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martedì 3 ottobre 2017

Pensioni: Cgil, oltre a conti considerare le condizioni delle persone

È singolare che quando si parla di pensioni si considerino solo i conti e mai la condizione reale di vita e di lavoro delle persone”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commenta le dichiarazione di Banca d’Italia e Corte dei Conti nel corso delle audizioni in Commissione Bilancio di Camera e Senato sulla Nota di aggiornamento al Def.E la cosa è ancora più insopportabile – prosegue Ghiselli – poiché non si tiene conto del fatto che l’attuale sistema previdenziale italiano è il più restrittivo d’Europa”.Per il dirigente sindacale “queste autorevoli Istituzioni non vogliono considerare che con la legge Fornero non si è fatta una riforma previdenziale ma solo cassa, scaricando sui lavoratori e sui pensionati l’onere principale del risanamento del Paese.
E che – aggiunge – è necessario trovare il coraggio politico di apportare a tale legge una radicale, seppur graduale, modifica, mettendo anche in conto la necessità di una redistribuzione degli oneri sociali da sostenere, per superare così la profonda iniquità che l’ha caratterizzata”.
Ma queste sono considerazioni sociali e politiche, che non competono ai soggetti auditi oggi”, sottolinea Ghiselli. “Quindi – conclude – è bene che sia il Governo ad assumersi la responsabilità di dare risposte chiare al documento sindacale sulle pensioni, in tempi celeri, come si era impegnato a fare”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 10 marzo 2015

Cgil: l'economia "in nero" vale fino a 290 miliardi l'anno. Evasione a 93 miliardi

Un buco nero nei conti pubblici che arriva a 290 miliardi. Risorse che sfuggono alla lente del Fisco e si traducono in un minore gettito per le casse statali. Da lì, derivano minori stanziamenti a favore delle famiglie bisognose, dell'imprenditoria, del sostegno dei consumi.
L'economia 'non osservata' nel nostro Paese in un anno è valutabile tra i 250 e i 290 miliardi, dei quali tra i 180 e i 210 tra economia sommersa ed economia informale (che si traducono in un mancato gettito tra 85 e 100 miliardi) e tra i 70 e gli 80 miliardi di economia illegale. E' questa l'analisi di uno studio su "L'economia non osservata" dell'Istituto Bruno Trentin sulla base dei dati del Cer. Secondo l'istituto della Cgil, sulla base di questi dati l'evasione totale è valutabile in 93 miliardi, con un mancato gettito di 55 miliardi dei quali 14 miliardi possono essere recuperati. Secondo lo studio, infatti, basterebbe rendere più efficienti le norme già in vigore e mettere in pratica le misure di contrasto già esistenti, nella lotta all'evasione, ma che devono ancora essere totalmente attivate per arrivare a quei 14 miliardi di recupero.
Per il sindacato, queste risorse aggiuntive andrebbero concentrate su due interventi: estensione del bonus di 80 euro a pensionati e incapienti ed ampliamento degli investimenti. In particolare, "destinando 7,3 miliardi di euro ai lavoratori dipendenti (circa 4 milioni) e pensionati (circa 3,5 milioni) incapienti attraverso l'estensione del bonus di 80 euro. Si sosterrebbe così, si legge ancora nello studio, con particolare attenzione alle categorie più deboli il reddito di queste famiglie e si