mercoledì 31 marzo 2021
Lavoro: Cgil, disuguaglianze si riducono con investimenti, ammortizzatori universali e contrasto povertà
martedì 5 gennaio 2021
“Per la Cgil vaccinarsi è un atto di responsabilità”
Un atto di responsabilità dello Stato nei confronti della popolazione. Un atto di responsabilità del singolo e della singola nei confronti della propria salute e di quella dei propri cari. Ed è un atto di responsabilità di ciascuno nei confronti della collettività.
La pandemia potrà essere sconfitta solo se verrà sempre più considerata una questione non individuale ma – appunto – collettiva, dell’intera società. È necessario, allora, che nel minor tempo possibile venga sottoposto a vaccinazione il maggior numero possibile di cittadine e cittadini, senza escludere nessuno. Per la Cgil deve essere assicurata con la massima capillarità e trasparenza una campagna vaccinale che veda il coinvolgimento consapevole dei cittadini e delle cittadine, attraverso un'informazione adeguata e diffusa che renda omogeneo su tutto il territorio nazionale il diritto alla corretta informazione e alla tutela della salute.
È importante fare presto e bene. Preoccupano i ritardi che già in questi giorni si segnalano sia nella distribuzione dei vaccini che – soprattutto - nelle modalità con cui il piano di vaccinazione viene
mercoledì 9 dicembre 2020
Lavoro: Scacchetti, pandemia ha accentuato criticità. Invertire tendenza con investimenti.
Per la dirigente sindacale “il 2021, partendo da queste basi, non può diventare l’anno dei licenziamenti. Certamente il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti hanno evitato una vera e propria emorragia di posti di lavoro, ma ora sono urgenti altre misure, in primis la riforma degli ammortizzatori sociali, accompagnata da alcuni interventi da attuare subito come il rilancio dei contratti di solidarietà, il rafforzamento della Naspi e della Dis Coll”.
“Inoltre – prosegue Scacchetti – sarà fondamentale definire una forte condizionalità degli investimenti alle loro ricadute occupazionali. Sarà essenziale definire un piano straordinario per l’occupazione che a partire dai settori pubblici, sanità ed istruzione in primis, possa garantire uno shock occupazionale soprattutto per giovani e donne”.


