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lunedì 18 gennaio 2021

Ambiente: Cgil, Cisl, Uil, grave e inaccettabile esclusione sindacati da cabina di regia su Recovery

“Grave e inaccettabile escludere le organizzazioni sindacali dalla cabina di regia annunciata quest’oggi dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa per discutere della destinazione dei fondi previsti dal Recovery Fund”. Ad affermarlo, in una nota unitaria, la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi e i segretari confederali di Cisl e Uil Angelo Colombini e Tiziana Bocchi.

“Per uscire dalla crisi e per costruire il futuro del Paese – affermano i tre dirigenti sindacali – sarà fondamentale utilizzare strategicamente i fondi europei per cambiare il modello di sviluppo guardando alla sostenibilità ambientale e sociale”. “Abbiamo le nostre proposte – proseguono Fracassi, Colombini, Bocchi – per una giusta transizione per il lavoro, il benessere della persona, la giustizia sociale, la salvaguardia del Pianeta, per una transizione verde dell’economia”.

“Nei mesi scorsi abbiamo più volte sollecitato il Ministro ad aprire un confronto con i sindacati, ma ancora non abbiamo ricevuto risposte. Anche alla luce dell’annuncio di oggi – concludono Fracassi, Colombini, Bocchi – torniamo a chiedere con forza un tavolo per poter discutere di questi temi”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 2 marzo 2017

Formazione: Cgil e Flc, Fedeli esclude parti sociali da Cabina di regia su lauree professionalizzanti e ITS

Avevamo salutato con favore la decisione della ministra dell’Istruzione di istituire una Cabina di regia per il coordinamento dell’offerta formativa degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) con quella dei corsi di laurea sperimentali ad orientamento professionale, ma con stupore apprendiamo che le parti sociali ne sono state escluse”. È quanto dichiarano, in una nota congiunta, il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra e il segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli.
La Cabina di regia – spiegano – ha l’obiettivo di evitare il rischio di una controproducente competizione tra Università e ITS a seguito della previsione delle lauree professionalizzanti, inserita nel decreto ministeriale 987/16 e il cui effettivo avvio è stato rinviato di un anno ai sensi del DM 60/17. In questi giorni abbiamo avuto notizia della sua istituzione, ma le parti sociali – denunciano Massafra e Sinopoli – non ne fanno parte: non è infatti prevista la loro partecipazione alla prima riunione della Cabina di regia, fissata per il prossimo 8 marzo, né il loro coinvolgimento nelle scelte che si effettueranno su questa tematica”.
Cgil e Flc Cgil ribadiscono “l’assoluta necessità di una programmazione condivisa e di uno stretto coordinamento che coinvolga Atenei, ITS e parti sociali finalizzato a realizzare un’offerta formativa tecnica superiore integrata, coerente con l’idea che l’innalzamento dei livelli di conoscenze, professionalità e competenze, l’incremento degli investimenti in ricerca e innovazione,

lunedì 8 febbraio 2016

Jobs act del lavoro autonomo: Cgil, passo indietro rispetto a Carta universale dei diritti

"Stando a quanto risulta dai testi in circolazione, il disegno di legge sul lavoro autonomo e il 'lavoro agile' rischia di deludere le molte attese che lo avevano accompagnato". Questo il primo giudizio espresso dalla Cgil nazionale sul provvedimento recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 28 gennaio.
"Si tratta indubbiamente di un avanzamento di tutele rispetto alla situazione attuale dei titolari di Partita Iva, in particolare riguardo ai tempi di pagamento e, in parte, alla deduzione dei costi per la formazione e alle previsioni relative alla tutela della malattia", spiega la nota della Cgil. "Ma - continua - questi aspetti positivi sono accompagnati da norme confuse sul contrasto agli abusi, ad esempio non viene introdotto l’obbligo di comunicazione al centro per l’impiego dell’inizio dell’attività, né è chiara la disposizione circa la durata della committenza, né l’obbligo della forma scritta del contratto".
La Cgil sottolinea come "in linea di principio la sfera di applicazione delle norme sembrerebbe riferirsi anche alle collaborazioni, destrutturando così le attuali tutele". E per quanto riguarda la maternità "va affermato il principio della salvaguardia della salute della lavoratrice e del nascituro attraverso un periodo minimo di astensione obbligatoria antecedente e successivo al parto, rendendo