Ogni anno ci sono oltre 3mila decessi a causa dell’amianto. I malati per mesotelioma sono classificati dal ReNaM (Registro Nazionale Mesotelioma) per il 70% per causa lavorativa diretta e per un altro 10% per causa lavorativa indiretta, cioè per esposizione ambientale o familiare (VI Rapporto ReNaM).
I sindacati e le associazioni rivendicano un’azione più efficace, continua e strutturata da parte di tutte le istituzioni. Ci sono interventi immediati che non comportano spese aggiuntive per le finanze dello Stato e non trovano la dovuta attenzione da parte del Governo e del Parlamento.
Gli assegni assistenziali per i malati di mesotelioma, pur a fronte delle disponibilità di cassa del Fondo per le Vittime dell’Amianto (FVA), sono fermi a 5.600 euro di una tantum, pur avendo avanzata la richiesta, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, di portarli a 10.000 euro a partire dal 01.01.2020 e con il conguaglio a 10.000 euro per quei cittadini che dal 01.01.2015 hanno percepito solo 5.600 euro.
Il numero delle aziende che chiedono i contributi per la bonifica dell’amianto è circa tre/quattro volte superiore al numero di quelle che sono accettate dai bandi ISI (Incentivi di Sostegno alle


