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lunedì 7 giugno 2021

Vaccini: Right2Cure, domani al Consiglio TRIPs del WTO si apra trattativa su moratoria brevetti “Inaccettabile chiusura Commissione Ue”

“Inaccettabile la chiusura della Commissione UE sulla moratoria sui brevetti dei vaccini. Se alla riunione del Consiglio TRIPs dell’8 e del 9 giugno, in sede WTO, non si apriranno ufficialmente le trattative, tutto slitterà a novembre, perdendo mesi decisivi per contenere la diffusione del virus e il moltiplicarsi delle varianti”. Così, nel comunicato (scarica testo), il Comitato italiano della Campagna europea Right2Cure#NoprofitOnPandemic, di cui la Cgil fa parte, esprime la propria “forte preoccupazione”.

“La situazione è drammatica – si sottolinea nella nota – perché nel Sud del mondo la pandemia continua a imperversare in maniera disastrosa, solo lo 0,3% della popolazione risulta vaccinato e di questo passo difficilmente lo sarà in maniera sufficiente entro la fine dell’anno”.

Scarica il comunicato stampa del Comitato Italiano per l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Diritto alla cura. Nessun profitto sulla pandemia”

Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu

Per firmare online l’ICE eci.ec.europa.eu

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 18 aprile 2019

Manifestazione il 26 aprile a Bruxelles

Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza a Bruxelles il prossimo 26 aprile al fianco dei sindacati europei, in vista delle elezioni del 23-26 maggio. ‘Call to action for a fairer Europe for workers’, questo lo slogan della manifestazione europea per i diritti del lavoro e per un’Europa più giusta. Appuntamento in Place du Luxembourg alle ore 10.30.
“Le elezioni europee – è scritto nel volantino dei promotori – sono le più importanti da decenni. Occorre un’Europa migliore, più sociale e con valori democratici”. 
Il Parlamento europeo che eleggeremo a maggio – spiegano – potrebbe contribuire alla corsa al ribasso in termini di salari, tasse e dumping sociale o fare dell’Europa un luogo migliore dove vivere e lavorare”.
Manifestiamo a Bruxelles – proseguono i sindacati europei – per un’Europa più giusta per i lavoratori, per un’Europa impegnata per la democrazia e la giustizia sociale, per il lavoro di qualità e per salari e pensioni più alti, per transizioni giuste, meno emissioni e per il futuro digitale”. “Manifestiamo – concludono – per dimostrare che il nazionalismo, l’estrema destra e i partiti anti-europei non offrono soluzioni per i problemi che stiamo affrontando oggi”.
Scarica qui il materiale: https://bit.ly/2ZnPx5c

giovedì 21 giugno 2018

Cgil, Cisl, Uil: necessaria approvazione proposta di Direttiva UE sull’equilibrio vita/lavoro

Il raggiungimento di un equilibrio fra vita privata e vita lavorativa è strettamente legato al mancato conseguimento di una effettiva parità di genere, e rimane un elemento essenziale sia per le lavoratrici che per coloro che sono in cerca di un’occupazione.
L’attuale quadro giuridico e istituzionale dell’Unione Europea, purtroppo, non aiuta nella ricerca di soluzioni adeguate a queste problematiche. Ecco perché, come responsabili delle politiche di genere di Cgil, Cisl e Uil, ci uniamo a tutte le delegate delle confederazioni aderenti alla Ces, la Confederazione Europea dei Sindacati, nel richiamare l’attenzione dei governi dei paesi membri per un cambio di rotta in questa direzione sostenendo, in seno alla riunione del Consiglio Europeo dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali, in programma oggi a Bruxelles, la proposta di direttiva sull’equilibrio vita/lavoro.
Si tratta di un appuntamento importante, un’occasione da non perdere, per tradurre in pratica le intenzioni che i diversi responsabili politici hanno sempre dichiarato a riguardo nei diversi momenti istituzionali ed internazionali dedicati al tema.
L’introduzione di alcune misure previste nel testo di direttiva, come i congedi parentali non trasferibili e retribuiti (a livello di indennità di malattia), i 10 giorni di congedo di paternità retribuito, lo sviluppo di strutture pubbliche per l’infanzia e il diritto di richiedere condizioni flessibili di lavoro, in un’ottica di condivisione delle responsabilità genitoriali e familiari, costituirebbero un importante passo in avanti.
Ci rivolgiamo in particolare al ministro del Lavoro affinché non faccia mancare il sostegno dell’Italia in quella sede. Un’Europa più sociale e più inclusiva è fondamentale per la coesione, la crescita e lo sviluppo.
Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere Cgil nazionale
Liliana Ocmin, responsabile dipartimento politiche migratorie, donne, giovani e Coordinamento Nazionale donne Cisl
Laura Pulcini, responsabile Nazionale Coordinamento pari Opportunità Uil

