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L’Italia registra, ormai da molti anni, una spiccata tendenza alla denatalità, le cui cause sono molteplici, dalla precarietà del mercato del lavoro soprattutto per i giovani, alla carenza di servizi sociali per la prima infanzia; dalla lunga crisi di questi anni, dalla quale sembra sempre più difficile uscire, all’assenza di adeguati strumenti a sostegno della genitorialitá.
L’unico apporto alla crescita della popolazione è rappresentato dalle donne immigrate che mantengono un tasso di natalità superiore alle italiane, ma più lungo è il periodo di residenza più i comportamenti sociali tendono ad uniformarsi. Inoltre, il tasso di disoccupazione giovanile, che rimane molto sostenuto, denota come sia difficile, per le donne, in età fertile, programmare il loro futuro, con la nascita dei figli.
Anche il mercato del lavoro ha subito notevoli cambiamenti perché accanto alle lavoratrici dipendenti pubbliche e private, si aggiungono, con numeri crescenti, le donne parasubordinate con contratti di collaborazione; le professioniste con Partita Iva; le imprenditrici, spesso titolari di imprese individuali. La recente legislazione ha ampliato i diritti genitoriali nei confronti di queste figure, ma spesso i nuovi diritti non sono conosciuti e, pertanto, non vengono richiesti.
Nel momento in cui si decide di avere un figlio diventa di fondamentale importanza sapersi orientare

