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sabato 16 gennaio 2016

Crisi: Cgil, Italia rischia stagnazione

Il rischio per l'Italia di entrare in una fase di stagnazione è sempre più evidente. La ripresa che il governo continua a propagandare è ancora lontana e i dati economici dell'ultimo trimestre 2015, purtroppo, lo confermano”. È quanto si legge nel secondo numero dell'Almanacco dell'economia della Cgil Nazionale.
La ripresa non è il semplice cambio di segno del Pil e degli altri aggregati economici”, sostiene la Cgil, che ha elaborato un indicatore IriDE, Indice di Ripresa della Domanda Effettiva, con cui misurare la direzione dell'economia attraverso il rapporto tra la variazione della domanda interna, misurata come somma di consumi e investimenti, e la dinamica della produttività e del benessere del Paese, misurata con il Pil pro-capite. "Nell'ultimo trimestre del 2015 - evidenzia la Cgil - questo indicatore, che oscilla tra 1 e -1, è stato pari a zero, dunque nessuna crescita effettiva del sistema paese”. 
La fase di stagnazione - si legge nello studio - è attenuata solamente da un aumento dei consumi delle famiglie, il cui contributo alla crescita della domanda aggregata, però, potrebbe essere neutralizzato dall’annunciata flessione delle esportazioni e della produzione industriale”. Per la Cgil "la variazione positiva dei consumi è da attribuire all’aumento del potere d’acquisto, realizzato soprattutto grazie ai rinnovi contrattuali, che hanno incrementato progressivamente il livello dei