mercoledì 2 maggio 2018

Bilancio Ue: Cgil, Cisl, Uil, tagli ai fondi coesione minano sviluppo e riduzione divari

“Tagli consistenti ai fondi di coesione e alla Pac, la politica agricola comune, minano il disegno di un’Europa federale, sociale e dei popoli. Come già abbiamo affermato davanti al Parlamento europeo, la politica di coesione economica, sociale e territoriale rappresenta una componente fondamentale del disegno europeo, come descrivono gli stessi Trattati, per promuovere uno sviluppo armonioso e ridurre i divari”. È quanto dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Gianna FracassiAngelo ColombiniGuglielmo Loy, in merito al nuovo bilancio Ue post 2020 presentato ieri dalla Commissione Europea.
Per i segretari confederali “l’incremento delle risorse per importanti priorità come l’immigrazione, i giovani e l’innovazione non possono né impedire un tenore di vita equo alle popolazioni agricole, né giustificare l’abbandono dei finanziamenti volti a contrastare ritardi di sviluppo e minori opportunità sociali e occupazionali tra i cittadini europei”.
In merito alle entrate, Fracassi, Colombini, Loy, affermano “è apprezzabile, quanto indispensabile, la riforma del regime di finanziamento del bilancio europeo, soprattutto nella prospettiva ambientale, con nuove tasse sulla plastica e sulle emissioni di CO2”. “Tuttavia – sottolineano – con un pò più di coraggio sarebbe stato possibile contemplare la capacità per l’Unione europea di assumere prestiti, Eurobond”. Sul versante della spesa, i tre dirigenti sindacali sottolineano “appare utile l’istituzione del primo fondo per la stabilizzazione degli investimenti pubblici, mentre il secondo che sostiene i Paesi nella realizzazione delle riforme rischia di annullare gli effetti positivi del primo, se le riforme continueranno ad andare nella

lunedì 26 giugno 2017

CETA: Camusso, preoccupante e immotivata fretta Parlamento a ratificare trattato

In questi giorni il Parlamento italiano sta procedendo con una fretta preoccupante e immotivata, prima di tutti gli altri principali paesi dell’Unione, alla ratifica del CETA, il trattato commerciale tra UE e Canada, che dopo il blocco del TTIP (il trattato USA-UE) rappresenta la bandiera di una vecchia politica commerciale, subalterna agli interessi di pochi e inefficace per un governo equo della globalizzazione economica”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
Le scorse settimane – aggiunge la leader della Cgil – in un’inedita importante alleanza con altre organizzazioni (Coldiretti, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori e Fair Watch), avevamo chiesto ai Presidenti di Camera e Senato che le nostre istituzioni evitino la fretta interessata e procedano ad una discussione approfondita prima di assumere una decisione che continuerebbe sulla strada sbagliata di un’indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi”.
Una decisione affrettata senza che ve ne sia alcuna urgenza – prosegue Camusso – danneggerebbe fortemente la nostra economia e i nostri lavoratori. Sarebbe invece opportuno che si desse occasione ai cittadini, ai lavoratori, alla società civile e alle parti sociali di esprimere le loro opinioni e perplessità su questo trattato, che interferisce non solo sull’import e sull’export del nostro Paese ma sulla vita e sul lavoro delle persone”.
Fermarsi – conclude il segretario della Cgil – significherebbe ripristinare un percorso democratico che è mancato durante un negoziato durato per sei anni nel segreto delle delegazioni, senza nessuna vera possibilità di accesso e di trasparenza per gli stessi parlamentari europei e nazionali. Per queste ragioni la Cgil parteciperà al presidio che si terrà il 5 luglio a Montecitorio”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 17 dicembre 2015

