Visualizzazione post con etichetta approvazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta approvazione. Mostra tutti i post

mercoledì 14 marzo 2018

Web Tax: Cgil, bene approvazione Ue, superare concorrenza fiscale ed elusione

L’approvazione da parte del Parlamento europeo delle prime norme su web tax e Ccctb, nuova base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società, sono il segnale che finalmente l’Unione Europea sta iniziando effettivamente un percorso per superare la concorrenza fiscale e, di conseguenza, l’elusione che da questa è incentivata e legittimata”. Così in una nota la Cgil Nazionale commenta il via libera di Strasburgo a un nuovo fisco per le imprese.


Un’area monetaria – prosegue la Confederazione – ha la necessità di un regime armonizzato di individuazione degli imponibili, e necessita della forza contrattuale per obbligare le aziende digitali a pagare le stesse imposte delle altre imprese in relazione ai profitti maturati nel continente”. “Ci auguriamo – conclude la Cgil – che ora seguano tutti i passi necessari affinché si concretizzi tale decisione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 28 settembre 2017

APPROVATO IL CODICE ANTIMAFIA: UN RISULTATO STRAORDINARIO CHE RAFFORZA LA LOTTA CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE

L’approvazione della riforma del Codice antimafia costituisce un atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell’azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione. Fenomeni che minacciano da troppo tempo la nostra democrazia, la nostra sicurezza e che sottraggono ingenti risorse alla collettività, impedendo uno sviluppo economico e sociale, sano e diffuso, in tutto il nostro Paese.
Siamo consapevoli che non è stato né semplice né facile giungere all’approvazione di questo provvedimento. La sua gestazione è durata quattro anni, un tempo nel quale diverse organizzazioni sindacali, dell’associazionismo e della cooperazione hanno dato vita alla campagna nazionale “Io riattivo il lavoro” per promuovere una legge di iniziativa popolare. 
Un tempo in cui si è registrato un contributo significativo della Commissione parlamentare antimafia e del Consiglio superiore della magistratura, in cui si sono moltiplicate le discussioni pubbliche, i dibattiti parlamentari e gli interventi sui giornali. Non dimentichiamo le obiezioni e le osservazioni critiche, alcune fondate e legittime, altre legate a tecnicismi e opportunismi, che hanno accompagnato la discussione del provvedimento.
Il testo che oggi è diventato legge rafforza alcuni strumenti già esistenti – come ad esempio l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati – ma, soprattutto, migliora la normativa riguardante

lunedì 25 settembre 2017

Call center: Telemarketing, sindacati: con il numero unico a rischio migliaia di posti di lavoro

"È in discussione in questi giorni presso la Camera dei deputati il disegno di legge, già approvato dal Senato in agosto, che prevede l’istituzione di un prefisso unico per tutti i call center che operano in outbound. La discussione nasce dalla volontà di arginare una pratica, quella del telemarketing cosiddetto selvaggio, in cui la mancanza di regole negli anni ha permesso di raggiungere modalità e quantità di telefonate tali da essere percepite dagli utenti come molestie. Riteniamo però che la soluzione individuata sia inadeguata, perché non risponde realmente al problema e sbagliata, perché mette a rischio 25.000 posti di lavoro." Così una nota unitaria delle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e UIlcom Uil.
"Come abbiamo già avuto modo di dir,e mentre il provvedimento era in discussione in Senato, le cose da fare per tutelare i cittadini dalle telefonate non gradite e al contempo tutelare l’occupazione sono: rafforzare il registro delle opposizioni, per essere realmente efficace deve essere maggiormente conosciuto, trasparente nei suoi meccanismi, più facilmente accessibile e gerarchicamente superiore alle eventuali successive autorizzazioni di utilizzo dei dati personali a fini commerciali per un periodo di tempo definito e ragionevolmente lungo, a seguito del quale dovrebbe valere il silenzio-assenso per il rinnovo della propria iscrizione nel registro. 
Questo meccanismo permetterebbe, una volta andato a regime, di lasciare veramente i cittadini liberi di scegliere se ricevere offerte commerciali o meno e di mettere un freno alla cosiddetta

