con l'azienda - conclude Di Ceglie.

L'indagine

Si tratta di un campione che si caratterizza per un’alta presenza femminile, un’età medio-alta e un’anzianità lavorativa di lungo periodo, con una presenza maggiore nelle aree centro settentrionali del Paese. La situazione occupazionale è caratterizzata dalla quasi totale prevalenza del tempo

martedì 5 novembre 2019

Anmil, la strage sul lavoro continua

Lo straordinario sacrificio dei Vigili del fuoco, intervenuti stamattina per un soccorso nella palazzina di Alessandria, non sarà neppure raccolto fra i dati Inail, per poter sottolineare, ancora una volta, quanto sia grave il fenomeno degli infortuni sul lavoro che, nonostante le numerose enunciazioni del governo, ancora non vede prendere dei provvedimenti forti e determinati per evitare che altre famiglie piangano per tragedie ingiuste”, dichiara il presidente nazionale Anmil, Zoello Forni.
Ci stringiamo alle famiglie di questi tre eroi, Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido, che, come tanti altri colleghi del corpo dei pompieri, affrontano quotidianamente rischi e pericoli di straordinaria portata e la politica dei tagli operata dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni, ha tenuto in scarsa considerazione questa categoria che opera per la salvaguardia della salute e della vita dei cittadini, abbassando fortemente le loro condizioni di sicurezza, a partire da una riduzione degli organici, oltre a una dotazione di mezzi usurati e tecnologicamente non adeguati”, osserva Forni.
Fra i Vigili del fuoco, come negli altri corpi che operano per la sicurezza dei cittadini, si rileva da più parti un profondo scoramento e proprio ieri, a Viareggio (LU), due Vigili urbani e un

martedì 15 ottobre 2019

Il messaggio del presidente Fico in occasione dell’iniziativa Cgil su salute e sicurezza

Desidero rivolgere il mio saluto più cordiale ai partecipanti e alle partecipanti all’iniziativa su ‘Lavoro, sicurezza, prevenzione: le proposte della Cgil’, che si inserisce nel quadro della manifestazione “Le Giornate del Lavoro” promossa dalla CGIL.
Si tratta di una preziosa occasione per svolgere una seria e approfondita riflessione sulle misure che devono essere adottate per porre fine alla sequenza drammatica di incidenti mortali che continuano a verificarsi nei cantieri e nelle aziende del nostro Paese.
Considero inaccettabile che ancora oggi sul luogo di lavoro una persona rischi di perdere la vita o di subire gravi menomazioni.
L’inosservanza delle regole, insieme ai mancati investimenti per la sicurezza degli ambienti di lavoro, sono ancora alla base degli incidenti letali che le cronache ci restituiscono quasi quotidianamente.
La prevenzione va dunque rafforzata attraverso interventi volti a migliorare la sicurezza e la formazione, insieme ad un sistema di vigilanza e controllo che non si limiti a verificare il rispetto formale della normativa, ma che garantisca concretamente l’incolumità dei lavoratori.
Non si tratta soltanto di migliorare gli standard antinfortunistici; serve, soprattutto, una cultura della sicurezza e della legalità del lavoro, che sappia guardare alle misure volte a garantire la sicurezza dei lavoratori non solo come un obbligo giuridico, ma come un inderogabile dovere morale

giovedì 12 settembre 2019

Incidenti lavoro: Cgil, Flai, sicurezza sia priorità, non si può morire di lavoro nel XXI° secolo

Il gravissimo incidente mortale sul lavoro avvenuto in una azienda di allevamento in provincia di Pavia, il pesante bilancio di quattro morti, ci riporta a quello che è un quotidiano bollettino di una guerra non dichiarata, quella dei morti sul lavoro. Nello stringerci alle famiglie delle vittime e nell’attesa di capire la dinamica dell’incidente, torniamo a denunciare con forza la poca attenzione al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Serve prevenzione, e quindi, formazione, serve una vera cultura della sicurezza da parte delle aziende e di tutte le istituzioni preposte ai controlli”. Lo dichiarano in una nota congiunta Cgil nazionale, Flai Cgil nazionale, Cgil Lombardia e Flai Cgil Lombardia.
Non si può, come ancora troppo spesso accade, continuare a considerare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un costo o un mero adempimento normativo e seguitare a morire di lavoro nel ventunesimo secolo. Come sindacato ci battiamo da tempo su questo difficile versante, scontrandoci spesso con un muro di gomma di indifferenza e poca attenzione, crediamo, invece, che a fronte di lavori spesso poveri, poco tutelati, con appalti e subappalti, il tema della salute e sicurezza debba rappresentare una priorità e un diritto irrinunciabile per ogni lavoratore, che dopo una giornata di lavoro deve poter far ritorno a casa”.
“Infine – concludono Cgil nazionale, Flai Cgil nazionale, Cgil Lombardia e Flai Cgil Lombardia – rivendichiamo l’immediata costituzione di un tavolo per costruire politiche condivise per contrastare questo dramma”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 29 gennaio 2019

Lavoro: Cgil, costruire cultura e politica della salute e sicurezza

L’aumento degli infortuni denunciati all’Inail nel 2018 rispetto all’anno precedente, di quelli mortali e delle malattie professionali conferma quanto le organizzazioni sindacali denunciano da sempre: siamo dinanzi a un problema irrisolto, nonostante siano stati messi in campo strumenti importanti di carattere legislativo e contrattuale”. Così, in una nota, la Cgil Nazionale.
Per la Confederazione è necessario: “prendendo spunto dai più recenti accordi sindacali confederali e di categoria implementare tutte le ulteriori misure e strumenti; trasformare il ruolo dell’Inail da ente esclusivamente assicuratore in un pilastro del sistema integrato di salute e sicurezza; migliorare il quadro delle competenze a livello delle autorità pubbliche agendo rapidamente sull’attuale e insufficiente coordinamento tra le Asl di livello regionale e l’Ispettorato nazionale del Lavoro (Inl); valorizzare il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori facendo in modo che nessuna azienda e territorio ne sia più sprovvista.
Inoltre – prosegue – è indispensabile intervenire sui settori attualmente scoperti per quanto riguarda i provvedimenti applicativi del Testo Unico su salute e sicurezza (ferrovie, porti, scuola, marittimo, pesca) e su quelli caratterizzati da una ripetitività degli infortuni soprattutto mortali (cadute dall’alto, ambienti confinati, appalti); realizzare un sistema omogeneo su tutto il territorio nazionale in materia formativa anche al fine di garantire una larga diffusione della cultura della prevenzione che oltre ai luoghi di lavoro abbia nelle scuola un proprio punto centrale.
Queste sono solo alcune delle proposte che le parti sociali hanno avanzato a tutto il Paese. Esse chiamano in causa in primo luogo le istituzioni della Repubblica. Queste ultime diano prova di apertura alla società, di sensibilità sociale e istituzionale. Si convochino immediatamente le parti sociali più rappresentative delle imprese e dei lavoratori e si passi dal dolore e dallo sdegno a costruire una cultura e una politica della salute e sicurezza rivolta a tutto il Paese”, conclude la Cgil Nazionale.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil