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giovedì 8 febbraio 2018

Fondi Ue: Cgil, preoccupante ritardo nell’uso delle risorse europee

I dati aggiornati della Commissione europea sull’uso dei fondi strutturali europei destano preoccupazione e smentiscono parzialmente l’ottimismo ostentato a riguardo dalle istituzioni. Sebbene vi siano stati indubbi passi avanti rispetto al ciclo 2007-2013 in termini soprattutto di capacità progettuale, il nostro Paese mostra ancora forti difficoltà di programmazione e di spesa delle ingenti risorse che abbiamo a disposizione. 
Se è vero infatti che a fine 2017 superiamo complessivamente il 40% di risorse assegnate, questo ci pone ben al di sotto della media dei paesi beneficiari, che supera il 50%. Ma la situazione appare grave soprattutto rispetto alle spese certificate, le uniche che conteranno per evitare il disimpegno di risorse a fine 2018, sulle quali ci attestiamo ad un misero 8%, ben ultimi in Europa.
Siamo il secondo Paese europeo per mole totale di risorse assegnate, primi per quanto concerne il Fondo Sociale e il fondo per lo Sviluppo Rurale ma il richiamo alle maggiori difficoltà connesse alla spesa di un quantitativo così alto di risorse, che pure spesso ascoltiamo a fini giustificatori, regge poco purtroppo: la Polonia, unico Paese che ci precede per quantità di risorse disponibili, ne ha assegnate e certificate più dell’Italia sia in termini assoluti che percentuali. La Germania e la Francia, pur avendo un po’ meno risorse complessive, ne hanno però certificate finora di più in termini

venerdì 21 agosto 2015

Crisi: Cgil, volume Cig pari a 340 mila lavoratori a zero ore

Il volume delle ore di cassa integrazione guadagni (Cig) dei primi sette mesi del 2015 conferma l’assenza di attività produttiva (zero ore) per potenziali 340 mila posizioni lavorative dalle prospettive sempre più incerte ed esposte al pericolo reale di perdere definitivamente il lavoro e il sostentamento per le loro famiglie”. E’ quanto si legge nel rapporto di luglio dell'Osservatorio Cig della Cgil, frutto di elaborazioni delle rilevazioni sulla cassa condotte dall'Inps.
Sempre nei primi sette mesi del 2015, evidenzia il rapporto, “i lavoratori in Cig hanno perso complessivamente oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro del reddito al netto delle tasse, mentre ogni singolo lavoratore in cassa integrazione a zero ore per tutto il periodo ha subito una riduzione del salario al netto delle tasse di circa 4.600 euro”.
Le ore di cassa integrazione guadagni (Cig) a luglio, richieste ed autorizzate, sono state 52.395.770, con un calo del 26,94% rispetto al mese di luglio 2014. Un risultato che viene giudicato positivamente dalla Cgil, ma che non deve però essere troppo enfatizzato. “La situazione produttiva - sostiene, infatti, il sindacato di Corso d’Italia - conferma la presenza di qualche segno di miglioramento, ma per superare la crisi industriale, riassorbire le eccedenze attuali in cassa integrazione, ritornare ad un punto di equilibrio e al pieno utilizzo delle risorse produttive, mettendo

venerdì 3 luglio 2015

A PROPOSITO DI BUONI PASTO

Qualche chiarimento sulle modalità di utilizzo dei buoni pasto elettronici, dopo l’articolo sul Sole 24ore e rilanci su internet, che tanto stanno allarmando la popolazione postale.
La legge di stabilità (ex finanziaria) stabilisce, ai commi 16 e 17, che a partire dal 1° luglio, solo per i buoni pasto elettronici, l’esenzione fiscale oggi 5,29 euro/giorno è elevata a 7 euro/giorno. "Le modalità di utilizzo, già stabilite per legge, non cambiano".
Quindi non dovrebbe succedere niente di diverso da quel che sta succedendo adesso.
Ad esempio, chi già utilizza il buono elettronico lo può spendere nei supermercati, secondo le modalità stabilite dall'esercente.
Quindi, anche in questo caso non dovrebbe succedere niente di nuovo.
A meno che l’esercente non stabilisca modalità diverse, ma questo potrà valere sia per il cartaceo che per l’elettronico.
Il problema più grosso è un altro, e riguarda la fruibilità del buono elettronico, nel momento che verrà esteso a tutta la popolazione postale. Ci sono infatti zone e territori, all’infuori delle grandi città, in cui ci sono pochi esercizi convenzionati che accettano postepay lunch.
Spero di essere stato chiaro e comunque seguiremo con attenzione quello che succederà praticamente.

Dalla nostra Segreteria Regionale