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venerdì 25 maggio 2018

Beni confiscati: l’Agenzia è un punto fondamentale della Riforma del Codice Antimafia

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre, Cgil, Legambiente, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Uil
Il regolamento approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri del 26 aprile scorso su proposta del Ministero dell’Interno – relativo alla disciplina sull’organizzazione e la dotazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ed in attuazione della riforma del Codice Antimafia – presenta carenze procedurali e organizzative che rischiano di mettere l’Agenzia nelle condizioni di non poter esercitare in pieno le funzioni istituzionali di restituzione alla collettività dei patrimoni sottratti alle mafie e ai corrotti.
Seppur la legge 17 ottobre 2017, n. 161 abbia introdotto un potenziamento della struttura con l’ampliamento della dotazione organica di personale (da 30 a 200 unità), non si può non ribadire che si sarebbero potute fare scelte più incisive, prevedendo una procedura diversa dalla mobilità, ad es. tramite concorsi di selezione pubblica di professionalità con competenze interdisciplinari.
Non ci sono, altresì, certezze dei tempi per portare a regime l’organico nonostante l’urgenza di rendere l’Agenzia pienamente operativa.
Non si può non evidenziare che i compiti dell’Agenzia hanno una forte valenza territoriale vista la collaborazione con le Prefetture, le Amministrazioni locali, gli Uffici giudiziari, i coadiutori e le diverse rappresentanze sociali per rendere efficace e veloce il percorso di riutilizzo dei beni e delle

giovedì 11 giugno 2015

Beni confiscati: governo e Parlamento intervengano

Gianna Fracassi della segreteria
confederale della CGIL
Roma, 11 giugno - "Il lavoro dell'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati rende ancor più evidenti le lacune di Governo e Parlamento e l'urgenza di una riforma per potenziare e migliorare gli strumenti che permettono i sequestri". Così Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, commenta i risultati conseguiti dall'Agenzia nazionale, circa 600 nuove destinazioni di beni immobili e mobili sottratti alla criminalità organizzata, e lancia l'allarme sulla necessità di un intervento da parte delle istituzioni.
"L'esecutivo e le Camere avviino il prima possibile una discussione", continua Fracassi. "Occorre rendere operative le misure previste per sostenere il riutilizzo di un importante patrimonio produttivo, a rischio abbandono e fallimento, e salvare le centinaia di posti di lavoro ad esso collegati". "Grazie alle varie proposte di riforma dell'Agenzia depositate - sottolinea la dirigente sindacale - è possibile legiferare rapidamente".
Fracassi ricorda che "sono passati oltre due anni dalla consegna alla Camera dei deputati della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato 'Io Riattivo il Lavoro'", costituito dalla Cgil insieme ad un vasto fronte di associazioni come Anm, Libera, Arci, Acli, LegaCoop, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre e SoS Impresa. "L'obiettivo del disegno di legge per il quale sono state raccolte 120 mila firme - prosegue la segretaria confederale - è favorire l'emersione alla legalità delle aziende confiscate alla criminalità organizzata, semplificando le procedure per la loro gestione e destinazione e tutelando lavoratori e lavoratrici"."Obiettivo che resta di primaria importanza - conclude Fracassi - e che chiediamo venga perseguito dallo Stato".

Fonte: Ufficio Stampa Cgil