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giovedì 4 aprile 2019

Cgil, discriminazione odiosa su carta identità

La Cgil apprende “con stupore e preoccupazione” della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento che cambia le diciture presenti nella carta d’identità da un più generico “genitori” allo specifico “padre” e “madre”.
Pur trattandosi di una controriforma più volte annunciata – si legge nella nota – si sperava fino all’ultimo che si trattasse soltanto dell’ennesima sparata propagandistica nel quale l’attuale governo è specializzato. Dobbiamo invece prendere atto che si è deciso di percorrere fino in fondo la strada dell’esclusione e della discriminazione più odiose”.
Questo provvedimento – spiega la Cgil – non solo cerca di precludere sviluppi futuri nel senso dell’ampliamento dei diritti familiari esistenti, ma va a colpire con un’intollerabile discriminazione famiglie già esistenti”.
Per questo, conclude la nota “saremo con tutti i mezzi a fianco delle famiglie, dei minori e di tutte le persone bersaglio di questa orrenda discriminazione e sosterremo con ogni mezzo la battaglia già annunciata di Famiglie Arcobaleno per chiedere ai tribunali amministrativi la cancellazione della nuova norma”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 10 maggio 2017

Guida Inca 2017 a congedi e permessi per i genitori

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L’Italia registra, ormai da molti anni, una spiccata tendenza alla denatalità, le cui cause sono molteplici, dalla precarietà del mercato del lavoro soprattutto per i giovani, alla carenza di servizi sociali per la prima infanzia; dalla lunga crisi di questi anni, dalla quale sembra sempre più difficile uscire, all’assenza di adeguati strumenti a sostegno della genitorialitá.
L’unico apporto alla crescita della popolazione è rappresentato dalle donne immigrate che mantengono un tasso di natalità superiore alle italiane, ma più lungo è il periodo di residenza più i comportamenti sociali tendono ad uniformarsi. Inoltre, il tasso di disoccupazione giovanile, che rimane molto sostenuto, denota come sia difficile, per le donne, in età fertile, programmare il loro futuro, con la nascita dei figli.
Anche il mercato del lavoro ha subito notevoli cambiamenti perché accanto alle lavoratrici dipendenti pubbliche e private, si aggiungono, con numeri crescenti, le donne parasubordinate con contratti di collaborazione; le professioniste con Partita Iva; le imprenditrici, spesso titolari di imprese individuali. La recente legislazione ha ampliato i diritti genitoriali nei confronti di queste figure, ma spesso i nuovi diritti non sono conosciuti e, pertanto, non vengono richiesti.
Nel momento in cui si decide di avere un figlio diventa di fondamentale importanza sapersi orientare