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lunedì 21 dicembre 2020

Amianto: parziale soddisfazione su emendamento a L. di bilancio che stabilizza il contributo ai malati di mesotelioma non professionale

Esprimiamo una parziale soddisfazione circa la previsione di un emendamento alla prossima Legge di Bilancio che proroga il riconoscimento del contributo economico per le vittime di amianto non professionali, confermando l’UNA TANTUM di 10.000 euro. Dopo mesi di iniziative e sollecitazioni, le istanze promosse da CGIL, CISL, UIL, insieme alle Associazioni per la tutela dei diritti dei malati da amianto e dei familiari, hanno finalmente trovato una prima – seppur limitata – risposta rispetto ad un problema che coinvolge migliaia di cittadini. Si tratta infatti di un modesto, ma importante, sostegno alle vittime dell’amianto, cittadini che hanno contratto il mesotelioma, spesso in modo del tutto inconsapevole e involontario. Una misura necessaria, che dovrebbe essere resa strutturale, considerando  che coloro che sono stati colpiti da mesotelioma nel nostro Paese sono circa 1500 (classificati dal Registro Nazionale Mesotelioma) e tra questi, il 70% si è ammalato per causa lavorativa diretta, mentre un altro 10% per esposizione ambientale o familiare; pertanto, la percentuale di casi di mesotelioma – per i quali l’analisi anamnestica ha rilevato una esposizione ad amianto lavorativa, ambientale, familiare, o a causa di hobbies –  è pari all’80,1% del totale.

Inoltre, nell’emendamento approvato è previsto che, per i lavoratori già titolari di rendita contratta per patologia asbesto correlata, sia assegnata una prestazione aggiuntiva nella misura percentuale del 15 per cento della rendita in godimento. Rispetto a questa misura va ricordato che essa ha subito diverse variazioni, ma, grazie al lavoro svolto dal Comitato Amministratore del Fondo Vittime Amianto, ha trovato

lunedì 19 ottobre 2020

Amianto: Cgil, Cisl, Uil, inserire in L. di Bilancio norma che preveda stabilizzazione o proroga contributo una tantum per malati non professionali o ambientali di mesotelioma

Il tema dell’amianto nel nostro Paese genera ancora evidenti effetti negativi, sia ambientali che sanitari, per i quali occorre stanziare risorse economiche adeguate. Da anni, come OO.SS. insieme alle Associazioni per la tutela dei diritti dei malati e familiari da Amianto, abbiamo tenuto alta la guardia sulle problematiche dell’amianto e diverse sono state le iniziative e gli importanti risultati raggiunti; fra questi l’approvazione dell’emendamento al cosiddetto Decreto Milleproroghe che mette a disposizione 4 milioni di euro per i malati non professionali di mesotelioma e dei loro eredi, portando da 5.600 euro a 10.000 euro l’entità della prestazione. 
Ma l’impegno non può considerarsi esaurito, in quanto quest’ultima cesserà di essere erogata nei confronti delle nuove diagnosi successive al 31 Dicembre 2020. Per questo motivo, nella giornata odierna, i Segretari Confederali Rossana Dettori (CGIL), Angelo Colombini (CISL) e Tiziana Bocchi (UIL), unitamente alle Associazioni per la tutela dei diritti dei malati e familiari da Amianto (AfeVa, Coordinamento Nazionale Amianto, Aiea, Mai Più Amianto) hanno richiesto un incontro urgente con i Ministeri del Lavoro e

lunedì 17 febbraio 2020

Amianto: Cgil, Cisl, Uil, positiva rideterminazione contributo assistenziale per malati di mesotelioma non professionale nel Milleproroghe

“Finalmente sono state accolte le richieste, da noi ripetutamente avanzate, affinché fosse elevata da 5.600 a 10.000 euro la prestazione assistenziale (una tantum) a favore dei malati di mesotelioma per causa familiare o ambientale. Questo è un primo risultato di quel percorso che dovrà portare a una profonda riforma delle prestazioni del Fondo per le vittime dell’amianto”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Emilio MiceliAngelo Colombini e Silvana Roseto, esprimono soddisfazione per l’emendamento al Milleproroghe che ridetermina il contributo assistenziale erogato ai malati di mesotelioma non professionale e agli eredi. 
“Ad oggi – proseguono i dirigenti sindacali – rimangono ancora insufficienti le risposte date dal Governo sul fronte ambientale, sanitario e previdenziale. Per questo chiediamo di rendere disponibili risorse adeguate per la ricerca, le bonifiche, lo smaltimento, la prevenzione e la tutela dei lavoratori esposti, con obiettivi chiari di investimenti per il futuro. Inoltre – aggiungono Miceli, Colombini e Roseto – occorrono strumenti normativi in grado di contrastare e debellare i danni alla salute e all’ambiente causati dalla perdurante presenza dell’amianto nei luoghi di lavoro e di vita dei cittadini italiani”.
“Infine – concludono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil – è necessario che alle organizzazioni sindacali siano garantiti spazi e momenti di confronto e di verifica con il Governo su questa tematica”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 11 dicembre 2019

Amianto: Cgil, Cisl e Uil, diamo voce alle 3mila vittime che muoiono ogni anno. Parlamento e governo diano risposte precise e immediate

Ogni anno ci sono oltre 3mila decessi a causa dell’amianto. I malati per mesotelioma sono classificati dal ReNaM (Registro Nazionale Mesotelioma) per il 70% per causa lavorativa diretta e per un altro 10% per causa lavorativa indiretta, cioè per esposizione ambientale o familiare (VI Rapporto ReNaM).
I sindacati e le associazioni rivendicano un’azione più efficace, continua e strutturata da parte di tutte le istituzioni. Ci sono interventi immediati che non comportano spese aggiuntive per le finanze dello Stato e non trovano la dovuta attenzione da parte del Governo e del Parlamento.
Gli assegni assistenziali per i malati di mesotelioma, pur a fronte delle disponibilità di cassa del Fondo per le Vittime dell’Amianto (FVA), sono fermi a 5.600 euro di una tantum, pur avendo avanzata la richiesta, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, di portarli a 10.000 euro a partire dal 01.01.2020 e con il conguaglio a 10.000 euro per quei cittadini che dal 01.01.2015 hanno percepito solo 5.600 euro.
Il numero delle aziende che chiedono i contributi per la bonifica dell’amianto è circa tre/quattro volte superiore al numero di quelle che sono accettate dai bandi ISI (Incentivi di Sostegno alle

mercoledì 10 ottobre 2018

Amianto, sindacati: Di Maio ci incontri, sit-in il 6 novembre

Cgil, Cisl e Uil sostengono le mozioni che tutti i gruppi parlamentari hanno presentato a favore della riapertura dei termini per il riconoscimento ai fini previdenziali dell’esposizione dei lavoratori all’amianto. Lo rendono noto i segretari confederali delle tre organizzazioni sindacali Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto in occasione dell’audizione alla commissione Lavoro della Camera. 
La riapertura dei termini almeno fino al 2003, hanno detto, si rende necessario per alcune decine di migliaia di lavoratori che sono rimasti esclusi per i meccanismi controversi e a volta contraddittori che si sono accumulati nel tempo. Un altro elemento di giustizia è il risarcimento delle vittime dell’amianto attraverso il Fondo di sostegno economico ai malati. Attualmente bisogna recuperare i ritardi eccessivi dell’erogazione di questi sostegni economici e migliorare le prestazioni senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. 
La disponibilità nelle casse del Fondo per le vittime di oltre 100 milioni è in totale contrasto con le lentezze delle procedure che hanno visto negare le prestazioni a coloro che si sono recati agli sportelli dell’Inail. Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato per tre volte negli ultimi mesi richieste di incontro al ministro Luigi Di Maio su queste problematiche e su altri aspetti di sua competenza come il divario tra le richieste delle imprese all’Inail per la bonifica dell’amianto e le scarse risorse messe a disposizione dell’Inail a fronte della domanda delle imprese 5, 6 volte superiore alle disponibilità offerte dall’Inail. I sindacati hanno chiesto il supporto della commissione per avere l’incontro con Di Maio e hanno annunciato un presidio al ministero il 6 novembre.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 3 ottobre 2018

Amianto: Cgil, Cisl, Uil, azione congiunta con Anci e Conferenza Regioni

Sviluppare un’azione congiunta per chiedere al Governo centrale, in occasione della legge di Bilancio, di rendere disponibili risorse economiche e strumenti normativi in grado di contrastare e debellare con forza i danni alla salute e all’ambiente dovuti alla perdurante presenza dell’amianto negli ambienti di lavoro e di vita dei cittadini italiani”. Questa è la richiesta che i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto hanno avanzato quest’oggi, nel corso di un incontro, al Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.
Per i tre segretari confederali, che già ieri avevano incontrato i dirigenti dell’Anci, “bisogna superare la frammentazione e la discontinuità delle azioni per la lotta all’amianto e ogni Ministero, in particolare Lavoro, Sanità e Ambiente deve avviare un confronto congiunto con le organizzazioni sindacali, le Regioni e i Comuni per individuare gli interventi specifici che rendono credibile ed efficace la lotta all’amianto”. “Sono ancora troppe le vittime dell’amianto – sottolineano Landini, Colombini, Roseto – oltre tremila ogni anno, e continueranno ad esserlo per lungo tempo se i provvedimenti continuano ad essere frammentati e discontinui”.
Il Presidente della Conferenza delle Regioni – riferiscono i tre dirigenti sindacali – ha espresso pieno apprezzamento e condivisione per l’iniziativa unitaria delle tre confederazioni. Per avviare un confronto con i ministeri più coinvolti e imprimere una svolta più decisa alla lotta all’amianto, si è impegnato a sottoporre alla conferenza dei Presidenti delle Giunte Regionali del prossimo 18 ottobre, una risoluzione formale per un’azione congiunta con le organizzazioni sindacali, con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e le stesse Regioni”. “Nei prossimi giorni – concludono Landini, Colombini e Roseto – saranno attivati tavoli tecnici per condividere le proposte di merito e le priorità da portare al confronto con il Governo e i singoli ministeri”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 13 luglio 2018

Amianto: Cgil, Cisl, Uil a Di Maio, in 20.000 attendono prestazioni economiche del Fondo vittime amianto, urgente atto ministeriale per erogazione

“È urgente l’atto ministeriale per l’erogazione delle prestazioni economiche del Fondo per le Vittime dell’Amianto (FVA) a favore delle circa 20.000 persone interessate, per un terzo lavoratori ed ex lavoratori malati a causa dell’esposizione all’amianto e per due terzi eredi di lavoratori morti a causa dell’amianto. Queste persone aspettano di ricevere il saldo delle competenze del 2016 e del 2017 e la quota di spettanza per il 2018”. È quanto si legge in una nota che dà notizia della missiva inviata al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Di Maio dai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto.
“Cgil, Cisl e Uil – si legge – hanno inoltre rinnovato la richiesta di incontro al Ministro, già avanzata il 21 giugno e inevasa, per individuare una diversa regolamentazione del Fondo, poiché – spiegano –  nonostante la disponibilità di cassa, a causa di un regolamento farraginoso le vittime dell’amianto non hanno alcuna certezza sui tempi di erogazione delle prestazioni economiche che sono aggiuntive alle indennità dell’Inail”.
“I ritardi – sottolineano Landini, Colombini e Roseto – riguardano anche i malati di mesotelioma non professionali, cioè i semplici cittadini che si sono ammalati di mesotelioma per esposizione ambientale e familiare. Gli eredi dei deceduti del 2017 – aggiungono in conclusione – non possono ritirare l’una tantum di 5.600 euro per le incertezze interpretative del Ministero del Lavoro”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 29 maggio 2017

Amianto: Iannilli (Cgil), bene indennizzi per malati Ottana, battaglia continua

Le nostre lotte stanno dando dei risultati importanti: finalmente l’Inail, su pressione di sindacati e associazioni, cambia i parametri di riferimento per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto, e dopo anni di negazione inizia a indennizzare i malati di amianto del sito di Ottana. Siamo soddisfatti, ma la nostra battaglia non è finita, lo sarà quando il nostro territorio sarà de-amiantizzato”. Così Claudio Iannilli, responsabile Politiche amianto della Cgil nazionale, commenta il riconoscimento degli indennizzi per i malati della cittadina sarda.
Per Iannilli siamo di fronte ad “un risultato che restituisce dignità ai lavoratori, ottenuto grazie all’impegno della Cgil, dell’Anmil e dell’Aiea, che si occupano da anni delle problematiche legate all’amianto”. Il dirigente sindacale sottolinea poi che “il nostro impegno non finisce, saremo vigili su quanto sta succedendo in quel territorio, troppo spesso maltrattato per interessi economici, in nome dei quali si procurano danni enormi ai lavoratori e ai cittadini, e lavoreremo – continua – affinché sia riconosciuto come Sito di Interesse Nazionale da bonificare”.
A venticinque anni dall’entrata in vigore della legge che mette al bando l’amianto, non sono più né giustificate le assenze delle istituzioni e gli interventi troppo blandi”, prosegue. “Ancora oggi – denuncia Iannilli – non ci sono dati che quantifichino la presenza di amianto nel territorio, e gli edifici pubblici, scuole comprese, sono contaminati”.
Non è tollerabile: ognuno si assuma le proprie responsabilità, per amianto muoiono 3.000 persone l’anno, una strage silenziosa. Per queste ragioni – conclude il responsabile Politiche amianto della Cgil nazionale – il nostro impegno non potrà mancare per dare giustizia a tutti i malati di asbestosi e altre patologie dovute all’esposizione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 19 dicembre 2016

COMUNICATO STAMPA - SENTENZA AMIANTO ‘PIRELLI BIS’ “oggi uccisi per la seconda volta”

Milano, 19 dicembre 2016
In data odierna è stata emessa la sentenza del processo chiamata ‘Pirelli Bis’ scaturita da una seconda inchiesta negli stabilimenti milanesi a carico di nove ex dirigenti Pirelli, accusati di omicidio colposo e lesioni gravissime in relazione a 28 casi di operai morti o che si sono ammalati di forme tumorali a causa dell'amianto, dopo aver lavorato negli stabilimenti milanesi dell'azienda tra gli anni '70 gli anni'80.
In entrambi i processi la Camera del Lavoro di Milano insieme alla categoria del comparto gomma, la Filctem CGIL di Milano si sono costituite parte civile.
Il Tribunale ha assolto gli imputati (consigli di amministrazione - Pirelli - di allora) perché il fatto non sussiste o per non aver commesso lo stesso. A nostro giudizio, la sentenza emessa dal tribunale non rende giustizia alle famiglie delle Lavoratrici e dei Lavoratori coinvolti, aprendo scenari inquietanti rispetto alle responsabilità dei gruppi dirigenti nella tutela della salute dei propri dipendenti.
La Camera del Lavoro di Milano e la FILCTEM annunciano fin da ora che verrà valutata l’ipotesi del ricorso insieme ai propri legali dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.
Come nel caso del processo Eternit di Torino, ancora una volta a pagare sono i Lavoratori oggi uccisi per la seconda volta.
Segretario Generale CGIL Milano
Massimo Bonini
Segretario Generale Filctem CGIL Milano
Alberto Motta

venerdì 11 dicembre 2015

Amianto: in Stabilità creare Cabina di Regia del Piano Nazionale Amianto

Comunicato stampa
CGIL - CISL - UIL - AFEVA - AIEA - ANMIL

                  
Le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL, le Associazioni vittime dell’amianto AFEVA e AIEA, e l'ANMIL scrivono al Presidente del Consiglio Renzi, ai Ministri Lorenzin, Galletti e Poletti, ai Presidenti di Camera e Senato Boldrini e Grasso, al Presidente della Commissione Infortuni del Senato Camilla Fabbri e ai Presidenti dell’ANCI e delle Regioni Fassino e Chiamparino, per chiedere che nella nuova Legge di Stabilità sia prevista la creazione della Cabina di regia del Piano Nazionale Amianto a Palazzo Chigi.
I gravi problemi per la salute, oltre 4.000 casi all’anno per malattie dovute all’amianto di cui oltre il 50% mortali, i ritardi e le carenze delle bonifiche, le attese deluse circa i risarcimenti delle vittime, impongono di rendere subito operativo il Piano Nazionale Amianto, che da due anni è fermo alla Conferenza Stato Regioni.
I sindacati e le associazioni delle vittime dell’amianto chiedono di utilizzare la prossima Legge di Stabilità per rendere subito operativa la Cabina di Regia per la lotta all’amianto, per debellare una volta per tutte la grave minaccia dell’amianto dalla vita dei cittadini italiani.
CGIL, CISL, UIL, AFEVA, AIEA e ANMIL chiedono inoltre al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di essere operativo ed efficace come in occasione della Legge di Stabilità dello scorso anno che, dopo la scandalosa sentenza del processo Eternit, destinò 140 milioni per la bonifica di Casale Monferrato, Bagnoli, Bari ed altri siti fortemente inquinati dall’amianto e determinò anche l’indennizzo dei cittadini malati di mesotelioma con l’accesso al Fondo Vittime dell’Amianto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 10 novembre 2015

Amianto: domani presidio di sindacati e associazioni davanti a ministero Lavoro

Domani, mercoledì 11 novembre, CGIL, CISL, UIL, AFEVA (Associazione Familiari Vittime Amianto), AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto) e ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) manifesteranno davanti alla sede del ministero del Lavoro di via Veneto, a Roma.
Dalle ore 10 alle ore 16 si terrà un presidio per chiedere la modifica del decreto ministeriale del 4 settembre 2015 sull'accesso al Fondo Vittime dell'Amianto dei malati civili di mesotelioma.
Per i sindacati confederali, l'ANMIL e le Associazioni Vittime Amianto, il decreto emanato dal dicastero deve cambiare perché:

  • le risorse messe a disposizione non sono sufficienti a soddisfare le necessità e non vengono utilizzate appieno quelle già disponibili nel Fondo Nazionale delle Vittime dell’Amianto, istituito dalla legge 224 del 2007;
  • introduce nei trattamenti risarcitori differenze e disuguaglianze tra le vittime dell’amianto per attività lavorative e i cittadini contaminati ambientalmente.

Il provvedimento in questione, non avendo tenuto conto delle proposte rappresentate dalle Organizzazioni Sindacali e dalle Associazioni, crea ingiustizia e disuguaglianza tra i malati di mesotelioma vittime dell’amianto.
CGIL, CISL, UIL, AFEVA, AIEA e ANMIL manifesteranno quindi davanti al ministero del Lavoro e chiederanno un incontro con il Ministro Poletti per modificare e migliorare il decreto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 25 febbraio 2015

Eternit: Cgil Cisl Uil, sgomenti, duro colpo a giustizia e diritti

Le motivazioni della sentenza Eternit ci lasciano sgomenti, più della sentenza stessa. Affermare oggi, dopo due sentenze che riconoscevano la giustezza dell'impianto accusatorio, con la condanna per disastro ambientale, che tale processo non doveva nemmeno iniziare, è un altro duro colpo alle vittime e ai loro familiari, ma il colpo più duro è alla giustizia, ai diritti di questo paese”. E' quanto affermano in una nota i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Fabrizio Solari, Giuseppe Farina e Paolo Carcassi
Lavoratori e cittadini - proseguono i tre dirigenti sindacali - continuano a morire per amianto, si accerta e si certifica il disastro ambientale, ma nessuno è colpevole e viene punito. C’è un problema generale di prescrizione che non può cancellare i reati di disastro ambientale e che investe i tanti luoghi che non sono più sicuri per gli abitanti e i lavoratori. Su questo Governo e Parlamento debbono abbandonare sterili polemiche e modificare la legislazione vigente”.
Come Cgil Cisl e Uil non ci fermeremo nella nostra battaglia per ottenere verità e giustizia sul disastro Eternit, individuando le modalità più efficaci per la tutela dei lavoratori e dei loro familiari. La cosa certa è che non lasceremo nulla di intentato, per restituire, dignità, diritti e giustizia”, concludono Solari, Farina e Carcassi.

Fonte: Ufficio stampa Cgil

sabato 22 settembre 2012

Costituzione del Comitato Prevenzione Amianto Lombardia

Su iniziativa di CGIL Lombardia, di Associazione Ambiente e Lavoro, di INCA Lombardia, di alcuni medici e tecnici della medicina del lavoro di Milano, oltre che di giuristi, si è costituito nella nostra regione il Comitato Prevenzione Amianto Lombardia (CoPAL), presieduto da Antonio Pizzinato.
Il Comitato promotore (CoPAL) sarà affiancato da un gruppo tecnico di supporto la cui
composizione e consistenza saranno modulate in considerazione delle esigenze e delle disponibilità delle figure di tecnici e di esperti individuate.
Il CoPAL è dotato di una risorsa finanziaria alla quale contribuiscono i tre soggetti costituenti, e disporrà di un proprio spazio web sul sito della CGIL Lombardia.
Nella nostra regione il rischio amianto e le conseguenze sulla salute dei cittadini e dei lavoratori sono ancora notevoli, essendo stata consistente in passato la presenza di aziende che ne facevano utilizzo. Tale rischio permane alto, in ragione della considerevole presenza e diffusione in quantità pericolose nei luoghi di lavoro e nelle lavorazioni, nelle abitazioni e nelle strutture pubbliche e private.
Una realtà colpevolmente rimossa dalle istituzioni, spesso sconosciuta e sottovalutata dagli stessi cittadini per mancanza di un'adeguata informazione. Con la costituzione del comitato, ci si pone l'obiettivo di affrontare la questione con metodologie innovative e una piattaforma contenente analisi critiche e proposte da sottoporre alla Regione Lombardia, in rapporto alle leggi vigenti e alla loro puntuale applicazione in materia, a vent'anni di distanza dalla L.257/92 che, oltre a vietare l'uso dell'amianto e ad imporre lo smaltimento, delegava alle Regioni la definizione dei piani di bonifica e la loro realizzazione.
Inoltre le previsioni di tutela previdenziale della legge sono state manomesse privando i lavoratori esposti del