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mercoledì 31 marzo 2021

Lavoro: Cgil, disuguaglianze si riducono con investimenti, ammortizzatori universali e contrasto povertà

Le nuove disuguaglianze sono il prodotto combinato degli effetti generati dalla pandemia e di quelli derivanti dalle criticità strutturali del nostro mercato del lavoro. L’emergenza sanitaria sta colpendo più duramente il lavoro cosiddetto fragile”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, intervenuta oggi in audizione presso la Commissione Lavoro della Camera sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro. 
La crisi pandemica – ha evidenziato la dirigente sindacale – non ha caratteristiche omogenee su tutto il mondo del lavoro. A risentirne maggiormente sono alcuni settori, pensiamo alla ristorazione, al comparto alberghiero o al piccolo commercio. Inoltre, incide con più forza su alcune tipologie di lavoro, dai part time ai tempi determinati, con contraccolpi differenti per genere e generazioni, a farne le spese infatti sono soprattutto le donne e i giovani, e per territori”.
Per Scacchetti, lo scenario pandemico ha reso evidenti due questioni, la prima “la necessità di un rafforzamento strutturale delle misure di contrasto alla povertà esistente, attraverso il potenziamento del Reddito di Cittadinanza, sia nei criteri di accesso e di calcolo del beneficio, sia nelle modalità di presa in carico dei beneficiari e nel conseguente rafforzamento dell’infrastruttura sociale territoriale,

martedì 5 gennaio 2021

“Per la Cgil vaccinarsi è un atto di responsabilità”

Un atto di responsabilità dello Stato nei confronti della popolazione. Un atto di responsabilità del singolo e della singola nei confronti della propria salute e di quella dei propri cari. Ed è un atto di responsabilità di ciascuno nei confronti della collettività.
La pandemia potrà essere sconfitta solo se verrà sempre più considerata una questione non individuale ma – appunto – collettiva, dell’intera società. È necessario, allora, che nel minor tempo possibile venga sottoposto a vaccinazione il maggior numero possibile di cittadine e cittadini, senza escludere nessuno. Per la Cgil deve essere assicurata con la massima capillarità e trasparenza una campagna vaccinale che veda il coinvolgimento consapevole dei cittadini e delle cittadine, attraverso un'informazione adeguata e diffusa che renda omogeneo su tutto il territorio nazionale il diritto alla corretta informazione e alla tutela della salute.
È importante fare presto e bene. Preoccupano i ritardi che già in questi giorni si segnalano sia nella distribuzione dei vaccini che – soprattutto - nelle modalità con cui il piano di vaccinazione viene

mercoledì 9 dicembre 2020

Lavoro: Scacchetti, pandemia ha accentuato criticità. Invertire tendenza con investimenti.

“La pandemia ha, senza alcun dubbio, accentuato e reso evidenti le criticità e le debolezze già presenti nel nostro mercato del lavoro: crescita della precarietà e dell’occupazione povera e scarsamente qualificata, esclusione dei giovani, ampliamento dei divari territoriali. Inoltre, ha determinato il crollo dei tempi determinati, la crescita dei lavoratori scoraggiati e l’aumento di coloro che sono nella cosiddetta area della sofferenza”. Così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti commenta quanto fotografato dalla ricerca realizzata dalla Fondazione Di Vittorio dal titolo “Il mercato del lavoro in Italia alla prova della pandemia: ripercussioni e prospettive”.

Per la dirigente sindacale “il 2021, partendo da queste basi, non può diventare l’anno dei licenziamenti. Certamente il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti hanno evitato una vera e propria emorragia di posti di lavoro, ma ora sono urgenti altre misure, in primis la riforma degli ammortizzatori sociali, accompagnata da alcuni interventi da attuare subito come il rilancio dei contratti di solidarietà, il rafforzamento della Naspi e della Dis Coll”.

“Inoltre – prosegue Scacchetti – sarà fondamentale definire una forte condizionalità degli investimenti alle loro ricadute occupazionali. Sarà essenziale definire un piano straordinario per l’occupazione che a partire dai settori pubblici, sanità ed istruzione in primis, possa garantire uno shock occupazionale soprattutto per giovani e donne”.