mercoledì 20 settembre 2017

Approvare il Codice Antimafia è un atto politico di responsabilità

Comunicato Stampa

Finalmente dopo più di quattro anni in cui tante organizzazioni sindacali, dell'associazionismo e della cooperazione hanno dato vita alla campagna nazionale “Io riattivo il lavoro” per promuovere una legge di iniziativa popolare che ha raccolto migliaia di firme e durante i quali si sono moltiplicati le discussioni pubbliche, i dibattiti parlamentari e le mediazioni politiche, il 25 settembre inizia la discussione della modifica del Codice antimafia in Aula alla Camera.
Il nuovo Codice antimafia, già votato al Senato, non solo rafforza alcuni strumenti già esistenti – come ad esempio l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati – ma migliora la normativa in vigore, in
particolare per quanto riguarda le misure di prevenzione, tenendo conto dell’esperienza applicativa precedente alla riforma e di alcune criticità che si sono manifestate nella gestione degli immobili e delle aziende sottratte alle mafie e al crimine organizzato. Sono convinti di questo non solo la maggior parte di esperti ed esponenti delle Istituzioni, ma anche il Consiglio superiore della magistratura che il 13 settembre scorso ha approvato una specifica delibera.
Avviso Pubblico, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente e Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, già sottoscrittori di un appello rivolto al Parlamento e al Governo all’inizio di quest’anno, chiedono a tutte le forze politiche di approvare senza modifiche alla Camera il testo ricevuto dal Senato, dimostrando in tal modo di avere coscienza di compiere un atto politico di responsabilità, a distanza di 35 anni dall’approvazione della legge Rognoni-La Torre e in un momento storico nel quale le mafie e la corruzione hanno dimostrato la loro pervasività e la loro capacità di inquinare parti della pubblica amministrazione, dell’economia e della società.
Arci, Avviso Pubblico, Libera, Legambiente, Cgil, Cisl, Uil

giovedì 15 giugno 2017

Cittadinanza: Cgil, approvazione legge atto di civiltà

L’approvazione della legge di riforma della cittadinanza è un atto di civiltà che non può essere ulteriormente rimandato”. Così Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil.
“Dopo quasi due anni dal via libera della Camera e a cinque anni dalla consegna delle firme raccolte da ‘L’Italia sono anch’io’ per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai migranti, non si può più aspettare”, sottolinea Massafra.
Finalmente – continua – oggi la legge è arrivata in aula al Senato, e pur avendo carenze e criticità, deve essere approvata rapidamente per permettere a circa un milione di ragazzi e ragazze di origine straniera di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana”. “Non è pensabile – sostiene – che prevalga quella parte di politica incapace di prendere decisioni perché viziata dalle pulsioni di chiusura, spesso xenofobe”.
Per il segretario confederale della Cgil “lo ius soli, che in questo provvedimento è previsto in una versione limitata, è il primo passo per una vera integrazione e inclusione non solo dei giovani nati sul territorio italiano, ma anche delle loro famiglie”. “I reali processi di integrazione – prosegue – contribuirebbero a diminuire le paure e le diffidenze presenti nella società”.
Per questo, insieme agli altri promotori della campagna ‘L’Italia sono anch’io’, siamo a Palazzo Madama per seguire i lavori, e – conclude Massafra – alle 12.30 esprimeremo le nostre valutazioni in un incontro con i giornalisti davanti al Senato”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 9 marzo 2017

Povertà: Risultato importante, ora avanti verso una maggiore inclusione

Dopo il passaggio alla Camera dello scorso luglio 2016, con l’approvazione da parte del Senato della Legge delega sulla povertà, per la prima volta nella storia del nostro paese il Parlamento ha definito una reale misura di contrasto alla povertà assoluta.
Si tratta di un deciso passo in avanti, pur nella consapevolezza della necessità di una decretazione attuativa all’altezza della sfida: vale a dire uno strumento di lotta alla povertà capace di includere le persone e le famiglie più povere.
Va riconosciuto l’impegno del Parlamento e delle forze politiche che, anche attraverso l’ascolto dell’appello della Alleanza contro la povertà in Italia dello scorso 28 dicembre, hanno sostenuto - in diversi modi – questa battaglia. Così come vanno ricordate con gratitudine le parole d’incoraggiamento che, in occasione del suo Messaggio di fine d’anno, il Presidente della Repubblica, ha rivolto a chi si batte per contrastare la povertà in Italia.
La sfida che emerge dall’approvazione della legge delega è duplice: sviluppare una decretazione efficace per una misura che è contestualmente di sostegno al reddito e di inclusione sociale; dall’altra, predisporre un Piano nazionale contro la povertà che definisca strategie attuative e di finanziamento incrementali, che consentano il progressivo ampliamento dell’utenza sino a raggiungere tutta la popolazione in povertà assoluta. È necessaria una legge di contrasto alla povertà effettivamente universale, tale da superare anche gli attuali e drammatici differenziali territoriali.
L’Alleanza ha sempre sollecitato l’adozione di uno strumento fondato su due pilastri: il sostegno

martedì 18 ottobre 2016

Caporalato: Camusso, finalmente una legge buona e giusta

Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo il via libero definitivo della Camera al disegno di legge di contrasto al caporalato.
Una legge – aggiunge – fortemente voluta dalla Cgil, conquistata a prezzo di dure battaglie, di morti e di centinaia se non migliaia di uomini ridotti in condizioni di vera e propria schiavitù”.
“Ringraziamo il Parlamento – conclude il segretario della Cgil – per il lavoro svolto in aula e nelle Commissioni di Camera e Senato che, con grande impegno, hanno elaborato, discusso e portato al voto un’ottima legge”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 29 luglio 2016

Siae: bene recepimento direttiva Barnier per riforma Siae

Con un ampio margine di consenso, non scontato alla vigilia del voto, il Senato ha approvato un testo di recepimento della direttiva Barnier, che prevede l’annunciata riforma della Siae ma non la liberalizzazione della tutela del diritto d’autore.
Ha prevalso dunque il buon senso, contro gli interessi e le manovre di pochi moralizzatori, in realtà intenzionati unicamente -lo sappiamo bene- ad accaparrarsi una fetta di mercato a danno del diritto meno “appetibile” economicamente. La Siae resta un Ente pubblico generalista, posto a tutela di ogni categoria dell’ingegno, impermeabile alle mode del momento e punto di riferimento grazie alla propria centenaria professionalità.
Riforma e trasparenza non sono concetti che spaventano i lavoratori dell’Ente e i sindacati che li rappresentano, come hanno avuto modo di dimostrare anche in questi anni e proporranno un percorso unitario per dare il contributo che serve in una fase delicata, ma che può trasformarsi in un momento di rilancio per l’Ente.

giovedì 14 gennaio 2016

Call center: Cestaro, approvate clausole sociali in appalti dei call center

Oggi il Senato ha approvato in ultima lettura il DDL appalti, che comprende le clausole sociali nei cambi di appalto dei call center.
Questa norma, oggi approvata in via definitiva, prevede la prosecuzione dei rapporti di lavoro già esistenti in caso di successione di imprese negli appalti con il medesimo committente e la protezione dei trattamenti economici e normativi contenuti nei contratti collettivi.
È una giornata storica per le lavoratrici e i lavoratori del settore customer, che vedono finalmente tutelata la loro continuità occupazionale. Un risultato importante, che è stato possibile raggiungere anche grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno sostenuto questa battaglia con mobilitazioni durante tutto l’iter parlamentare, oltre che dei 18mila cittadini che hanno firmato la petizione su change.org a sostegno della clausola sociale.
Con l’approvazione definitiva di questa norma il Parlamento ha finalmente riportato l’Italia in linea con il resto dell’Europa, dimostrando di voler fare passi avanti per riequilibrare un sistema illogico e costoso per la collettività e i lavoratori.
Slc Cgil plaude all’esito positivo del voto e auspica che questo sia l’inizio di una maggiore disponibilità delle Istituzioni ad affrontare la necessaria fase di riordino complessivo del settore dei call center. Da settimane ormai Slc Cgil sottolinea l’incongruenza della discussione parlamentare di questa norma con l’assegnazione degli appalti di Poste Italiane e Enel – aziende pubbliche – sotto il costo del lavoro.

martedì 17 novembre 2015

Call Center: Cestaro, norma sui cambi di appalto è atto di discontinuità

L’approvazione ad ampia maggioranza della norma sui cambi di appalto nei call center rappresenta un vero e proprio atto di discontinuità rispetto alle norme sul lavoro recentemente approvate.
La decisione assunta da parlamentari del PD e dal Governo di intervenire con una norma che metta fine alle gravi crisi occupazionali che si sono registrate negli ultimi anni, attraverso l’approvazione in commissione di una norma ad hoc, ha aperto una fase di riflessione interna a tutti i soggetti interessati.
In questo modo anche Asstel, l’associazione che più ha avversato il provvedimento, ha ritenuto necessario aprire una stagione di confronto che ha portato alla condivisione di un emendamento che da un lato introduce certezza (il testo prevede che il rapporto di lavoro “continui” con il nuovo fornitore di servizi) e dall’altro assegna un ruolo fondamentale alla contrattazione.
Il testo approvato oggi dall’aula della Camera è il frutto di un lavoro congiunto tra i soggetti interessati, committenti, aziende fornitrici del servizio e organizzazioni sindacali, che trova il giusto punto di equilibrio su una vicenda che ha visto consumarsi vere e proprie tragedie per migliaia di

mercoledì 14 ottobre 2015

Cittadinanza: 'L'Italia sono anch'io', primo passo avanti, il testo va migliorato

"Un primo passo avanti, ma il testo va migliorato". Così la campagna 'L'Italia sono anch'io', di cui la Cgil è promotrice, commenta l'approvazione alla Camera del ddl sulla cittadinanza in un comunicato che si invia in allegato.
Per la Cgil "siamo di fronte ad un importante primo risultato, che arriva dopo anni di battaglia di cui siamo stati protagonisti".
La Camera approva la riforma della legge sulla cittadinanza. Un primo passo avanti, ma il testo va migliorato. 
L’Italia sono anch’io considera positivo che si sia finalmente arrivati al voto dell’Aula su una materia che da tempo sosteniamo andasse migliorata e adeguata alla mutata realtà sociale del Paese.
Si tratta comunque di un passo avanti, anche se la normativa non disegna la riforma che la campagna auspicava e per la quale ha raccolto e depositato in Parlamento nel 2012 oltre 200mila firme. Persistono, secondo la campagna, elementi di criticità, che ci auguriamo, nel passaggio al Senato, possano venire corretti.
In particolare due sono le questioni su cui si chiedono modifiche: la prima riguarda l’assenza di una norma che consenta la semplificazione delle procedure relative alla naturalizzazione degli adulti, con un trasferimento di competenze dal ministero dell’Interno ai sindaci e il superamento, attraverso norme certe di riferimento, della discrezionalità che oggi caratterizza le decisioni in materia. L’altra questione riguarda la previsione di uno ius soli temperato che condiziona il futuro di bambine e bambini alla situazione economica della famiglia, introducendo, col requisito del permesso Ue per lungo soggiornanti di uno dei genitori, una discriminazione che viola l’articolo 3 della Costituzione.
Italia sono anch’io si augura, che, in seconda lettura, la legge venga migliorata superando almeno le criticità più macroscopiche.
Per questo fa appello ai parlamentari perché diano prova di autonomia e senso di responsabilità nel varare una legge che riguarda il futuro del Paese.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 10 settembre 2015

Beni confiscati: Cgil, a ottobre il Parlamento discuta la riforma e la approvi entro l'anno

Roma, 10 settembre - "Non c'è più tempo per annunci o dichiarazioni, Governo e Parlamento agiscano immediatamente: la proposta di legge n. 1138 sui beni e sulle aziende confiscate deve essere calendarizzata in aula per ottobre e approvata entro l'anno". Così Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil.
"L'urgenza - spiega Fracassi - è confermata in ultimo dai dati diffusi dal Viminale, secondo cui dall'agosto del 2014 al luglio del 2015 sono stati sequestrati oltre 14.500 beni di cui 718 aziende, per un valore che supera i 5 miliardi di euro, mentre le confische sono state più di 3.800 (215 le aziende) per un valore di 678 milioni". "Inoltre, come si evince dalle indagini giudiziarie di questi giorni - continua - è necessario un intervento tempestivo che assicuri la trasparenza nell'assegnazione degli incarichi per la gestione dei beni agli amministratori giudiziari ".
Tornando alla proposta di legge, "per la quale un vasto schieramento di associazioni antimafia ha raccolto le firme insieme alla Cgil", la dirigente sindacale sostiene che "il testo è pronto per essere portato in aula e votato, come ha recentemente detto lo stesso Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti". "Con la condivisione e il contributo di tutti i gruppi parlamentari - continua - sulla legge di iniziativa popolare n. 1138 sono confluiti altri progetti di legge, come quello della Commissione Antimafia, e si è costruito un impianto normativo organico che affronta tutti i temi, compreso quello così attuale della trasparenza nell'assegnazione degli incarichi".
"Facciamo quindi appello ai gruppi parlamentari - ribadisce in chiusura Fracassi - affinché provvedano senza indugi a rendere immediatamente operativa la discussione in Aula".

Fonte: Ufficio Stampa Cgil