Visualizzazione post con etichetta codice antimafia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta codice antimafia. Mostra tutti i post

martedì 12 marzo 2019

Legalità: Cgil, Governo renda operativo Fondo per sostegno a reddito lavoratori aziende sequestrate

“È una vergogna che, ad un anno dall’approvazione del nuovo Codice antimafia, il Governo e in particolare il ministero del Lavoro, non abbiano ancora provveduto ad emanare il regolamento per l’attuazione del Fondo dedicato al sostegno del reddito dei lavoratori delle aziende sequestrate alla mafia. Dov’è l’impegno tanto sbandierato di contrasto al potere mafioso?”. Così in una nota Luciano Silvestri responsabile legalità e sicurezza per la Cgil nazionale.
Per il dirigente sindacale “tutto è pronto: il Fondo è stato già costituito, le risorse sono state stanziate, e sono state definite le platee di lavoratori che possono usufruirne, ma le richieste, frutto di accordi, giacciono al Ministero senza poter avere nessuna risposta”.
Silvestri punta il dito contro il Governo che “non si accorge che il provvedimento riguarda migliaia di aziende sequestrate e di altrettanto numerosi lavoratori con un patrimonio importante di professionalità. Aziende che, grazie all’impegno di Tribunali, di Amministratori Giudiziari e del Sindacato, stanno operando per rilanciare le attività in un nuovo circuito di legalità dando così un contributo all’occupazione e all’economia del nostro Paese”.
Il riutilizzo e il rilancio delle aziende sequestrate – conclude il dirigente sindacale – rappresenta un’arma potente di contrasto alle mafie perché consente allo Stato, come indicato dalla legge Rognoni-La Torre, di riconquistare attraverso il lavoro il controllo sociale del territorio che la mafia aveva acquisito”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 5 novembre 2018

Dl sicurezza: Cgil, intervento sbagliato nel metodo e nel merito

Grave il ricorso alla fiducia paventato oggi dal Governo sul decreto immigrazione e sicurezza. Un intervento legislativo sbagliato nel metodo e nel merito, poiché non vi è mai stato confronto né con le parti sociali né con la società civile, e affronta la questione solo in chiave di ordine pubblico e di emergenza”. Così, in una nota, il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
La risposta del Governo contro il dilagare di razzismo e xenofobia, contro violenze, soprusi e prepotenze è un decreto che punta a demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza, puntando a investire su grandi centri che alimentano corruzione e razzismo e scaricando sui territori costi, disagio e tensioni sociali”
Sul versante del contrasto alla criminalità il DL interviene modificando il codice antimafia in due punti, riducendone pesantemente l’efficacia. Lo si indebolisce – spiega in conclusione Massafra – attraverso la vendita ai privati dei beni confiscati e limitando il ruolo della società civile sul territorio, relegando a pura discrezionalità da parte dei prefetti la costituzione dei comitati permanenti per la gestione dei beni”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 25 maggio 2018

Beni confiscati: l’Agenzia è un punto fondamentale della Riforma del Codice Antimafia

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre, Cgil, Legambiente, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Uil
Il regolamento approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri del 26 aprile scorso su proposta del Ministero dell’Interno – relativo alla disciplina sull’organizzazione e la dotazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ed in attuazione della riforma del Codice Antimafia – presenta carenze procedurali e organizzative che rischiano di mettere l’Agenzia nelle condizioni di non poter esercitare in pieno le funzioni istituzionali di restituzione alla collettività dei patrimoni sottratti alle mafie e ai corrotti.
Seppur la legge 17 ottobre 2017, n. 161 abbia introdotto un potenziamento della struttura con l’ampliamento della dotazione organica di personale (da 30 a 200 unità), non si può non ribadire che si sarebbero potute fare scelte più incisive, prevedendo una procedura diversa dalla mobilità, ad es. tramite concorsi di selezione pubblica di professionalità con competenze interdisciplinari.
Non ci sono, altresì, certezze dei tempi per portare a regime l’organico nonostante l’urgenza di rendere l’Agenzia pienamente operativa.
Non si può non evidenziare che i compiti dell’Agenzia hanno una forte valenza territoriale vista la collaborazione con le Prefetture, le Amministrazioni locali, gli Uffici giudiziari, i coadiutori e le diverse rappresentanze sociali per rendere efficace e veloce il percorso di riutilizzo dei beni e delle

