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sabato 11 febbraio 2012

Proposte unitarie di cgil cisl uil per il confronto con il governo su lavoro, giovani, equita' e crescita

Dopo anni di laceranti divisioni, CGIL CISL UIL hanno presentato al Governo Monti una piattaforma unitaria: si tratta di un fatto nuovo e positivo, che noi vogliamo valorizzare.
Il documento delle Segreterie nazionali Cgil Cisl Uil, chiede di cambiare la politica economica del Governo, per coniugare la crescita, con il lavoro, l'equità sociale e fiscale, e per determinare una svolta coerente della politica economica europea.
Nel contempo, si rivendica la necessità di aprire un confronto col Governo sulle proposte del Sindacato per invertire la tendenza recessiva in atto e per far ripartire lo sviluppo. A questo scopo le richieste, oltre che intervenire in materia di lavoro e superamento della precarietà, di pensioni e riforma degli ammortizzatori sociali, chiedono investimenti nel sistema delle infrastrutture materiali ed immateriali del Paese, nei settori produttivi, anche attraverso l'applicazione dell'intesa del 28 settembre scorso, con un confronto attento sul sistema delle liberalizzazioni.
Per noi la priorità è l'attuazione di un Piano per il Lavoro, per dare futuro e sbocchi occupazionali a giovani, donne e a tutti coloro che hanno perso il lavoro, accompagnato da un deciso intervento a sostegno di salari e pensioni, troppo colpiti in questi anni di crisi economica.
Recupero del potere d'acquisto che si può realizzare da una parte con la riduzione del carico fiscale su reddito da lavoro e pensioni -accompagnato da un'efficace azione di contrasto all'evasione e all'elusione

domenica 22 gennaio 2012

Camusso: «Vogliono fare i liberisti colpendo il lavoro» - Oreste Pivetta sull'Unità

Che cosa chiederete al governo? Susanna Camusso, segretario della Cgil, “accantona” un attimo il tema liberalizzazioni e riprende la questione del lavoro che non c’è: «Chiederemo al governo di operare perché venga ripristinata una condizione in cui i giovani e i cinquantenni lasciati a casa dalle loro aziende in crisi non siano costretti a imboccare la via crucis della precarietà. L’abbiamo detto tante volte: rimettere al centro il lavoro».
Le liberalizzazioni non creeranno appunto lavoro?
«Intanto bisognerebbe conoscere il testo. Intanto andrebbero ridimensionati certi entusiasmi. L’enfasi mi sembra eccessiva. Non credo che liberalizzando si dia via libera a quell’aumento pronosticato dei salari del dodici per cento. Magari diminuirà qualche prezzo. Non credo neppure a certi automatismi, che prometterebbero aumento dell’occupazione, anche se ovviamente c’è del buono nel decreto legge. Un esempio? La separazione tra il soggetto che fornisce il gas e quello che gestisce la rete distributiva».
Il cattivo sta forse nell’ennesimo attacco al contratto nazionale, questa volta quello dei ferrovieri, con l’idea di favorire la concorrenza?
«Quando si parla di Ferrovie o di Poste bisognerebbe sempre pensare che si tratta di servizi pubblici, che devono quindi rispondere alle necessità della collettività, necessità che nel caso dei treni si chiamano mobilità, economicità, sicurezza. Da qualsiasi luogo, per qualsiasi luogo. Smobilitare il contratto nazionale ha un senso allora? Non c’è il rischio di peggiorare tutto? Vogliamo costruire una concorrenza che concorre solo agendo sulla voce costo del lavoro? Non mi sembrerebbe un gran segnale. Proviamo a prendere

lunedì 9 gennaio 2012

Riforma Pensioni: informazioni utili

La riforma della previdenza del governo Monti che ha visto la luce a fine dicembre 2011 ha radicalmente cambiato le regole per accedere alle pensioni. Con questi due documenti abbiamo cercato di dare un primo contributo informativo a tutti i lavoratori interessati a questa riforma.

martedì 6 dicembre 2011

Governo: CGIL, 12 dicembre sciopero di quattro ore, da domani presidi in tutta Italia

La manovra proposta dal Governo contiene poche novità positive (sulla crescita e sulle infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa, ma che grava su lavoratori e pensionati, già colpiti dalle precedenti manovre.
La non indicizzazione per le pensioni basse è una tassa sulla povertà, l’anzianità a 40 anni diventa impraticabile e provoca gli effetti di sottrazione di un diritto e di destabilizzazione del mercato del lavoro e per restare ai temi centrali la somma di IMU, IVA e addizionali IRPEF Regioni e Comuni più accise spostano sui soliti noti gran parte delle entrate per tassazione.
Il Governo non ha voluto un confronto con le parti sociali, in particolare sulla previdenza, chiediamo quindi al Parlamento, al quale presenteremo precise proposte di correggere la manovra sui temi indicati, proponendo anche come reperire le risorse.
Abbiamo proposto a CISL e UIL di decidere insieme proposte ed iniziative per cambiare la manovra, la risposta ci è arrivata tramite conferenza stampa con relative autonome decisioni.
La CGIL promuove da domani presidi davanti alle Prefetture, con il coinvolgimento dei Comuni, delle Province e Regioni su questo tema, pronta a favorire iniziative unitarie dove si determineranno le condizioni.
La CGIL proclama per lunedì 12 dicembre quattro ore di sciopero con manifestazioni in concomitanza con l'avvio del percorso in aula alla Camera.
Alle categorie tenute al rispetto della L. 146/90 proponiamo di tenere, nella giornata di lunedì 12 dicembre, assemblee in orario di lavoro di lavoro e altre iniziativa consentita dalla legge per poter partecipare alla manifestazione.