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mercoledì 31 marzo 2021

Lavoro: Cgil, disuguaglianze si riducono con investimenti, ammortizzatori universali e contrasto povertà

Le nuove disuguaglianze sono il prodotto combinato degli effetti generati dalla pandemia e di quelli derivanti dalle criticità strutturali del nostro mercato del lavoro. L’emergenza sanitaria sta colpendo più duramente il lavoro cosiddetto fragile”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, intervenuta oggi in audizione presso la Commissione Lavoro della Camera sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro. 
La crisi pandemica – ha evidenziato la dirigente sindacale – non ha caratteristiche omogenee su tutto il mondo del lavoro. A risentirne maggiormente sono alcuni settori, pensiamo alla ristorazione, al comparto alberghiero o al piccolo commercio. Inoltre, incide con più forza su alcune tipologie di lavoro, dai part time ai tempi determinati, con contraccolpi differenti per genere e generazioni, a farne le spese infatti sono soprattutto le donne e i giovani, e per territori”.
Per Scacchetti, lo scenario pandemico ha reso evidenti due questioni, la prima “la necessità di un rafforzamento strutturale delle misure di contrasto alla povertà esistente, attraverso il potenziamento del Reddito di Cittadinanza, sia nei criteri di accesso e di calcolo del beneficio, sia nelle modalità di presa in carico dei beneficiari e nel conseguente rafforzamento dell’infrastruttura sociale territoriale,

venerdì 30 ottobre 2020

Povertà: Dettori (Cgil), situazione drammatica, necessari interventi strutturali

I dati illustrati oggi dal Presidente Tridico fotografano una realtà sociale del paese resa ancor più drammatica dalla pandemia. Il numero mai riscontrato prima di lavoratori in cassa integrazione e la loro conseguente perdita di reddito, le centinaia di migliaia di posti di lavoro persi – cui molti altri rischiano di sommarsi in misura esponenziale se non vi sarà la proroga del blocco dei licenziamenti -, i provvedimenti di sostegno al reddito una tantum erogati e l’incremento di domande per il Reddito di Cittadinanza, mostrano la necessità di intervenire rapidamente e in modo strutturale per prevenire e contrastare la povertà di tante persone coinvolte dalla pandemia”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori a commento della Relazione annuale Inps.

“La ragionevole e drammatica certezza che le conseguenze della crisi in corso si protrarranno ancora – sostiene la dirigente sindacale – rende urgente il rafforzamento di una misura di contrasto alla povertà quale deve essere il Reddito di Cittadinanza, attraverso i correttivi da noi proposti con Alleanza contro la Povertà, e in parte auspicati dallo stesso Presidente Tridico nella sua relazione”.

Dettori li ricorda nel dettaglio: “modifica della scala di equivalenza e dei criteri di residenza discriminatori,

venerdì 9 giugno 2017

Alleanza contro la povertà: REI, avanti con il primo atto reale di lotta all’esclusione.

«L’approvazione del decreto attuativo della legge delega di contrasto alla povertà è il primo atto concreto nella costruzione di una strategia nazionale di lotta all’esclusione che ci avvicina al resto d’Europa. Ora restano solo gli ultimi, decisivi, passaggi istituzionali, in Conferenza Unificata e in Parlamento, prima dell’approvazione definitiva da parte del Governo che chiuderà la fase di costruzione della prima reale misura nazionale di lotta alla povertà nel nostro paese». Così l’Alleanza contro la povertà commenta il via libera di Palazzo Chigi che rende operativo il provvedimento d’introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale (Rei).
«Il testo recepisce sostanzialmente i contenuti del memorandum siglato il 14 aprile tra Governo e Alleanza contro la povertà in Italia, relativamente ai punti d’intesa raggiunti che riguardavano: 1) i criteri per determinare l’accesso dei beneficiari della misura e per stabilire l’importo del beneficio; 2) i meccanismi per evitare disincentivi economici alla ricerca di occupazione; 3) l’attivazione di una linea di finanziamento strutturale per i servizi alla persona; 4) il finanziamento dei servizi; 5) l’individuazione di una struttura nazionale permanente che affianchi le amministrazioni territoriali; 6) la definizione di un piano operativo per la realizzazione delle attività di monitoraggio continuo della misura».
«Siamo, però, solo all’inizio del percorso. Per continuarlo è necessario che, nella nota di aggiornamento del DEF e sin dalla prossima legge bilancio – aggiunge l’Alleanza – venga introdotto