Con riferimento al decreto legge recante “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” firmato ieri dal Presidente della Repubblica, le scriventi organizzazioni sindacali e associazioni – promotrici della riforma del Codice delle leggi antimafia approvata lo scorso anno – esprimono innanzitutto forti perplessità nel mettere insieme temi quali la sicurezza, la lotta alle mafie e l’immigrazione, e sottolineano l’importanza del rispetto degli obblighi costituzionali e gli impegni internazionali assunti dall’Italia.
In merito alla gestione e destinazione dei beni confiscati, nel testo licenziato si è cercato di porre rimedio a illogicità presenti nelle versioni precedenti, quali la discrezionalità nell’istituire i Comitati permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate presso le Prefetture ed il ridimensionamento del ruolo del Comitato consultivo di indirizzo presso l’Agenzia nazionale.
E’ certamente positiva la previsione di rafforzare la stessa Agenzia nel suo organico e in particolar modo con 70 nuove assunzioni attraverso concorso pubblico, anziché ricorrendo solo alle procedure di mobilità interna. Misura necessaria a ridurre vuoti già evidenziati, anche in termini di competenze e qualifiche adeguate. Rimane tuttavia il fatto che non sono individuate le coperture



