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venerdì 11 ottobre 2019

Dl Clima: Cgil, insufficiente e inadeguato a sfide ambientali

Insufficiente, inadeguato alle sfide e alle emergenze ambientali che siamo costretti a dover affrontare, e le risorse economiche previste sono irrisorie. Contiene ben poco delle ambizioni annunciate dal nuovo Governo”. Questo in estrema sintesi il giudizio espresso dalla vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi in merito al decreto sul Clima approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.
Si dimostra, approvando misure parziali, poco coraggio nelle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici. Tra gli esempi più evidenti di tale limitatezza – spiega la dirigente sindacale – le misure per la qualità dell’aria: si prevedono incentivi per la rottamazione di mezzi altamente inquinanti con bonus per abbonamenti al trasporto pubblico locale, ma non si indicano interventi per il potenziamento del parco mezzi pubblici e la sostituzione di quelli inquinanti. Analoghe limitazioni anche per la gestione sostenibile delle città”.
Sul capitolo risorse, Fracassi aggiunge: “meno di 400 milioni sono cifre alquanto irrisorie. Non ci sono risorse per la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, indispensabili per la transizione ecologica; nessun finanziamento per le misure di accompagnamento dei lavoratori coinvolti”.
Ci aspettiamo – prosegue la dirigente sindacale – una traduzione più ambiziosa del ‘Green New Deal’ a partire dalla prossima legge di Bilancio e la definizione di un piano strutturato che in uno sviluppo pluriennale possa consentire al Paese di vincere la sfida della transizione ambientale e della riconversione ecologica delle produzioni”.
Infine, la vicesegretaria generale denuncia “l’assenza di qualsiasi riferimento al tema della partecipazione e del coinvolgimento delle parti sociali. Chiediamo – conclude Fracassi – che venga attivato da subito, prima del varo della legge di Bilancio e del decreto Clima, un percorso democratico con le organizzazioni sindacali”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 9 ottobre 2018

Il giudizio dei sindacati: Def debole

Cgil, Cisl e Uil giudicano il Def “debole”, lo sviluppo e il lavoro “sono i grandi assenti”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, al termine della segreteria unitaria con Cisl e Uil dedicata alla valutazione della manovra del governo. Secondo i sindacati, anche sugli investimenti per le infrastrutture, sulla sanità, su formazione e istruzione “c’è un’assenza di idea di futuro”. Il Def è “del tutto insufficiente per far ripartire il Paese”, ha sottolineato Furlan (Cisl). Oltre al fatto, come ha rimarcato Carmelo Barbagallo (Uil), che “mancano investimenti per le infrastrutture, risorse per i contratti della pubblica amministrazione, fisco e Mezzogiorno”.
Nella nota di aggiornamento del Def, spiega Camusso, spicca “l’assenza di un’idea del futuro e delle prospettive del Paese, che invece ha bisogno di uscire con determinati elementi dalla crisi degli anni scorsi”. Per il segretario generale Cgil “è stato un incontro molto utile e una discussione positiva, in particolare ci siamo confrontati sull’aggiornamento del Def e, quindi, sugli annunci che si determinano per la legge di bilancio. Abbiamo condiviso un giudizio generale sulla non intenzione di misure utili su sviluppo e lavoro, temi che sono assenti come quelli degli investimenti, infrastrutture, sanità, formazione, conoscenza e istruzione”. 
Camusso ha poi posto il tema sulla questione fiscale, che va “nella direzione sbagliata, a partire dai condoni e allo spostamento di reddito da lavoro e pensioni verso altri”. Sul reddito di cittadinanza ha sottolineato che “per il momento è molto fumoso”, soprattutto in rapporto alle prospettive di lavoro.
Cgil Cisl e Uil hanno deciso di mettere a punto una piattaforma unitaria, che parta da lavoro fisco e

venerdì 16 febbraio 2018

Spettacolo: Fus insufficiente. Portarlo a livelli europei

L’importo del Fondo Unico per lo Spettacolo pari a 333.941.798 €, comunicato oggi dal Ministro dei Beni e delle attività culturali, è inferiore a quello dell’anno scorso che era stato oggetto di un aggiunta straordinaria. Le risorse stanziate sono complessivamente insufficienti – commenta Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Per il 2018 attività teatrali, musicali, danza e circensi avranno lo stesso importo del 2017, mentre per le residenze si troveranno risorse extrabilancio. Vengono decurtati i progetti multidisciplinari, i progetti speciali ed azioni di sistema. Gli ulteriori fondi pari a circa 9 milioni stanziati dalla legge spettacolo sono stati dirottati dal Parlamento, con la legge di stabilità, su altre iniziative tra le quali il finanziamento ai carnevali storici, orchestra Verdi di Milano e teatro Eliseo.”
Credo sia evidente a tutti – prosegue la sindacalista – che iniziative parlamentari che impattano fuori dalle logiche di ripartizione del FUS, sottraendo anzichè integrare risorse, siano deleterie e sbagliate. Le Fondazioni liriche subiscono un taglio, ma nella legge di stabilità sono stati stanziati fondi aggiuntivi specifici.”
I rappresentanti delle imprese di spettacolo si sono dichiarati soddisfatti e quindi confidiamo in una rapida conclusione della trattativa di rinnovo dei contratti della Prosa e degli Scritturati – conclude Bizi. Ci auguriamo che il prossimo Parlamento, uscendo dalle mere logiche di aiuto a singoli soggetti, incrementi il Fondo Unico per lo Spettacolo almeno ai livelli degli altri Paesi europei.”
Scarica lo schema del Fus 2018: FUS 2018