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martedì 11 maggio 2021

Lavoro: Landini, sicurezza emergenza nazionale, subito “Accordo” tra governo e parti sociali

Arrivare subito alla definizione di un “Accordo per la sicurezza” tra governo e parti sociali, fare assunzioni mirate nei servizi pubblici per garantire più prevenzione, ispezioni e controlli, condizionare le risorse del PNRR destinate alle imprese e alle aziende al rispetto dei contratti e di tutte le norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, fino ad arrivare ad una vera e propria patente a punti. Sono queste le principali richieste che il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha avanzato al tavolo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che si è tenuto con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il ministro della Salute, Roberto Speranza, e i vertici di Cgil, Cisl e Uil.

Quella degli incidenti e dei morti sul lavoro – ha sottolineato il leader della Cgil – è una vera e propria emergenza nazionale. È necessaria una strategia sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per dare finalmente risposte adeguate. Strategia che deve essere finanziata anche con il PNRR e i fondi per la coesione europei e nazionali. Le risorse destinate alle imprese e alle aziende devono, però, essere condizionate al pieno rispetto delle garanzie di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla regolarità contrattuale e alla legalità”.

Per il segretario generale della Cgil, “per superare l’emergenza è necessario fare rapidamente assunzioni mirate nei servizi pubblici per aumentare la prevenzione attraverso più formazione, ispezioni, controlli e una maggiore ricerca sulla sicurezza. E’ inoltre necessario rafforzare la rappresentanza sindacale dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro e valorizzare la contrattazione come misura di prevenzione”.

Landini, infine, ha rilanciato la proposta di una patente a punti per le imprese, come strumento di controllo “sulla regolarità e il rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la legalità e l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 21 gennaio 2021

Crisi aziendali: accordo tra Agci Confcooperative, Legacoop e Cgil Cisl e Uil per promuovere i workers buy out

Uno strumento per risolvere crisi aziendali, favorire passaggi generazionali, garantire la conservazione del patrimonio aziendale e del know-how tecnico e produttivo.

Le tre centrali cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop hanno sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, per promuovere la diffusione e il consolidamento dei workers buy out cooperativi, in applicazione degli impegni presi nell’Accordo Interconfederale del 2018.

L’Italia è uno dei paesi che registra il maggior numero di soluzioni alle crisi attraverso esperienze di workers byout, trasferimenti di aziende a rischio chiusura a favore di cooperative costituite dai  dipendenti che ne rilevano l’attività.

Oltre alla soluzione di crisi, il WBO può essere di particolare aiuto per risolvere difficoltosi ricambi generazionali (specie se la proprietà è in mano a una famiglia), situazioni legate alla necessità di utilizzare i beni confiscati alla criminalità organizzata, ma anche l’ipotesi di aziende i cui titolari intendano trasferirle ai lavoratori a prescindere dalla sussistenza di uno stato di crisi e, più in generale,
garantire una soluzione di forte coinvolgimento dei lavoratori nella vita e nella gestione dell’impresa, realizzando concretamente il protagonismo del lavoro.

Le centrali cooperative e i sindacati intendono promuovere i WBO come strumento di democrazia

martedì 24 settembre 2019

Migranti: Cgil, accordo Malta primo passo per modificare Dublino

L’intesa sulla redistribuzione dei migranti salvati in mare che è stata raggiunta ieri alla Valletta tra Francia, Germania, Italia e Malta, dimostra che quando c’è volontà le questioni si affrontano. Dopo quattordici mesi di attacchi strumentali e polemiche sterili nei confronti dell’Europa, in meno di un mese finalmente si agisce per praticare soluzioni”. Lo afferma in una nota il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
Per il dirigente sindacale, l’accordo “rappresenta un primo significativo passo per responsabilizzare l’Europa che, finalmente, assume un’impostazione comunitaria sul tema, evitando di scaricare oneri solo sui Paesi di confine”. “Un’intesa – prosegue – che se pur limitata, poiché riguarda solo l’area del Mediterraneo centrale, stabilisce due punti per noi importanti: si rivolge a tutti i richiedenti asilo, non solo a quelli che lo hanno ottenuto e prevede un meccanismo di rotazione dei porti”. “Insistiamo affinché venga presa una posizione netta in tema di rapporti con la Libia. 
Non si possono mantenere inalterati degli accordi che – sottolinea il segretario confederale – impediscono alle persone di fuggire da un Paese in cui si consumano atrocità intollerabili nei confronti dei migranti”.
Ogni città europea deve essere considerata un porto sicuro. L’accordo di Malta – conclude Massafra – deve essere l’inizio di una discussione che dovrà portare alla modifica del Trattato di Dublino”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil 