mercoledì 21 marzo 2018

Mafie: Cgil a manifestazioni per XXIII Giornata della memoria e dell’impegno

La Cgil sarà presente in tutte le manifestazioni organizzate in occasione della Giornata della Memoria per ricordare le innumerevoli vittime di mafia perché, come reciterà il nostro striscione, ‘Vogliamo tutta un’altra Italia, libera dalle mafie, libera dal lavoro sfruttato’. Chiediamo al nuovo Parlamento e al nuovo Governo di porre la questione del contrasto alla corruzione e alle mafie al centro della prossima agenda politica”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra, che domani, XXIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, parteciperà alla manifestazione nazionale promossa da Libera e Avviso Pubblico a Foggia.
Mafie e corruzione – sostiene il dirigente sindacale – rappresentano un’emergenza nazionale che impedisce al nostro Paese di costruire una prospettiva di sviluppo economico e produttivo, che mortifica il lavoro offrendo occupazione basata sullo sfruttamento, se non addirittura sullo schiavismo, e sull’evasione fiscale e contributiva, e contribuisce a generare disuguaglianza sociale. Inoltre – aggiunge – mina la credibilità delle nostre Istituzioni e della politica, operando un controllo sociale del territorio che determina regressione democratica e soffocamento delle libertà sociali e individuali”.
La passata legislatura – ricorda Massafra – ha approvato il Nuovo Codice Antimafia, ora è

martedì 30 gennaio 2018

Beni confiscati: Cgil, ritardi applicazione legge impediscono potenziamento Agenzia

“Le grandi opportunità di riscatto che possono arrivare dal riuso dei beni confiscati sono evidenti, ha ragione il Ministro Poletti, ma continuiamo a  registrare grandi ritardi nell’adempimento della legge che proprio il Governo avrebbe dovuto assicurare”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
“La recente legge di riforma del Codice Antimafia, fra le altre cose – spiega Massafra – prevede di rafforzare gli strumenti di governo e di sostegno per favorire il riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati e per ricollocare le aziende sequestrate in un nuovo circuito di legalità produttiva e occupazionale. 
Tra i capisaldi – sottolinea – vi è proprio il potenziamento e la riorganizzazione dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, che dovrebbe passare a 200 dipendenti, e la costituzione dei comitati permanenti presso le Prefetture al fine di un’efficace gestione del fenomeno”.
Ma il dirigente sindacale denuncia come “dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge, lo Stato sta disattendendo i compiti che questa gli assegna, ed è completamente assente nella gestione operativa ordinaria”. “Infatti – aggiunge – in numerose situazioni, come quelle della ex Centralgas e della Vigoras Serbatoi di Carini e quelle della Calcestruzzi Belice e della Inerti in provincia di Agrigento, gli

lunedì 16 ottobre 2017

Legalità: giovedì a Roma conferenza stampa ‘Io riattivo il lavoro’

A pochi giorni dall’approvazione della riforma del Codice Antimafia, la rete delle associazioni del comitato promotore della campagna ‘Io Riattivo il Lavoro’, costituito dalla Cgil insieme ad Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre, LegaCoop, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Sos Impresa, ha indetto una conferenza stampa. 
Il comitato ‘Io Riattivo il Lavoro’ portò cinque anni fa in Parlamento, con oltre 120.000 firme a sostegno, una Legge di Iniziativa Popolare. Nel nuovo Codice Antimafia c’è molto di quella proposta di legge, a partire dagli incentivi volti a favorire la ripresa delle aziende confiscate alle mafie, dal potenziamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, dalle più snelle procedure di sequestro e confisca. Si è finalmente imboccata la strada giusta. 
Adesso però la Riforma va implementata e il Codice Antimafia va reso operativo nel più breve tempo possibile, a partire dai decreti attuativi e dalle deleghe che la Legge assegna al Governo e che il Governo deve emanare entro quattro mesi. Così come vanno rapidamente avviate le procedure per riformare e rafforzare l'Agenzia Nazionale per la Gestione dei Beni Sequestrati e Confiscati. 