Europa: sindacati, non ci può essere una dimensione sociale a due velocità

La Confederazione europea dei sindacati (Ces), il sindacato britannico Tuc, i sindacati italiani Cgil, Cisl e Uil, condannano le implicazioni sociali della proposta per un’Europa a due velocità, come ipotizzato da Paolo Gentiloni e Philip Hammond, ministri degli Esteri di Italia e Regno Unito, in una lettera congiunta pubblicata su Repubblica e sul Telegraph martedì 15 dicembre”. E’ quanto affermano in una nota i sindacati.
I sindacati - prosegue la nota - temono che prevedere differenti velocità di integrazione nel campo sociale e dell'occupazione comporta il rischio di lasciare indietro i lavoratori inglesi. Il timore è fondato anche alla luce del programma di lavoro della Commissione europea per il 2016 che confina il concetto di ‘pilastro sociale’, peraltro non ancora definito, alla sola Unione economica e monetaria ed al suo completamento”.
I sindacati - aggiunge la nota - sottolineano la necessità di dotare la EMU di mezzi necessari per far fronte agli shock economici e alle sue debolezze strutturali nonché assicurare che gli sviluppi sociali non debbano essere confinati alla sola Unione economica e monetaria. I lavoratori inglesi non possono e non devono essere trattati come cittadini di serie B. A tutti i lavoratori devono essere garantite le stesse possibilità di migliorare le condizioni di lavoro e di vita, qualunque sia il luogo in cui essi vivano nella UE, e di essere coinvolti nella definizione del ‘pilastro sociale’ della UE” .
I sindacati chiedono ai governi riuniti oggi e domani a Bruxelles per il Consiglio europeo - concludono Ces, Tuc, Cgil, Cisl e Uil - di respingere l'idea che la UE sia ridotta ad un’area di libero mercato per alcuni, di più ampia integrazione per altri, e di piccola o assente dimensione sociale per tutti. Non ci può essere un mercato unico senza un’Europa sociale. Il fallimento nel riconoscere tutto ciò comporta il rischio di alienare ulteriormente gli elettori inglesi e di altri Paesi”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 6 luglio 2015

Ue: Cgil, ritiro direttiva su congedo di maternità grave passo indietro

L'Europa fa un grave passo indietro sui diritti delle donne”. Così Loredana Taddei, responsabile politiche di genere della Cgil nazionale, commenta il ritiro da parte della Commissione Ue della direttiva che era stata presentata nel 2008 dalla Commissione Barroso, con lo scopo d’istituire delle regole comuni in tutta l’Unione sui congedi parentali. L’obiettivo era di aumentare il periodo di congedo di maternità volontario da 14 a 18 settimane, di cui sei obbligatorie immediatamente dopo la nascita del figlio.
Oggi - sottolinea Taddei - il congedo di maternità è regolato da una direttiva che risale a più di vent’anni fa e che assicura alla lavoratrice madre un periodo di riposo di almeno 14 settimane, retribuito completamente o anche solo in parte”.
Nonostante le pressioni del Parlamento europeo e della Ces (la Confederazioni Europea dei Sindacati) - prosegue la sindacalista della Cgil - la Commissione ha ritirato il testo sul congedo di maternità, che dal 2010 giace sulle scrivanie degli stati membri. Con la promessa di presentare un’iniziativa più ampia e di continuare a promuovere gli obiettivi della precedente proposta e che assicurerà una protezione

lunedì 20 aprile 2015

Immigrazione: "Fermare la strage. Subito!". Domani mobilitazione nazionale a Roma

La Cgil parteciperà domani alla giornata di mobilitazione nazionale per chiedere di fermare la strage nel Mediterraneo. All'indomani del naufragio che ha causato la morte di oltre 700 persone, la confederazione di corso d'Italia, insieme a decine di associazioni, organizzazioni sindacali e Ong, promuove iniziative in tutta Italia e un presidio nazionale a Roma per sollecitare un intervento urgente del governo e delle istituzioni europee. Di seguito il comunicato congiunto firmato dai promotori.

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate. Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte.
Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi, come dimostra quest’ultima tragedia in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari