giovedì 30 dicembre 2021
Covid: CGIL, rafforzare misure di sicurezza per tutelare salute lavoratori, a partire da smart working
martedì 7 dicembre 2021
Smart working: CGIL, positiva sottoscrizione Protocollo
mercoledì 15 settembre 2021
Smart working: Cgil, tutele e diritti siano definiti dalla contrattazione collettiva
Per la dirigente sindacale rispetto alla legge 81/2017 “bisognerà capire se la normativa può dare impulso alla contrattazione collettiva”. “Crediamo – sottolinea – che la legge non debba occuparsi di aspetti legati all’organizzazione del lavoro, ma limitarsi a disciplinare materie più generali: diritto alla privacy, sicurezza dei dati aziendali, disconnessione. Dovrà essere poi la contrattazione collettiva a definire diritti e tutele”.
Inoltre, Scacchetti evidenzia che in questa fase d’emergenza (marzo 2020 – maggio 2021) sono stati sottoscritti oltre 200 accordi specifici sullo smart working, cifra che equivale al 29% degli accordi di secondo livello siglati. Mentre prima della pandemia (fino a marzo 2020) erano poco più del 6%. “Ora – afferma la segretaria confederale – occorre spostare il terreno dalla sperimentalità, che ha caratterizzato l’introduzione della norma, e dall’emergenza, che si è resa necessaria per affrontare la pandemia, a un percorso di pieno riconoscimento in termini di organizzazione del lavoro, terreno proprio della contrattazione”.
– In allegato la memoria consegnata in audizione
Fonte: Ufficio stampa Cgil
mercoledì 8 settembre 2021
Smart working: Cgil, sì al contratto, salvaguardare le esperienze positive
“Le dichiarazioni di oggi del Ministro Brunetta sono da attenzionare per la volontà di dare attuazione agli impegni assunti nel Patto per la coesione sociale e l’innovazione della Pa del 10 marzo scorso con l’impegno di affrontare il tema della regolazione dello Smart working attraverso la contrattazione collettiva”. Così, in una nota, la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
“Occorre però – sottolinea la dirigente sindacale – salvare ciò che di buono è stato fatto dalle amministrazioni pubbliche e dai lavoratori nei mesi passati, in cui, anche in ragione della necessità di affrontare l’emergenza sanitaria, il lavoro agile è diventato la modalità ordinaria di effettuazione della prestazione lavorativa.
C’è bisogno di un’analisi attenta senza pericolose generalizzazioni”. Per la segretaria confederale della Cgil “se lo spirito è quello di introdurre il vero lavoro agile siamo pronti a tradurre il lavoro da casa in effettivo lavoro agile come strumento di flessibilità organizzativa e misura che può migliorare il benessere complessivo nei luoghi di lavoro”.
“L’innovazione della Pubblica amministrazione passa attraverso gli investimenti sui dipendenti, formazione e aggiornamento, e sulle infrastrutture, anche questo – conclude Scacchetti – dovrà essere oggetto di confronto tra governo e sindacati”.
venerdì 23 ottobre 2020
Smart working: Osservatorio ‘Futura’ Cgil, 8 lavoratori su 10 chiedono venga contrattato
Dalle risposte dei lavoratori al sondaggio condotto dall’Osservatorio Futura per conto della Cgil sullo smart working emergono giudizi divergenti sui pro e i contro del lavoro da casa. Ma un dato accumuna tutte le risposte: lo smart working va regolamentato dai contratti. Otto lavoratori su dieci infatti mettono in risalto la necessità di regolare lo smart working attraverso i contratti nazionali.
Ecco cos’è emerso dalla prima rilevazione (2002 interviste, realizzate dal 9 al 17 settembre scorsi), la seconda è ora in pieno svolgimento e sarà pronta per la fine del mese:
La scoperta del lavoro da casa. La pandemia ci ha obbligato ad utilizzare una modalità di lavoro fino a quel momento sconosciuta ai più. Il 49%/50% dei lavoratori e delle lavoratrici intervistati non aveva mai fatto esperienze di lavoro agile prima della pandemia. Buona parte lo ha sperimentato solo con l’emergenza (il 27%). Il lavoro a distanza per una fascia di lavoratori è proseguita anche dopo la fine del lockdown e sta