giovedì 28 settembre 2017

APPROVATO IL CODICE ANTIMAFIA: UN RISULTATO STRAORDINARIO CHE RAFFORZA LA LOTTA CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE

L’approvazione della riforma del Codice antimafia costituisce un atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell’azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione. Fenomeni che minacciano da troppo tempo la nostra democrazia, la nostra sicurezza e che sottraggono ingenti risorse alla collettività, impedendo uno sviluppo economico e sociale, sano e diffuso, in tutto il nostro Paese.
Siamo consapevoli che non è stato né semplice né facile giungere all’approvazione di questo provvedimento. La sua gestazione è durata quattro anni, un tempo nel quale diverse organizzazioni sindacali, dell’associazionismo e della cooperazione hanno dato vita alla campagna nazionale “Io riattivo il lavoro” per promuovere una legge di iniziativa popolare. 
Un tempo in cui si è registrato un contributo significativo della Commissione parlamentare antimafia e del Consiglio superiore della magistratura, in cui si sono moltiplicate le discussioni pubbliche, i dibattiti parlamentari e gli interventi sui giornali. Non dimentichiamo le obiezioni e le osservazioni critiche, alcune fondate e legittime, altre legate a tecnicismi e opportunismi, che hanno accompagnato la discussione del provvedimento.
Il testo che oggi è diventato legge rafforza alcuni strumenti già esistenti – come ad esempio l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati – ma, soprattutto, migliora la normativa riguardante

mercoledì 20 settembre 2017

Approvare il Codice Antimafia è un atto politico di responsabilità

Comunicato Stampa

Finalmente dopo più di quattro anni in cui tante organizzazioni sindacali, dell'associazionismo e della cooperazione hanno dato vita alla campagna nazionale “Io riattivo il lavoro” per promuovere una legge di iniziativa popolare che ha raccolto migliaia di firme e durante i quali si sono moltiplicati le discussioni pubbliche, i dibattiti parlamentari e le mediazioni politiche, il 25 settembre inizia la discussione della modifica del Codice antimafia in Aula alla Camera.
Il nuovo Codice antimafia, già votato al Senato, non solo rafforza alcuni strumenti già esistenti – come ad esempio l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati – ma migliora la normativa in vigore, in
particolare per quanto riguarda le misure di prevenzione, tenendo conto dell’esperienza applicativa precedente alla riforma e di alcune criticità che si sono manifestate nella gestione degli immobili e delle aziende sottratte alle mafie e al crimine organizzato. Sono convinti di questo non solo la maggior parte di esperti ed esponenti delle Istituzioni, ma anche il Consiglio superiore della magistratura che il 13 settembre scorso ha approvato una specifica delibera.
Avviso Pubblico, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente e Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, già sottoscrittori di un appello rivolto al Parlamento e al Governo all’inizio di quest’anno, chiedono a tutte le forze politiche di approvare senza modifiche alla Camera il testo ricevuto dal Senato, dimostrando in tal modo di avere coscienza di compiere un atto politico di responsabilità, a distanza di 35 anni dall’approvazione della legge Rognoni-La Torre e in un momento storico nel quale le mafie e la corruzione hanno dimostrato la loro pervasività e la loro capacità di inquinare parti della pubblica amministrazione, dell’economia e della società.
Arci, Avviso Pubblico, Libera, Legambiente, Cgil, Cisl, Uil