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giovedì 3 ottobre 2019

Cgil, Cisl e Uil, aprire tavolo su crisi sistema accoglienza

I segretari Confederali di Cgil, Cisl e Uil Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello e Ivana Veronese hanno scritto oggi al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli sollecitando un incontro urgente “sulla situazione occupazionale che si sta determinando nel sistema di accoglienza di primo e secondo livello nel Paese, Cara e Sprar, a seguito dell’entrata in vigore dei due decreti sicurezza”.
La lettera segue altre due missive inviate sullo stesso tema all’allora Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio, nei mesi di aprile e maggio, senza però aver ricevuto alcuna risposta.
“Da diversi mesi – scrivono i sindacalisti – si susseguono l’apertura di procedure di licenziamento collettivo a seguito delle dichiarazioni di esubero del personale”.
Lo scenario che si prospetta – continua la lettera – è quello di una crisi occupazionale che riguarda diverse migliaia di lavoratrici e lavoratori, sia nel settore della cooperazione sociale che in quello dei servizi”.
La dimensione di tale crisi occupazionale richiede, a giudizio del sindacato, l’apertura di un tavolo di crisi nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per la individuazione delle possibili soluzioni anche in termini di strumenti straordinari a tutela dell’occupazione, del reddito e delle professionalità presenti all’interno del sistema di accoglienza”. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono la necessità di una risposta a breve da parte del Ministero.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 18 settembre 2018

Cgil, Cisl, Uil sollecitano tavolo a Di Maio

Cgil Cisl e Uil rinnovano, con una lettera inviata oggi, al Ministro Di Maio la richiesta di apertura di un tavolo di confronto sugli interventi in materia di mercato del lavoro.
Pensiamo sia necessario, anche alla luce dei singoli provvedimenti che si stanno definendo in queste ore, avviare un confronto sistemico su quelle che, per parte nostra consideriamo urgenze che devono trovare risposte, a partire dagli interventi che saranno definiti nella prossima legge di stabilità.
In particolare la situazione di perdurante difficoltà di parte del sistema produttivo rende necessario da una parte  superare le rigidità di una normativa sugli ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro che ha ridotto le coperture per misura e per durata e, contestualmente, attivare adeguati investimenti sul sistema delle politiche attive del lavoro, dando garanzia di attuazione ai livelli essenziali delle prestazioni, rafforzando ruolo e operatività dei centri per l’impiego, e dando stabilità e certezza  al sistema delle agenzie e degli istituti che costituiscono il sistema delle politiche attive.
Su tali scelte riteniamo sia utile il confronto con le organizzazioni sindacali confederali , con l’obiettivo, pensiamo condiviso, di affrontare i problemi del Paese, ripartendo dalla centralità del ruolo del lavoro.”
Leggi il documento

giovedì 21 settembre 2017

Ceta: Camusso, avrà impatto pesante su nostro Paese, Senato non lo ratifichi

L’accordo Ceta avrà un impatto economico, sociale e ambientale pesante sul nostro Paese, perché in esso gli standard vigenti in Europa in materia di diritti dei lavoratori, sicurezza alimentare e ‘principio di precauzione’, rispetto dell’ambiente e garanzia dei servizi pubblici, saranno nei fatti sacrificati alla libertà di commercio”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in occasione dell’entrata in vigore provvisoria dell’accordo commerciale globale (Ceta) tra l’Ue e il Canada.
Il Parlamento Italiano, chiamato a un voto di ratifica dell’accordo, – aggiunge il leader della Cgil – non può procedere con frettolosa superficialità, ma deve consentire il coinvolgimento e l’informazione dei lavoratori e dell’insieme dell’opinione pubblica sui rischi insiti nella ratifica del Ceta”.
Gli accordi di libero scambio – sottolinea Camusso – non devono più rispondere ai bisogni e alle pressioni delle lobby economico-finanziarie e delle grandi imprese, ma essere effettivamente al servizio dell’interesse generale e della qualità dello sviluppo. Il Ceta, invece, è un accordo che garantisce alle grandi imprese inaccettabili privilegi, mentre non offre nessuna garanzia per i lavoratori, per i consumatori e per i cittadini”.
Per queste ragioni, insieme con altre organizzazioni imprenditoriali, sociali, dei consumatori ed ambientaliste – conclude il segretario generale della Cgil – chiediamo al Senato, chiamato al voto sul Ceta il 26 settembre, di non procedere alla ratifica dell’accordo e di promuovere i necessari approfondimenti, attendendo la verifica del suo funzionamento provvisorio, che siamo sicuri suggerirà di respingere questo trattato per contribuire a un commercio effettivamente equo e sostenibile”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 21 febbraio 2017

Rai: richiesta d’audizione sul servizio pubblico radiotelevisivo

Le scriventi OO.SS. richiedono un incontro urgente per chiarimenti in ordine alle tematiche di seguito descritte.
1. A seguito dell’inserimento di Rai, da parte dell’Istat, nell’elenco delle pubbliche amministrazioni, potrebbero configurarsi una serie di effetti di carattere gestionale e funzionale su materie essenziali come:

  • reperimento e assunzione del personale,
  • applicazione dei contratti di lavoro,
  • riferimenti associativi e sindacali,
  • modalità di ricorso ad appalti e acquisti di beni e servizi.

A tal riguardo ci sembra insufficiente quanto stabilito per l’anno 2017 dal decreto milleproroghe.
2. A seguito della pubblicazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198 che ha istituito il fondo per il pluralismo, si è definita la durata della concessione di servizio pubblico (10 anni), le modalità e la tempistica per procedere all’assegnazione ad ogni scadenza.
Questa norma che deve essere resa operativa attraverso un atto della Presidenza del Consiglio, non identifica la Rai come unica concessionaria di servizio pubblico, cosa che invece avviene per i paesi aderenti all’Unione Europea.
Visti quelli che sono i termini di assegnazione, proroga sino al 30 aprile 2017 e valutazione della Commissione Parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, sarebbe di nostro interesse conoscere i termini di tali valutazioni.
3. Una serie di interventi normativi, a partire dalla legge n. 89 del 2014, hanno modificato i

mercoledì 10 febbraio 2016

Giustizia: Cgil, Cisl e Uil, Commissione cancelli emendamento su conciliazione assistita

Alla Commissione Giustizia della Camera, in sede di votazione degli emendamenti presentati al DdL 2953 Riforma del processo civile, sono state presentate proposte emendative, fatte proprie dal Governo, che consentirebbero la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita dagli avvocati anche per le controversie di lavoro”. E’ quanto affermano in una nota i Segretari confederali organizzativi di Cgil, Cisl e Uil, Nino Baseotto, Giovanna Ventura e Pierpaolo Bombardieri.
Si tratta – sottolineano i tre dirigenti sindacali – di un emendamento sbagliato, che determinerà un aumento dei costi a carico dei lavoratori e che di fatto intende cancellare il ruolo delle parti sociali nelle controversie di lavoro. Per questo chiediamo alla Commissione Giustizia di respingere questo emendamento perché lesivo delle prerogative delle parti sociali e dei diritti dei lavoratori”.
Attualmente – spiegano Baseotto, Ventura e Bombardieri – le procedure conciliative sono già possibili, senza costi per imprese e lavoratori, e raggiungono l’obiettivo di garantire che ogni soggetto possa essere adeguatamente tutelato da eventuali ‘patti leonini’ che ledano i diritti individuali dei contraenti”.
Questa procedura garantista di conciliazione assistita – concludono i tre segretari – ha funzionato bene in questi anni e non si capisce per quale motivo si intenda ora intervenire con una nuova regolazione giuridica, se non per effetto di pressioni di lobby interessate. Tra l’altro con l’emendamento in discussione presso la seconda commissione di Giustizia della Camera si fa riferimento ad una categoria non meglio precisata di avvocati ‘specializzati’ in controversie di lavoro che non ci risulta esista in alcuna classificazione ordina mentale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 26 gennaio 2016

Perchè è importante procurarsi il Codice PIN Inps?

E' ormai consolidato l'uso del Codice PIN per poter eccedere ai vari servizi dell'INPS ed a quella documentazione che l'Ente Previdenziale non provvede più ad inviare per posta agli interessati.
In particolare, per i pensionati, con il codice PIN è possibile effettuare l'estrazione del proprio Mod. CU (Certificazione Unica) e del Mod. ObisM che illustra la corresponsione della pensione dell'anno in corso.

E' anche possibile, attraverso apposito monitoraggio, seguire tutto l'iter delle pratiche in corso quali:

  • Invio bollettini MAV per contribuzione volontaria;
  • Concessione della pensione con relativa certificazione;
  • Importo dettagliato del rateo mensile di pensione.

Inoltre, anche per tutti i lavoratori dipendenti assoggettati alla contribuzione obbligatoria, è possibile procurarsi l' Estratto Conto Contributivo ed avere la possibilità di controllare i propri dati aggiornati. Procurarsi il Codice PIN è facile.
Basta seguire la procedura prevista sul sito dell' INPS, alla voce: “IL PIN ON LINE – RICHIEDI IL PIN”.  Per gli iscritti, qualora fosse richiesto, la nostra sede mette a disposizione le proprie strutture per la procedura del rilascio.
Ovviamente il codice PIN può essere anche richiesto direttamente agli sportelli dell'Ente.

La segreteria SLC-CGIL
di Brescia

lunedì 23 novembre 2015

Corea del Sud: Cgil, solidarietà a KCTU, siano rispettati diritti sindacali fondamentali

La Cgil esprime la propria solidarietà alla Confederazione Sindacale Sud-Coreana KCTU per i recenti gravi attacchi da parte del governo e della polizia. La Cgil si unisce all'ITUC nella richiesta di ritiro immediato del mandato di arresto nei confronti del segretario generale Han Sang-gyun e chiede il rilascio dei sindacalisti arrestati recentemente”. E’ quanto afferma Fausto Durante, responsabile Area politiche europee e internazionali Cgil.
Non più tardi di due settimane fa, - ricorda il dirigente sindacale - la Cgil partecipava a un seminario internazionale organizzato dalla KCTU sulla deregolamentazione dei diritti del lavoro a livello globale e alla manifestazione contro la riforma del mercato del lavoro che il governo ultraliberale della presidente Park Geun-hye sta portando avanti con autoritarismo”.
La KCTU, insieme a esponenti dei movimenti sociali, - conclude Durante - ha organizzato una grande manifestazione repressa con barricate della polizia, cannoni ad acqua e gas lacrimogeni. Chiediamo un’azione di solidarietà e un intervento degli organismi internazionali affinché venga ripristinato il rispetto dei diritti sindacali fondamentali”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 16 giugno 2015

Call center: parti sociali chiedono modifica incentivazioni assunzioni

Assocontact congiuntamente ai sindacati di categoria Slc CGIL, Fistel CISL e Uilcom UIL hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo RENZI, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Claudio DE VINCENTI, al Ministro del Lavoro Giuliano POLETTI e al Ministro dello Sviluppo Economico Federica GUIDI per ribadire ancora una volta la necessità di modificare urgentemente le norme introdotte dalla Legge di stabilità per le incentivazioni alle assunzioni, soprattutto riguardo la decontribuzione triennale, che hanno indotto, nel settore dei servizi dei call‐center, una distorsione accentuata della concorrenza.” Lo comunica una nota di Slc Cgil nazionale.
Tale distorsione – si legge nella lettera – consente che l’azienda che si propone, nelle gare pubbliche o acquisendo lavoro da committenti privati, come fornitore di servizi di contact center con personale neo assunto è in grado di avanzare tariffe inferiori del 30% rispetto ad aziende che operano già sul mercato con personale assunto negli anni precedenti. Tale divergenza è determinata dal fatto che in un servizio di contact center il costo del lavoro rappresenta fino all’ottanta per cento del costo totale.”
“Questo fenomeno produce una pesante contrazione delle tariffe di mercato, che si sono allineate

giovedì 2 aprile 2015

Poste: Richiesta incontro A.D. Ing Caio

Le scriventi OO.SS. hanno appreso nei giorni scorsi dai comunicati stampa ufficiali le notizie non troppo rassicuranti inerenti la Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2014 nonché quelle relative all’avvio della consultazione pubblica da parte di AGCOM sulle proposte presentate da Poste Italiane sulle nuove modalità di recapito a giorni alterni e sulle tariffe e gli standard di qualità del servizio universale.
Alla luce di quanto sopra e per dare seguito alla nostra richiesta di un ulteriore confronto sul Piano strategico a valle delle comunicazioni dei responsabili delle Funzioni PCL e MP, con la presente le scriventi chiedono un urgente incontro per un esame della situazione complessiva dell’Azienda e del Gruppo.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLP- CISL SLC- CGIL UIPOSTE-UIL FAILP-CISAL CONFSAL COM UGL-COM