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giovedì 7 dicembre 2017

Ape sociale e precoci: Cgil, nel 2017 inutilizzati 504 mln, saranno persi.

Il risparmio di risorse realizzato sulle prestazioni di Ape sociale e ‘precoci’ nel 2017 è addirittura superiore a quanto il Governo ha deciso di destinare complessivamente al capitolo Previdenza nel prossimo triennio. Basta questo dato per confermare l’inconsistenza delle misure proposte dall’Esecutivo al sindacato per la fase due del confronto sulle pensioni”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commentando quanto emerso da un’analisi della Confederazione.
“Infatti – rileva Ezio Cigna, responsabile Ufficio Previdenza pubblica della Cgil nazionale – dal nostro studio si evince che nel 2017 si avrà un risparmio di risorse non utilizzate per Ape sociale e ‘precoci’ pari a 504.210.322 euro, mentre il Governo prevede un intervento triennale pari a 300 milioni di euro, dato che, per altro, riteniamo sia abbondantemente sovrastimato”.
“Sulla base di quanto contenuto nell’emendamento alla legge di Bilancio sulla previdenza presentato dal Governo, e nella nota di sintesi consegnata dall’Esecutivo stesso ai sindacati – spiega Cigna – le risorse risparmiate nel 2017 non verranno reimpiegate per le finalità previdenziali per le quali erano state inizialmente impegnate”.
“Anche alla luce degli indirizzi interpretativi del Ministero – prosegue il responsabile Ufficio Previdenza pubblica della Cgil nazionale – il numero di domande accolte per Ape sociale e ‘precoci’ è molto inferiore a quello che era stato preventivato: 31.290 domande anziché le 60.000 ipotizzate, pari al 52,15% del totale previsto”. “Per effetto del trascinamento delle poche domande accolte nel 2017 – prosegue Cigna – si avrà un risparmio anche nel 2018, pari a 554.581.500 euro, come rilevato

venerdì 21 agosto 2015

Crisi: Cgil, volume Cig pari a 340 mila lavoratori a zero ore

Il volume delle ore di cassa integrazione guadagni (Cig) dei primi sette mesi del 2015 conferma l’assenza di attività produttiva (zero ore) per potenziali 340 mila posizioni lavorative dalle prospettive sempre più incerte ed esposte al pericolo reale di perdere definitivamente il lavoro e il sostentamento per le loro famiglie”. E’ quanto si legge nel rapporto di luglio dell'Osservatorio Cig della Cgil, frutto di elaborazioni delle rilevazioni sulla cassa condotte dall'Inps.
Sempre nei primi sette mesi del 2015, evidenzia il rapporto, “i lavoratori in Cig hanno perso complessivamente oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro del reddito al netto delle tasse, mentre ogni singolo lavoratore in cassa integrazione a zero ore per tutto il periodo ha subito una riduzione del salario al netto delle tasse di circa 4.600 euro”.
Le ore di cassa integrazione guadagni (Cig) a luglio, richieste ed autorizzate, sono state 52.395.770, con un calo del 26,94% rispetto al mese di luglio 2014. Un risultato che viene giudicato positivamente dalla Cgil, ma che non deve però essere troppo enfatizzato. “La situazione produttiva - sostiene, infatti, il sindacato di Corso d’Italia - conferma la presenza di qualche segno di miglioramento, ma per superare la crisi industriale, riassorbire le eccedenze attuali in cassa integrazione, ritornare ad un punto di equilibrio e al pieno utilizzo delle risorse produttive, mettendo