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sabato 6 marzo 2021

Fisco: Cgil, Cisl, Uil, lotta a evasione priorità assoluta. Rendere più efficace il cashback

In Italia, ogni anno, si registrano 110 miliardi di evasione. La lotta all’evasione fiscale deve essere priorità assoluta. Il cashback, incentivando l’uso della moneta elettronica, costituisce uno degli strumenti per contrastare con determinazione questo fenomeno”. Ad affermarlo in una nota unitaria la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi e i segretari confederali di Cisl e Uil Giulio Romani e Domenico Proietti.

“Alla luce di questi primi mesi – sottolineano i tre dirigenti sindacali – è necessario un intervento per rendere più efficace questo strumento eliminando la possibilità di fare micro pagamenti artificiosamente frazionati e di utilizzarlo impropriamente. Le risorse destinate al cashback sono un investimento e servono a favorire un forte recupero di risorse economiche. Sarebbe una beffa se un eventuale cambio di destinazione di queste somme premiasse gli evasori fiscali anziché rafforzare la lotta all’evasione stessa”.

Per Fracassi, Romani e Proietti “è importante che tutti gli strumenti di facilitazione ed incentivo dei pagamenti tracciabili continuino ad essere messi in campo affinché l’Agenzia delle Entrate abbia la possibilità di utilizzare banche dati più ricche possibile, anche alla luce del sostegno dell’Unione al progetto ‘A data driven approach to tax evasion risk analysis in Italy’ che dovrebbe – ricordano – introdurre strumenti innovativi di analisi dei profili di rischio dei contribuenti, unico mezzo efficace contro l’infedeltà fiscale”.

L’unica pace fiscale da fare è quella con i lavoratori dipendenti e pensionati che prima pagano le tasse e poi prendono lo stipendio e la pensione. Si valutino piuttosto gli strumenti utili a risolvere la questione delle cartelle ormai obiettivamente non più recuperabili, al fine di ottimizzare il lavoro di AdER, evitando cancellazioni generalizzate e senza indulgere in un ennesimo condono a favore dei tanti evasori, offensivo – concludono Fracassi, Romani e Proietti – per coloro che hanno invece sempre pagato il dovuto”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 10 aprile 2019

Def: Landini, governo boccia se stesso e prende in giro italiani

Nella bozza di Def il governo boccia se stesso; insiste nelle inesattezze e certifica gli errori fatti sulle stime della crescita; prevede un calo nell’occupazione e un aumento della disoccupazione”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Il Def – prosegue il leader del sindacato di Corso d’Italia – registra l’impatto quasi nullo delle vecchie e nuove misure programmate come il decreto crescita – un elenco di interventi già sperimentati e privi di risultati – e lo sblocca cantieri che rischia di ridurre le tutele del lavoro e favorire fenomeni corruttivi e malavitosi”.
Secondo Landini “il governo continua a prendere in giro gli italiani con misure di propaganda elettorale come la flat-tax, che privilegiando i ricchi contrasta con il principio costituzionale di progressività; non prevede una seria lotta all’evasione mentre sul versante fiscale non dà risposte a lavoratori e pensionati”.
Crediamo che non ci sia più tempo da perdere” aggiunge il segretario generale della Cgil. “Insieme a Cisl e Uil – sottolinea Landini – abbiamo detto che serve una diversa politica economica prevedendo il rilancio degli investimenti pubblici e privati, soprattutto nelle infrastrutture materiali, sociali e della conoscenza, capaci di far ripartire il Paese e un grande piano di manutenzione e riassetto del territorio”.
È indispensabile – prosegue il dirigente sindacale – una vera riforma fiscale che, aumentando le detrazioni, dia una risposta ai redditi di lavoratori e pensionati e compia una reale lotta alle diseguaglianze rispettando la costituzione che parla di equa contribuzione in base alla possibilità economica dei cittadini, ovvero di redditi e ricchezza”.
Nel Def – conclude il segretario generale della Cgil – non c’è dunque un’idea di sviluppo, manca un progetto per il Paese, mentre le misure economiche sono piegate al consenso elettorale. Così non si regge, rischiamo seriamente di andare a sbattere”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 27 gennaio 2016

