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lunedì 8 giugno 2020

Istat: Cgil, occorrono investimenti pubblici per compensare caduta domanda privata

 “Lo scenario economico globale sarà dominato dagli effetti negativi della pandemia e il drastico ridimensionamento del commercio mondiale influenzerà il commercio estero nazionale. Per rilanciare l’economia italiana occorreranno investimenti pubblici per compensare la caduta della domanda privata”. Così la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi commenta le previsioni economiche diffuse quest’oggi dall’Istat.
“L’Istituto nazionale di statistica rileva – sottolinea Fracassi – una ripresa ‘dimezzata’: una recessione profonda per quest’anno e un rimbalzo positivo molto meno forte della caduta. Tutto ciò nonostante le misure di sostegno al lavoro, alle famiglie e alle imprese messe in campo dal Governo e nonostante la scommessa sull’efficacia della politica monetaria accomodante e, ancor di più, su una politica europea espansiva”.
“In linea col quadro macroeconomico tendenziale del Governo, presentato poco meno di due mesi fa nel DEF, si prevede – prosegue Fracassi – una marcata contrazione del Pil determinata prevalentemente dalla domanda interna e, in particolare, dalla caduta dei consumi (-8,7%) e dal crollo degli investimenti (-12,5%), che rimontano solo parzialmente nel prossimo anno”. “D’altra parte – aggiunge la dirigente sindacale – l’Istat prevede segno negativo per i salari reali nel biennio e una brusca riduzione dell’occupazione nel 2020 (-9,3%), misurata in termini di unità di lavoro quindi tenendo conto delle ore lavorate, con una ripresa, anche qui, molto limitata nel 2021 (+4,1%)”.
“Per questo, occorre un nuovo ruolo economico dello Stato. I presupposti e le risorse ci sono tutti, a livello nazionale ed europeo. Serve solo programmare, assieme alle parti sociali, gli investimenti pubblici, le riforme, la creazione di lavoro, il nuovo welfare, la nuova governance pubblica. Insomma – conclude Fracassi – un piano che utilizzi al meglio i fondi a disposizione, coniugando le risposte all’emergenza con la visione di un nuovo modello di sviluppo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 17 ottobre 2017

Tv: Dpr contributi tv elude tema occupazione del settore

La pubblicazione del DPR sul regolamento per l’erogazione dei contributi pubblici per le emittenti radiotelevisive locali consente di riattivare finalmente il meccanismo del finanziamento pubblico, fermo al 2015, il che è certamente un fatto positivo per la vita di un sistema, già messo a dura prova anche dalla contrazione del mercato della pubblicità, dove imperversano licenziamenti e ammortizzatori sociali – così dichiara in una nota della segreteria nazionale Slc Cgil.
Nella stesura definitiva registriamo tuttavia rallentamenti nel raggiungimento dei nuovi standard di qualità (TG con valenza locale, televendite) e il ridimensionamento degli obiettivi relativi all’innovazione tecnologica (punteggi) e, soprattutto, ai minimi di occupazione stabiliti in rapporto ai bacini – prosegue il sindacato.
In particolare la maggioranza non ha raccolto in aula i nostri suggerimenti esposti alle commissioni preposte sia in merito ai compiti di regia da attribuire al governo per contenere e gestire i contraccolpi occupazionali della drastica riduzione del numero dei soggetti beneficiari del contributo pubblico – conclude Slc Cgil – sia in merito alla clausola dell’applicazione dei CCNL stipulati dalle associazioni comparativamente più rappresentativi per arginare la dilagante presenza nel settore di un contratto pirata.”

martedì 10 marzo 2015

Cgil: l'economia "in nero" vale fino a 290 miliardi l'anno. Evasione a 93 miliardi

Un buco nero nei conti pubblici che arriva a 290 miliardi. Risorse che sfuggono alla lente del Fisco e si traducono in un minore gettito per le casse statali. Da lì, derivano minori stanziamenti a favore delle famiglie bisognose, dell'imprenditoria, del sostegno dei consumi.
L'economia 'non osservata' nel nostro Paese in un anno è valutabile tra i 250 e i 290 miliardi, dei quali tra i 180 e i 210 tra economia sommersa ed economia informale (che si traducono in un mancato gettito tra 85 e 100 miliardi) e tra i 70 e gli 80 miliardi di economia illegale. E' questa l'analisi di uno studio su "L'economia non osservata" dell'Istituto Bruno Trentin sulla base dei dati del Cer. Secondo l'istituto della Cgil, sulla base di questi dati l'evasione totale è valutabile in 93 miliardi, con un mancato gettito di 55 miliardi dei quali 14 miliardi possono essere recuperati. Secondo lo studio, infatti, basterebbe rendere più efficienti le norme già in vigore e mettere in pratica le misure di contrasto già esistenti, nella lotta all'evasione, ma che devono ancora essere totalmente attivate per arrivare a quei 14 miliardi di recupero.
Per il sindacato, queste risorse aggiuntive andrebbero concentrate su due interventi: estensione del bonus di 80 euro a pensionati e incapienti ed ampliamento degli investimenti. In particolare, "destinando 7,3 miliardi di euro ai lavoratori dipendenti (circa 4 milioni) e pensionati (circa 3,5 milioni) incapienti attraverso l'estensione del bonus di 80 euro. Si sosterrebbe così, si legge ancora nello studio, con particolare attenzione alle categorie più deboli il reddito di queste famiglie e si