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martedì 2 novembre 2021

Lavoro agile: CGIL, la contrattazione collettiva dovrà essere al centro del Protocollo

Siamo favorevoli ad affrontare insieme al Ministero un percorso che giunga alla definizione, in tempi brevi e prima di un eventuale intervento normativo, di un accordo quadro condiviso con le parti sociali che metta al centro il valore della contrattazione collettiva nell’organizzazione del lavoro agile”.
Ad affermarlo la segretaria confederale della CGIL, Tania Scacchetti nel corso del confronto di oggi con il Ministro del Lavoro Andrea Orlando. La dirigente sindacale ha poi precisato: “in attesa di conoscere una proposta scritta, riteniamo che il Protocollo dovrà individuare una cornice di principi generali che possa garantire diritti e tutele a tutte le lavoratrici e i lavoratori.
Il Protocollo dovrà valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva nell’indicazione di ambiti, perimetri e materie per la definizione degli accordi individuali”.
Condividiamo - ha proseguito - l’indice dei temi proposti, dall’alternanza tra prestazione da remoto e in presenza, al tema degli orari di lavoro e della disconnessione, alla dotazione della strumentazione tecnologica, al rafforzamento della disciplina sulla salute e sicurezza, alla formazione”.
La trasformazione organizzativa che si è generata, e che in alcuni ambiti sta diventando strutturale, non va minimizzata, ma - ha concluso Scacchetti - governata per i possibili riflessi che può avere sul benessere organizzativo e sulla sostenibilità”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 26 novembre 2020

Unar, sindacati e organizzazioni datoriali firmano protocollo d’intesa per la non discriminazione e l’inclusione nei luoghi di lavoro

Il 24 novembre si è svolto l’incontro in videoconferenza organizzato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) con le Organizzazioni Sindacali e Datoriali per la sottoscrizione di un Protocollo di intesa finalizzato alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni in ambito lavorativo.

L’ambiente di lavoro è uno dei principali luoghi in cui possono concretizzarsi il riconoscimento delle pari opportunità, la valorizzazione delle differenze e delle competenze di tutti i lavoratori e le lavoratrici, l’effettiva e piena inclusione di tutte le persone indipendentemente dall’origine etnica o da altri fattori di discriminazione, anche con riferimento alla discriminazione multipla.

L’UNAR e le Organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie del protocollo intendono lavorare in sinergia per promuovere e diffondere una cultura di integrazione, di inclusione e di promozione sociale, anche mediante iniziative comuni di informazione, formazione e sensibilizzazione.

In attuazione del Protocollo di intesa sarà istituita una Cabina di regia nazionale ad hoc, coordinata dall’UNAR, di cui faranno parte tutti i soggetti firmatari, per raccordare gli interventi in materia di non discriminazione nell’ambiente lavorativo, diffondere la conoscenza delle buone prassi già realizzate a livello nazionale e territoriale e promuovere nelle diverse realtà produttive le pratiche di diversity inclusion, favorendo nel mercato del lavoro l’instaurarsi di un proficuo clima aziendale che tenga nell’opportuna

sabato 14 marzo 2020

Cgil, Cisl, Uil: sottoscritto con Governo “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”

Questa mattina, presso la Presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. (Scarica il protocollo)
È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva.
L’accordo che questa mattina abbiamo sottoscritto consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.
Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta.
Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese.
Importante è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 4 maggio 2017

Call Center: Camusso, protocollo primo passo importante, ora coerenza e continuità

Lo studieremo con attenzione, ma lo riteniamo un primo passo importante che si iscrive nella necessità di mettere trasparenza nel sistema delle gare che ancora nel settore dei call center, e non solo, si basano sul massimo ribasso, cancellando diritti e realizzando dumping sulle condizioni salariali, cominciando invece ad affermare il rispetto dei contratti ed il valore delle retribuzioni effettive e non dei minimi”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta il protocollo sui Call Center, firmato oggi da 13 imprese private, presso la presidenza del Consiglio.
“Significativo è – aggiunge il leader della Cgil – aver proposto un limite alle delocalizzazioni, anche se il nostro obiettivo è il contrasto totale, ma quantomeno si comincia ad affermare il principio. Serve poi coerenza e continuità, costruendo regole diverse anche in Europa, non subendo sempre il criterio del mercato unico regolatore”.
L’impegno che chiediamo ora al governo – conclude Camusso – è che ci sia non solo un monitoraggio, ma un effettivo controllo del rispetto di questi impegni, e di continuare nelle scelte di regolazione e di affermazione delle tutele del lavoro in un settore dove trovano occupazione decine di migliaia di lavoratori in condizioni di vero e proprio sfruttamento, come rivendichiamo nella piattaforma unitaria dei call center che stiamo preparando”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 24 luglio 2015

Lo studio della Fisac Cgil: Salari fermi dal 1993

Ventidue anni fa il governo Ciampi firmava con le parti sociali il protocollo noto come 'il 23 luglio '93'. A distanza di ventidue anni il bilancio di quell'accordo vede i contratti aver difeso i salari dall'inflazione ma senza che siano cresciuti. I motivi? Fisco troppo pesante sul lavoro, non è cresciuta la produttività mentre a crescere sono state le diseguaglianze. Per questo c'è bisogno, oggi come allora, di un nuovo patto, un patto tra gli onesti contro l'evasione e uno straordinario piano per l'occupazione dei giovani”. La Fisac Cgil, la categoria dei lavoratori del credito della Cgil, ha presentato ieri a Milano il rapporto annuale sui salari, nella ricorrenza dei ventidue anni dalla firma del protocollo del 23 luglio '93.
Nel report della Fisac Cgil, frutto del lavoro dell'istituto di ricerca della categoria, l'Isrf Lab, si passa nello specifico in rassegna gli effetti che la 'grande crisi' dopo sette anni ha generato: dal 2008 al 2014 una perdita di Pil pari al -9,1% (contro una crescita mondiale del 20,5% e una flessione nell'Eurozona del -0,8%) che ha bruciato 160 miliardi di ricchezza, un crollo degli investimenti