martedì 7 dicembre 2021
Smart working: CGIL, positiva sottoscrizione Protocollo
martedì 2 novembre 2021
Lavoro agile: CGIL, la contrattazione collettiva dovrà essere al centro del Protocollo
“Siamo favorevoli ad affrontare insieme al Ministero un percorso che giunga alla definizione, in tempi brevi e prima di un eventuale intervento normativo, di un accordo quadro condiviso con le parti sociali che metta al centro il valore della contrattazione collettiva nell’organizzazione del lavoro agile”.
Ad affermarlo la segretaria confederale della CGIL, Tania Scacchetti nel corso del confronto di oggi con il Ministro del Lavoro Andrea Orlando. La dirigente sindacale ha poi precisato: “in attesa di conoscere una proposta scritta, riteniamo che il Protocollo dovrà individuare una cornice di principi generali che possa garantire diritti e tutele a tutte le lavoratrici e i lavoratori.
Il Protocollo dovrà valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva nell’indicazione di ambiti, perimetri e materie per la definizione degli accordi individuali”.
“Condividiamo - ha proseguito - l’indice dei temi proposti, dall’alternanza tra prestazione da remoto e in presenza, al tema degli orari di lavoro e della disconnessione, alla dotazione della strumentazione tecnologica, al rafforzamento della disciplina sulla salute e sicurezza, alla formazione”.
“La trasformazione organizzativa che si è generata, e che in alcuni ambiti sta diventando strutturale, non va minimizzata, ma - ha concluso Scacchetti - governata per i possibili riflessi che può avere sul benessere organizzativo e sulla sostenibilità”.
mercoledì 10 febbraio 2021
Cgil: lavoro agile e salute e sicurezza al centro della contrattazione ai tempi del Covid
Il lavoro agile si è imposto come nuova frontiera della contrattazione aziendale insieme alla salute e alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Temi al centro dell’intensa attività negoziale di questi mesi tra sindacati e aziende per fronteggiare l’emergenza coronavirus nei luoghi di lavoro. È quanto emerge dall’iniziativa “La contrattazione aziendale ai tempi del Covid-19”, promossa dalla Cgil e in diretta su Collettiva.it.
Nel Focus realizzato dall’Osservatorio area contrattazione Cgil e FDV, nel quale si analizzano 326 intese firmate per la maggior parte tra marzo e settembre 2020, emerge uno spaccato ampio, anche se non esaustivo, di tutti gli accordi della fase emergenziale. Del totale di quelli censiti, 216 sono aziendali, sottoscritti da 154 imprese, perlopiù grandi gruppi industriali del manifatturiero (meccanico e chimico). La contrattazione è ovviamente quasi tutta incentrata sul tema della sicurezza e della salute (55%) e delle relazioni sindacali in un’ottica di partecipazione (60%). A seguire l’organizzazione del lavoro, con interventi volti al distanziamento individuale (53%) e alla contrattazione dello smart working (41%). Il 46% degli accordi è focalizzato poi sull’orario di lavoro, rimodulato in base alle misure di prevenzione.
Sono 111 i Protocolli esaminati, sottoscritti in esecuzione dei due Interconfederali del 13 marzo e del 24 aprile, che per primi hanno delineato le linee-guida per il contrasto alla diffusione del virus nei luoghi di
mercoledì 10 maggio 2017
Lavoro: Cgil, ddl passo avanti per diritti autonomi, ora tavolo per superare criticità
“Un’opportunità che poteva essere meglio sfruttata. Infatti – sottolinea la dirigente sindacale – rimangono alcune criticità: dall’inclusione nella platea dei destinatari dei collaboratori coordinati e continuativi, che rischiano di vedere arretrare le proprie tutele reali soprattutto in tema di maternità, all’assenza di strumenti di tutela per i soggetti più deboli del lavoro autonomo, quali equo compenso, sostegno al reddito, diritti sindacali”. “La Dis-coll viene riconosciuta anche ad assegnisti di ricerca e dottorandi – aggiunge Scacchetti – ma poiché vi è contemporaneamente un aumento delle aliquote, sarebbero necessari correttivi per ridurle nel breve termine, o per avere maggiori e nuove tutele a parità di versamento”.
Per la dirigente sindacale “è importante il riconoscimento del lavoro agile come modalità di svolgimento di quello subordinato, ma è un errore non averlo ricondotto direttamente al sistema della contrattazione collettiva”. “A tal proposito – ricorda Scacchetti – è stata la contrattazione collettiva, nazionale, aziendale o territoriale, a permettere la concreta attuazione dello Smart working, che può essere davvero un’importante opportunità per ripensare l’organizzazione del lavoro, tenendo conto sia