giovedì 21 febbraio 2019

Call center: accordo quadro per sostenibilità del settore e qualità del servizio

Sottoscritto oggi un importante accordo quadro fra ASSTEL e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL che definisce regole per consolidare l’evoluzione industriale del settore nell’ambito del CCNL delle Telecomunicazioni.
Tutele del lavoro, contrasto alla concorrenza sleale e sviluppo della formazione e delle politiche attive e passive: ecco gli elementi cardine per garantire la sostenibilità delle imprese, dell’occupazione e la qualità dei servizi per le attività dei call center. L’Accordo Quadro sui principi e regole per il funzionamento delle attività del settore dei servizi di Customer Care, sottoscritto oggi tra Asstel, l’associazione che in Confindustria rappresenta l’intera Filiera delle TLC, e le Organizzazioni Sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, disegna un modello organico a cui tendere nel mercato dei servizi alla clientela, sia nella filiera delle telecomunicazioni, sia nella committenza di altri settori di attività.
Essendo rappresentate in Asstel tutte le principali imprese di outsourcing di servizi di Customer Care, l’attuazione delle misure concordate potrà avere un forte impatto sull’intero settore. Infatti il modello di principi e regole dell’Accordo è aperto all’adozione anche da parte di aziende committenti

venerdì 18 gennaio 2019

Tlc Accordo quadro su molestie e violenze nei luoghi di lavoro

Asstel, Associazione di rappresentanza di Confindustria di tutta la Filiera delle Tlc e le Organizzazioni Sindacali, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, hanno sottoscritto ieri un accordo, che applica a livello di settore l’accordo interconfederale Confindustria, Cgil, Cisl, Uil del 25 gennaio 2016, sul contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro. Sul piano operativo le Parti si impegnano a promuovere e sostenere la diffusione e l’adozione presso le singole imprese di una dichiarazione riferita alla non tollerabilità di molestie nei luoghi di lavoro, in cui vi è un esplicito richiamo ad adottare misure adeguate nei riguardi di chi commette tali atti. L’intesa ha una grande rilevanza sotto il profilo etico, chiamando tutti al dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza. L’Accordo sottoscritto oggi conferma la capacità della contrattazione collettiva di guardare agli aspetti di rilievo sociale del lavoro in un’ottica di tutela e valorizzazione dell’individuo concorrendo, in tal modo, a costruire le condizioni per lo sviluppo della persona e dell’impresa. 
Scarica l'accordo quadro molestie tlc

giovedì 13 dicembre 2018

Rai: Accordo Quadro su Politiche Attive e Pdr

Il giorno 13 dicembre 2018, presso Unindustria-Confindustria, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Informazione, Libersind-ConfSal unitamente al Coordinamento Nazionale delle Rsu, hanno sottoscritto con Rai l’accordo che chiude uno dei capitoli fondamentali di rimando del CCL firmato il 28 febbraio 2018 - POLITICHE ATTIVE e l’accordo “provvisorio” sul PdR.
POLITICHE ATTIVE
L’accordo ha definito:
1. un percorso di stabilizzazione per i precari con contratti autonomi;
2. l’estensione delle tutele contro il licenziamento senza giusta causa per i lavoratori facenti parte del bacino A e B e in apprendistato assunti prima del 7 marzo 2015;
3. il ripristino dei facenti funzione dei livelli apicali nel corso del 2019/20;
4. il ripristino d’organico con l’istituzione di un Osservatorio per seguire e valutare il di-mensionamento produttivo e la piena utilizzazione del personale interno;
5. la previsione di selezioni mirate per tutte le figure professionali della produzione.
Vogliamo evidenziare che l’accordo ripristina tutele fondamentali a 1500 lavoratrici e la-voratori che in forza dell’entrata in vigore del Jobs Act le avevano perdute, ha avviato un percorso di stabilizzazione per i precari, agisce per mettere in sicurezza professionalità ed assetto produttivo

lunedì 8 ottobre 2018

Italiaonline: comunicato su verifica accordo luglio 2018

Il giorno 5/10 u.s. si è tenuto a Roma, presso il Ministero del Lavoro, alla presenza delle Segreterie Nazionali, Segreterie Territoriali unitamente alle RSU di SLC CGIL, FISTel CISL, UILCOM UIL il secondo incontro tecnico di verifica sull’applicazione e sui suoi esiti pratici così come previsto dall’accordo sottoscritto il 2/7/18.
L’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento con i numeri aggiornati relativi ai diversi punti previsti dall’accordo sopra citato:

  1. Ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria
  2. Focus sui trasferimenti collettivi da Torino ad Assago
  3. Formazione per la riqualificazione mediante la creazione dell’Unità Organizzativa “DIGITAL FACTORY” presso la sede di Torino.
  4. Diverse modalità di gestione degli esuberi
  5. Raccolta delle adesioni al “piano di incentivazione” ed alla ricollocazione presso le sedi territoriali

Ad oggi, la Digital Factory conta 35 richieste di inserimento nel percorso di formazione finanziata dalla Regione Piemonte che avrà inizio il prossimo 15/10 e che terminerà intorno a metà dicembre

mercoledì 13 giugno 2018

Poste: firmato accordo per stabilizzare 6000 lavoratori

Sono stati fissati i criteri dell’applicazione dell’accordo sulle politiche attive firmato lo scorso febbraio e che prevede principalmente la trasformazione dei contratti a termine in tempo indeterminato, e dei contratti part time in full time, cui si aggiunge l’assunzione di 500 laureati su ruoli specialistici”, lo annuncia Nicola Di Ceglie, segretario nazionale Slc Cgil che aggiunge che “sono circa 6000 i lavoratori  interessati dall’accordo, che si svilupperà  nel triennio 2018/2020.”
Passaggio importante dell’accordo è il  consolidamento dei contratti a tempo determinato avviati a partire dal 1° gennaio 2014: tali lavoratori rientreranno in graduatorie ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato.
Altra novità è la declinazione delle graduatorie di mobilità volontaria: provinciale, regionale e nazionale. In particolare, esaurito il ricorso alle prime due,  eventuali necessità di personale su base locale verranno risolte attraverso la mobilità nazionale (per il 50%) e i contratti parte time convertiti in full time. Ulteriore leva occupazionale sarà il ricorso alle assunzioni, dal mercato esterno, di giovani laureati destinati a mansioni commerciali con contratti di apprendistato professionalizzante.
Questo è un buon accordo che giunge dopo mesi di impegno soprattutto verso l’inclusione dei giovani lavoratori e che dà prospettive concrete a tante famiglie – chiosa Di Ceglie.

venerdì 2 marzo 2018

Contratti: Camusso, documento conclusivo evidenzia efficacia ruolo di regolazione economica e sociale delle parti

Il documento conclusivo, raggiunto questa notte tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, realizza un importante quadro di certezze nelle relazioni sindacali in una stagione di grande confusione ed evidenzia l’efficacia del ruolo di regolazione economica e sociale svolto dalle parti sociali”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
“Il documento – prosegue il leader della Cgil – rappresenta un punto avanzato di sintesi e indica non solo il quadro di regole in cui si muoveranno sindacati e imprese, ma anche una visione di sviluppo economico e sociale e di possibili positivi sviluppi a favore della coesione sociale e della competitività di sistema”.
Importante nel documento conclusivo – sottolinea Camusso – è la consapevolezza delle parti della loro potestà regolatoria rispetto ai parametri salariali e normativi inseriti nei contratti collettivi nazionali di lavoro. Un netto no a qualsiasi intervento legislativo sul salario. 
Rilevanti sono anche la previsione condivisa sulla necessità di diffondere la contrattazione di secondo livello con competenze sia salariali che di organizzazione del lavoro; l’attenzione a una formazione continua, che facendo leva sul sistema pubblico e sull’impresa diventi strumento di politiche attive del lavoro e di competitività d’impresa; la comune convinzione della necessità di una difesa del welfare pubblico e di un’estensione di un welfare contrattuale integrativo capace di meglio

giovedì 21 settembre 2017

Ceta: Camusso, avrà impatto pesante su nostro Paese, Senato non lo ratifichi

L’accordo Ceta avrà un impatto economico, sociale e ambientale pesante sul nostro Paese, perché in esso gli standard vigenti in Europa in materia di diritti dei lavoratori, sicurezza alimentare e ‘principio di precauzione’, rispetto dell’ambiente e garanzia dei servizi pubblici, saranno nei fatti sacrificati alla libertà di commercio”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in occasione dell’entrata in vigore provvisoria dell’accordo commerciale globale (Ceta) tra l’Ue e il Canada.
Il Parlamento Italiano, chiamato a un voto di ratifica dell’accordo, – aggiunge il leader della Cgil – non può procedere con frettolosa superficialità, ma deve consentire il coinvolgimento e l’informazione dei lavoratori e dell’insieme dell’opinione pubblica sui rischi insiti nella ratifica del Ceta”.
Gli accordi di libero scambio – sottolinea Camusso – non devono più rispondere ai bisogni e alle pressioni delle lobby economico-finanziarie e delle grandi imprese, ma essere effettivamente al servizio dell’interesse generale e della qualità dello sviluppo. Il Ceta, invece, è un accordo che garantisce alle grandi imprese inaccettabili privilegi, mentre non offre nessuna garanzia per i lavoratori, per i consumatori e per i cittadini”.
Per queste ragioni, insieme con altre organizzazioni imprenditoriali, sociali, dei consumatori ed ambientaliste – conclude il segretario generale della Cgil – chiediamo al Senato, chiamato al voto sul Ceta il 26 settembre, di non procedere alla ratifica dell’accordo e di promuovere i necessari approfondimenti, attendendo la verifica del suo funzionamento provvisorio, che siamo sicuri suggerirà di respingere questo trattato per contribuire a un commercio effettivamente equo e sostenibile”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 7 settembre 2017

Contratti: Cgil, Cisl, Uil, accordo con Confesercenti su rappresentanza


Sono stati firmati oggi, tra Confesercenti e Cgil, Cisl e Uil, due importanti accordi interconfederali riguardanti, uno, il modello contrattuale e le relazioni sindacali, l’altro, la misurazione e certificazione della rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni sindacali.
Dopo gli accordi sottoscritti con Confcommercio, Confapi e le Associazioni Artigiane prosegue, dunque, il percorso intrapreso dal sindacato italiano, a partire dall’accordo unitario del 14 gennaio 2016, volto a costruire un moderno sistema di relazioni sindacali in grado di favorire lo sviluppo sociale, economico ed occupazionale del Paese.
Allo stesso modo l’intesa raggiunta sulla rappresentanza conferma la piena volontà di Cgil, Cisl e Uil di addivenire a un insieme di regole chiare e condivise per certificare la rappresentatività delle OO.SS in tutti i settori economici. Resta però evidente la necessità di censire anche le parti datoriali per stabilire quali soggetti sono titolati, o meno, a sottoscrivere contratti collettivi nazionali e porre, così, un freno al proliferare incontrollato di questi ultimi.
Gli accordi sottoscritti dimostrano ancora una volta la vitalità delle relazioni sindacali così come il ruolo che le Parti Sociali possono e devono svolgere per costruire soluzioni utili e condivise atte a tutelare e qualificare il lavoro e rendere, allo stesso tempo, maggiormente competitive le imprese.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 8 agosto 2017

Poste: comunicato e accordi commessa Amazon

Nella tarda serata del 4 agosto è stato sottoscritto l’accordo relativo alla Commessa Amazon. Si tratta di un accordo che comporta un cospicuo ricorso all’attivazione di Contratti a Tempo Determinato, in tutto 1500 assunzioni per gestire la commessa, riservando un’attenzione particolare alle zone già implementate dalla riorganizzazione, che manifestano forti criticità; ma soprattutto si inizia a strutturare il settore della Logistica che, dalle stime che abbiamo, si caratterizza come l’unico volano del segmento recapito, in vista di successivi accordi commerciali in tale ambito.
Alcuni CMP ed alcuni Cp verranno interessati dalla lavorazione della commessa; verrà estesa l’attività relativa alle lavorazioni interne nei CD, con turnistiche che andranno dal lunedì al sabato, turni pomeridiani compresi; la fornitura di attrezzature adatte alla lavorazione dei pacchi, Roll-Promopacco, rulliere e supporti ruotati.
Tutto ciò che riguarda i nuovi orari ed i Basket turni è stato rimandato alla contrattazione territoriale, così come l’attivazione di eventuali nuovi nodi di rete necessari alla gestione della commessa, per i quali è previsto il doppio livello di contrattazione.
Ci riteniamo soddisfatti con le previsioni dell’accordo perché segnano un deciso passo in avanti verso la

giovedì 24 novembre 2016

Nuovo modello contrattuale: firma con Confcommercio

Il 24 novembre Confcommercio, Cgil, Cisl e Uil hanno siglato l’accordo sul nuovo sistema di relazioni sindacali e il nuovo modello contrattuale. La firma e la presentazione dell’intesa sono avvenute nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la sede di Confcommercio a Roma. Hanno partecipato il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.
Questo accordo – ha dichiarato Camusso nel corso della conferenza stampa – è frutto di un lavoro importante, fatto in un contesto difficile in cui veniva ampiamente messa in discussione l’autonomia delle parti sociali e la loro possibilità di decidere. Con Cisl e Uil, presentando la piattaforma unitaria sul nuovo modello contrattuale, abbiamo provato a riscommettere sul fatto che si potessero definire delle regole, che potessimo guidare noi i processi di innovazione, e che non c’era un’egemonia sul modello contrattuale ma ci si potesse invece confrontare con le grandi associazioni dei grandi settori e provare a ragionare insieme sugli elementi determinanti”. Per Camusso “oggi possiamo dire, alla luce di una serie di accordi chiusi, che questa scommessa l’abbiamo vinta, ha dato risultati e ha riconfermato il ruolo delle parti sociali”.
Nel merito, Camusso ha sottolineato alcuni dei nodi qualificanti dell’intesa, in particolare “l’importanza della lotta al dumping contrattuale attraverso la centralità, all’interno di un sistema a due livelli (nazionale, aziendale e territoriale) del contratto nazionale, riferimento anche per quanto riguarda gli appalti e le filiere e che permette una competizione leale tra imprese e la difesa dei lavoratori”. Inoltre nel testo si affronta il tema della misurazione della rappresentanza, sia per la parte sindacale che per quella datoriale, “perché oggi la pluralità datoriale rende impervio il percorso del contratto”.
Una novità rilevante dell’accordo – ha aggiunto Camusso – è aver legato gli aumenti salariali non più a meccanismi automatici, ma alle dinamiche macro economiche, all’andamento del settore e degli indici di prezzi al consumo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 14 novembre 2016

ACCORDO SINDACALE A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE E PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

La Provincia di Brescia, Cgil, Cisl e Uil di Brescia hanno sottoscritto un accordo provinciale per favorire interventi a sostegno di disoccupati.
Sostegno economico per il diritto allo studio
Ai nuclei familiari con almeno un disoccupato da più di tre mesi che abbiano un reddito familiare non superiore ai 15 mila euro di ISEE e che abbiano uno o più figli iscritti alle scuole superiori verrà riconosciuto un sostegno economico per ogni figlio studente fino a 600 euro per il trasporto pubblico o fino a 300 euro per spese scolastiche (libri di testo, vocabolari, libri di narrativa consigliati dalle scuole) la domanda di ammissione al contributo deve pervenire alla Provincia di Brescia entro il 31 gennaio 2017.
La domanda può essere inviata tramite PEC all'indirizzo lavoro@pec.provincia.bs.it
oppure può essere consegnata a mano presso una delle seguenti sedi:
  • dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 10 presso Settore Lavoro della Provincia di Brescia in via Cefalonia, 50 (terzo piano - ufficio assistenza tecnica)

  • il martedì dalle 8,30 alle 13 presso tutti i Centri per l'impiego della Provincia di Brescia

  • tutti i giorni dalle 8,30 alle 13 presso i Centri per l'impiego della Valcamonica
Progetto a sostegno dell'occupazione
Intende favorire l'assunzione con un contratto a tempo indeterminato di uomini over 45 o donne over 40 disoccupati da almeno nove mesi, persone svantaggiate o disabili, disabili gravi over 55.
Sono ammesse ai contributi, entro il 30 aprile 2017, le imprese con sede o unità locale in provincia di Brescia in regola con i contributi previdenziali e che rispettino integralmente le norme derivanti dall'applicazione del contratto collettivo nazionale.

Per informazioni ed assistenza sulle modalità:
030 3749-278 (342) (308) il martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 12,30. Ulteriori informazioni su http://sintesi.provincia.brescia.it(cliccando sulla voce “Concretamente - Piano di aiuti della Provincia alle imprese e alle persone in difficoltà” ed entrando nella sezione > “Concretamente 2016-2017”)

martedì 26 luglio 2016

Gruppo Poste Italiane: firmato accordo su Premio di risultato

Siglato nella giornata del 26 luglio, dopo un serrato confronto, l’accordo sul Premio di Produttività destinato ai lavoratori di Poste Italiane e delle Aziende Gruppo, vigenza anno 2016. 
L’intesa mette in protezione gli importi di produttività dell’anno in corso e assume valenza particolare sia in considerazione del delicato clima relazionale entro cui essa è maturata, sia per i tratti di merito che esprime. Infatti, nonostante trattasi di una sostanziale proroga per l’anno in corso dei contenuti del premio 2015, l’esito del negoziato introduce importanti modifiche che riguardano gli obiettivi a carattere nazionale, a cui è legata l’erogazione del 20% del Premio:
Divisione PCL, peso 10%, al raggiungimento di due obiettivi
– realizzazione progetto Bari;
– implementazione nuova flotta aziendale.
Divisione MP, peso 10%, al raggiungimento di due obiettivi
– conformità di processo, con numero ben definito di profilazioni MIFID e IVASS;
– qualità percepita sulle operazioni finanziarie a normativa MIFID, certificata dal Marketing Strategico.
Il restante 80% legato all’EBIT.
E’ evidente che la struttura del Premio garantisce margini ampi di realizzazione.
L’accordo apporta modifiche importanti all’allegato 4, rivalutando alcune figure professionali alle

lunedì 30 maggio 2016

Call center: firmato l’accordo sulla disciplina dei cambi d’appalto tra Asstel e Slc, Fistel, Uilcom

Assotelecomunicazioni – Asstel, che nel Sistema Confindustria rappresenta la filiera delle telecomunicazioni, e le Segreterie Generali e Nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil hanno sottoscritto oggi un accordo con il quale è stata definita, in attuazione di quanto previsto dalla legge n. 11 del 2016, la disciplina della gestione dei rapporti di lavoro in caso di cambi di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center. L’accordo individua le modalità e le condizioni con le quali ciò dovrà avvenire, oltre a stabilire con una procedura i tempi di confronto tra le parti.
L’intesa raggiunta, operativa fin da subito, formerà comunque parte integrante del rinnovo del CCNL TLC , che si conferma, quindi, ancor di più nel suo ruolo di riferimento per il settore dei call center all’interno della più ampia cornice di filiera. In questo modo si rafforza il ruolo del CCNL quale sede in cui vengono definite regole chiare e comuni, assegnando alla contrattazione aziendale il compito di metterle in pratica e farle vivere adattandole alle singole e specifiche realtà.
Oggi è stato raggiunto un nuovo e più avanzato punto di equilibrio nell’ambito di

lunedì 22 febbraio 2016

Problematica inidonei

Poste Italiane S.p.A.
Direzione Regionale Lombardia
Risorse Umane - Dott. Pietro Largo
Relazioni Industriali - dott. Del Medico Giovanni
ALT Lombardia
Dott. Fabio Toniolo

Segreteria Generale SLC CGlL
c.a. Cincia Maiolini
Roma
Oggetto: Problematica inidonei.

