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venerdì 16 aprile 2021

Previdenza: Cgil, riprendere al più presto il confronto

“È veramente incomprensibile che il Ministro del Lavoro, a due mesi dal suo insediamento, non abbia ancora avviato un confronto con le organizzazioni sindacali su un tema importante e urgente come la previdenza, malgrado le diverse richieste e sollecitazioni”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

“Il Def 2021 conferma che la spesa pensionistica italiana non è fuori controllo – sottolinea il dirigente sindacale – e i ripetuti tagli alla previdenza sono stati in questi anni il principale strumento di contenimento della spesa pubblica. Inoltre i dati pubblicati non tengono conto che nel computo della spesa pensionistica sono imputati impropriamente più di tre punti di spesa di altra natura”.

Ghiselli aggiunge che “l’effetto della pandemia e il basso ricorso a Quota 100 stanno liberando ulteriori risorse che consentirebbero un intervento di riforma basato sulla flessibilità in uscita dopo 62 anni o con 41 anni di contributi, sulla salvaguardia previdenziale di donne, giovani, precari, disoccupati con un’età avanzata e chi fa lavori gravosi”.

“La questione pensionistica è una ferita ancora aperta – conclude il segretario confederale della Cgil – e le lavoratrici ed i lavoratori, di tutte le generazioni e i generi, si aspettano risposte vere e immediate, e non semplici ritocchi improvvisati ad una normativa che è la più penalizzante d’Europa. Si riprenda al più presto il confronto”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 19 ottobre 2018

Manovra: Colla, Cgil “Siamo al Passo del gambero. Occorre lavoro di cittadinanza”

Siamo di fronte al cammino del gambero, altro che manovra del popolo”. Vincenzo Colla, segretario confederale Cgil, ad una prima analisi, bolla come “impostazione che ci riporta ancora più indietro” i documenti presentati dal governo in tema di politica economica, DEF, decreto fiscale, legge di bilancio ecc.
Non ci sono soltanto tagli e diminuzioni finanziarie verso la formula che chiamiamo ‘impresa 4.0’. In più, a giudizio unanime delle Parti Sociali e di tutti gli operatori economici -fa rilevare il segretario confederale- i meccanismi di incentivazione di bonus, di iper ammortamento, super ammortamento, credito di imposta alla formazione, legge Sabbatini ecc., hanno consentito di realizzare una crescita di fatturato e di ordinativi per migliaia di aziende soprattutto piccole e medie che senza questi interventi non sarebbero mai riuscite a far investimenti di trasformazione tecnologica e a mettersi così in pari con i nostri competitori europei”.
Da ciò la preoccupazione di Colla “sia per le prevedibili ricadute negative sul piano occupazionale, della produzione industriale e dei servizi”, sia perché dietro a tutto questo c’è “una totale mancanza di visione, l’assenza grave di qualunque strategia di sviluppo. Basti pensare -rimarca

mercoledì 2 maggio 2018

Bilancio Ue: Cgil, Cisl, Uil, tagli ai fondi coesione minano sviluppo e riduzione divari

“Tagli consistenti ai fondi di coesione e alla Pac, la politica agricola comune, minano il disegno di un’Europa federale, sociale e dei popoli. Come già abbiamo affermato davanti al Parlamento europeo, la politica di coesione economica, sociale e territoriale rappresenta una componente fondamentale del disegno europeo, come descrivono gli stessi Trattati, per promuovere uno sviluppo armonioso e ridurre i divari”. È quanto dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Gianna FracassiAngelo ColombiniGuglielmo Loy, in merito al nuovo bilancio Ue post 2020 presentato ieri dalla Commissione Europea.
Per i segretari confederali “l’incremento delle risorse per importanti priorità come l’immigrazione, i giovani e l’innovazione non possono né impedire un tenore di vita equo alle popolazioni agricole, né giustificare l’abbandono dei finanziamenti volti a contrastare ritardi di sviluppo e minori opportunità sociali e occupazionali tra i cittadini europei”.
In merito alle entrate, Fracassi, Colombini, Loy, affermano “è apprezzabile, quanto indispensabile, la riforma del regime di finanziamento del bilancio europeo, soprattutto nella prospettiva ambientale, con nuove tasse sulla plastica e sulle emissioni di CO2”. “Tuttavia – sottolineano – con un pò più di coraggio sarebbe stato possibile contemplare la capacità per l’Unione europea di assumere prestiti, Eurobond”. Sul versante della spesa, i tre dirigenti sindacali sottolineano “appare utile l’istituzione del primo fondo per la stabilizzazione degli investimenti pubblici, mentre il secondo che sostiene i Paesi nella realizzazione delle riforme rischia di annullare gli effetti positivi del primo, se le riforme continueranno ad andare nella

venerdì 16 febbraio 2018

Spettacolo: Fus insufficiente. Portarlo a livelli europei

L’importo del Fondo Unico per lo Spettacolo pari a 333.941.798 €, comunicato oggi dal Ministro dei Beni e delle attività culturali, è inferiore a quello dell’anno scorso che era stato oggetto di un aggiunta straordinaria. Le risorse stanziate sono complessivamente insufficienti – commenta Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Per il 2018 attività teatrali, musicali, danza e circensi avranno lo stesso importo del 2017, mentre per le residenze si troveranno risorse extrabilancio. Vengono decurtati i progetti multidisciplinari, i progetti speciali ed azioni di sistema. Gli ulteriori fondi pari a circa 9 milioni stanziati dalla legge spettacolo sono stati dirottati dal Parlamento, con la legge di stabilità, su altre iniziative tra le quali il finanziamento ai carnevali storici, orchestra Verdi di Milano e teatro Eliseo.”
Credo sia evidente a tutti – prosegue la sindacalista – che iniziative parlamentari che impattano fuori dalle logiche di ripartizione del FUS, sottraendo anzichè integrare risorse, siano deleterie e sbagliate. Le Fondazioni liriche subiscono un taglio, ma nella legge di stabilità sono stati stanziati fondi aggiuntivi specifici.”
I rappresentanti delle imprese di spettacolo si sono dichiarati soddisfatti e quindi confidiamo in una rapida conclusione della trattativa di rinnovo dei contratti della Prosa e degli Scritturati – conclude Bizi. Ci auguriamo che il prossimo Parlamento, uscendo dalle mere logiche di aiuto a singoli soggetti, incrementi il Fondo Unico per lo Spettacolo almeno ai livelli degli altri Paesi europei.”
Scarica lo schema del Fus 2018: FUS 2018

lunedì 12 febbraio 2018

Tim: coinvolgere Governo e parti sociali

Nel tardo pomeriggio di lunedì 12 febbraio, si è tenuto il previsto incontro tra le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL e l’Amministratore Delegato di Tim.”
“Nell’incontro, richiesto dalle OO.SS., l’AD Genish, rispetto alle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali confederali sul futuro dell’azienda ed in particolare della rete, ha dichiarato che gli interessi primari di Tim sono la creazione di valore in un percorso sostenibile di crescita con al centro il cliente – così una nota unitaria delle Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL.
In questo ambito, il modello di separazione della rete, mediante un progetto di societarizzazione, ovvero in una società detenuta al 100% da Tim, risponde, secondo l’AD, ad una finalità tecnica per assicurare la piena equivalenza di accesso, cioè la neutralità della rete, ritenendo questo progetto di natura squisitamente tecnico-normativo e non di tipo finanziario, con Agcom quale unico interlocutore fermo restando la necessaria informativa al Governo.”
Sul tema degli appalti e più specificamente sulle problematiche conseguenti all’iniziativa di tagli lineari richiesti ai fornitori, l’AD ha dichiarato che il tutto è finalizzato a conseguire l’equità dei prezzi applicati a Tim dai fornitori.”
“Le Organizzazioni sindacali – termina la nota – preso atto delle dichiarazioni dell’AD, hanno ribadito come il futuro di Tim e nella fattispecie della rete, data la sua rilevanza, debba necessariamente vedere il coinvolgimento pieno del Governo e delle parti sociali, e non possa pertanto essere derubricato a questione unicamente tecnico-regolamentare (Agcom), confermando le proprie preoccupazioni al riguardo.
Preoccupazioni e perplessità che i sindacati hanno esteso anche alle problematiche conseguenti al contenuto ed alle modalità di “tagli lineari” ai costi delle forniture che rischiano di produrre pesanti riflessi produttivi ed occupazionali nell’indotto.”

lunedì 15 maggio 2017

Famiglia: Cgil, Cisl, Uil, investire di più per rafforzare coesione sociale

Il nostro Paese deve investire di più sulle famiglie se vuole rafforzare la coesione sociale e dare una nuova direzione allo sviluppo”. Così Cgil, Cisl e Uil nella nota unitaria in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia.
La perdurante e profonda crisi ha visto ridurre in maniera significativa i redditi, allargando l’area della povertà e, contemporaneamente, sulle famiglie si è aggravato il carico educativo, assistenziale e di cura”. Motivo per cui, sostengono Cgil, Cisl e Uil, “non bastano più misure parziali o interventi transitori, vanno promosse politiche organiche e durature per ridare fiducia alle famiglie italiane, destinando maggiori risorse finanziarie, ma anche riorganizzando e ripensando il nostro sistema di welfare sociale e con adeguate politiche per la creazione di nuovi posti di lavoro. Attendiamo per questo un segnale che recuperi subito i tagli ai fondi sociali nazionali”.
“Sostegno ai redditi, sviluppo dei servizi e agevolazioni per la conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari – proseguono – sono i tre assi di una strategia politica che deve vedere la corresponsabilizzazione di tutti i soggetti sociali”.
Le tre confederazioni ricordano che “abbiamo già avanzato alcune proposte concrete sui singoli temi per noi prioritari: l’introduzione di un assegno universale per sostenere i carichi familiari, più generoso ed equo del sistema attuale, da accostare per le famiglie più disagiate al Reddito di inclusione; la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali ad iniziare dal sistema dei

venerdì 28 aprile 2017

Spettacolo: tagli al Mibact danneggiano lavoratori del settore

Arrivano i tagli al Mibact ed allo spettacolo dal vivo. Ma nella stessa legge (n. 50 del 24 aprile) si legge dello stanziamento per il solo teatro Eliseo di Roma di due milioni €. Allora sorge spontanea la domanda: quali politiche si fanno in Italia per lo spettacolo dal vivo?” dichiara Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Molti teatri sono in crisi perché le risorse pubbliche sono insufficienti e in particolare quelle locali si sono ridotte e vengono stanziate in ritardo. Gli artisti ricevono con enorme ritardo i propri compensi, che negli ultimi anni si sono ridotti, e i pochi dipendenti stabili in alcuni casi vedono le proprie retribuzioni slittare nei pagamenti.”
Il fondo unico per lo spettacolo dal 1985 si è dimezzato mentre si è ridotto ad un quarto il finanziamento complessivo rispetto al PIL. La situazione degli artisti presenta aspetti drammatici.”
“Una ricerca promossa da SLC CGIL ne evidenzia gli aspetti più’ gravi e sarà presentata a Roma il prossimo 4 maggio al Teatro Sala Uno – annuncia Bizi. Il settore del teatro, della musica, della danza, dei circhi e dello spettacolo viaggiante chiede maggiori tutele ed politiche lungimiranti.”
Chi pensa che tagliando i fondi ai ministeri si ottenga il risultato di tagli indolori sbaglia. Questi tagli si abbatteranno sulla pelle dei lavoratori dello spettacolo.”
Scarica il documento: Tagli Mibact

giovedì 27 aprile 2017

Welfare: Cgil, Cisl, Uil, attendevamo di più da Governo, in manovrina mancano risorse per evitare tagli a Fondi sociali

Nella manovrina mancano le risorse necessarie per ristabilire la dotazione del Fondo per le Politiche Sociali a 311,56 milioni e del Fondo per la Non Autosufficienza a 500 milioni di euro, tagliati da un accordo tra Governo e Regioni e che, solo dopo le pressioni sindacali e del mondo associativo, le istituzioni si erano impegnate a recuperare”. Questo quanto sottolineano Cgil, Cisl e Uil dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge 50/2017.
Nel decreto il Governo avrebbe dovuto stanziare 210 milioni di euro per eliminare i recenti tagli al Fondo nazionale per le politiche sociali”, affermano i sindacati confederali. 
Un impegno assunto dall’Esecutivo e ribadito dallo stesso Presidente del Consiglio Gentiloni in occasione dell’incontro con il Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, dove era stato concordato l’impegno da parte del Governo, cui sarebbe corrisposto quello delle Regioni, a reperire 50 milioni per cancellare i tagli al Fondo per la non autosufficienza. 
Anche il Ministro Poletti e l’assessore Facciolla, responsabile per le Regioni delle Politiche sociali, hanno ribadito i termini dell’accordo in un incontro con i sindacati confederali e dei pensionati e le associazioni del Tavolo nazionale sulla non autosufficienza”.
Cgil, Cisl e Uil concludendo chiedono “un chiarimento da parte del Governo e soprattutto certezza che i Fondi vengano ristabiliti alle cifre concordate, con la garanzia che anche per il futuro la già esigua spesa sociale non subisca ulteriori tagli derivanti dal rispetto dei vincoli di bilancio”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 31 marzo 2017

Teatro: tagli a cultura uccidono teatro e lavoro di attori e tecnici

La situazione dei teatri in Italia è difficile e i primi a pagare sono gli artisti che vedono restringere la loro possibilità di lavorare ottenendo compensi che permettano loro di vivere dignitosamente. Sono lavoratori che devono essere maggiormente protetti nel corso della loro vita lavorativa riconoscendo loro il ruolo di mediatore culturale in una società che cambia” dichiara Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Sono anche una componente del welfare poiché è grazie a loro che si fa teatro anche fuori dal teatro, nelle periferie, in luoghi di disagio. Questi spazi spesso sono offerti dai comuni, ma se non ci sono altre entrate gli artisti devono lavorare gratis o con cachet ridotti. Ma anche le grandi realtà teatrali sono in difficoltà e si dibattono tra l’obbligo di aumentare la produzione (magari senza troppo guardare alla qualità) e i finanziamenti pubblici che non sono certi nel tempo. Quelli che provengono da comuni e regioni spesso subiscono tagli importanti.”
Ad esempio i tagli operati dal Comune di Torino sono importanti e rischiano di abbattersi sui lavoratori che già ora non se la passano bene – prosegue Bizi. Non bisogna dimenticare che oltre al personale dipendente dai teatri, sono parte essenziale le compagnie teatrali, costituite da tecnici ed artisti. Ridurre i finanziamenti e dire che magari le risorse si troveranno più avanti significa impedire il lavoro a questi lavoratori.”
Non fa rumore la compagnia che non trova lavoro e reddito, ma chi è attento al benessere dei cittadini avverte il frastuono di un palazzo che cade. Bisogna essere ciechi per non vedere l’effetto che fa un teatro che chiude o una compagnia di attori che per sopravvivere lavora gratis – conclude Bizi.

mercoledì 29 marzo 2017

Non Autosufficienza: bene impegno Governo e Regioni per ristabilire Fondo

Prendiamo atto positivamente dell’impegno assunto da Governo e Conferenza delle Regioni, ribadito oggi dal Ministro Poletti e dall’assessore Facciolla, di ristabilire la dotazione del Fondo per la Non Autosufficienza per l’anno 2017 a 500 milioni di euro e del Fondo per le Politiche Sociali a 311,56 milioni. Rivendichiamo però, in tempi rapidi, l’approvazione dell’atto formale che cancelli effettivamente i tagli ai fondi inferti con l’Intesa Stato Regioni del 23 febbraio scorso”. Così in una nota congiunta Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil al termine della riunione di questa mattina del Tavolo sulla Non Autosufficienza.
In ogni caso – proseguono confederazioni e sindacati dei pensionati – bisogna rendere strutturali questi fondi e ‘proteggere’ le risorse destinate al welfare come investimento strategico, che vanno perciò escluse dai tagli che si decidono con le manovre finanziarie in attuazione del patto di stabilità”.
“Riteniamo – si legge poi nella nota – che le risorse stanziate siano ancora insufficienti per rispondere in mondo adeguato ai bisogni e ai diritti di milioni di cittadini. Occorre, a partire dalla prossima legge di bilancio, un graduale, ma certo, incremento delle risorse strutturali del Fondo, da integrare con le

venerdì 24 marzo 2017

Welfare: Cgil, Cisl e Uil a Poletti, urgente incontro per ristabilire fondi Politiche Sociali e Non Autosufficienza

Bene la convocazione da parte del Ministro Poletti del Tavolo nazionale sulla Non Autosufficienza ma, dopo i tagli compiuti con l’Intesa fra Governo e Regioni del 23 febbraio scorso in attuazione della Legge di Bilancio, serve un confronto sul complesso dei finanziamenti destinati alle politiche sociali”. É quanto si legge nella nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil che segue la convocazione dell’incontro tra Ministero e confederazioni per il 29 marzo prossimo.
Come abbiamo scritto nella lettera inviata al Ministro Poletti e al Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini  sottolineano Cgil, Cisl e Uil – occorre superare politiche di tagli sbagliate e inopportune, perché toccano le persone più vulnerabili negando diritti e inclusione sociale, e frenano l’avvio stesso dei necessari processi di riforma del welfare. 
La spesa per le politiche sociali e sanitarie – affermano in conclusione i tre sindacati – è un formidabile investimento per creare sviluppo, innovazione e buona occupazione”.
Fonte: Ufficio stampa Cgil

martedì 14 febbraio 2017

Non autosufficienza: Cgil, Cisl, Uil, inaccettabili tagli a fondo. Confronto su Piano nazionale deve proseguire

Cgil, Cisl e Uil confederali e i Sindacati dei pensionati Spi, Fnp e Uilp hanno partecipato oggi all’incontro del tavolo nazionale per la non autosufficienza, presso il ministero del Lavoro con il ministro Poletti e il sottosegretario agli Affari sociali On. Biondelli.
Nel corso dell’incontro le Organizzazioni sindacali hanno sottolineato di ritenere inaccettabili i tagli ai fondi sociali ventilati in queste ore, tagli che lo stesso ministro Poletti e gli assessori regionali presenti hanno dichiarato di non condividere. Le organizzazioni sindacali si aspettano, quindi, che alle dichiarazioni seguano fatti ben precisi da parte del Governo e delle Regioni e che questi, insieme alle forze politiche, assumano il tema della non autosufficienza come una priorità nell’agenda del Paese, che necessita di una strategia specifica per fronteggiare positivamente l’impatto delle tendenze demografiche e l’aumento delle fragilità sociali, al fine di assicurare i diritti delle persone in condizione di non autosufficienza, rimuovendo gli ostacoli che impediscono la piena inclusione sociale.
La decisione del Governo, assunta con il “decreto coesione sociale” a gennaio 2017, di incrementare il fondo sulla non autosufficienza, portando la dotazione annua a 500 milioni, ora rischia di essere azzerata. Tutto ciò è gravissimo considerando che le risorse stanziate erano già insufficienti per rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone.
I sindacati presenti all’incontro ritengono, quindi, che occorra un piano di graduale ma garantito incremento della dotazione strutturale del fondo, con l’obiettivo di ridefinire le risorse globali per le

martedì 7 febbraio 2017

Welfare: Cgil, rischio oltre 400 mln di nuovi tagli, Governo e Regioni li evitino

