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giovedì 21 settembre 2017

Ceta: Camusso, avrà impatto pesante su nostro Paese, Senato non lo ratifichi

L’accordo Ceta avrà un impatto economico, sociale e ambientale pesante sul nostro Paese, perché in esso gli standard vigenti in Europa in materia di diritti dei lavoratori, sicurezza alimentare e ‘principio di precauzione’, rispetto dell’ambiente e garanzia dei servizi pubblici, saranno nei fatti sacrificati alla libertà di commercio”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in occasione dell’entrata in vigore provvisoria dell’accordo commerciale globale (Ceta) tra l’Ue e il Canada.
Il Parlamento Italiano, chiamato a un voto di ratifica dell’accordo, – aggiunge il leader della Cgil – non può procedere con frettolosa superficialità, ma deve consentire il coinvolgimento e l’informazione dei lavoratori e dell’insieme dell’opinione pubblica sui rischi insiti nella ratifica del Ceta”.
Gli accordi di libero scambio – sottolinea Camusso – non devono più rispondere ai bisogni e alle pressioni delle lobby economico-finanziarie e delle grandi imprese, ma essere effettivamente al servizio dell’interesse generale e della qualità dello sviluppo. Il Ceta, invece, è un accordo che garantisce alle grandi imprese inaccettabili privilegi, mentre non offre nessuna garanzia per i lavoratori, per i consumatori e per i cittadini”.
Per queste ragioni, insieme con altre organizzazioni imprenditoriali, sociali, dei consumatori ed ambientaliste – conclude il segretario generale della Cgil – chiediamo al Senato, chiamato al voto sul Ceta il 26 settembre, di non procedere alla ratifica dell’accordo e di promuovere i necessari approfondimenti, attendendo la verifica del suo funzionamento provvisorio, che siamo sicuri suggerirà di respingere questo trattato per contribuire a un commercio effettivamente equo e sostenibile”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 26 giugno 2017

CETA: Camusso, preoccupante e immotivata fretta Parlamento a ratificare trattato

In questi giorni il Parlamento italiano sta procedendo con una fretta preoccupante e immotivata, prima di tutti gli altri principali paesi dell’Unione, alla ratifica del CETA, il trattato commerciale tra UE e Canada, che dopo il blocco del TTIP (il trattato USA-UE) rappresenta la bandiera di una vecchia politica commerciale, subalterna agli interessi di pochi e inefficace per un governo equo della globalizzazione economica”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
Le scorse settimane – aggiunge la leader della Cgil – in un’inedita importante alleanza con altre organizzazioni (Coldiretti, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori e Fair Watch), avevamo chiesto ai Presidenti di Camera e Senato che le nostre istituzioni evitino la fretta interessata e procedano ad una discussione approfondita prima di assumere una decisione che continuerebbe sulla strada sbagliata di un’indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi”.
Una decisione affrettata senza che ve ne sia alcuna urgenza – prosegue Camusso – danneggerebbe fortemente la nostra economia e i nostri lavoratori. Sarebbe invece opportuno che si desse occasione ai cittadini, ai lavoratori, alla società civile e alle parti sociali di esprimere le loro opinioni e perplessità su questo trattato, che interferisce non solo sull’import e sull’export del nostro Paese ma sulla vita e sul lavoro delle persone”.
Fermarsi – conclude il segretario della Cgil – significherebbe ripristinare un percorso democratico che è mancato durante un negoziato durato per sei anni nel segreto delle delegazioni, senza nessuna vera possibilità di accesso e di trasparenza per gli stessi parlamentari europei e nazionali. Per queste ragioni la Cgil parteciperà al presidio che si terrà il 5 luglio a Montecitorio”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil