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lunedì 13 giugno 2016

Immigrati: FDV Cgil, retribuzioni medie inferiori di 362 euro netti al mese

Occupati prevalentemente nei settori a basso valore aggiunto (servizi alla persona, agricoltura, costruzioni, alberghi e ristoranti), dove la concorrenza con l’offerta di lavoro della componente italiana risulta marginale, con basse qualifiche e una retribuzione media netta inferiore di circa 360 euro al mese. E’ questa la fotografia del lavoratore immigrato che emerge dallo studio “Le conseguenze della crisi sul lavoro degli immigrati in Italia” realizzato dalla Fondazione Di Vittorio della Cgil, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio sulle migrazioni, che ha analizzato le condizioni dei lavoratori stranieri occupati in Italia nel quinquennio 2011-2015.
Il lavoro degli immigrati ha contenuto il declino dell’occupazione nel nostro Paese e l’incidenza dell’occupazione straniera sul totale degli occupati è aumentata di 1,5 punti percentuali (+329 mila unità), attestandosi nel 2015 al 10,5%. Ma a quali condizioni?
La crisi ha colpito duramente anche la forza lavoro straniera, con un tasso di disoccupazione nel 2015 più alto di quasi 5 punti rispetto a quello relativo alla forza lavoro italiana (16,2 vs 11,4). Così come è aumentata la precarietà e il part time involontario.
Il tasso di sofferenza occupazionale (indicatore elaborato dalla FDV che comprende disoccupati,

mercoledì 7 settembre 2011

Pochi immigrati; «Scioperare non è ancora un diritto» - di Irene Panighetti su BresciaOggi

L'unico striscione di soli immigrati è quello dei rifugiati ospitati a Brescia: 32 persone provenienti da Nigeria, Mali e Ciad in fuga dalla guerra libica. Nel resto del lungo corteo le facce non italiane sono poche e quelle presenti sono pressoché tutte di Rsu cgil di grandi fabbriche.
«NON È che gli immigrati non sentono questo sciopero, anzi- spiega Ibrahim 'Ndyane, della Fillea cgil -: quelli delle grosse realtà come l'Iveco ci sono. Il problema è per gli immigrati delle piccole aziende, dove non c'è il sindacato, e per quelli dell'edilizia, dove partecipare ad uno sciopero significa fare uno sgarro al capocantiere e rischiare il posto. Sciopera chi ha garanzie, chi invece è ricattabile non può permetterselo anche».
Maqsood Hassan, di origini pachistane, rsu alla NordZink di San Gervasio, conferma: «In fabbrica quasi la metà di noi è di origine straniera, abbiamo partecipato tutti allo sciopero perché la manovra è contro tutti i cittadini. Il padrone si arrabbia con chi sciopera, anche se gli immigrati rischiano di più».
Anche alla Cf Gomma di Passirano l'adesione è stata alta: «Quasi tutti sono usciti - garantisce Seck Badara, senegalese, da 21 anni in Italia -: lo hanno fatto anche gli immigrati, perché hanno capito l'importanza della mobilitazione». «Non ce la facciamo più a essere trattati così - incalza Issa Bousso, senegalese responsabile dell'ufficio immigrati di Manerbio, che tuttavia ammette: - gli immigrati sono più precari degli italiani e quindi è più faticoso farli scioperare».
IMMIGRATI in Italia da anni, chi già con la cittadinanza, consapevoli e quasi tutti sindacalizzati: questo il profilo medio delle persone in corteo. Per gli altri i problemi sono stati troppi per permettere la