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mercoledì 25 novembre 2020

Violenza donne: Camusso (Cgil), ratificare Convenzione n.190 dell’Ilo

“È fondamentale che anche il Senato, dopo il via libera della Camera, approvi il disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione n. 190 dell’Ilo sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro”. Questa la richiesta della responsabile politiche di Genere della Cgil, Susanna Camusso, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“La ratifica è urgente, soprattutto considerando i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro portati dalle misure anti Covid. La Convenzione – spiega la dirigente sindacale – nasce infatti da una visione avanzata, che estende l’idea stessa del lavoro oltre il luogo fisico dell’impiego”.

“La Cgil – sottolinea – insieme alla Ces torna a porre il tema della violenza e delle molestie online durante i periodi di confinamento, facilitata da strumenti di monitoraggio intrusivi utilizzati da molte aziende”.

“La violenza di genere, come ormai tutti i dati riportano, durante il lockdown è aumentata, sia quella domestica che quella sul posto di lavoro. E la Convenzione 190 rappresenta un valido strumento contro quest’ultima: il legislatore – conclude Camusso – lo deve assumere al più presto”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 6 novembre 2018

Cgil, l’Italia scende in piazza il 10 novembre contro il ddl Pillon

L’Italia non ci sta! La Cgil scende nelle piazze di tutto il Paese sabato prossimo, 10 novembre, insieme ai centri antiviolenza, associazioni, sindacati, ong, movimenti, comitati cittadini formatisi ad hoc, per dire NO al disegno di Legge Pillon e chiederne il ritiro, insieme agli altri tre disegni di legge sulla stessa materia attualmente in discussione al Senato, che per la Confederazione “rischiano di trasformare la separazione e l’affido dei figli minori in un campo di battaglia permanente”.
Come abbiamo più volte denunciato – dichiara la Cgil – si tratta di un ddl maschilista e classista, che vuole riformare il diritto di famiglia sovvertendone alcuni principi cardine che tutelano donne e figli. Vuole riportare – spiega – le donne indietro di cinquant’anni anni, non mette al centro il benessere dei bambini, ostacola la separazione rendendola di fatto accessibile solo a persone con reddito elevato, manca nella tutela dei diritti dei minori e soprattutto delle donne in situazioni di abusi e violenza”.
La mobilitazione sarà imponente – prosegue il sindacato di corso d’Italia – e attraverserà tutte le regioni, dal Nord al Sud della penisola, con sit in, cortei e incontri pubblici. Intanto, la petizione

lunedì 25 settembre 2017

Call center: Telemarketing, sindacati: con il numero unico a rischio migliaia di posti di lavoro

"È in discussione in questi giorni presso la Camera dei deputati il disegno di legge, già approvato dal Senato in agosto, che prevede l’istituzione di un prefisso unico per tutti i call center che operano in outbound. La discussione nasce dalla volontà di arginare una pratica, quella del telemarketing cosiddetto selvaggio, in cui la mancanza di regole negli anni ha permesso di raggiungere modalità e quantità di telefonate tali da essere percepite dagli utenti come molestie. Riteniamo però che la soluzione individuata sia inadeguata, perché non risponde realmente al problema e sbagliata, perché mette a rischio 25.000 posti di lavoro." Così una nota unitaria delle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e UIlcom Uil.
"Come abbiamo già avuto modo di dir,e mentre il provvedimento era in discussione in Senato, le cose da fare per tutelare i cittadini dalle telefonate non gradite e al contempo tutelare l’occupazione sono: rafforzare il registro delle opposizioni, per essere realmente efficace deve essere maggiormente conosciuto, trasparente nei suoi meccanismi, più facilmente accessibile e gerarchicamente superiore alle eventuali successive autorizzazioni di utilizzo dei dati personali a fini commerciali per un periodo di tempo definito e ragionevolmente lungo, a seguito del quale dovrebbe valere il silenzio-assenso per il rinnovo della propria iscrizione nel registro. 
Questo meccanismo permetterebbe, una volta andato a regime, di lasciare veramente i cittadini liberi di scegliere se ricevere offerte commerciali o meno e di mettere un freno alla cosiddetta