Visualizzazione post con etichetta teatri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta teatri. Mostra tutti i post

venerdì 28 aprile 2017

Spettacolo: tagli al Mibact danneggiano lavoratori del settore

Arrivano i tagli al Mibact ed allo spettacolo dal vivo. Ma nella stessa legge (n. 50 del 24 aprile) si legge dello stanziamento per il solo teatro Eliseo di Roma di due milioni €. Allora sorge spontanea la domanda: quali politiche si fanno in Italia per lo spettacolo dal vivo?” dichiara Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Molti teatri sono in crisi perché le risorse pubbliche sono insufficienti e in particolare quelle locali si sono ridotte e vengono stanziate in ritardo. Gli artisti ricevono con enorme ritardo i propri compensi, che negli ultimi anni si sono ridotti, e i pochi dipendenti stabili in alcuni casi vedono le proprie retribuzioni slittare nei pagamenti.”
Il fondo unico per lo spettacolo dal 1985 si è dimezzato mentre si è ridotto ad un quarto il finanziamento complessivo rispetto al PIL. La situazione degli artisti presenta aspetti drammatici.”
“Una ricerca promossa da SLC CGIL ne evidenzia gli aspetti più’ gravi e sarà presentata a Roma il prossimo 4 maggio al Teatro Sala Uno – annuncia Bizi. Il settore del teatro, della musica, della danza, dei circhi e dello spettacolo viaggiante chiede maggiori tutele ed politiche lungimiranti.”
Chi pensa che tagliando i fondi ai ministeri si ottenga il risultato di tagli indolori sbaglia. Questi tagli si abbatteranno sulla pelle dei lavoratori dello spettacolo.”
Scarica il documento: Tagli Mibact

venerdì 31 marzo 2017

Teatro: tagli a cultura uccidono teatro e lavoro di attori e tecnici

La situazione dei teatri in Italia è difficile e i primi a pagare sono gli artisti che vedono restringere la loro possibilità di lavorare ottenendo compensi che permettano loro di vivere dignitosamente. Sono lavoratori che devono essere maggiormente protetti nel corso della loro vita lavorativa riconoscendo loro il ruolo di mediatore culturale in una società che cambia” dichiara Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Sono anche una componente del welfare poiché è grazie a loro che si fa teatro anche fuori dal teatro, nelle periferie, in luoghi di disagio. Questi spazi spesso sono offerti dai comuni, ma se non ci sono altre entrate gli artisti devono lavorare gratis o con cachet ridotti. Ma anche le grandi realtà teatrali sono in difficoltà e si dibattono tra l’obbligo di aumentare la produzione (magari senza troppo guardare alla qualità) e i finanziamenti pubblici che non sono certi nel tempo. Quelli che provengono da comuni e regioni spesso subiscono tagli importanti.”
Ad esempio i tagli operati dal Comune di Torino sono importanti e rischiano di abbattersi sui lavoratori che già ora non se la passano bene – prosegue Bizi. Non bisogna dimenticare che oltre al personale dipendente dai teatri, sono parte essenziale le compagnie teatrali, costituite da tecnici ed artisti. Ridurre i finanziamenti e dire che magari le risorse si troveranno più avanti significa impedire il lavoro a questi lavoratori.”
Non fa rumore la compagnia che non trova lavoro e reddito, ma chi è attento al benessere dei cittadini avverte il frastuono di un palazzo che cade. Bisogna essere ciechi per non vedere l’effetto che fa un teatro che chiude o una compagnia di attori che per sopravvivere lavora gratis – conclude Bizi.