La discussione di queste ore tra assessori al Bilancio delle Regioni e Governo sull’attuazione della legge di bilancio ci preoccupa perché si ventilano tagli anche ai finanziamenti per sanità e protezione sociale, tra cui il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e quello per la non autosufficienza, già sottofinanziati rispetto ai bisogni”. Questo l’allarme lanciato da Rossana Dettori, segretaria confederale della Cgil.
Come abbiamo più volte denunciato infatti – spiega Dettori – le Regioni sono tenute a stipulare accordi con lo Stato per conseguire ulteriori risparmi sulle proprie spese, comprese quelle sanitaria e sociale, in base alle cifre indicate nell’Intesa Stato-Regioni dell’11 febbraio 2016. Si tratta – specifica la dirigente sindacale – di oltre 400 milioni all’anno di nuovi tagli, e in caso di mancata intesa il Governo ha facoltà di decidere tagli lineari a Sanità e a Sociale”.
Chiediamo al Governo e alle Regioni di fermarsi e scongiurare questa ulteriore mazzata al nostro sistema di welfare – conclude Dettori – che colpirebbe proprio i cittadini vulnerabili, scaricando la manovra finanziaria sulla parte più debole della nostra società”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 15 settembre 2016

Manovra: Cecconi (Cgil), sanità come bancomat, si ripete film dell’anno scorso

Il prevedibile andamento del PIL porta il Governo a rifare i conti in vista della legge di stabilità, e il bancomat a disposizione è ancora una volta il fondo sanitario nazionale, dal quale si prospetta un prelievo da uno a due miliardi. Un prelievo nocivo, che riduce il già precario diritto alle cure dei cittadini”. Così Stefano Cecconi, responsabile Politiche della Salute della Cgil nazionale.
Come l’anno scorso – continua Cecconi – il Governo smentisce e spaccia i nuovi tagli per minori aumenti. Ma il trucco non funziona più. Mentre milioni di italiani rinunciano a visite, esami e terapie, ostacolati da ticket e liste d’attesa inaccettabili, la sanità pubblica subisce un altro colpo”.
Per il dirigente sindacale “il fondo sanitario concordato pochi giorni fa da Governo e Regioni a 113 miliardi nel 2017 e a 115 miliardi nel 2018 è comunque insufficiente a coprire la pur bassa inflazione (i prezzi di beni e servizi sanitari crescono più del finanziamento), a rinnovare i contratti di lavoro e per le assunzioni di personale indispensabili per assicurare servizi essenziali. Ora – aggiunge – anche i nuovi LEA, la cui applicazione è già oggi incerta, non avranno copertura finanziaria”.
I tagli al finanziamento – sottolinea Cecconi – sono per natura lineari e, lo abbiamo visto, disturbano gli sforzi per riorganizzare e migliorare i servizi, anche per uscire dai piani di rientro, e per contrastare sprechi e corruzione. Questo – conclude – è un metodo vecchio e controproducente per affrontare la crisi, che colpisce il diritto alla salute delle persone e ostacola la stessa ripresa dell’economia e dell’occupazione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 13 ottobre 2015

Sanità: Cecconi (Cgil) quale risultato, Fondo usato ancora come bancomat

"Con la legge di stabilità il Fondo sanitario 2016 scende da 113 a 111 miliardi, sarebbe questo il risultato della cosiddetta trattativa tra Governo e Regioni?". Così Stefano Cecconi, responsabile Politiche della Salute della Cgil nazionale, commenta quanto emerso dall'incontro tenutosi a Palazzo Chigi tra Regioni es esecutivo.
"Con Renzi continua la politica dei tagli ad un settore strategico - sostiene Cecconi - che invece di essere protetto e sostenuto viene utilizzato come un bancomat". "Il diritto alla salute e alle cure non è evidentemente una priorità del Governo, nonostante gli annunci". "Dopo il decreto taglia prestazioni - prosegue il dirigente sindacale - si assesta un nuovo colpo alla sanità pubblica. Serve mobilitazione adeguata", conclude Cecconi.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 23 settembre 2015

Sindacati contro Lorenzin: no ai tagli delle prestazioni

martedì 28 luglio 2015

Dopo i tagli alla Cultura e alla Sanità, la Cgil denuncia i tagli all’editoria

Barbara Apuzzo - Seg. Nazionale SLC
La Cgil continua a sollevare critiche nei confronti del governo Renzi e a smascherare ingiusti provvedimenti concreti dei suoi ministri. Qualche giorno fa aveva stigmatizzato i tagli al Fondo per la Cultura, operato dal ministro Franceschini. Ieri ha avanzato notevoli perplessità sul piano di presunte “razionalizzazioni” per dieci miliardi del fondo nazionale per la Sanità, elaborati dalla strana coppia Gutgeld-Lorenzin. 
Oggi denuncia con forza la decisione di tagliare i fondi per l’editoria, vecchio pallino del sottosegretario Lotti. Altri tagli sono previsti nella prossima legge di stabilità, in particolare ai Fondi strutturali per gli Atenei universitari pubblici, annunciati dalla ministra Giannini e agli Enti locali, previsti dal Tesoro. Se questo è un modo per fare cassa e vantare, da parte di Renzi e Padoan, un abbassamento della pressione fiscale, si tratta banalmente di un trucco contabile, che tuttavia, approfondirà le diseguaglianze e creerà maggiore povertà intellettuale in tutto il Paese.
La segreteria nazionale della Cgil, attraverso Barbara Apuzzo, della SLC, denuncia dunque i tagli all’editoria. “Mentre continua il martellamento mediatico sulla portata rivoluzionaria della annunciata riforma dell’editoria, l’unico fatto concreto del governo riguarda i tagli ai finanziamenti, che stanno causando la chiusura di storiche testate e la cancellazione di professionalità e posti di

mercoledì 22 ottobre 2014

Legge Stabilità: Cgil, nessuna risposta ai bisogni sociali.

Vera Lamonica
Nessun vero investimento sul sociale, anzi un arretramento nelle politiche di finanziamento dei diversi capitoli d'intervento”. E’ quanto afferma la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, commentando quanto previsto dalla bozza della legge di stabilità della quale si ha notizia.“
“Sui principali capitoli che compongono gli interventi al sostegno del nostro sistema di welfare per le politiche sociali e dell'assistenza - precisa la dirigente sindacale - non si intravede alcuna svolta e si continua a perseguire la strada di un sotto-finanziamento, evitando di ristabilire un adeguamento dei fondi che poi saranno ripartiti alle regioni”.
Il fondo per le politiche sociali - prosegue Lamonica - sarà finanziato con una dotazione di 300 milioni di euro, inferiore allo stanziamento per il 2014. Il fondo per le non-sufficienze avrà una dotazione di 250 milioni di euro, comprensivo per gli interventi di sostegno per le persone affette da sclerosi laterale amiotrofica: ben 90 milioni in meno rispetto al 2014 quando la dotazione era stata di 340 milioni di euro. Sugli interventi di contrasto alla povertà ci si limita al rifinanziamento della cosiddetta social card - per 250 milioni di euro - e

lunedì 8 settembre 2014

Intervista di Susanna Camusso a La Stampa


sabato 3 agosto 2013

SLC PRODUZIONE CULTURALE: INFORMATIVA


Qui trovate le tabelle (in formato PDF) che accompagnavano l'audizione VII Commissione Cultura Camera e Senato del Ministro Bray. I dati sono relativi al personale e al bilancio.

Un'analisi anche non approfondita delle tabelle che a noi interessano rispetto alle risorse Fus ed extra-Fus, sono un vero "bollettino di guerra".
E' imperativo porre la questione del reperimento urgente di risorse per il Settore se no passano logiche di pesanti tagli a copertura del tax credit e la via corta propugnata delle "liquidazioni coatte".
La nostra ben riuiscita iniziativa di ieri a Milano poneva con forza la questione..., Positivo il fatto che si stia aprendo anche una riflessione di una nostra caretterizzazione attiva, attraverso progetti mirati sulla cultura, su un appuntamento straordinario quale sarà l'Expo.