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mercoledì 10 maggio 2017

Guida Inca 2017 a congedi e permessi per i genitori

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L’Italia registra, ormai da molti anni, una spiccata tendenza alla denatalità, le cui cause sono molteplici, dalla precarietà del mercato del lavoro soprattutto per i giovani, alla carenza di servizi sociali per la prima infanzia; dalla lunga crisi di questi anni, dalla quale sembra sempre più difficile uscire, all’assenza di adeguati strumenti a sostegno della genitorialitá.
L’unico apporto alla crescita della popolazione è rappresentato dalle donne immigrate che mantengono un tasso di natalità superiore alle italiane, ma più lungo è il periodo di residenza più i comportamenti sociali tendono ad uniformarsi. Inoltre, il tasso di disoccupazione giovanile, che rimane molto sostenuto, denota come sia difficile, per le donne, in età fertile, programmare il loro futuro, con la nascita dei figli.
Anche il mercato del lavoro ha subito notevoli cambiamenti perché accanto alle lavoratrici dipendenti pubbliche e private, si aggiungono, con numeri crescenti, le donne parasubordinate con contratti di collaborazione; le professioniste con Partita Iva; le imprenditrici, spesso titolari di imprese individuali. La recente legislazione ha ampliato i diritti genitoriali nei confronti di queste figure, ma spesso i nuovi diritti non sono conosciuti e, pertanto, non vengono richiesti.
Nel momento in cui si decide di avere un figlio diventa di fondamentale importanza sapersi orientare

venerdì 2 ottobre 2015

Immigrazione: Cgil e Inca a governo, eliminare sovrattassa su permessi di soggiorno


Il governo intervenga immediatamente per abrogare il decreto 304/2011, che prevede il contributo aggiuntivo da 80 a 200 euro per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e che è stato definito dalla Corte di Giustizia Europea sproporzionato e di ostacolo alle finalità di integrazione e accesso ai diritti da parte di cittadini stranieri. É la richiesta che Cgil e Inca rivolgono all'esecutivo in una lettera inviata questa mattina al Ministro dell'Interno Angelino Alfano e al Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, firmata dalla segretaria confederale Vera Lamonica e dalla presidente del Patronato Morena Piccinini.
Nella missiva si ricorda che "nel 2012 CGIL e Patronato INCA hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio, impugnando il decreto 304/2011 e chiedendone l’annullamento", e che "il Tribunale Amministrativo ha ritenuto necessario un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea". Quest'ultima il 2 settembre scorso, in una "importante sentenza", "ha definito il contributo aggiuntivo da 80 a 200 euro, che dal 2012 è richiesto in Italia per il rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, sproporzionato e di ostacolo alle finalità di integrazione e accesso ai diritti da parte dei cittadini stranieri previste dalle norme europee".
"Ora - si spiega nella lettera - la questione tornerà al Tar del Lazio, il quale si dovrà pronunciare in materia. Appare evidente - sottolineano Cgil e Inca - che comunque la sentenza sarà condizionante per il giudizio del Tribunale Amministrativo e pertanto l’importo del contributo dovrebbe essere comunque rivisto in quanto ora privo delle necessarie basi giuridiche".
"Riteniamo auspicabile - concludono Lamonica e Piccinini - che il Governo intervenga con immediati provvedimenti di modifica della norma, abrogando il Decreto ed eliminando gli importi dovuti dai cittadini stranieri a titolo di ulteriore contributo".

mercoledì 2 settembre 2015

Immigrazione: Cgil e Inca, sentenza Corte giustizia Ue grande risultato

"Grande e importante risultato è quello conseguito oggi dalla Cgil e dall'Inca nel contrasto delle politiche discriminatorie verso gli immigrati. La giustizia europea, nell'accogliere il nostro ricorso al Tar del Lazio offre, o forse sarebbe meglio dire impone, al paese una importante opportunità per correggere le politiche sull'immigrazione prodotte dal governo di centro destra nel 2011. 
La Corte di giustizia europea a chiare lettere boccia la tassa sui permessi di soggiorno introdotta con il decreto 304 del 31 dicembre 2011 giudicandola sproporzionata rispetto al costo del rilascio della carta d'identità. Ricordiamo che si tratta di un balzello che va dagli 80 ai 200 euro e che si aggiunge alla tassa precedentemente fissata di 73,50 euro".
"È con grande soddisfazione che l'Inca e la Cgil accolgono l'esito di un percorso giudiziario intrapreso, insieme alle iniziative politiche di contrasto, immediatamente dopo l'approvazione di questo odioso provvedimento, perché dimostra come le politiche punitive contro gli immigrati non devono e non possono prevalere sui legittimi diritti di cittadinanza, indipendentemente dal paese di provenienza”.
"Questa sentenza - affermano Cgil e Inca - non può essere ignorata dal governo italiano e pertanto chiediamo che si attivi subito riducendo drasticamente il costo per il rilascio e il rinnovo di tutti i permessi di soggiorno, senza aspettare il pronunciamento del Tar che comunque dovrà recepire