Fisco: le proposte della Cgil contro evasione ed elusione

Danilo Barbi
Una vera e grande lotta all'evasione fiscale per l'equità, l'efficienza e lo sviluppo del Paese”. Così il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi presenta le venticinque proposte contro l'evasione e l'elusione fiscale, studiate dal Laboratorio delle politiche fiscali della Cgil.
Recuperare le risorse evase - spiega Barbi - renderebbe più giusta la nostra società e contribuirebbe a rilanciare l'economia, che ancora purtroppo stenta a ripartire, favorendo così la capacità di fare investimenti pubblici e privati. I miliardi di euro evasi - prosegue - non ingrossano né i consumi, né gli investimenti, ma vengono accumulati prevalentemente in ricchezze private”. É necessaria, sottolinea Barbi, “una riduzione strutturale della ricchezza evasa, più che il recupero di una imposta ormai non pagata”. 
Per questo la Cgil propone una serie di azioni volte alla “trasparenza della formazione del reddito” e alla “repressione” delle irregolarità, attraverso: la tracciabilità, la rapidità e la semplicità delle informazioni sui movimenti di beni, servizi e denaro, e lo sviluppo tecnologico. Tutto ciò non può prescindere da una forte volontà politica.
Le proposte della Cgil mirano a recuperare una parte del totale dell'evasione italiana che varia dai 91 ai 180 miliardi annui, di cui 47 solo di Iva: un record mondiale poco invidiabile, che si può

lunedì 31 agosto 2015

Lavoro nero: una questione di Dna

venerdì 24 luglio 2015

Lo studio della Fisac Cgil: Salari fermi dal 1993

Ventidue anni fa il governo Ciampi firmava con le parti sociali il protocollo noto come 'il 23 luglio '93'. A distanza di ventidue anni il bilancio di quell'accordo vede i contratti aver difeso i salari dall'inflazione ma senza che siano cresciuti. I motivi? Fisco troppo pesante sul lavoro, non è cresciuta la produttività mentre a crescere sono state le diseguaglianze. Per questo c'è bisogno, oggi come allora, di un nuovo patto, un patto tra gli onesti contro l'evasione e uno straordinario piano per l'occupazione dei giovani”. La Fisac Cgil, la categoria dei lavoratori del credito della Cgil, ha presentato ieri a Milano il rapporto annuale sui salari, nella ricorrenza dei ventidue anni dalla firma del protocollo del 23 luglio '93.
Nel report della Fisac Cgil, frutto del lavoro dell'istituto di ricerca della categoria, l'Isrf Lab, si passa nello specifico in rassegna gli effetti che la 'grande crisi' dopo sette anni ha generato: dal 2008 al 2014 una perdita di Pil pari al -9,1% (contro una crescita mondiale del 20,5% e una flessione nell'Eurozona del -0,8%) che ha bruciato 160 miliardi di ricchezza, un crollo degli investimenti

martedì 10 marzo 2015

Cgil: l'economia "in nero" vale fino a 290 miliardi l'anno. Evasione a 93 miliardi

Un buco nero nei conti pubblici che arriva a 290 miliardi. Risorse che sfuggono alla lente del Fisco e si traducono in un minore gettito per le casse statali. Da lì, derivano minori stanziamenti a favore delle famiglie bisognose, dell'imprenditoria, del sostegno dei consumi.
L'economia 'non osservata' nel nostro Paese in un anno è valutabile tra i 250 e i 290 miliardi, dei quali tra i 180 e i 210 tra economia sommersa ed economia informale (che si traducono in un mancato gettito tra 85 e 100 miliardi) e tra i 70 e gli 80 miliardi di economia illegale. E' questa l'analisi di uno studio su "L'economia non osservata" dell'Istituto Bruno Trentin sulla base dei dati del Cer. Secondo l'istituto della Cgil, sulla base di questi dati l'evasione totale è valutabile in 93 miliardi, con un mancato gettito di 55 miliardi dei quali 14 miliardi possono essere recuperati. Secondo lo studio, infatti, basterebbe rendere più efficienti le norme già in vigore e mettere in pratica le misure di contrasto già esistenti, nella lotta all'evasione, ma che devono ancora essere totalmente attivate per arrivare a quei 14 miliardi di recupero.
Per il sindacato, queste risorse aggiuntive andrebbero concentrate su due interventi: estensione del bonus di 80 euro a pensionati e incapienti ed ampliamento degli investimenti. In particolare, "destinando 7,3 miliardi di euro ai lavoratori dipendenti (circa 4 milioni) e pensionati (circa 3,5 milioni) incapienti attraverso l'estensione del bonus di 80 euro. Si sosterrebbe così, si legge ancora nello studio, con particolare attenzione alle categorie più deboli il reddito di queste famiglie e si