La scrivente organizzazione sta assistendo da un po' di tempo ad una diversità di gestione da parte dell'Azienda tra i lavoratori cosiddetti inidonei alla mansioni, producendo una serie di applicazioni sul territorio spesso non tenendo conto degli accordi a suo tempo sottoscritti tra le parti.
A tal proposito è utile ricordare che in materia di “inidoneità” è stato redatto un accordo in ambito regionale il 10 giugno 2009 che, seppur datato, è l'unico in materia e che detta regole e principi che se non modificati restano attualissimi.
Al contrario registriamo una disparità di trattamento tra i lavoratori, non chiara, per effetto della quale solo per alcuni sussisterebbero le condizioni di applicazione presso un altro centro di lavoro dal proprio a causa di un'intervenuta inidoneità temporanea/definitiva alle mansioni.
Rispetto ai dati fornitici dalla stessa Società in occasione della riorganizzazione del settore del recapito, unico riferimento agli organici che possa avere valenza e spesso richiamato anche nei recenti accordi, risulterebbero diverse scoperture nelle lavorazioni interne che in molti casi non giustificano l'allontanamento, sic simpliciter, del lavoratore.
Con l'aggravante che la regola non vale per tutti e ci risultano poco leggibili i criteri che ne discriminano le scelte tranne che non siano riconducibili alla solita vecchia logica dell'appartenenza.
Pertanto, nel richiamare il rispetto integrale l'accordo del 10 giugno 2009, vi anticipiamo che ci faremo carico, anche in sede giudiziale, dei diritti dei lavoratori anche in termini collettivi, qualora l'Azienda non si faccia carico di un urgente approfondimento sulla materia in parola.
Per queste ragioni restiamo in attesa di un Vs. urgentissimo riscontro
Cordiali saluti
Pierluigi Daccò SLC Cgil
Milano, li 22 febbraio 2016

lunedì 1 febbraio 2016

Accordo tra ANCI Lombardia e Sindacati per politiche sociali mirate alle esigenze dei cittadini.

Assicurare risposte efficaci e mirate alle tante fragilità presenti sul territorio, attraverso la contrattazione sociale territoriale. E' l'obiettivo dell'accordo firmato tra Anci Lombardia, Cgil, Cisl e Uil regionali e i loro sindacati dei pensionati Spi, Fnp e Uilp, su una serie di temi che toccano da vicino la vita di milioni di cittadini.
Oltre all'impegno per un confronto periodico, si punta infatti a rilanciare il ruolo della contrattazione territoriale tra Comuni e Sindacati in tema di fiscalità locale, esercizio associato delle funzioni sociali e piani di zona, integrazione sociosanitaria, utilizzo dei fondi Fnps, Fna e Fsr, contrasto alla povertà, politiche abitative, non autosufficenza, Isee, gestione dei flussi migratori ed in riferimento ai documenti di programmazione degli Enti locali.
Temi come la gestione associata dei servizi da parte dei comuni, e laddove condiviso la loro fusione, rappresentano importanti percorsi di rinnovamento gestionale e istituzionale, utili anche a dare ai cittadini servizi più efficienti.
Uno dei punti salienti è la finanza locale, in particolare la possibilità di superare il patto di stabilità per tornare a fare investimenti sul territorio, con maggiori risorse dedicate alle politiche sociali rivolte ai cittadini, così come – in tema di lotta all’evasione fiscale – la possibilità di indirizzare le eventuali

lunedì 25 gennaio 2016

Cgil, Cisl, Uil e Confindustria siglano accordo su violenza nei luoghi di lavoro

Care compagne, oggi finalmente è stato siglato l'accordo con Confindustria che recepisce l’Accordo Quadro europeo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro del 26 aprile 2007.
Ci sono voluti ben nove anni e tanta perseveranza da parte nostra perchè venisse recipito questo accordo, che riconferma l'importanza del dialogo sociale e il necessario impegno delle parti sociali su questo tema. Di seguito il testo del comunicato congiunto:

Roma, 25 gennaio - In data odierna Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, hanno siglato un'intesa che recepisce l’Accordo Quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro raggiunto il 26 aprile del 2007 dalle rispettive rappresentanze a livello europeo Businesseurope, CEEP, UEAPME e ETUC.
In coerenza con i principi enunciati nell'Accordo Quadro, l’intesa riafferma che le molestie o la violenza nei luoghi di lavoro sono inaccettabili e vanno denunciate, sottolineando che le imprese e i lavoratori hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali.
Cgil, Cisl, Uil e Confindustria si impegnano a dare ampia diffusione all'accordo, affidando alle parti sociali sul territorio il compito di individuare le strutture che possano assicurare una adeguata assistenza a coloro che siano stati vittime di molestie o violenza nei luoghi di lavoro. Ferma restando la facoltà delle singole imprese di adottare ulteriori specifiche soluzioni.
Tale intesa riconferma l'importanza del dialogo sociale a livello europeo e del ruolo delle parti sociali nel combattere il fenomeno della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro.

Qui in allegato il testo dell'Accordo Quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro.