Visualizzazione post con etichetta camera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta camera. Mostra tutti i post

mercoledì 6 ottobre 2021

Pensioni: Cgil in audizione alla Camera, non semplici ritocchi ma riforma complessiva della previdenza

È necessario superare l’attuale sistema previdenziale, non intervenendo con semplici ritocchi ma operando una riforma complessiva. Occorre avviare al più presto un confronto tra Governo e sindacati in previsione della scadenza di fine anno di Quota 100 e della prossima Legge di Bilancio”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, in audizione presso la Commissione Lavoro della Camera dei deputati sul tema pensioni.

Il dirigente sindacale ha ribadito le proposte indicate nella Piattaforma unitaria. “Va introdotta una flessibilità in uscita a partire da 62 di età o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Inoltre, è necessario riconoscere la diversa gravosità dei lavori, prendendo a riferimento il contributo elaborato dall’apposita Commissione tecnica, valorizzare il lavoro di cura e delle donne che più di tutti hanno subito il peso delle riforme degli ultimi anni. Bisogna poi introdurre una pensione contributiva di garanzia per coloro che svolgono lavori poveri, discontinui o precari, che sono soprattutto i più giovani – ha aggiunto Ghiselli – garantendo un assegno pensionistico dignitoso”.

Il passaggio ad un sistema ormai prevalentemente contributivo – ha proseguito il segretario confederale – garantisce anche un equilibrio del sistema in via prospettica”. “Torniamo a chiedere all’Esecutivo l’apertura di un tavolo. È grave – ha concluso – che questo non sia ancora avvenuto”.

scarica  il testo della memoria consegnata in audizione

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 25 settembre 2017

Call center: Telemarketing, sindacati: con il numero unico a rischio migliaia di posti di lavoro

"È in discussione in questi giorni presso la Camera dei deputati il disegno di legge, già approvato dal Senato in agosto, che prevede l’istituzione di un prefisso unico per tutti i call center che operano in outbound. La discussione nasce dalla volontà di arginare una pratica, quella del telemarketing cosiddetto selvaggio, in cui la mancanza di regole negli anni ha permesso di raggiungere modalità e quantità di telefonate tali da essere percepite dagli utenti come molestie. Riteniamo però che la soluzione individuata sia inadeguata, perché non risponde realmente al problema e sbagliata, perché mette a rischio 25.000 posti di lavoro." Così una nota unitaria delle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e UIlcom Uil.
"Come abbiamo già avuto modo di dir,e mentre il provvedimento era in discussione in Senato, le cose da fare per tutelare i cittadini dalle telefonate non gradite e al contempo tutelare l’occupazione sono: rafforzare il registro delle opposizioni, per essere realmente efficace deve essere maggiormente conosciuto, trasparente nei suoi meccanismi, più facilmente accessibile e gerarchicamente superiore alle eventuali successive autorizzazioni di utilizzo dei dati personali a fini commerciali per un periodo di tempo definito e ragionevolmente lungo, a seguito del quale dovrebbe valere il silenzio-assenso per il rinnovo della propria iscrizione nel registro. 
Questo meccanismo permetterebbe, una volta andato a regime, di lasciare veramente i cittadini liberi di scegliere se ricevere offerte commerciali o meno e di mettere un freno alla cosiddetta

mercoledì 10 febbraio 2016

Giustizia: Cgil, Cisl e Uil, Commissione cancelli emendamento su conciliazione assistita

Alla Commissione Giustizia della Camera, in sede di votazione degli emendamenti presentati al DdL 2953 Riforma del processo civile, sono state presentate proposte emendative, fatte proprie dal Governo, che consentirebbero la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita dagli avvocati anche per le controversie di lavoro”. E’ quanto affermano in una nota i Segretari confederali organizzativi di Cgil, Cisl e Uil, Nino Baseotto, Giovanna Ventura e Pierpaolo Bombardieri.
Si tratta – sottolineano i tre dirigenti sindacali – di un emendamento sbagliato, che determinerà un aumento dei costi a carico dei lavoratori e che di fatto intende cancellare il ruolo delle parti sociali nelle controversie di lavoro. Per questo chiediamo alla Commissione Giustizia di respingere questo emendamento perché lesivo delle prerogative delle parti sociali e dei diritti dei lavoratori”.
Attualmente – spiegano Baseotto, Ventura e Bombardieri – le procedure conciliative sono già possibili, senza costi per imprese e lavoratori, e raggiungono l’obiettivo di garantire che ogni soggetto possa essere adeguatamente tutelato da eventuali ‘patti leonini’ che ledano i diritti individuali dei contraenti”.
Questa procedura garantista di conciliazione assistita – concludono i tre segretari – ha funzionato bene in questi anni e non si capisce per quale motivo si intenda ora intervenire con una nuova regolazione giuridica, se non per effetto di pressioni di lobby interessate. Tra l’altro con l’emendamento in discussione presso la seconda commissione di Giustizia della Camera si fa riferimento ad una categoria non meglio precisata di avvocati ‘specializzati’ in controversie di lavoro che non ci risulta esista in alcuna classificazione ordina mentale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 9 febbraio 2016

Beni confiscati: 'Io riattivo il lavoro' incontra Grasso, urgente approvazione ddl in Senato

"Chiediamo che il ddl n. 2134 sui beni confiscati, approvato in prima lettura alla Camera, sia discusso al più presto a Palazzo Madama, e che si arrivi ad una rapida approvazione. Lo abbiamo ribadito ieri al Presidente del Senato Pietro Grasso: sarebbe importante arrivare a questo risultato nell'anno del ventennale della legge 109/1996". Così i promotori della campagna 'Io riattivo il lavoro' (CGIL, LIBERA, ACLI, ARCI, AVVISO PUBBLICO, CENTRO STUDI PIO LA TORRE, LEGA COOP, SOS IMPRESA) a seguito dell'incontro con la seconda carica dello Stato.
"Sarebbe utile - spiegano - che i presidenti dei gruppi parlamentari, e alcuni li abbiamo già incontrati (Movimento Cinque Stelle e PD), calendarizzassero rapidamente la discussione, un passaggio importante a cui siamo arrivati dopo un lungo cammino iniziato con la raccolta firme e, il 3 giugno 2013, con la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare". "L'ampia discussione che è seguita - sottolineano le associazioni - ha arricchito notevolmente e positivamente l'impianto originario, producendo un testo unificato che ha raccolto il contributo e l'elaborazione di varie proposte di legge, e rappresenta l'incontro tra la volontà popolare e le istituzioni, che ne sono state interpreti e veicolo".
"La validità dell'impianto - continuano - è dimostrata inoltre dal fatto che il Governo ha voluto

venerdì 13 novembre 2015

Mafia: "Io riattivo il lavoro", grande vittoria approvazione legge su beni confiscati

COMUNICATO STAMPA ACLI, ARCI, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre, CGIL, Legacoop, Libera, SOS Impresa

Roma, 12 novembre - L'approvazione ieri da parte della Camera dei Deputati della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare (L. 1138 - Misure per favorire l'emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata), rappresenta in primo luogo una vittoria per tutti coloro che, firmando la proposta durante la campagna “Io Riattivo il Lavoro”, hanno creduto in questo processo riformatore e l'hanno sostenuto.
Vogliamo cogliere l'occasione per ringraziare inoltre quanti, a partire dal Presidente della Commissione Giustizia Donatella Ferranti e dal Relatore Davide Mattiello, l'hanno sostenuta e poi votata in Aula.
Il testo approvato contiene novità importanti e positive, soprattutto per quanto riguarda ruoli e funzioni dell'Agenzia nazionale e l'indispensabile supporto anche di natura finanziaria alle aziende, con cui salvare quelle sane e tutelare i lavoratori. Ci sono poi deleghe assegnate al Governo, come il sostegno alla riemersione dal lavoro nero, rispetto alle quali ci aspettiamo adesso una rapida e concreta decretazione a partire dalle necessarie coperture finanziarie.
Insomma ci troviamo di fronte a un passaggio importante che speriamo venga confermato altrettanto rapidamente dal Senato.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 29 ottobre 2015

Beni sequestrati: Cgil, buona notizia arrivo in aula della legge, Parlamento la voti in fretta

"Per la Cgil è motivo di soddisfazione la notizia dell'avvio della discussione alla Camera sulla riforma dei beni sequestrati e confiscati, da due anni, ovvero dalla consegna delle firme che abbiamo raccolto per la proposta di legge di iniziativa popolare, attendevamo questo momento: ora il Parlamento faccia in fretta a votare e dia così risposta alle aspettative e all'impegno dei lavoratori e di tutti coloro che si sono spesi e si spendono per questo progetto e nella lotta alle mafie". Così la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi, commenta la conclusione dei lavori della Commissioni Giustizia della Camera sulla proposta di legge di iniziativa popolare n. 1138 e la conseguente calendarizzazione a Montecitorio, per il prossimo 9 novembre, della discussione generale.
Fracassi ricorda che "il riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati alle mafie è un caposaldo della legge Rognoni - La Torre, e lo strumento più significativo per aggregare società civile e istituzioni nella lotta alla criminalità organizzata. Per questo - spiega la dirigente sindacale - abbiamo lavorato con un vasto fronte di associazioni ad una proposta di legge volta a organizzare gli strumenti utili a sostenere la difficile riemersione alla legalità di beni e aziende, sperando che politica e Istituzioni cogliessero la necessità di tale intervento legislativo". "Quella iniziativa - sottolinea - la assumemmo convinti di interpretare il sentimento delle comunità locali, impegnate in una battaglia quotidiana e

mercoledì 14 ottobre 2015

Petizione call center: Slc Cgil consegna 15.000 firme alla Presidente Boldrini

Questa mattina una delegazione della SLC CGIL, guidata dal Segretario Generale Massimo Cestaro, è stata ricevuta da Carlo Leoni, Consigliere della Presidente della Camera Laura Boldrini.
La delegazione ha sottolineato l’importanza della votazione prevista oggi alla Camera della clausola sociale negli appalti dei call center, in favore della quale sono state già raggiunte quasi 15000 firme con una petizione su change.org.
Questa norma prevede il mantenimento del posto di lavoro degli operatori di call center in caso di cambio di appalto, scardinando la convenienza delle aziende ad assegnare le commesse sul criterio del massimo ribasso. Inoltre comporterebbe un minore uso di fondi pubblici per gli ammortizzatori sociali e gli incentivi alla finta nuova occupazione, oltre ad un evidente aumento della qualità del servizio e quindi soddisfazione dei consumatori.
La SLC CGIL ha palesato la propria preoccupazione per gli attacchi che le grandi aziende committenti stanno scagliando contro la norma, usando ogni mezzo di persuasione nei confronti di parlamentari e membri del Governo. Cestaro ha chiesto di avvisare la Presidente Boldrini per attivare la massima vigilanza sulla trasparenza dell’iter parlamentare, tenuto conto che a questo punto del percorso la norma può essere modificata solo dal Governo, che si assumerebbe la conseguente responsabilità di fronte agli 80.000 lavoratori del settore.

venerdì 8 maggio 2015

Scuola: associazioni, bene aperture ma modificare punti fondamentali ddl

Si è svolto ieri alla Camera dei deputati il secondo incontro tra le 32 associazioni dell'appello "La Scuola che cambia il Paese" e i parlamentari della VII Commissione. Sono intervenuti i deputati Milena Santerini (Per l'Italia), Titti di Salvo, Teresa Piccione, Filippo Fossati e Anna Ascani (Pd).
Dopo settimane di sollevazione unanime, totale e trasversale del mondo della scuola, il 5 maggio lo sciopero generale unitario del settore ha visto un'adesione larghissima di docenti e personale ATA, ma anche la grande partecipazione di studenti e genitori: tutto il mondo della scuola, unito, ha chiesto di cambiare davvero questa riforma. È una richiesta fortissima che non può essere ignorata e che, infatti, ha già prodotto delle aperture al confronto e prime, parziali e insufficienti, modifiche al testo del ddl.
Ma non bastano incontri tardivi e piccoli aggiustamenti per raccogliere la forte spinta al cambiamento lanciata dalle piazze del 5 maggio. Per cambiare davvero la riforma è necessario modificare radicalmente i punti fondamentali del provvedimento:

  1. 1. riequilibrio del ruolo del preside nella scuola della cooperazione, eliminando anche il meccanismo di chiamata diretta dei docenti;
  2. assunzioni e organico funzionale in tempi utili per il regolare avvio dell'anno scolastico, anche